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Mercoledì, 21 Marzo 2018 20:55

Tu puoi

                                                

   “Lo sport va a cercare la paura per dominarla,

    la fatica per trionfarne, la difficoltà per vincerla”

                                                                                               Pierre de Coubertin

 “Timshel”(tu puoi) è una delle più importanti e significative parole della lingua ebraica. Essa implica una scelta, e va a significare che la via è aperta. Rimette tutto all’uomo. E’ importante perché se “tu puoi”, e anche vero che tu “non puoi”. Per il grande filosofo danese Soren Kierkegaard, scegliere in realtà era la prova dello stato di dramma permanente in cui si trova l’uomo. Di fronte ad una “possibilità che sì” e ad una “possibilità che no”, egli(l’uomo) si accorge di non possedere alcun criterio di scelta. In parole povere sovente brancola nel buio. Spesso, però, si dimentica che, in ogni caso, sono proprio le persone brancolanti nel buio che fanno accadere le cose. Se uno dei più geniali matematici mai esistiti, Blaise Pascal, era arrivato a sostenere che la scelta della cosa più importante della vita, il lavoro, è affidata al caso; allora si deve per forza giungere ad una conclusione: nello sport italiano, e quindi anche nel calcio, si sta sbagliando davvero tutto. Qualche giorno fa Vittorio Feltri, direttore editoriale e fondatore del quotidiano “Libero”, ha vergato un interessante articolo sull’esperienza(in parte anche sua) e la storia degli oratori italiani. Feltri racconta di  un’Italia,   dal dopoguerra in poi e prima che diventasse eccessivamente “americana”,  che riconosceva negl’oratori un necessario punto di aggregazione giovanile di estrazione cristiana e non(Feltri, per esempio, non è mai stato credente). Negli oratori  si praticavano sport(erroneamente si è portati a ritenere che l’unico sport praticato fosse il calcio), si avevano i primi approcci con il teatro, con il cinema, con la formazione professionale. Tutto, negli oratori, era svolto nel nome della gratuità, laddove per gratuità non si deve intendere solo in quello di mancanza di scambio di denaro, ma anche in quella gratuità quasi folle che determina ogni azione dell’infanzia e dell’adolescenza. Una gratuità in cui gli adolescenti vivono le cose con anarchia, sregolatezza e naturalità,  e che la modernità contemporanea tenta di imbrigliare e ridimensionare all’interno e in funzione di una cultura della norma. Negli oratori raccontati dal giornalista bergamasco, gli infanti e gli adolescenti potevano tranquillamente, e senza che su di loro si gravasse una qualche responsabilità, un giorno giocare portiere in una partita al campetto, e il giorno dopo dedicarsi a qualche tiro a canestro o ad una corsa di resistenza. Questo mentre si provava a mettere in piedi una piece teatrale, immaginandosi per qualche ora attori o drammaturghi. E tutto questo avveniva in un contesto di libertà, che permetteva ad ognuno di scoprire il meglio di sé. Chi giocava a calcio, e non frequentava gli oratori, aveva a disposizione cortili e campetti di fortuna per divertirsi, e provare, e osare. Ed è in questi momenti di pura gioia, che a qualcuno capitava di scoprirsi un talento così pronunciato e particolare da prefigurarsi un’ipotesi di “provino” presso il settore giovanile di qualche squadra importante. Oppure erano tifosi improvvisatisi osservatori, a segnalare il genio apparso improvvisamente in un cortile o in un oratorio. Erano tempi in cui tutti potevano partecipare alla vita della propria squadra del cuore, e in cui la squadra del cuore lo consentiva come la cosa più naturale del mondo. Fu Bob Bishop, di professione lattaio ma anche osservatore del Manchester United, a scoprire in un dettaglio della struttura urbana di Belfast il talento fuori dal tempo di George Best. “quando ero ragazzo avrei giocato sette giorni su sette”, ebbe modo di raccontare il fuoriclasse nordirlandese, in molti di quei momenti in cui un giovane uomo ama ricordare il suo recente passato. Il calcio, e molti altri sport, si sono alimentati per moltissimo tempo dell’anarchia, della libertà e della gratuità che faceva decidere al caso la scoperta di un campione.” Se non si è toccato un pallone a piedi nudi almeno una volta, non saprai mai