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Domenica, 24 Aprile 2016 17:21

Grazie ragazzi

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il gruppo alla vittoria del campionato

La vittoria di un campionato non è mai frutto di un caso o semplicemente della bravura tecnica dei calciatori messi a disposizione di un allenatore. Se fosse così, basterebbe mettere insieme undici fenomeni e aspettare l’arrivo della vittoria. Che noia sarebbe.

Le vittorie arrivano da lontano, sono costruite, cercate e fortemente volute. Da tutti i protagonisti in campo: squadra, staff, società e tifosi.

La nostra vittoria è cominciata la sera del 21 giugno scorso quando, dopo la finale persa ai play off, ci ritrovammo tutti insieme alla “Doce” per condividere il triste momento sportivo, ma soprattutto per ripartire da quella sconfitta e farne tesoro.

Una cavalcata trionfale che ci ha visto guidare la classifica dalla prima gara di campionato, con tante squadre all’inseguimento che hanno dato vita a un bellissimo campionato. Ieri il culmine con la sfida alla Don Bosco 200, l’unica formazione capace di battere il Cava United nella gara di andata, e tra le poche squadre venute a Cava a giocarsela a viso aperto quest’anno.

Il clima precedente la partita lasciava già presagire che, quella di ieri, sarebbe stata una giornata memorabile per i nostri colori.

Tanta gente sugli spalti per sostenere i ragazzi, molti presenti sin dalle tredici per un banchetto aggregativo, al fine di accompagnare la squadra verso un traguardo comune. La tensione è smorzata dalla tanta goliardia, dalle pacche sulle spalle dell’amico, da un sorriso pieno di sicurezza, dalla preparazione della coreografia. E poi c’è Hannes, il quale merita una menzione a parte, anche se su di lui si dovrebbe scrivere un intero capitolo della nostra storia. Com’è possibile che una persona sia disposta a spendere soldi, viaggiare dalla lontana Germania per 1800 km all’andata e 1800 km per ritornarsene a casa, per essere presente tra noi e tifare con noi? Al cuor non si comanda.

Inizia il riscaldamento e i nostri guerrieri sono concentrati come non mai; lì vicino mister Senatore e i suoi collaboratori a osservarli, sicuri che non ci sarà bisogno di aggiungere nulla alle parole proferite prima di dettare la formazione che scenderà in campo: Nasta, Perfetto, Altobello, capitan Bisogno, Mannara, Murolo, Coppola, Carotenuto, Polacco, Mosca, Senatore. In panchina Caso, Danilo Ascione, Melchionda, Sica, Lambiase, Salsano, Ferrara. Tutti gli altri insieme alla Doce a fare un tifo infernale: uno strepitoso Ragone in fuga da Paestum giusto il tempo della gara, un Mazzini scatenato come non mai, Quadrano che percorre i 10 km sugli spalti, Sammartino con tutti gli amici al seguito, Milite guardalinee per non soffrire, Alessio Ascione concentrato, Di Martino in preda alla tensione, Laudato pronto a immortalare le scene più assurde per poi tradurle in pagelle ultra-simpatiche e Todisco che al fischio d’inizio lanciava già il primo urlo verso l’arbitro.

Le squadre rientrano negli spogliatoi, c’è il riconoscimento. Silenzio assordante, l’arbitro esce e il capitano parla ai suoi ragazzi; non è il solito incoraggiamento e non è il solito discorso che innumerevoli volte abbiamo ascoltato nei film a lieto fine: “Noi non possiamo neanche immaginare cosa significhi per quella gente lì fuori una nostra vittoria. Regaliamogliela”.

Il boato che arriva sul campo dagli spogliatoi a seguito dell’urlo dei ragazzi è da brividi.

Il primo tempo è difficile, regala poche emozioni e zero occasioni da rete. Le squadre si aggrediscono a vicenda e la Don Bosco 200 dimostra personalità, contando sulla buona proprietà di palleggio del suo gioiello Gagliardi.

Nell’intervallo sugli spalti si discute del come riuscire a perforare la difesa avversaria: “serve giocare palla a terra”, “se pensiamo di trafiggerli con il lancio lungo avranno vita facile”, “tranquilli che il gol arriverà”, le impressioni della gente United.

