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Quando c'era la Cavese

Sogno Cavese nasce da una idea di alcuni tifosi della S.S. Cavese 1919  che iniziano a studiare il fenomeno dell'Azionariato Popolare e dei Supporters Trusts che si sta diffondendo in Europa, soprattutto in Inghilterra e in Germania.  Vengono a conoscenza dell’esistenza di un organismo europeo, operativo anche in Italia, a supporto delle iniziative di azionariato popolare, Supporters Direct. In questa fase embrionale, è stato fondamentale uno studio del fenomeno, soprattutto a livello europeo, per comprenderne le dinamiche e per poter progettare un percorso "su misura" rispetto alla specifica realtà territoriale e calcistica.

Sin dall’inizio Sogno Cavese si pone l'obiettivo di coinvolgere altri tifosi e ciascuno, secondo le proprie competenze, sposando il progetto ha da subito offerto il proprio contributo. Dopo un iniziale confronto con alcuni tifosi di diversi “settori” dello stadio a cui è stato presentato il progetto, ancora in fase embrionale, il 28 maggio 2010, Sogno Cavese si è presentata alla Città in un’Assemblea Pubblica che ha visto la partecipazione delle istituzioni, Sindaco in testa, dei rappresentanti della vecchia società, di giornalisti e soprattutto dell’unica componente imprescindibile: I TIFOSI. Al cospetto di circa 350 presenti, abbiamo avuto modo di illustrare il progetto Sogno Cavese: l’occasione è stata inoltre utile per presentare il nostro principale testimonial, Mr. Rino Santin, uomo di calcio, persona seria e rispettata in Città per quanto ha fatto per la Cavese e non solo.

In quel periodo, il titolo della S.S. Cavese 1919, militante nel campionato di Lega Pro I Divisione, viene simbolicamente consegnato dalla proprietà nelle mani del sindaco di Cava de' Tirreni, Prof. Marco Galdi, essendo l’azionista di riferimento ormai sull’orlo del fallimento.

Con il trascorrere dei giorni, lo spettro del fallimento sembra coinvolgere anche la S.S. Cavese 1919 Srl e l’Amministrazione accoglie la richiesta della costituenda Associazione Sogno Cavese di organizzare un’incontro pubblico tra società e tifosi (18/06/2010) che resterà nella storia della Cavese e della città intera.

In questa occasione l’Amministrazione comunale decide dunque di lanciare l’operazione "Salviamo la Cavese" attraverso la quale la città intera avrebbe potuto contribuire economicamente per evitare il fallimento. Ad operazione conclusa, i tifosi ed alcuni imprenditori locali hanno raccolto la ragguardevole cifra di € 220.000.

Il percorso costituente dell'Associazione non poteva di certo interrompersi: dunque, dopo un lungo e faticoso lavoro di stesura dello Statuto, il 2 luglio viene convocata l’Assemblea costituente di Sogno Cavese. Sono 60 i soci fondatori di Sogno Cavese che hanno nominato membri del Consiglio Direttivo Maurizio Alfieri, Paolo Polacco, Francesco Mastuccino, Giuseppe Abbamonte, Simone Ragone e Francesco Bove, eleggendo quest’ultimo alla carica di Presidente pro tempore. Con un vero plebiscito, viene acclamato, inoltre, Presidente Onorario Mr. Rino Santin. Nel frattempo si susseguono le voci di imprenditori e cordate interessate ad acquisire il titolo della SS Cavese 1919 ed il 19/07/2010 Sogno Cavese inizia la Campagna per il tesseramento. Attraverso una costante attività sul territorio ad opera di Consiglieri e Associati, si è continuato a diffondere il "virus" dell’azionariato popolare raggiungendo la quota di oltre 500 associati.

Sul fronte societario, il 20/07/2010 sembrava giunta l’ora della costituzione della nuova società. Sin da subito tuttavia sono iniziati i primi problemi: in virtù dell’ampiezza della compagine sociale, si palesa immediatamente una spaccatura in due correnti che si fronteggiano.

Sogno Cavese intanto continua la sua battaglia per ottenere la rappresentanza in società risultando di fatto l’interlocutore per tutte le componenti interessate alle sorti della Cavese Calcio, in considerazione della trasversalità rispetto a tutte le anime del tifo e dell’autorevolezza acquisita anche grazie al numero crescente di Associati: in più di un’occasione i rappresentanti di Sogno Cavese hanno incontrato i soci formulando diverse proposte.

A titolo esemplificativo, per quanto concerne la campagna abbonamenti che a Cava de’ Tirreni non veniva ormai effettuata da 2 anni, Sogno Cavese ha effettuato un’analisi comparativa e proponendo un sistema di sconti per giovani, anziani e famiglie con l’obiettivo di creare entusiasmo e riempire nuovamente lo stadio Simonetta Lamberti. Il 18/08/2010 la società lancia la Campagna Abbonamenti recependo però in maniera assolutamente parziale ed incoerente la proposta di Sogno Cavese, ottenendo riscontri quasi del tutto inesistenti.

Il 02/09/2010 Sogno Cavese, a seguito delle numerose richieste rivolte all’Amministrazione Comunale di rappresentare gli interessi dei tifosi in società, riceve dal Sindaco una lettera in cui finalmente palesa la prevedibile incompatibilità di chi ricopre cariche politiche a sedere nel CdA di una società a scopo di lucro. Neanche il tempo di organizzare una nuova sortita, questa volta rivolta alla sola società sportiva, che l’Amministrazione stessa in data 04/09/2010 invia alla S.S. Cavese 1919 una formale richiesta in cui si richiede “… l’inserimento all’interno della società stessa di un rappresentante dei tifosi, con esclusive funzioni consultive e propositive …”. La società, dal canto suo, non può dunque esimersi dall’indire per il 15/09/2010 l’Assemblea Generale dei partecipanti all’operazione "Salviamo la Cavese" affinché esprimano il loro rappresentante all’interno della SS. Cavese 1919. Intanto il 10/09/2010 le relazioni all’interno della nuova compagine societaria raggiungono il loro minimo storico: uno dei soci, considerato di fatto dalla piazza un "dirigente tifoso", rassegna le proprie dimissioni. Il suo comunicato è seguito da una comunicazione ufficiale della squadra che prende posizione per la fazione cui apparteneva il dirigente dimissionario. Sogno Cavese si attiva immediatamente richiedendo alla società di presentarsi in tutte le sue componenti al cospetto dei tifosi per chiarire la situazione prima delle elezioni del rappresentante della tifoseria.

15/09/2010: con il 93% dei voti, il Presidente p.t. di Sogno Cavese viene eletto rappresentante della tifoseria. Questa carica, sebbene democraticamente eletta e rappresentativa della base, risulterà nel tempo priva di qualsivoglia contenuto sostanziale, non essendo di fatto regolata dallo Statuto della società medesima.

Nel corso della stagione, la compagine societaria si disgrega: a seguito di un'assemblea straordinaria con l’obiettivo della ricapitalizzazione, si assiste alla sostanziale uscita di scena di gran parte dei suoi componenti e il passaggio quasi totale delle redini nelle mani dell'imprenditore Giuseppe Spatola, supportato in minor quota dal cavese Riccardo Tanimi.