veramente cosa sia”, recitava la battuta di un film. Ma la società del benessere e del passatempo organizzato ha da tempo dimenticato la conoscenza del camminare a piedi nudi, e sarebbe(giustamente) passibile di allarmismo o denuncia un genitore che facesse circolare per strada un figlio a piedi nudi. Non si può vivere guardandosi indietro, le cose cambiano e portano le persone verso nuovi scenari e nuove abitudini. Oggi gli infanti e gli adolescenti praticano sport in strutture organizzate e a pagamento, e non possono saltare da un sogno all’altro, come negli oratori descritti nell’ articolo di Vittorio Feltri. Non ci sono tifosi che, casualmente, li vedono provare virtuosismi in qualche luogo improbabile, ma genitori che li controllano severamente da tribune improvvisate in palestre e campi in erba sintetica. Genitori  “controllori” con l’orologio in mano, ansiosi che finiscano quelle due ore bisettimanali(o settimanali) pagate in una retta mensile stabilita. Forse l’Italia non ha, da tempo immemorabile, atleti di livello nel fondo e mezzo fondo, perché non c’è nessuna palestra o società amatoriale che chieda a dei genitori una retta mensile, per vedere correre i propri figli verso un orizzonte infinito. O forse dei genitori troverebbero assurdo pagare per vedere degli adolescenti, semplicemente, correre. I bambini non giocano più a calcio fino al calar della sera, ma sono irreggimentati in scuole calcio. Se qualcuno bravo viene fuori, e prima o poi in un Paese come l’Italia viene fuori, non viene notato da un tifoso appassionato osservatore, ma da un procuratore. Ed ecco  il divertimento  trasformarsi immediatamente in commercio. E se, come si è detto, non si può vivere guardandosi indietro, qualche rimedio alla mancanza di campioni bisogna pur trovarlo. E se lo spirito dell’oratorio e del cortile questi campioni li ha dati, allora forse occorrerebbe guardare a modelli similari. Pensare a delle polisportive, a dei luoghi dove tutte le società sportive di un determinato territorio si possano ritrovare per celebrare lo spirito dello sport, mettendo insieme ogni  risorsa economica e strutturale, potrebbe essere una risposta con uno sguardo rivolto al futuro. Non sarebbe male se insieme ad un Toro calcio, esistesse un Toro pallacanestro, un Toro Pallavolo, un Toro Pallamano, ecc. Non sarebbe stato male se il rinato Stadio Filadelfia ci fosse stato un canestro dove dei bambini convenuti ad assistere all’allenamento dei granata, in un momento di fantasia, avessero avuto voglia di provare un terzo tempo o un tiro a canestro. Non sarebbe stato male  trovare una piccolo quadrato di cemento dove provare a fare qualche scatto con i pattini. Magari si sarebbe già scoperto qualche prodigio in erba del pattinaggio a rotelle. Bello sarebbe se lo sport tornasse ad essere quel luogo dove il bambino riscoprisse quel “tu puoi”, che è il valore principale di ogni competizione sportiva, e di ogni attimo della nostre vite. Questo vorrebbe dire tornare ad essere una comunità(i tifosi di una squadra non sono forse una comunità?). L’Italia, nel tempo, e stata scritta e riscritta come su una lavagna, ma il calcio avrebbe dovuto rimanere la sua costante nel tempo. Il calcio italiano ha regalato miracoli, improvvisi tracolli, favole degne di essere raccontate,  ammirate in ogni parte del mondo. Ma ora questa costante pare essersi smarrita, i luoghi del “tu puoi” sembrano essersi persi in una delle tanti vertigini che la vita impone. Ma certe cose non si distruggono, sono solo riposte in qualche cassetto in attesa di essere tirate fuori. In una recente intervista Nicolas N’Koulou ha ricordato  che “i bambini devono fare quello che vogliono… io ad esempio vengo da una famiglia di musicisti, ma mia madre ha sudato perché io intraprendessi la carriera di calciatore”. Sport, arte, sogni, lavoro, sentimenti… forse si dovrebbero creare le premesse per lasciare che il caso faccia il suo lavoro. In questi giorni è scomparso Stephen Hawking, uno dei più prestigiosi scienziati del nostro tempo, ed è quanto mai necessario ricordare a chi si occupa di organizzare lo sport per i nostri figli un suo celebre pensiero: “ricordatevi di guardare le stelle e non i vostri piedi… per quanto difficile possa essere la vita, c’è sempre qualcosa che è possibile fare, e in cui si può riuscire”.

