Tuesday, 19th 06 2018
12:15:19

Abbiamo 47 visitatori e nessun utente online

  • Facebook Page: 526695580737775
  • Twitter: ilcalciolagente
  • YouTube: IlCalcioedellaGente
Sei qui:
Martedì, 30 Luglio 2013 12:37

“Divisi dai colori …Uniti per la causa!”

Vota questo articolo
(1 Vota)

Lo scorso fine settimana, una delegazione dell’Associazione Sogno Cavese ha partecipato al V Congresso di Football Supporters Europe (FSE), un network di tifosi di calcio di tutta Europa indipendente, strutturato in forma rappresentativa e democratica, che conta attualmente membri da 42 nazioni europee.


Attivo dal luglio del 2008, FSE si occupa di tutte le tematiche che fanno del calcio moderno uno sport dedicato sempre meno alla passione e ai tifosi e sempre più prostrato alle logiche dello show-business. Prezzo dei biglietti, cultura del tifo, discriminazione, operato delle forze dell’ordine, sono solo alcune delle tematiche che stanno a cuore a questa organizzazione che vede tra i suoi partner più autorevoli proprio quella Supporters Direct Europe, a cui Sogno Cavese aderisce sin dalla sua costituzione, depositaria del ‘know-how’ necessario a chiunque voglia intraprendere un percorso di partecipazione attiva dei tifosi. E la partecipazione è ciò che di fatto anima la stessa FSE, convinta che -soltanto la forza dell’unione possa dar voce ai tifosi.

 

 

Nello splendido scenario dell’Amsterdam Arena (questi si che sono stadi.), dopo i saluti di apertura di Gianni Infantino (Segretario Generale UEFA) e Bernhard Fransen (Vice-Presidente KNVB – la corrispondente olandese della nostra FIGC), è iniziata la sessione pomeridiana.

Tra i vari workshop proposti, tutti assolutamente interessanti per le tematiche trattate (cfr. la guida al seguente link: http://www.fanseurope.org/it/component/phocadownload/category/32-effc-2013-pocket-guide.html#), abbiamo avuto l’opportunità di seguirne due: il primo dedicato alla fan ownership (proprietà dei tifosi) ed il secondo alla figura dello SLO (Supporter Liaison Officer – Funzionario per le Relazioni con i Tifosi).

Il tema della fan ownership ha avuto come relatore d’eccezione Alan Lewis, uno dei rappresentanti del Trust dello Swansea City, squadra gallese che è passata da un fallimento annunciato, ad una ‘colletta’  tra tifosi che, con l’ausilio di imprenditori locali, hanno salvato il Club.

Com’ è giusto che sia (in un  mondo ‘normale’), lo sforzo dei tifosi ha previsto una rappresentanza nel Consiglio di Amministrazione del club (storie vissute, con esiti evidentemente diversi…) e, grazie ad un’attenta programmazione, ad investimenti oculati e mirati, lo Swansea è passato nel giro di poco più di un decennio, dalla Quarta Divisione alla Premier League Inglese. Ad oggi, il Trust dello Swansea detiene circa il 20% delle quote societarie, avendo partecipato ad una ricapitalizzazione nel 2009/2010, ed è rappresentato da 2 membri all’interno del Club.

La favola dello Swansea e, soprattutto, dei SUOI TIFOSI, è culminata nel recente trionfo in FA Cup (Coppa di Lega) che gli darà diritto a partecipare alla prossima Europa League, a conferma che anche le vittorie non sono necessariamente figlie degli investimenti, spesso scellerati, che caratterizzano il calcio moderno. Se ancora dovesse esserci bisogno di conferme che il calcio, quello vero, si può fare non semplicemente spendendo,  lo Swansea City AFC ha addirittura chiuso l’ultimo bilancio in attivo di ben16 milioni di sterline, distribuendo i dividendi agli azionisti, tra i quali figura appunto il Trust dei tifosi (lo Swansea City Supporters Society Ltd).

 

Il Trust, interpellando tutti gli associati, ha successivamente deliberato con una maggioranza del 78% di destinare a riserva il dividendo percepito. Questi fondi potranno servire al Trust per acquisire altre quote del Club, ma sono stati innanzitutto utilizzati per finanziare le attività a beneficio della comunità locale, tra le quali la sponsorizzazione di campionati giovanili del Galles meridionale.

Il primo tra gli scopi del Trust, come indicato nel sito web (http://www.swanstrust.co.uk/Trust-Aims.aspx) è di mantenere una squadra di calcio professionistica nella città di Swansea e, badate bene, non di vincere la Champions League (!). Sembrerà banale, ma a nostro giudizio la differenza abissale che separa il “tifoso italiano medio” dai suoi pari di altri Paesi Europei è la cosiddetta “cultura della sconfitta” o meglio, della “non vittoria”.ando tutti gli associati, ha successivamente deliberato con una maggioranza del 78% di destinare a riserva il dividendo percepito. Questi fondi potranno servire al Trust per acquisire altre quote del Club, ma sono stati innanzitutto utilizzati per finanziare le attività a beneficio della comunità locale, tra le quali la sponsorizzazione di campionati giovanili del Galles meridionale.