Per tutta la durata del campionato, che vede la Cavese barcamenarsi nelle zone “pericolose” della classifica (anche per effetto di una pesante penalizzazione causata da mancati pagamenti di stipendi nella precedente stagione), la situazione debitoria si aggrava ulteriormente: sebbene il patron Spatola ottemperi al pagamento delle spettanze relative ai calciatori così da non causare ulteriori penalizzazioni a stagione in corso, una serie di acquisti dispendiosi e il mancato utilizzo di calciatori giovani che avrebbero consentito di ottenere benefici economici previsti dai regolamenti di Lega, alimentano il ‘buco da colmare’ per consentire un risanamento economico del club.

La Cavese, dopo due cambi di panchina, termina il campionato all'ultimo posto e retrocede in Seconda Divisione. (Cavese - Foligno 2-2, 15/05/2011).

Lo scoramento è notevole, ma nelle ore immediatamente successive Sogno Cavese inizia a programmare una pubblica assemblea per discutere del futuro della S.S. Cavese 1919. L'invito è rivolto a tutta al tifoseria cavese, all'imprenditoria locale ed è l'occasione per un pubblico confronto tra il Patron Giuseppe Spatola ed il Sindaco Marco Galdi. Dall'assemblea organizzata da Sogno Cavese in data 25/05/2011 scaturisce soltanto qualche impalpabile dettaglio in merito alla situazione debitoria della Cavese, definita dallo stesso patron ‘fluttuante’. E mentre la politica si dichiara disponibile ad impegnarsi concretamente nella ricerca di imprenditori intenzionati a sostenere le sorti della S.S. Cavese 1919, il patron millanta prospettive di ripescaggi (quando non c'era neanche la sicurezza di iscriversi in Seconda Divisione!!).

In questa estate torrida si susseguono riunioni, incontri con imprenditori: Sogno Cavese, prova a mettere intorno a un tavolo tutta l'imprenditoria cavese, proponendo di allestire  un modello di gestione che possa portare in maniera graduale al risanamento del Club. Un modello da condividere, discutere, costruire con imprenditori e tifosi insieme. Molti sono però a tirarsi indietro, a non volersi invischiare in una situazione debitoria poco chiara e non del tutto emersa.

In data 04/07/2011, un imprenditore cavese, Raffaele Paolillo, informa Sogno Cavese e alcuni imprenditori della situazione che si sta vivendo nella città di Serre dove la squadra locale ha appena vinto il campionato di Eccellenza e si appresta a disputare per la prima volta il torneo di serie D. Il suo presidente Antonio Opramolla per contrasti con alcuni politici locali starebbe seriamente pensando di portare altrove il titolo sportivo. Si vaglia dunque l'ipotesi di utilizzare il titolo del Serre come soluzione “cuscinetto” ad eventuali vanificazioni dei tentativi di salvataggio della S.S. Cavese 1919.

La mattina successiva, Paolillo e Opramolla si recano al Comune, con alcuni esponenti di Sogno Cavese e della tifoseria, l'Amministratore Unico della S.S. Cavese 1919 per incontrare Sindaco e Assessore allo Sport e rappresentargli l'ipotesi Serre. Paolillo informa di avere già a disposizione 60.000 euro sufficienti per l'”acquisto” del titolo sportivo del Serre, ma il Sindaco confida di avere ancora speranze di arrivare all'iscrizione in Lega Pro della S.S. Cavese 1919 alla luce di alcuni incontri in programma con non meglio precisati imprenditori. Paolillo spiega che c’è tempo fino alle ore 12 per le dovute comunicazioni relative all’acquisto del titolo e per effettuare il cambio denominazione e le parti arrivano ad un compromesso: la cordata capeggiata da Paolillo potrà acquistare il titolo, tenendo in stand-by l’operazione fino al 12 luglio in attesa di conoscere le sorti della SS Cavese.

La riunione si scioglie dopo mezzogiorno ma nel pomeriggio si saprà che il titolo del Serre non è stato acquisito dalla cordata in questione, bensì trasferito a Vallo della Lucania mentre la Cavese non si iscrive al Campionato, non essendo riuscita a ripianare i debiti e a presentare la relativa fideiussione (Consiglio Federale del 18/07/2011).

Ancora una volta, però, Sogno Cavese non demorde: con l'appoggio del Sindaco, prosegue l'opera di sensibilizzazione dell'imprenditoria locale e cerca di unire i tifosi in una rifondazione del calcio nel tentativo di ripartire dalla Serie D o dall’Eccellenza, grazie alle disposizioni dell’art. 52 c. 10 delle NOIF.

Sogno Cavese organizza dunque un’ulteriore Assemblea pubblica in data 15/07/2011 allo scopo di informare circa le modalità e i costi relativi, proponendo una campagna di sottoscrizioni utile alla costituzione di una nuova società, questa volta si partecipata da uno o più rappresentanti della tifoseria democraticamente eletti, con funzioni di controllo e poteri effettivi atti a favorire trasparenza e linearità gestionale.

In data 20/07/2011, una delegazione di Sogno Cavese si reca dal primo cittadino Prof. Marco Galdi per presentare il progetto. Quest’ultimo, così si esprime in un comunicato stampa emanato il medesimo giorno:Per uscire dalla situazione di stallo degli ultimi giorni, questa Amministrazione non avendo ricevuto a tutt’oggi alcuna richiesta formale da parte di altre costituende società sul territorio, atte a usufruire dell’art. 52 delle NOIF, investe l’associazione Sogno Cavese e la tifoseria tutta dell’onere di formare una nuova società calcistica che andrà a rappresentare la prima squadra cittadina, in quanto già riconosciuta tale.

A tal proposito, al presente comunicato seguirà formale richiesta alla FIGC e alla LND tesa a ottenere le medesime condizioni riservate ad altre città (ad esempio Salerno) ai fini della presentazione di tutta la documentazione.

Il futuro capitale sociale sarà costituito, ove possibile, dall’apporto a titolo personale di quegli imprenditori che vorranno aderire e, fatto storico, dall’apporto dei tifosi attraverso l’associazione Sogno Cavese la quale essendo espressione della tifoseria ha già partecipato al salvataggio dell’esclusa SS. Cavese 1919 srl, non lesinando nessuno sforzo per scongiurare la mancata iscrizione”.

Ricevuta l’ufficiale investitura da parte del Primo cittadino, Sogno Cavese inizia a lavorare anche sul versante dei rapporti con la Figc che si dimostra clemente ed aperta alla concessione di proroghe per l’iscrizione in sovrannumero (ultimo termine concesso: ore 12 del 10 agosto).

Nel contempo, i rappresentanti dell’Associazione si prodigano per l’individuazione di professionisti idonei a predisporre un progetto tecnico lungimirante da condividere ed implementare con gli imprenditori eventualmente interessati, che mirasse alla valorizzazione dei giovani e basato sul recupero degli ex calciatori del settore giovanile della S.S. Cavese 1919.

Nel frattempo si lavora sul versante delle ‘sottoscrizioni popolari’ secondo un principio inderogabile: la piena trasparenza nei confronti di tutti gli stakeholders, in primis i tifosi ai quali viene chiesto di esprimersi sulla scelta della nuova denominazione e del nuovo logo (la scelta ricadrà sulla storica aquila di Palazzo Coppola).