 

Anthony Weatherill

(ha collaborato Carmelo Pennisi)

Mercoledì, 29 Marzo 2017 13:31

Senza fiato

Un pugno nello stomaco. Uno di quei colpi che ti lascia senza fiato.

La consapevolezza di avere poche energie residue, ma devi reagire perché ne va del futuro di tutto un movimento che hai contribuito con i tuoi stessi sforzi a costruire; i tuoi sforzi, te ne convinci, non possono essere stati vani.

Da più parti ricevi incoraggiamenti a non mollare: “c’è bisogno di gente come voi per dare credibilità a questo sport sull’orlo di una crisi insanabile” dicono.

Hai bisogno dei tuoi amici per confrontarti e cercare di raddrizzare una situazione in cui non ti saresti mai voluto trovare.

Una parte di te non si spiega la distanza, le incomprensioni, le gesta autolesionistiche; una parte di te, che è solo una parte di tutta una comunità, non se lo spiega, ma si rende conto che la differenza la può fare proprio la vicinanza, la diversità, il volersi mettere in gioco, l’umiltà. Da parte di tutti.

Siamo a una svolta importante. Questa stagione “maledetta” deve comunque restituirci qualcosa di importante, non può finire con quest’aria pesante che tira da un bel po’ e sembra non volerne sapere di farci respirare senza affanno.

Le teste basse dei ragazzi dopo la batosta rimediata a Bracigliano possono sembrare un segnale di resa, ma ci auguriamo che non sia così. Sarebbe quella la vera delusione: la resa.

La gente che ha seguito la trasferta di sabato scorso, ha dato un segnale inequivocabile alla squadra: la serenità.

A nessuno piace perdere, il campo nella maggior parte delle volte ti restituisce quello che hai sudato in settimana e difficilmente si sbaglia. Il campo.

Pertanto bisogna saper accogliere quello che il campo ti restituisce, facendo tesoro delle sconfitte per trasformarle in future vittorie. Ci vuole maturità e tanta umiltà.

Questa stagione “maledetta” potrebbe, quindi, trasformarsi nella stagione più importante. Per tutti. Nessuno “escluso”.

A margine di questa breve riflessione, invitiamo tutti i simpatizzanti dello United a essere presenti sugli spalti del comunale di Santa Lucia, sia sabato pomeriggio alle ore 16 in occasione della gara contro la Don Bosco, sia domenica mattina alle ore 11 per la gara dell’under 17 contro la Nocerina.

Si rammenta, inoltre, che nel tardo pomeriggio di venerdì giungerà a Cava de’ Tirreni una rappresentanza di soci/tifosi del Cap Ciudad de Murcia, nostro partner nel progetto Erasmus+, i quali saranno accolti presso la “Doce” per un caloroso benvenuto. Da non perdere.

Pubblicato in Articoli Cava United
Venerdì, 22 Aprile 2016 14:57

Voglio vivere così

Voglio vivere così

col sole in fronte

e felice canto

beatamente...

Voglio vivere e goder

l'aria del monte

perché questo incanto

non costa niente

una delle immagini del gruppo

Ogni squadra di calcio sogna di vivere un giorno così.