Le squadre rientrano in campo, da lontano riconosciamo chiaramente la fame, gli occhi che diventano diversi e sin dalle prime battute si capisce che sarà il secondo tempo perfetto.

Azione insistita sull’out di destra con Murolo che recupera palla e la passa a Perfetto, il quale già da un po’ si è messo a spingere sulla fascia, si accentra e dialoga con Senatore che gli restituisce palla; Perfetto sta per entrare in area palla al piede, di fronte uno dei centrali si è sganciato per chiudere il varco e il biondo difensore con la coda dell’occhio vede Senatore che, dopo avergli restituito palla, si è liberato appena dentro l’area. Delizioso assist per il bomber metelliano che uno-due metri e boom: palla all’incrocio.

E’ il delirio, Senatore corre sotto la Doce ben sapendo di aver realizzato il gol più importante da quando, pur giovanissimo, ha indossato quella maglia che sente come una seconda pelle.

La Don Bosco non riesce a reagire e lo United ne approfitta per chiudere i conti; fioccano le occasioni per i cavesi: Murolo serve Mosca con un cross al bacio, con quest’ultimo anticipato di un soffio dal diretto marcatore; incornata di Altobello a colpo sicuro su corner di Coppola e miracolo di Siro Amendola che vola a deviare in angolo; dialogo Mosca-Coppola che si invola sulla destra e serve al centro per l’accorrente Salsano un rigore in movimento con quest’ultimo che colpisce male e manda la palla in curva.

Il raddoppio è nell’aria e arriva di lì a poco: Nasta blocca facilmente un pallone colpito di testa da un avversario e va al rinvio veloce trovando la spizzata di Murolo, il quale manda in porta Mosca, probabilmente tenuto in gioco dal terzino sinistro; Mosca supera Amendola in uscita che lo atterra, si rialza anche se il fallo è chiaramente da rigore, ma questa volta non sarà un rigore a frapporsi tra noi e una promozione, si rialza e calcia verso la porta avversaria. E’ gol. E’ il 2-0.

C’è il tempo per una parata di Nasta su un tiro dalla distanza insidioso, mentre cominciamo ad assaporare il gusto di una promozione meritata, mai messa in discussione, ma sofferta. Vincere un campionato di terza categoria è davvero dura, perché devi lottare su ogni pallone per conquistare un metro di campo alla volta, alla conquista dell’area avversaria e tramutare in gol gli sforzi di settimane intere di allenamenti.

Noi ci siamo riusciti perché abbiamo avuto la fortuna di avere avuto in mister Pasquale Senatore un condottiero umile, capace, conoscitore di uomini come pochi, bravo a gestire le dinamiche non facili di uno spogliatoio pesante come quello del Cava United.

Ci siamo riusciti perché c’è stato un lavoro di equipe impressionante, grazie alla preziosa collaborazione di Lorenzo De Lista, Maurizio Di Marino, Fabrizio Bottiglieri, Alfonso Senatore e il collante decisivo Sandro Battimelli.

Ci siamo riusciti perché le vittorie partono da lontano e per questo dobbiamo ringraziare Emilio Sabbarese, che per primo ha iniziato insieme con noi questo bellissimo viaggio.

Ci siamo riusciti perché il campo di San Pietro è stato un fortino inespugnabile e questo grazie a tutte le magnifiche persone che hanno accompagnato con il loro tifo, il loro sostegno economico e il loro incoraggiamento morale questa squadra.

Ci siamo riusciti perché alle spalle abbiamo avuto dei partners che hanno creduto in noi sin dal primo istante in cui gli abbiamo detto che questa squadra sarebbe stata di tutti.

Ci siamo riusciti perché siamo il Cava United!        

Il campionato non è ancora finito e saremo lì a giocare come sappiamo per onorare le stupende realtà calcistiche che ci hanno accompagnato in questi due anni: presidenti, dirigenti, calciatori che come noi fanno sacrifici e che salutiamo affettuosamente augurando loro di vivere le nostre stesse emozioni.

Ora, però, è arrivato il momento di alzare le braccia al cielo. Lo meritiamo.

Alè United

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