A tal proposito, sembra palesarsi un interesse da parte di alcuni piccoli imprenditori su quello che potrebbe essere il piano gestionale così esplicitato dalla medesima Associazione in data 25/07/2011:

“La nuova Società che Sogno Cavese intende creare nel suo DNA deve avere tre requisiti fondamentali: Etica, Trasparenza e Democraticità. Concetti esposti dall'imprenditore … omissis … durante l'incontro di Giovedì 21 luglio 2011, sposati in pieno anche dalla tifoseria e da Sogno Cavese, e soprattutto già condivisi da alcuni imprenditori cavesi.

Il recente passato calcistico della nostra città ha dimostrato come un uomo solo al comando, per quanto sia animato da passione, non possa essere in grado di gestire nel miglior modo possibile una Società di calcio, visto lo scenario economico attuale. L'idea nuova è quella di realizzare invece un calcio sostenibile e che, per questo motivo, abbia una base di partecipazione al capitale sociale più ampia possibile, sia di imprenditori che di tifosi in ragione di una equa distribuzione del potere decisionale che non prescinda dalla condivisione e dal confronto di idee. La partecipazione indiretta dei tifosi si concretizzerà con la presenza di almeno un membro delegato di Sogno Cavese. In questo modo il Club viene inteso quasi come una famiglia.

La presente proposta declina tre diversi livelli tra di loro interconnessi:

-        i sostenitori, il cui consenso si è aggregato attraverso l'Associazione Sogno Cavese (il "Trust");

-        più soci imprenditori (il "Socio Imprenditore");

-       l'Azienda Sportiva (il "Club" che prevede anche la partecipazione di sponsor attraverso pacchetti già predisposi da quest'Associazione).

Un ulteriore livello deve essere individuato nell'Amministrazione comunale in rappresentanza della Città intera e quale titolare di determinate prerogative relative alle strutture sportive, e non solo, nonché per il rilievo che le Norme Organizzative Interne della Federazione Italiana Giuoco Calcio (le c.d. "NOIF") attribuiscono al Sindaco.

In sintesi:

  1. i sostenitori del Club partecipano alla S.r.l . tramite l'Associazione Sogno Cavese;
  2. il Club conserva la forma di Società a responsabilità limitata senza scopo di lucro e con la costituzione di una Società Sportiva Dilettantistica S.r.l.;
  3. il Trust sarà dotato di incisivi "diritti particolari", modificabili solo previo consenso di tutti i soci, tra cui:

a) almeno un membro del Trust all'interno del Consiglio di Amministrazione a prescindere dalle quote possedute;

b) diritto di veto su operazioni straordinarie e su operazioni di un certo valore;

c) diritto di veto su marchio, nome e trasferimento sede;

d) obblighi informativi;

e) diritto di gradimento e prelazione.

Il capitale sociale viene formato, in fase di sottoscrizione, da quote di 5000 (cinquemila) euro con la possibilità di acquisire al massimo 5 (cinque) quote per (persone fisiche, società) e senza nessun limite per associazioni ed enti senza scopo di lucro. Il CdA verrà composto da 5/7 soci, eletti dai possessori di quote, di cui almeno 1 di diretta espressione popolare.

L'esperienza comparatistica (in Inghilterra, in Spagna e in Germania) indica che sia fondamentale, affinché i tifosi abbiano peso, avere un centro di imputazione separato e autonomo. Negli ultimi tempi emergono ancora con più evidenza i motivi per i quali è bene mantenere la distinzione tra Club e Trust. L'assemblea del Trust assume le decisioni e il Consiglio Direttivo, attraverso i propri rappresentanti, esegue tali decisioni esprimendo il voto nel CdA del Club. Del resto è indubbio come la comunità di Cava de' Tirreni abbia potuto apprezzare appieno il ruolo aggregativo, la funzione sociale, il valore di avere una "casa dei tifosi" e una propria espressione democratica. Il Trust è il meccanismo decisionale dei tifosi, che dialoga con gli altri soci, che tanto più conta quanto più capitale umano ha costruito. La scelta della forma S.r.l. è consigliabile per l'ampia autonomia che la Legge attribuisce ai soci nel tratteggiare l'assetto e il bilanciamento dei diritti e dei doveri dei soci. Al riguardo la flessibilità consentita dalla S.r.l. consente di valorizzare tratti tipici della Società di persone. Il tipo di amministrazione che si propone (secondo quelle previste dall'art. 2475, c.3 del Codice Civile) è quella di tipo "collegiale" per realizzare il principio di democraticità e la partecipazione attiva nonché la formazione ponderata delle decisioni.

In attesa della redazione definitiva di un Business Plan triennale, il costo di un campionato dignitoso di Eccellenza si aggira intorno ai 150000 (centocinquantamila) euro mentre per un campionato di vertice intorno ai 250000 (duecentocinquanta mila) euro, il tutto al netto dei costi d'iscrizione da sostenere in questa fase  (150000 euro). Entro martedì 26 Luglio 2011 sarà predisposta una bozza della documentazione occorrente ai fini dell'iscrizione ai sensi dell'Art. 52 delle NOIF, così come indicato dal Fax ricevuto dal Primo Cittadino, nonché una bozza dell'atto costitutivo e dello statuto già predisposto dai tecnici di questa Associazione, ovviamente suscettibile di accorgimenti e modifiche formali e sostanziali in seguito ad un proficuo confronto tra le parti in causa.

La scrivente Associazione ha registrato una significativa adesione ad intraprendere insieme il percorso da parte degli imprenditori cavesi con i quali si sono concordati le quote base e i lineamenti essenziali della costituenda società. La cifra messa già a disposizione da quanti hanno aderito a questo progetto si aggira intorno ai 40.000 (quarantamila) euro, esclusa la quota di partecipazione della tifoseria la cui entità sarà costantemente monitorabile sul sito www.sognocavese.it. Sogno Cavese garantirà la propria partecipazione economica a stagione in corso attraverso il contributo che i propri associati saranno chiamati a versare in ragione della loro adesione al progetto”.

Sul fronte delle sottoscrizioni popolari, in meno di una settimana, si raccolgono circa 10mila euro e, quando tutto sembra volgere per il meglio per ripartire dal campionato di Eccellenza avendo ricevuto l’adesione al progetto societario da parte di ulteriori imprenditori, accade l’imponderabile.

L’imprenditore Raffaele Paolillo che aveva chiesto ed ottenuto il mandato dal Sindaco per reperire i fondi necessari all’iscrizione al campionato di Eccellenza della costituenda società, a risultato a suo dire raggiunto, decide di ritirarsi a causa di più o meno presunte sopraggiunte problematiche relative al percorso intrapreso a norma dell’art. 52 c.10 delle Noif. A detta del medesimo imprenditore, tali problematiche sarebbero state evidenziate a seguito di un incontro nella sede della Figc Campania: in particolare il riferimento sarebbe ad una sentenza del Tribunale di Napoli (Sezione specializzata in materia di proprietà industriale e intellettuale) che, secondo il Sig. Paolillo e i suoi consiglieri in Federazione, potrebbero far ricadere i debiti della vecchia società sulla subentrante a norma dell’Art. 52 c.10 Noif.