Ogni ragazzo che scende in campo, giovane o meno giovane perché l’età non cambia gli stati d’animo, sogna di vivere una stagione ricca di gioie.

Ogni tifoso immagina il momento della vittoria e ognuno vive l’annata a modo suo: c’è chi è ottimista di natura e ci crede dalla prima giornata, c’è chi è pessimista anche quando sei primo in classifica e teme il cosiddetto calo psicologico, c’è chi alterna i due momenti di cui sopra secondo il risultato domenicale.

Ogni allenatore e il suo staff sogna di costruire il campionato perfetto, ben sapendo che la ricetta magica non esiste, ma nel suo viaggio cercherà di commettere meno errori possibili: la sua deve essere la vittoria del gruppo, lui è al servizio della comunità e sa bene che se le cose andranno bene gioirà insieme con gli altri e se andranno male, si sentirà più solo.

Ognuno di noi, dopo la finale di San Marzano (spesso ritorna nei nostri racconti perché rappresenta un importante momento sportivo), ha sognato di vivere un’attesa come quella di questa settimana.

Il successo regalerebbe la matematica vittoria del campionato al Cava United con due giornate di anticipo. L’ostacolo è di quelli difficili e si chiama Don Bosco.

La squadra salernitana, peraltro rivelazione del campionato e in piena zona play off, è stata l’unica, al momento, capace di battere gli uomini di Pasquale Senatore, in una gara in cui il Cava United era passato in vantaggio e non seppe resistere al ritorno dei padroni di casa; una sconfitta comunque salutare per i metelliani che da lì in poi hanno cominciato a inanellare una serie di risultati positivi.

Per chi vi scrive, è il momento di godersi ogni istante di questa settimana, impegnativa senz’altro poiché cercheremo di non lasciare nulla al caso, consapevoli che il momento di alzare le braccia al cielo potrebbe anche non arrivare…ma non diciamolo troppo forte.

Quando arrivi a giocarti una promozione, pur se i tuoi principali obiettivi restano fermamente quelli di esserci, e riesci a rendere concreto nella tua mente quali e quanti sacrifici hai fatto per essere lì a un passo da questa grande gioia, è fin troppo banale parlare di vittoria del campionato. E’ un momento più grande, va gustato in tutta la sua essenza e probabilmente durerà per un bel po’ di tempo.

Essere proprietario della propria squadra di calcio significa aver vissuto in maniera intima tutto quello che c’è dietro una squadra di calcio, che non è solo una squadra di calcio.

Questi primi due anni di vita della nostra cooperativa sportiva ne sono un chiaro esempio: l’entusiasmo contagioso, le difficoltà a diventare gruppo, le soddisfazioni di aver creato una famiglia squadra-tifosi-soci, i momenti bui, le sconfitte e le vittorie, le perdite dei nostri cari, l’arrivo di vite nuove, le unioni e le separazioni.

Tutto vissuto a mille. Difficile spiegarlo a chi è abituato a vivere il calcio in poltrona o segue la propria squadra del cuore pagando semplicemente il biglietto. E’ più complicato partecipare in maniera attiva (o a distanza come i tanti soci che vivono lontano dalla nostra città e che non fanno mancare il loro contributo d’idee ed economico), ci porta a delle rinunce ma si è ripagati con una moneta che non si può scambiare.

Per questo sabato non si fanno appelli, perché sabato chi vuol bene a questa comunità non può mancare.

Cava United – Don Bosco: a tre punti dalla meta.    

Pubblicato in Articoli Cava United
Lunedì, 11 Aprile 2016 11:34

Continua la fuga per la vittoria

esultanza di Polacco al gol del vantaggio

Si ferma contro il coriaceo Angel Episcopio, la striscia di vittorie consecutive del Cava United; la squadra di Antonio Molisse a Cava conquista un punto prezioso in chiave playoff (la promozione diretta è a 9 punti forse troppi a quattro giornate dal termine) e riesce nell’impresa di strappare un punto alla capolista, dove prima nessuno era riuscito nell’intento di uscire indenne dal catino di San Pietro.