Il secondo caso sottoposto all’attenzione dei presenti da parte del moderatore Ben Shave (Supporters Direct) ha visto la proiezione di un video molto toccante il cui sottotitolo è davvero eloquente: “La commovente storia di come i tifosi, una città, la comunità mondiale del calcio si sono uniti per salvare un Club spagnolo”. Vale sicuramente la pena di vedere l’intero video (http://www.youtube.com/watch?v=Ea9DeVodWPw) alla fine del quale, fidatevi, vi sentirete anche voi un po’ tifosi del Real Oviedo!

L’intervento di Ben è proseguito con un aggiornamento sulle attività di Supporters Direct Europe sul versante della fan ownership: ovviamente immancabile il riferimento a SinC (http://www.supporters-in-campo.org) l’iniziativa che vede tra i promotori Sogno Cavese e gli altri gruppi impegnati in Italia nell’ardua impresa di promuovere una reale democrazia nel calcio attraverso la partecipazione diretta dei tifosi alla governance del movimento e dei club.

Terminata la sessione mattutina, nel pomeriggio ci siamo appassionati all’incontro-dibattito tra SLO.

L’’Art. 35 delle regole stabilite nel 2010 dall’UEFA in tema di licenze ai club e fair play finanziario (Club Licensing and Financial Fair Play Regulations), richiede ai club di tutta Europa di nominare un Responsabile delle Relazioni con i Tifosi (Supporter Liaison Officer - SLO) prima dell’inizio della stagione 2012/13 per assicurare un dialogo corretto e costruttivo con propri tifosi.

 

Un contributo decisivo all’inserimento di tale figura di raccordo tra i tifosi e le società di calcio lo ha sicuramente fornito Stuart Dykes di Supporters Direct Europe, che ha introdotto e moderato gli interventi degli SLO presenti.

Abbiamo potuto ascoltare le esperienze dirette degli SLO di Rosenborg ed Ajax che, con modalità differenti dovute alle peculiarità specifiche di ciascun Paese, hanno descritto le loro attività che settimanalmente svolgono per garantire ai tifosi delle rispettive squadre il riconoscimento di quei diritti elementari che troppo spesso sono violati all’interno delle “arene calcistiche”.

Dagli interventi di altri SLO presenti, in particolare dal Portogallo, è stato chiaro quanto ciascun Paese abbia trovato (e troverà) il proprio modo di intendere il ruolo e le stesse mansioni del Funzionario per le Relazioni con i Tifosi che, tuttavia, dovrà essere una persona in grado di interloquire con tutte le anime del tifo e le relative esigenze, con le società di calcio, con i responsabili della sicurezza all’interno degli stadi e all’esterno (forze di Polizia). Sono sicuramente necessarie spiccate doti di comunicazione, capacità negoziali e di gestione e risoluzione dei conflitti e dall’incontro-dibattito è emersa la necessità di creare un network di SLO a livello nazionale ed europeo per facilitare lo scambio di conoscenze e best practice, come d’altronde previsto dalla stessa normativa UEFA. Il processo sembra tuttavia ostacolato dai ritardi nell’applicazione effettiva da parte dei Club (ovviamente italiani in testa) che, troppo spesso, aggirano l’ostacolo segnalando alla UEFA nominativi di persone interne alle società stesse che per definizione non possono svolgere il ruolo di raccordo tra Club e tifosi, essendo di fatto autoreferenziali e dunque non riconosciuti dai tifosi stessi.

Il Congresso si è concluso con le votazioni per il rinnovo degli organi direttivi di FSE che, tra gli altri, hanno visto la riconferma di un italiano, Riccardo Bertolin, da anni impegnato su più fronti nell’ambito delle organizzazioni sovranazionali di tifosi.

Al termine di ciascuna giornata erano ovviamente previsti momenti di convivialità, grazie ai quali ci si è potuti confrontare con tifosi di altri Paesi Europei: ci piace ricordare gli Ultras Danesi che conoscevano la Cavese grazie al ‘potere di youtube’, il Marsigliese con la ‘sindrome di Masaniello’ e la presidentessa del Trust dell’Ajax che si è lungamente soffermata sulle tante iniziative realizzate nell’ambito dell’inclusione sociale.

 

Divisi dai colori...Uniti per la causa!

 

Letto 8468 volte
Altro in questa categoria: Assemblea ordinaria Sogno Cavese 2014 »

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.