Per l’Associazione e per lo stesso Sindaco Prof. Marco Galdi che ha attentamente analizzato la sentenza in questione, si tratta di un eccesso di prudenza: quest’ultimo decide dunque di proseguire autonomamente nella ricerca di imprenditori interessati ad esperire la strada dell’Art. 52 c.10 Noif, proponendo quale denominazione del club ‘Città de la Cava 1394’.

Agli inizi di agosto 2011, Paolillo, l’imprenditore che qualche giorno prima si era ritirato dal tavolo delle trattative palesando dubbi e perplessità circa l’adesione all’art. 52 c.10 delle Noif, palesa le sue reali intenzioni. Il 7 agosto viene presentata l’iniziativa che, anche a dispetto del primo cittadino, vuole ergersi quale squadra rappresentativa della città di Cava de’ Tirreni. Si è provveduto ad acquistare una squadra militante in Eccellenza di un Comune poco distante da Cava de’ Tirreni, ma non confinante (la Vis San Giorgio di Castel San Giorgio) con sede peraltro nel comune di Capaccio (distante oltre 50 km da Cava), trasferendola nel Comune di Cava de’Tirreni, in palese violazione delle regole NOIF.

La dirigenza di questa ‘nuova’ società si propone come Asd Pro Cavese, millantando una presunta autorizzazione ricevuta dalla Lega ad utilizzare questa denominazione. In realtà il nome Asd Pro Cavese verrebbe utilizzato solo sui manifesti e nelle cronache sportive, mentre sui calendari e nei comunicati ufficiali della federazione rimarrebbe Vis San Giorgio, in quanto scaduti il 5 luglio i termini per il cambio del nome.

In Città dunque si palesa un certo disorientamento: sembra delinearsi il rischio concreto di un derby in Eccellenza, anche in considerazione dell’interesse dimostrato da un imprenditore originario di Capaccio di farsi carico del 40% del contributo da corrispondere alla Federazione per l’iscrizione al Campionato di Eccellenza. Siamo ormai ai dettagli e alle firme sullo Statuto della nuova società: all’Associazione Sogno Cavese, oltre alla rappresentanza in seno alla nuova società, viene proposta la gestione del settore giovanile, un serbatoio da cui attingere per garantire continuità al calcio metelliano.

L’indomani (10 agosto 2011) un nuovo colpo di scena sembra mettere fine alla ‘realizzazione del Sogno’: nessuna notizia da parte dell’imprenditore che appena un giorno prima aveva sottoscritto lo Statuto e con esso l’impegno economico necessario ad ottemperare alla scadenza del termine perentorio per l’iscrizione in sovrannumero al campionato di Eccellenza attraverso l’art. 52, comma 10 delle Noif. L’imprenditore in questione è diventato improvvisamente irreperibile.

Quando ormai sembrava cosa fatta, sfuma la possibilità di ripartire dal Campionato di Eccellenza e in data 11/08/2011 il Sindaco Prof. Marco Galdi conduce una conferenza stampa a Palazzo di Città, alla presenza dell’Assessore allo Sport e del presidente p. t. di Sogno Cavese Francesco Bove. In questa sede, il primo cittadino si dice pronto ad adire le vie legali nei confronti dell’imprenditore che si è reso irreperibile malgrado l’impegno sottoscritto, chiarisce la situazione relativamente all’ art. 52 c.10 Noif servendosi di un parere legale redatto dall’avvocato Eduardo Chiacchio, noto esperto di diritto sportivo, nel quale si garantisce che nessun creditore della vecchia SS Cavese 1919 avrebbe mai potuto citare il “Città de la Cava 1394” per recuperare le proprie pendenze. Il primo cittadino incalzato da alcune domande dei giornalisti presenti dichiara: “E’ un progetto [Vis San Giorgio, ndr] di fatto ha determinato un fallimento di quanto l’amministrazione stava facendo, in questo modo è venuta meno la continuità storica della Cavese. In riferimento proprio al titolo del Castel San Giorgio fui chiamato e mi dissero che era stato acquistato il titolo; chiesi di rallentare la cosa, ma non fui ascoltato”. In conclusione, il Sindaco dichiara che non concederà l’utilizzo dello stadio “Simonetta Lamberti” alla Vis San Giorgio.

A distanza di un paio di giorni, muta nuovamente lo scenario e l’ostilità del Sindaco si trasforma in apertura al progetto Vis San Giorgio. Il primo cittadino indice una riunione tra i dirigenti della Vis San Giorgio, l’Associazione Sogno Cavese e l’imprenditore cavese Riccardo Tanimi (già dirigente della SS Cavese 1919 Srl, da sempre vicino alla tifoseria e Associato al Trust), spiegando di aver inoltrato una richiesta ufficiale al prefetto di Salerno Sabatino Marchione affinché interagisca con la Figc per provare ad ottenere un cambio di denominazione in via ufficiale della Vis San Giorgio. In caso di risposta positiva Galdi potrebbe concedere anche l’utilizzo dello stadio “Simonetta Lamberti” chiedendo tuttavia all’attuale dirigenza di compiere un passo indietro azzerando ogni carica e ogni decisione per il bene della città.

Il 24 agosto 2011 il Comitato Regionale Campania della Figc – Lnd delibera i gironi (Cfr. C.U. N° 16) inserendo la Vis San Giorgio nel girone B dell’Eccellenza e con Comunicato Ufficiale n. 19 del 02/09/2011 dirama i relativi calendari.

Fallito tentativo di partire dall'Eccellenza attraverso le disposizioni delle norme federali, il Consiglio Direttivo di Sogno Cavese delibera la restituzione delle quote  versate in fase di sottoscrizione popolare a chi ne avesse fatto richiesta (19/08/2011) considerando questi versamenti spontanei strettamente legati al progetto in cantiere.

In considerazione del numero esiguo di tifosi che hanno richiesto la restituzione di quanto versato ed in virtù di un progetto tecnico e societario già in cantiere ed avallato da alcuni piccoli imprenditori, Sogno Cavese decide di organizzare un ennesimo incontro informale con alcuni esponenti della tifoseria per decidere il da farsi.

Grazie al sostegno e all’incoraggiamento di associati, non ultimo l’imprenditore Riccardo Tanimi, e di parte cospicua della tifoseria organizzata che reputava un’eventuale “società nata dai tifosi” come la “figlia legittima della S.S. Cavese 1919” (che, nel frattempo, avrebbe invece disputato il campionato regionale di Attività Mista), inizia a concretizzarsi l’ipotesi di dar comunque vita a una rivoluzione, partendo dal basso, perseguendo i propri ideali e principi.

Ripartire dalla Terza Categoria, con una società nuova, etica, trasparente e rappresentativa della base e dell’anima più profonda del calcio, i tifosi, ma che portasse i colori e i simboli della tradizione calcistica cavese. Una società che avesse da portare in dote alla città di Cava de' Tirreni non tanto la visibilità e il prestigio di una categoria medio-alta, quanto l'onestà di principi, la bontà di idee e di pratiche attuate, la concretezza e la lungimiranza di un progetto tecnico e societario che avrebbero uguali costi, problematiche e vantaggi in qualsiasi campionato dilettantistico si giocasse.