Il Cava United schiera quella che è la formazione titolare più frequente:

Caso in porta, Perfetto, Altobello, capitan Bisogno e Mannara in difesa, Coppola, Murolo, Polacco e Murolo a centrocampo, Senatore e Mosca in attacco. A disposizione di mister Senatore: Alessio Ascione, Danilo Ascione, Melchionda, Sica, Sammartino, Ferrara, Quadrano (per la prima volta tra i convocati dopo un lungo periodo di stop).

La partita è piacevole, merito anche degli ospiti, i quali rispondono colpo su colpo alle iniziative dei metelliani. Il Cava United si fa preferire in fase di palleggio e nel tentativo di arrivare a rete con la manovra: subito due occasioni importanti per Murolo e Coppola che sbagliano la conclusione da buona posizione. L’Angels Episcopio risponde con la concretezza e fa funzionare bene l’asse Mancuso-Giorgio, con quest’ultimo che disputa una signora gara, mettendo in difficoltà continuamente la forte difesa dello United.

E’ proprio Giorgio a sfiorare il vantaggio per gli arancioni di Molisse, ma trova un super Caso a difesa dei sette metri bianco blu. Sull’altro fronte ci prova Mosca, lanciato a rete, ma la difesa chiude l’attaccante cavese. Si va al riposo con il risultato di parità.

Nella ripresa cambia un po’ la musica, lo United cambia marcia come spesso succede e conquista metri importanti, chiudendo l’Angels Episcopio nella propria metà campo. Sugli spalti, oggi meno coinvolgenti del solito, si percepisce che il gol è nell’aria e puntuale arriva di lì a poco: Polacco batte velocemente una punizione servendo Murolo, il quale scambia con Mosca che gli restituisce la palla in area sulla destra; cross al centro di Murolo per l’incornata dello stesso Mosca che trova il miracolo di Pappacena che respinge; Polacco che aveva seguito l’azione da lui stesso avviata, colpisce di testa ribadendo in rete. Vantaggio Cava United.

A questo punto della gara la squadra di mister Senatore alza il piede dall’acceleratore e pensa a controllare la gara; l’Angels Episcopio si spinge in attacco alla ricerca del pareggio e dopo averlo sfiorato in un paio di occasioni pericolose, lo raggiunge meritatamente allo scadere con il migliore in campo Giorgio che dopo aver superato Mannara, batte l’incolpevole Caso con un forte tiro sotto la traversa.

Lo United durante il recupero ha l’occasione per vincerla ma Mosca di testa non impatta bene e la palla finisce alta.

Bene e giusto così, consapevoli che il punto guadagnato potrà servire a raggiungere il traguardo promozione, ormai distante solo sei punti.

Mancano due vittorie.

Ragazzi, la Doce ve lo chiede: regalateci la seconda categoria!   

Pubblicato in Articoli Cava United
Lunedì, 04 Aprile 2016 11:59

La vittoria ci sorride

la formazione titolare in campo a Nocera Inferiore

A Piedimonte in Nocera Inferiore, valida per la diciassettesima giornata del campionato di terza categoria girone A, si è disputata la gara tra Fidelis Agro e Cava United, terminata con la larga vittoria dei ragazzi di mister Senatore per 4-0.

Il ritorno in campo dopo la quindicinale sosta prefissata dalla FIGC per le festività pasquali, poteva nascondere delle insidie per chi, sicuro della prima posizione in graduatoria, poteva aver lasciato la testa alla sfida di alta quota con il Deportivo Doria. Così non è stato, anche se durante la prima mezzora la formazione metelliana non ha sciorinato una delle migliori prestazioni, merito anche di una buona Fidelis Agro che ha tenuto i ritmi di gioco alti, almeno nella prima parte della gara.

