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Sabato, 29 Aprile 2017 14:25

Stavolta è stato ancora più difficile

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V edizione del torneo “Il calcio è della gente!”

≪È stato una bellissima giornata di sport e divertimento≫; ≪un'esperienza indimenticabile! spero che i bambini, unici veri protagonisti, possano conservarne un magnifico ricordo!≫; ≪grazie a tutti per la passione che avete nell'organizzare l'evento≫. Qualcuno dei tanti messaggi fatti pervenire dai genitori dei bambini che hanno partecipato all’iniziativa svoltasi il 25 aprile scorso.
Secondo qualcuno questa è stata l’edizione più bella. Sicuramente è stata la più difficile. Per tante ragioni. Innanzitutto è sempre difficile ripetersi: quando ci si è già messi alla prova ottenendo buoni risultati, le aspettative aumentano, vieni atteso alla riconferma e anche l’ansia da prestazione ti può tradire. Poi anche il calendario, con la Pasqua e la relativa chiusura della scuole così ravvicinata, ha creato qualche ostacolo aggiuntivo, comprimendo molto i tempi organizzativi. Infine una nuova struttura, non sperimentata e della quale non conoscevamo i limiti e le possibilità.
A questo proposito dobbiamo ringraziare il GMG Sporting Center, alla località San Martino di Cava de’ Tirreni e i suoi titolari per i bellissimi spazi messi a disposizione dell’evento e per la loro disponibilità e la squisita gentilezza dimostrata nei confronti nostri e di tutti gli intervenuti.
Ma i dati ci confermano che l’entusiasmo, quest’anno, è addirittura cresciuto, a conferma di come sia un’esigenza sentita da tanti quella di partecipare a iniziative che non celino secondi fini, che non vogliono tirarti dentro equivoche operazioni commerciali, che siano finalizzate prima di tutto al puro, semplice e sincero divertimento. Dei bambini prima di tutto, ma, perché no, anche degli adulti.
Hanno partecipato quasi 120 bambini, tutti provenienti dalla classi V delle Scuole Primarie di Cava de’ Tirreni. Hanno tutti giocato al calcio all’insegna del puro piacere dello stare insieme e dell’agonismo più sano, organizzati in 11 squadre, 6 provenienti dal 2° Circolo Didattico, che ha fatto la parte del leone, 2 a testa dal 1° e dal 4° Circolo e una dalla Scuola Paritaria "Opera Pia Di Mauro". In campo scendevano in 7, con l’obbligo di far ruotare tutti i bambini in lista e con almeno una bambina sempre in campo. Quest’anno le bambine sono state tante, anche 4 o 5 per squadra, e c’è stato chi ne ha schierate anche 2 contemporaneamente. Tutte le squadre hanno disputato almeno 4 partite, chi è arrivato in finale ne ha giocate 7, ma chi non c’è arrivato ha continuato a divertirsi partecipando al torneo di calci di rigore denominato “Il Cucchiaio”.
Alla fine tutti sono stati premiati perché tutti hanno vinto nel momento in cui hanno deciso di esserci. Tutte la squadre hanno ricevuto un trofeo per la loro partecipazione entusiasta. Poi qualcuna è stato insignita anche di un trofeo speciale per la vittoria finale nel Torneo “Il Calcio è della Gente”, nel torneo del “Cucchiaio” e per i vincitori della “Coppa Pupainiello” dedicata ad Antonio Desiderio “Pupainiello”, il presidente povero, destinata alla squadra più “simpatica”, quella che, più della altre ha messo in mostra spirito di squadra, fair play, partecipazione, numero di giocatori iscritti e numero di bambine.
C’è stato anche il momento che spontaneamente è stato definito del “Judo è della gente”: il maestro Emanuele Piombanti ha allestito un tatami nello spazio del GMG Sporting Center e ha mostrato a tutti i bambini partecipanti i rudimenti dell’antica disciplina giapponese; ma soprattutto, mettendo in campo la sua grande passione, ha provato a farli innamorare dello spirito della nobilissima arte, suscitando curiosità, interesse e partecipazione.
Qualcuno si continua chiedere: ≪ma perché vi sobbarcate questi oneri?≫ e soprattutto: ≪perchè lo fate pure gratis!≫.
Lo facciamo per recuperare i valori più semplici e schietti, per provare ad aiutare qualcuno a uscire dalle logiche mercantili e del profitto che opprimono il mondo di oggi, per provare a recuperare il senso dello stare insieme, dell’aggregazione, della partecipazione. Convinti come siamo che solo partendo dall’animo dei bambini quest’opera possa avere qualche possibilità di successo, che solo una pianta giovane e ancora tenera che possa essere guidata nel suo sviluppo prima che la vita la porti a contorcersi, a perdere la capacità di puntare in alto, verso la luce, mantenendo le radici fortemente ancorate alla terra, alla propria terra. Perseguendo l’idea che lo sport sia la palestra ideale per recuperare il senso vero della cittadinanza, dell’appartenenza a una comunità, per sviluppare l’attitudine alla reciproca assistenza, il rispetto dell’altro, consolidare l’idea che si vince tutti insieme e, se si perde, è perché qualcun altro è stato più bravo di noi.
Certo la strada da fare è ancora tanta. Non basta certo una sola giornata, seppur vissuta intensamente, a depurare le scorie di una società che ti impone la vittoria a tutti i costi, con qualunque mezzo, che classifica lo sconfitto con “fesso” e il vincitore fraudolento come “furbo”, che propugna la competitività ossessiva, l’esclusione del più debole, che non aspetta chi rimane indietro, nella continua, delirante esaltazione di un concetto di selezione darwiniana, che nulla a che fare né con l’etica, né con la sociologia e nemmeno con la biologia.
Malgrado questa consapevolezza, noi abbiamo provato a dare il nostro contributo, mettendo in campo la nostra organizzazione, oramai collaudata da anni di esercizio, ma soprattutto i nostri sentimenti e i nostri principi etici, che sono la nostra guida e il nostro motore. Il carburante che ci dà la spinta a portare avanti con entusiasmo un’iniziativa così faticosa, estenuante ma entusiasmante; una lunghissima giornata, iniziata alle 8 del mattino e protrattasi fino alle 19.00, che ti aiuta a disintossicarti, che ti dà la carica per continuare a combattere, per vedere un sorriso sul volto di un bambino, sudato ma felice di esserci stato.
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