Dopo un accordo verbale, Sogno Cavese e Tanimi si attivano per richiedere al patron della S.S. Cavese 1919 una sorta di “non belligeranza” rispetto all’utilizzo del marchio e al nome della nascente società, in osservanza a una precedente dichiarazione dello stesso Spatola, resosi disponibile a concedere il marchio solo a una iniziativa che coinvolgesse i tifosi.

Ottenuto il benestare di Spatola, si riallacciano i contatti diretti con il giovane tecnico cavese Emilio De Leo che vanta un curriculum importante: già allenatore delle giovanili della S.S. Cavese 1919 (campione d'Italia Allievi nel 2007) e collaboratore di diverse società calcistiche di primo piano in Europa, come Fiorentina, Bologna, Machester City, Banik Ostrava.

De Leo aveva già provveduto, in vista della poi svanita ipotesi ex-Art.52 Noif, alla redazione di un progetto tecnico basato su calciatori giovani (tutti nati tra il 1989 e il 1994), di talento, da lui allenati sia durante la sua lunga esperienza nel settore giovanile della Cavese che in altre realtà locali.

Ai giovani calciatori viene da subito rappresentata la possibilità di indossare la maglia biancoblù con l'appoggio della tifoseria organizzata e di rappresentare la Città di Cava de’Tirreni.

Tant’è che, a prescindere dalla composizione della compagine societaria per la maggior parte cavese, la Vis San Giorgio debutta ufficialmente con tale nome il 4 settembre 2011 in occasione del  primo turno di Coppa Italia Dilettanti ed inizia il campionato l’11 settembre in trasferta con tale denominazione e senza aver ancora ufficialmente comunicato il Campo di gioco per le partite casalinghe.

L'entusiasmo con cui i calciatori, che hanno militato in categorie di molto superiori, hanno accettato la sfida è stata la definitiva dimostrazione che il tentativo, per quanto arduo, andava esperito con tutte le forze.

Nasce, dunque, il 5 Settembre 2011 l'A.S.D. Aquilotto Cavese, con Riccardo Tanimi in qualità di Presidente p.t., e altri 4 associati a comporre il consiglio direttivo. Tra questi, con la carica di vice presidente, figura Francesco Bove, Presidente di Sogno Cavese, in rappresentanza di quei tifosi che, dopo aver sottoscritto l'iniziativa per l'Eccellenza ex-Art.52 c.10 N.O.I.F., avevano deciso di non ritirare la quota e dar fiducia all'iniziativa di Sogno Cavese.

A.S.D. Aquilotto Cavese ottiene il 13 Settembre 2011 l'affiliazione alla F.I.G.C., con matricola n.934893, e si iscrive al Campionato Provinciale di Terza Categoria. Contestualmente, vista la prospettata e concreta ipotesi di essere seguita da un numero importante di tifosi anche in trasferta, e stanti i difficili rapporti che intercorrono tra la tifoseria cavese e alcune tifoserie di città limitrofe (soprattutto del territorio provinciale a Nord di Salerno, capoluogo compreso), la società richiede e ottiene, per motivi di ordine pubblico, di essere inserita in un girone territorialmente relativo alla zona Sud della Provincia.

Inoltre, Sogno Cavese e Aquilotto Cavese intraprendono un'operazione di supporto alla S.S. Cavese 1919. Lo staff tecnico di Aquilotto Cavese, infatti, organizza un raduno coinvolgendo i giovani calciatori provenienti da diverse scuole calcio cavesi, selezionandone una ventina tra gli oltre 60 giunti in prova, per metter su la squadra che, pur senza particolari velleità, avrebbe disputato il campionato regionale di Attività Mista, e alcuni altri da aggregare alla propria rosa che si appresta ad affrontare il campionato di Terza Categoria. Il progetto tecnico è proprio basato sulla valorizzazione dei frutti dei vari settori giovanili locali, coerentemente con la prospettiva del nuovo Club.  Peraltro, il debito della S.S. Cavese 1919 verso il comune rispetto al fitto degli impianti sportivi relativi alla passata stagione, impediva alla stessa di richiedere all'Ente l'utilizzo dei campi per allenamenti e partite. Per cui Sogno Cavese, e dunque Aquilotto Cavese, in prosecuzione dell'opera di supporto alla S.S. Cavese 1919, ha richiesto a suo nome l'affitto degli impianti concedendone l'utilizzo ai giovani della Cavese.

Nelle settimane successive, a causa di alcune voci di fatto infondate relative alla situazione debitoria della S.S. Cavese 1919 Srl (definita “non così esosa e non difficilmente estinguibile”) nonché alcune dichiarazioni del socio di maggioranza della Cavese, Giuseppe Spatola, su un futuro e non meglio precisato “ritorno della Cavese in Serie D”, fanno sì che quella parte di tifoseria organizzata (cd. “Ultras”) che avevano dichiarato pieno appoggio ad Aquilotto Cavese, “ammaliati” dall'ipotesi, peraltro inverosimile, di un prossimo ritorno della S.S. Cavese 1919 in campo, raffreddano di molto il proprio interesse verso Aquilotto Cavese.

Il 15 settembre del 2011, in occasione di una conferenza stampa indetta dal primo cittadino, si sancisce il cambio nome della Vis San Giorgio in Città de la Cava 1394, il trasferimento della sede dal Comune di Capaccio (non limitrofo) al comune di Cava de’ Tirreni in palese violazione delle regole NOIF, il cambio dei colori sociali. La denominazione scelta è dunque quella concordata con l’Associazione Sogno Cavese ed il logo utilizzato dal club risulterà essere quello scelto democraticamente dalla tifoseria in occasione della presentazione da parte di Sogno Cavese alla città del progetto ex art. 52 c.10 Noif.

La vicenda costituisce peraltro un caso unico nella storia ed un precedente che farà discutere: tale operazione avviene con l’ “abbuono” dei 100.000 € da corrispondere alla Federazione per una città che vuole ripartire con un nuovo Club dall’Eccellenza. Il tutto in corso di campionato, in nome di problematiche di sicurezza del tutto assenti considerato il numero esiguo di tifosi al seguito e, non ultimo, “per intercessione” di un politico di livello nazionale. (A tal proposito, si invita all’ascolto dell’audio della conferenza stampa alla quale erano presenti i vertici del Comitato Campano della Figc, nella persona del Segretario, Dott. Vincenzo Pastore: http://www.youtube.com/watch?v=vqtPIoW9YS8).

In estrema sintesi, in quell'occasione il Sindaco procede alla lettura del Fax con il quale la FIGC ufficializza l'avvenuto cambio di denominazione, sottolineando l'intervento decisivo del Senatore Maurizio Gasparri, di origini cavesi, presso i vertici della FIGC al fine di ottenere una deroga alle norme federali. Lo stesso Segretario Pastore sottolinea ai giornalisti la “pericolosità” di utilizzare l'art. 52 c. 10 delle NOIF alla luce della sentenza del settore “Marchi” del Tribunale di Napoli che condanna la Salernitana Calcio 1919 di Raffaele Lombardi a pagare alla Curatela Fallimentare della Salernitana Sport 1919 di Aniello Aliberti una cifra di 3,5 milioni di euro circa come risarcimento per concorrenza sleale e indebito utilizzo della denominazione “Salernitana” e del colore “granata” per le proprie casacche. Cosa che, in una precedente conferenza stampa proprio il Sindaco Galdi aveva provveduto a smentire sentendo i pareri di esperti di Diritto sportivo. Ancora, Pastore parla di “Giurisprudenza in evoluzione” precisando che la richiesta giunta con firma del Prefetto riportava l'ordine pubblico e la sicurezza tra i motivi della richiesta di deroga alle norme federali. Ciò, per ottenere cambio di denominazione e di sede sociale per la Vis San Giorgio, allo scopo di non «lasciare la città di Cava de' Tirreni priva di una squadra che militasse almeno in Eccellenza», in ragione di un potenziale (e ipotetico, nonché non corrispondente ai fatti) gran numero di persone che avrebbe seguito la “prima squadra cittadina” («Le leggi dello sport si piegano ai motivi di ordine pubblico»).