Qualche novità nella formazione titolare che ha visto scendere in campo il seguente undici: Ragone tra i pali, Alessio Ascione, capitan Bisogno, Altobello e Melchionda sulla linea difensiva, Coppola, Carotenuto, Polacco e Murolo sulla linea mediana, Mosca e Senatore in attacco. A disposizione di Senatore: Caso, Danilo Ascione, Mannara, Perfetto, Sammartino, Sica, Ferrara.

Questo terreno di gioco la scorsa stagione ci vide soccombere contro il forte Pro Casolla e mostrò la difficoltà di un campo molto piccolo, dove il pressing la fa da padrone e diventa difficile costruire delle valide trame di gioco. La gara di ieri ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che il Cava United ha ormai raggiunto una maturità di squadra tale, che anche la fase di difficoltà è affrontata con la giusta mentalità vincente.

Dopo un buon inizio con Mosca che imbecca Senatore solo in area, il quale cincischia con il pallone sprecando una buona occasione, la Fidelis Agro alza il baricentro andando a pressare addirittura in attacco la squadra di Senatore; la tattica produce buoni effetti, il Cava United ha difficoltà nel costruire azioni pericolose ma continua a far girare la palla, con gli avversari che corrono ma inevitabilmente si stancano. Ragone corre qualche grattacapo su qualche calcio piazzato, ma non deve in sostanza mai intervenire in maniera decisiva, anzi è lo United a sfiorare il vantaggio: cross al bacio di Coppola per Mosca al centro dell’area di rigore, perentorio lo stacco di testa, ma palla colpita male che finisce di poco fuori. Gol mancato.

La prima frazione va sfumando sulla falsa riga di quanto in precedenza raccontato quando i cavesi decidono di alzare il proprio pressing fin nell’area avversaria; pressing che sortisce gli effetti sperati, palla rubata, scambio veloce sulla fascia e palla in mezzo per il tap in facile facile per il ritrovato bomber Mosca, che sblocca il match e manda i suoi al riposo con il prezioso vantaggio.

Il gol di Mosca galvanizza il Cava United che scende in campo per la ripresa da prima della classe, complice anche l’inevitabile calo fisico della Fidelis Agro. I metelliani stringono d’assedio i locali alla ricerca del gol che metterebbe al sicuro la vittoria, e per un quarto d’ora sfiorano in diverse occasioni il raddoppio; raddoppio che arriva sugli sviluppi di un calcio piazzato dall’out destro ad opera di Murolo, che imbecca Altobello nel suo habitat naturale, la mischia in area di rigore, il quale si aggiusta il pallone e lo scarica con violenza verso la porta avversaria: un difensore tenta in tutti i modi di bloccare la traiettoria vincente, ma non può che rallentarne solo la corsa, con il pallone che inevitabilmente termina in rete. Esplode Altobello, sa che ha realizzato un gol importante e corre a festeggiare sotto la Doce, e corre verso papà Antonio abbracciandolo virtualmente attraverso le maledette inferriate. Ci emozioniamo un po’ tutti.

La partita si chiude in pratica qui, giacché l’estremo difensore locale, colto da un momento di follia, prima inveisce e poi aggredisce il direttore di gara, finendo anzitempo la propria partita e lasciando i compagni di squadra con un uomo in meno e sotto di due gol.

C’è il tempo per la consueta girandola di sostituzioni e gli altri due gol di giornata. La terza marcatura arriva dopo una splendida azione personale di Coppola, di nuovo capace di saltare l’uomo come solo lui sa fare, il quale dalla linea di fondo serve un rigore in movimento a Generoso Murolo che non sbaglia, riscattando con un gran secondo tempo una prima parte di gara sottotono. Chiude i giochi capitan Bisogno, cui abbiamo già dedicato un momento di riflessione per il suo primo gol con la maglia dello United, celebrandone anche le doti di ottimo capitano.

Sabato 9 aprile alle ore 15:30 a San Pietro arriva l’Angels Episcopio per un’altra sfida di vertice da giocare tra le mura amiche.

Sosteniamoli fino alla fine, nulla è ancora compiuto.