 

Stagione Sportiva 2011/2012:

Il campionato dell’Aquilotto Cavese ha rappresentato per l’Associazione Sogno Cavese la realizzazione dell’obiettivo della partecipazione attiva dei tifosi all’interno di una società di calcio.

Le suddette vicende ed un ambiente che si è andato tuttavia raffreddando anche grazie ad una campagna mediatica ostile, hanno tuttavia reso il cammino dell’Aquilotto privo di un reale, diffuso ed esplicito consenso.

Gran parte dei tifosi e sportivi cavesi hanno optato per un ‘anno sabbatico’

Con l’Aquilotto Cavese, invece, si è ripartiti dal gradino più basso del calcio italiano ma guardando lontano, da una squadra “piccola” ma con un progetto che voleva essere innovativo e trasparente, con una gestione sana, con il coinvolgimento attivo dei tifosi, proponendosi come proseguimento della storia del calcio a Cava, in un momento difficile ma anche sfidante per tutte le sue componenti. Sul piano sportivo, l'Aquilotto Cavese disputa una stagione tranquilla. Il tasso tecnico del gruppo di calciatori costruito dall’allenatore Emilio De Leo è troppo elevato per qualsiasi avversario vi si ponga di fronte. Tuttavia la stragrande maggioranza delle squadre avversarie affrontano le partite - che le vedono il più delle volte perdere con almeno 10 gol al passivo – con lo spirito di Davide contro Golia e, soprattutto in trasferta, con l’orgoglio di calcare il campo del “Simonetta Lamberti”. I biancoblu conquistano una agevole vittoria del campionato chiudendo a punteggio pieno con 172 reti segnate e solo 6 subite. Durante la stagione, l’Aquilotto Cavese ha inoltre disputato una serie di amichevoli con formazioni di categoria superiore, (Promozione ed Eccellenza) dimostrando di poter ben figurare anche in quei tornei. La partita amichevole contro il Città de la Cava 1394 il 19 Gennai 2012 (persa col punteggio di 5-4) è stata considerato un evento, un primo spunto di avvicinamento tra le due realtà calcistiche. Parallelamente a quanto accadeva sul campo, il progetto “Aquilotto Cavese” riscuoteva consensi a stagione in corso da parte di diversi imprenditori – cavesi, non cavesi che operano a Cava e non – che erano detti disposti ad investire.

Sotto il motto "Il calcio è della gente", l'Aquilotto Cavese aveva quindi in Sogno Cavese il contenitore della partecipazione collettiva dei tifosi blufoncè alla struttura di governance e ai processi decisionali del Club, oltre che alla gestione quotidiana.

Dopo tanti momenti difficili, che hanno condizionato la tifoseria, si è scelto di ripartire con il contributo di tutti, senza padri padroni che troppo spesso hanno portato a gravi crisi, e con la valorizzazione della cavesità, grande motivo di orgoglio: è dal territorio che il club attinge le sue risorse, a tutti i livelli, ed è al territorio che ridà indietro, ancora, sotto tanti diversi aspetti. Tra gli aspetti fondamentali della vita e dei principi dell’Aquilotto Cavese, c’era la promozione del calcio a livello giovanile, principio che si sposa perfettamente con la filosofia di lavoro di staff tecnico e dirigenti. Tanto che, in vista della nuova stagione, tra i mesi di Aprile e Giugno, l’A.S.D. Aquilotto Cavese, grazie al contributo operativo e logistico di tutte le sue componenti e in primis degli associati di Sogno Cavese, ha organizzato 3 giornate di Stage per la selezione di giovani nati tra il ’94 e il ’96 da inserire in Prima squadra e nella formazione Juniores. Questi stage hanno visto una massiccia partecipazione di ragazzi (circa 140 durante la prima giornata) provenienti da tutta la Campania.