Pubblicato in Articoli Cava United

torciata della Doce ad inizio ripresa

Ultima gara del girone d'andata del Campionato di terza categoria, al Desiderio di Pregiato di Cava de' Tirreni va in scena il derby tra Inter Sant'Anna e Cava United F.C.
Ci sono tutti i presupposti per assistere ad una partita combattuta e tirata fino all'ultimo minuto, con lo United lanciato dalla bella vittoria casalinga ai danni del Gaiano e con l'Inter Sant'anna reduce da un prezioso pareggio sul difficile campo di Angri.
Bella l'atmosfera che si respira sugli spalti che vodono i relativi supporters incitare la propria squadra fianco a fianco.

L'Inter Sant'Anna di mister Mimi' Di Domenico si schiera secondo un 4-3-3 con Senatore A., Lamberti B., Di Martino C., Trezza A. (K), Socci W., Memoli M., Di Domenico V. (VK), Trapanese V., Scarpetta P., Ferrara C., Piombo A. In panchina: Auriemma F., Esposito A., D'Amore P., Carusone R.
Mister Senatore, invece, schiera il Cava United secondo un 4-4-2 con la novità Nasta D. tra i pali, elencando da destra verso sinistra, linea difensiva composta da Perfetto A., Bisogno A. (K), Altobello C., Melchionda N., linea di centrocampo con Coppola O., Carotenuto M., Polacco A., Murolo G., in attacco la coppia Ferrara C., Mosca A. (VK). In panchina: Caso S., Ascione A., Ascione D., Sammartino G., Milite M., Salsano A., Senatore D.

La gara inizia con lo United che prova a tenere in mano il pallino del gioco, manovrando con tranquillità la palla e cercando delle accelerazioni verso la porta avversaria. L'Inter Sant'anna ribatte colpo su colpo provando a ripartire con veloci verticalizzazioni verso i propri attaccanti laterali.
Al 15' una buona occasione per Mosca che riceve palla al centro dell'area avversaria, si libera del diretto marcatore e tira di potenza fuori misura. Poco dopo lo stesso Mosca guadagna un calcio di punizione dai 20 mt, sulla palla va Ferrara che calcia molto bene col pallone che scende all'ultimo verso la rete, beffando il portiere, ma si interpone la traversa negandogli la gioia del goal. Purtroppo Mosca sull'allungo decisivo con cui ha guadagnato lo stesso calcio di punizione, ha sentito un fastidio al quadricipite e al 20' è costretto ad uscire dal campo. Al suo posto entra il "gioiellino" Senatore.
Lo United a questo punto indietreggia un po' il suo baricentro, l'Inter Sant'Anna ne approfitta e prova a colpire con le veloci folate delle sue ali, ben controllate dai marcatori di Mister Senatore. Proprio su una ripartenza in velocità dei padroni di casa, ad opera del forte "Zamu'" Di Domenico sulla fascia destra, interviene Altobello con un'entrata dura che costringe l'avanti dell'Inter Sant'Anna a lasciare il terreno di gioco. Entrambe le squadre, nella seconda metà della prima frazione di gioco, faticano a creare occasioni da goal. Si lotta tanto a centrocampo e il gioco è molto frammentato per i numerosi interventi dell'arbitro. Sullo scadere del primo tempo è da segnalare, però, una ghiotta occasione da goal per lo United con Senatore che si invola in contropiede sulla fascia sinistra contrastato da due avversari, entra in area accentrandosi e riesce a scoccare un buon tiro che purtroppo colpisce il palo alla destra del portiere.