Concluso il campionato di Terza Categoria, la dirigenza dell’Aquilotto Cavese, con l’avallo (non unanime) di Sogno Cavese, ha iniziato la ricerca di un Titolo sportivo di categoria superiore. Alla base di tale decisione, la volontà di non disperdere il prezioso potenziale tecnico e umano a disposizione. Si era consci del fatto che calciatori e staff tecnico avrebbero accettato malvolentieri di disputare un campionato di Seconda Categoria; da parte di Sogno Cavese si aveva comunque l’impressione di essere in contraddizione, attraverso questa operazione, con i principi che avevano portato alla nascita di Aquilotto Cavese. Tra i contatti intrapresi dal Presidente Tanimi e dal vice presidente Francesco Bove, c’era una società cavese militante in Prima Categoria, la ASD Valle Metelliana, con la quale si decise di unirsi, attraverso un atto di informale fusione (non consentito dalle norme federali poiché l’Aquilotto Cavese non aveva ancora maturato i 2 anni di affiliazione necessari): la società “Aquilotto Cavese” si scioglieva e i suoi soci entravano a far parte del nuovo sodalizio che rappresentava un primo passo verso una unione delle realtà calcistiche cavesi, obiettivo di cui Sogno Cavese per l’intero anno si è fatta promotrice. Il nuovo soggetto, con formale cambio di denominazione, veniva a chiamarsi “Aquilotto Metelliano Cavese”. Nell’attesa di sapere se ci fossero o meno gli estremi per una riammissione nel campionato di Promozione, dal quale la Valle Metelliana era retrocessa, nel giro di una settimana il quadro cambia radicalmente. Siamo negli ultimi giorni del mese di luglio del 2012 e la dirigenza della ASD Città de la Cava 1394 comunica di aver ottenuto il cambio di denominazione in USD Pro Cavese 1394 ma trova difficoltà a reperire i fondi per completare l’iscrizione al campionato di Serie D a cui ha diritto avendo vinto i play-off di Eccellenza. Risolve il problema l’avv. Gino Montella il quale ottiene la presidenza del sodalizio (attraverso un atto informale che solo dopo si scoprirà essere una semplice delega da parte del Presidente Alessandro Di Marino). L’atto viene “ufficializzato” durante una conferenza stampa in cui il l’Avv. Montella, oltre a comunicare il passaggio di proprietà (mai concluso nei fatti), riceve dalle mani dell’amministratore unico della S.S. Cavese 1919 srt un gagliardetto raffigurante il logo ufficiale (e storico) della Cavese Calcio, dichiarando di aver stipulato un contratto triennale di “fitto di ramo d’azienda” – notizia ripresa da diversi mezzi di informazione, ma il contratto non è mai stato reso noto (http://ricerca.gelocal.it/lacittadisalerno/archivio/lacittadisalerno/2012/07/27/NC_35_03.html) che permetterà l’utilizzo del Logo stesso. Fin dai primi momenti Montella inizia a intrecciare rapporti con Riccardo Tanimi e la dirigenza dell’Aquilotto Metelliano Cavese al fine di arrivare ad unificare le diverse realtà. Al presidente Tanimi viene offerto l’ingresso in società in qualità di vicepresidente e a Sogno Cavese una parte di quote sotto forma di “azionariato popolare”. La proposta alletta particolarmente Tanimi, molto meno l’associazione Sogno Cavese, se non altro per la presenza di un allenatore e un direttore sportivo (Tommaso Volpi e Mario Cianciulli) dai trascorsi non proprio edificanti e dalla fama discutibile, nonché per la regia per nulla velata di Ermanno Pieroni; a rincarare la dose di diffidenza, le dichiarazioni di Montella che parla apertamente di calciatori impiegati “a valorizzazione” (calciatori che pagavano per giocare). Nonostante questo, Sogno Cavese opta per sposare l’unione, mossa dalla volontà da sempre dichiarata di giungere all’unione calcistica della città. Ma l’Associazione si chiama fuori da ogni tipo di partecipazione societaria.  Aquilotto Metelliano Cavese perde di conseguenza il suo progetto, sia tecnico che societario. All’organigramma dirigenziale che doveva essere di Aquilotto Metelliano Cavese, viene affidata la gestione del Settore giovanile della Pro Cavese che si appresta ad affrontare il campionato Juniores Nazionale. Nei mesi a seguire la Pro Cavese subirà diversi stravolgimenti societari. A cominciare dalla cacciata, per mano di alcuni tifosi, di Montella e del neoentrato socio Giugliano e il ritorno in sella della dirigenza della fu Città de la Cava che, formalmente mai aveva abbandonato la guida della società. Inizia una breve battaglia mediatica sui conti della società, sulle perdite ereditate e causate. Dopo qualche mese, la società passa in mano alla cordata di imprenditori e professionisti guidati da Salvatore Manna; la squadra, che ha visto oltre 50 calciatori tra le proprie fila in pochi mesi di lavoro, cambia 4 allenatori e 4 direttori sportivi e pare ora aver trovato un equilibrio dirigenziale e tecnico. Rispetto alla tifoseria, sia per gli strascichi delle passate stagioni che per l’andamento claudicante di questa stagione, la passione non è mai davvero sbocciata per questa squadra che, comunque, in tanti considerano la Cavese. Da parte sua, l’Associazione Sogno Cavese ha scelto di astenersi da appoggi ufficiali alla società fin dal mese di Agosto; Tra i suoi associati è prevalsa la linea del disconoscimento di questo soggetto calcistico e la consapevolezza di intraprendere un nuovo percorso che, dal basso, risvegliasse la passione dei tanti, troppi storici tifosi cavesi orami lontani dal calcio giocato in virtù delle tante vessazioni subite a causa delle gestioni scellerate che si sono succedute.

 

Una nuova stagione per Sogno Cavese:

Gli eventi che hanno segnato il percorso dell’Associazione Sogno Cavese e che hanno portato all’accantonamento del progetto Aquilotto Cavese in nome di un’unione della tifoseria di fatto mai compiuta, hanno inevitabilmente comportato una serie di stravolgimenti anche all’interno dell’Associazione stessa.

In data 13 settembre 2012, il Presidente Pt Francesco Bove rassegna le sue dimissioni. Il  Consiglio Direttivo, riunitosi d’urgenza, accetta le dimissioni e convoca l’Assemblea degli Associati.

Il 12 ottobre 2012, l’intero Consiglio Direttivo di Sogno Cavese rimette il mandato nelle mani dell’Assemblea che, nel confermare la fiducia ai Consiglieri in carica, elegge Presidente pt Paolo Polacco, sostituito nella carica di Consigliere da Michele Palmieri (Consiglieri confermati: Giuseppe Abbamonte, Maurizio Alfieri, Francesco Mastuccino, Simone Ragone).

Dopo una serie di incontri del Consiglio Direttivo aperti a tutti gli associati volti a ricompattare l’Associazione, si decide di dare applicazione pratica al motto ‘Il calcio è della gente!” ormai divenuto un segno distintivo e principio ispiratore dell’agire associativo.

Accantonato definitivamente il calcio tradizionale, artificiosamente utilizzato dal sistema come forma teatrale e sempre più adatto allo spettacolo televisivo, oggi ci si è concentrati sul calcio come fenomeno associativo e aggregativo utile all’inclusione sociale, come strumento per tanti, non un fine per pochi.

Si susseguono dunque una serie di iniziative tra le quali:

  • aprile 2013: I° Torneo ‘Il calcio è della Gente!” che ha visto impegnati bambini delle scuole elementari della città di Cava de’ Tirreni in un mini campionato di calcio a 5.
  • luglio 2013: I° Torneo ‘Alla viva il parroco’ , competizione calcistica tra gli oratori delle Parrocchie dell’Arcidiocesi Amalfi-Cava. L’iniziativa, svoltasi in contemporanea su un campo di calcio a 11 opportunamente suddiviso in campi da calcetto, ha visto la partecipazione di 150 ragazzi suddivisi in 14 squadre.

Cfr: https://www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=FiCvhWrjmi0

  • Luglio 2013: organizzazione con la Coop sociale La Fenice della VI edizione del Torneo ‘Scalciando insieme’ parte del più ampio progetto ‘Oltre lo sport’, che ha visto protagonisti gli ospiti di alcune cooperative sociali operanti nell’ambito del disagio mentale e diverse Unità Operative di Salute Mentali della Campania.                        

Cfr: www.youtube.com/watch?feature=player_embedded&v=7x6UmIDsXyA

  • Stagione 2013 – 2014: organizzazione della prima edizione del Campionato provinciale di calcio a 6 ‘Quando gli scaripini erano neri’, con la collaborazione del comitato territoriale della Lega calcio UISP. Questi i numeri: 12 squadre partecipanti; oltre 200 tesserati maggiorenni con la presenza obbligatoria in campo di almeno un over 35 ed un over 40.

Cfr: http://www.ilcalcioedellagente.it/index.php?option=com_k2&view=item&id=11:manifesto-il-calcio-dei-cappuccini&lang=it

L’Associazione Sogno Cavese si pone l’obiettivo di rendere le suddette iniziative continuative nel tempo, degli appuntamenti annuali che vedano al centro il gioco del calcio con l’obiettivo di dare applicazione ai propri principi, di creare un legame sempre più stretto con la comunità locale e, non ultimo, di ampliare la propria base associativa.

Il prossimo futuro vedrà nuovamente l’Associazione impegnata in un progetto di calcio a 11 che, ripartendo dai gradini più bassi dei campionati Figc, possa rappresentare un vero e proprio ‘laboratorio’ per la “fan ownership all’italiana”.

Una nuova era è alle porte e SC è fortemente proiettata alla nascita di un calcio completamente nuovo, dove al centro ci sia realmente la Passione e l'Amore dei tifosi, per troppo tempo calpestati e mortificati.

SC oggi è consapevole che non ci sono alternative, non ci sono altri modi di seguire il calcio e la propria squadra del cuore. 

Lasciarla in balia delle onde, in mano ad approfittatori ed avventurieri, vuol dire accettare passivamente e colpevolmente uno scempio che si sta consumando da troppo tempo, contribuendo al fenomeno degli stadi vuoti e del disinnamoramento, segni evidenti della lenta agonia a cui è destinato.

SC ha scelto la sua strada, riprendersi il calcio dal basso, seppur con forme semplici, ma con onestà e trasparenza. L'utopia è finita.

 

Il 2014

Dopo aver raggiunto nel 2013 l'obiettivo di diffondere i propri fondamentali princìpi statutari, con iniziative volte a promuovere la cultura del gioco del calcio, quale veicolo di inclusione sociale e di partecipazione attiva sul territorio, l'attività del 2014 ha definitivamente consacrato l'idea di Sogno Cavese di costruire il Calcio del Futuro, completamente rinnovato nella sua essenza di sport, portatore di valori autentici e trasparenti, ovvero il "Calcio è della Gente".

Avendo come driver principale delle proprie scelte associative la visione del calcio fondato sull'Azionariato Popolare, Sogno Cavese nel 2014 ha incrementato i suoi rapporti con le altre realtà calcistiche nascenti sul territorio nazionale, aventi la medesima finalità, e conglobate nella costituente Associazione, denominata SINC, Supporters in Campo, capace di unire e rafforzare un fronte comune unico, a sua volta collegata all'esperienza internazionale di Supporters Direct, presente in diversi paesi europei. In data 21 febbraio 2014 Sogno Cavese ha partecipato con propri rappresentanti all'Assemblea Pubblica di SINC all'Aquila. Mentre in data 14-15 giugno 2014 ha presenziato con un folto gruppo all'Assemblea annuale SINC ad Ancona. Successivamente ha partecipato alla costituente de “L’Aquila Me" il 17 ottobre 2014 e alla presentazione del Comitato "Cuori Biancorossi" in data 5 dicembre 2014 a Monza.

In data 4 maggio 2014 si è svolta la 2^ Edizione del Torneo "Il Calcio è della Gente", rivolto ai bambini delle scuole elementari presenti sul territorio cavese, riscuotendo notevole successo, per la serietà dell'organizzazione e soprattutto per la chiara volontà di coinvolgere attivamente gli adolescenti verso quello sport così tanto amato, che più di ogni altro riesce con la sua forza ad aggregare e ad appassionare milioni di persone, a testimonianza del suo elevato valore sociale.

Dal 1 al 5 luglio 2014, Sogno Cavese ha collaborato, per il secondo anno consecutivo, con la Cooperativa Sociale La Fenice alla realizzazione del torneo "Scalciando Insieme”, che rappresenta un esempio concreto di recupero terapeutico dei disagi psico-sociali, senza far ricorso alla medicina e ai farmaci tradizionali, bensì utilizzando la forza intrinseca del calcio che riesce a includere e ad aggregare persone diverse senza preconcetti discriminanti.

Il 12 luglio 2014 abbiamo realizzato un altro successo, la 2^ edizione del Torneo degli oratori “Alla Viva il Parroco”, coinvolgendo un numero di comunità parrocchiali maggiore rispetto all'anno precedente, con molti più partecipanti. Il calcio dell'oratorio per definizione rappresenta da sempre il Calcio più vicino alla Gente, ultimo baluardo di resistenza alle scuole calcio, negazione della partecipazione attiva e dello spirito di aggregazione nella tenera età.

Pertanto anche quest'anno l'iniziativa ha destato un'attenzione e un interesse davvero sorprendente.

Infine eccoci a ottobre con l'inizio del Campionato Calcio a 6 UISP "Quando gli scarpini erano neri" 2^ Edizione, partito con ben 14 squadre, una vera e propria sfida per chi sogna da sempre un calcio autentico e puro, un calcio semplice senza rinunciare al sano agonismo, inseguendo la vittoria con lealtà e nel pieno rispetto degli avversari. Un Campionato che anche quest'anno sta impegnando tutti i soci ad un lavoro continuo ed estenuante durante tutti i fine settimana, laddove non è facile mettere insieme ragazzi, giovani e meno giovani, padri, figli e nipoti, ognuno con le proprie esigenze, fatte di divertimento frammisto all'immancabile e giustificato desiderio di vittoria, come è giusto che sia un gioco per definizione.

A novembre 2014 finalmente il nostro Sogno diventa realtà. La sognata partecipazione come trust alla nostra nuova squadra si concretizza l'ultima domenica di novembre. Il 30/11/2014 debutta al campo di San Pietro il CAVA UNITED FC, che parteciperà al Campionato FIGC di 3^ categoria 2014-2015, la squadra tutta per noi dove poter realizzare quel principio di azionariato popolare, "conditio sine qua non" per poter sentirci veri tifosi di serie A anche se in terza categoria.

Il campionato finirà a maggio, ad oggi siamo nelle primissime posizioni, verosimilmente non finiremo in testa, ma disputeremo i play off e anche se non dovessimo vincerli, sicuramente questa squadra, questi ragazzi, queste maglie e questi colori non li dimenticheremo mai, perché sono e saranno i ragazzi senza compromessi, sarà la squadra nata dalla Gente con un ideale in mente, IL CALCIO È DELLA GENTE.

La ciliegina sulla torta è stata posta il 1 febbraio 2015, quando siamo ufficialmente entrati nella nostra nuova sede, in Piazza Duomo, la prima vera sede di Sogno Cavese nuovo corso, LA DOCE, così battezzata dagli stessi membri della squadra di CAVA UNITED FC, dove è avvenuto ciò che tutti non osavamo pensare. Squadra e tifosi uniti, un tutt'uno per un unico obiettivo.

Ma ora non c'è nemmeno il tempo di gioire di questi successi.

Il nostro impegno e i nostri sacrifici ci indicano che alle porte c'è già la terza edizione del Torneo "Il Calcio è della Gente" 2015, con i bambini delle elementari che ci aspettano, quest'anno saranno coinvolte anche le classi della quarta. E ancora più avanti traguardiamo i ragazzi della Fenice e quelli delle comunità parrocchiali che già scalpitano e ci spronano a dare il massimo.

Perciò cari soci rimbocchiamoci le maniche e AVANTI TUTTA SOGNO CAVESE, il cammino è appena cominciato.

In data 19 aprile si è svolto il torneo con un'eccezionale partecipazione di bambini appartenenti alle classi elementari dei 4 circoli presenti sul territorio di Cava, a sottolineare il successo della linea intrapresa dalla nostra associazione che vede nel calcio innanzitutto l'opportunità di divertirsi e di stare insieme, valore unico di uno sport che più di altri riesce nel nostro paese a coinvolgere milioni di persone, in un momento storico particolare dove la spettacolarizzazione del business legata a questo sport sembra prevalere, sfuggendo da quelle passioni e da quei cuori da cui è nato.
La gioia e la genuinità di questi bambini hanno chiaramente dimostrato che un altro calcio è realisticamente possibile.............e non è un Sogno.

Potete leggere il resoconto di questa splendida edizione cliccando su questo link.

 

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