Il secondo tempo inizia con lo United che cerca di tenere alto il baricentro e di creare pericoli verso la porta avversaria, ma la retroguardia dell'Inter Sant'Anna ribatte efficacemente su ogni pallone provando a far ripartire la propria manovra con veloci contropiedi, a loro volta neutralizzati dai difensori ospiti. Non si segnalano importanti occasioni, se non un bel tiro di Ferrara su calcio piazzato che sfiora l'incrocio dei pali della porta difesa da Senatore. Al 20' Mister Senatore prova una mossa tattica inserendo Salsano e Ascione A. per Ferrara e Murolo ridisegnando le linee di centrocampo e attacco con Ascione che va a rinforzare la mediana e con Coppola e Salsano che agiranno alle spalle di Senatore.
I nuovi entrati provano a dare nuova energia alla manovra offensiva dello United, ma la difesa dei padroni di casa ribatte colpo su colpo non concedendo alcuna palese occasione da goal. Anzi, proprio l'insistente manovra offensiva dello United concede larghi spazi a centrocampo che permettono le ripartenze in contropiede dell'Inter Sant'Anna.
La stanchezza inizia a farsi sentire, le squadre si allungano, ma entrambi non concedono alcuna importante occasione agli avversari fino al triplice fischio dell'arbitro, se non un bel tiro di Polacco per lo United che trova sulla sua strada la gran parata di Senatore.

Un vero derby quello a cui si è assistito al Desiderio, gara maschia e ricca di emozioni. Un pareggio che permette al Cava United di chiudere il girone di andata in testa alla classifica e di guardare al futuro consapevole della propria forza.
Appuntamento a sabato prossimo, 13 Febbraio, al Comunale di San Pietro dove lo United ospiterà il Guido Cuore di Rocca.
VAMOS A GANAR!!!

Pubblicato in Articoli Cava United

i tre marcatori di giornata

Quarta giornata di campionato. Al comunale di San Pietro va in scena Cava United vs Lavorate. Match di fondamentale importanza, sia perché l’avversario di turno è ancora imbattuto e dunque molto pericoloso, sia perché c’è molta curiosità da parte di tutti per vedere se ci sarà una reazione dopo l’ultima gara certamente opaca dei padroni di casa. Giornata di sole nella valle metelliana, ad assistere alla gara tanti tifosi di entrambe le compagini, tanti bambini e soprattutto tanta gioia.

Passiamo al match. Mister Senatore recupera quasi tutti, unici infortunati Quadrano e Danilo Ascione. Ancora cambio di modulo, si passa ad un classico 4-4-2. Confermatissimo il reparto arretrato con Ragone tra i pali, Perfetto e Mannara i terzini, Altobello e capitan Bisogno i centrali. Novità a centrocampo: sono Salsano e Coppola gli esterni, coppia mediana formata da Polacco-Carotenuto. In attacco l’intoccabile Mosca fa coppia con Senatore. Tra i fumoni si innalzano i primi cori, i tamburi dettano il ritmo, la Doce c’è e pulsa, lo United è pronto a scendere in campo: si può iniziare.

Match inizialmente molto studiato, Il Lavorate si difende praticamente in 5 cercando di sfruttare le ripartenze. A dettare il ritmo di gioco è lo United che da subito preme sull’out di destra, vista l’ottima forma di Perfetto e Coppola. Ed è proprio da un’iniziativa di quest’ultimo che al 20esimo arriva la prima occasione per la squadra di casa: cross sul secondo palo, Senatore si fa trovare libero, lo stop è perfetto, il tiro inguardabile. Primi 45 minuti molto poveri dal punto di vista dello spettacolo, partita che si gioca prevalentemente a centrocampo. Salsano prova più di una volta a spaccare per vie centrali la retroguardia avversaria, di tutta risposta, erge un muro apparentemente invalicabile. Finisce così la prima frazione di gioco, United che rientra negli spogliatoi preparandosi alla strigliata di mister Senatore.

Si riprende con le stesse formazioni, ma Mosca and co. entrano in campo con un atteggiamento diverso. Si parte subito all’attacco, prima occasione al 48esimo con Senatore che a pochi metri dalla porta si vede respingere la conclusione dal portiere avversario. Passano pochi minuti e Coppola batte un calcio di punizione magistrale: estremo difensore del Lavorate semplicemente miracoloso. Ormai il gol è nell’aria, azione da corner, batte Coppola, Mosca arriva prima di tutti e con una prepotente incornata torna a gonfiare la rete: primo centro per il bomber dello United, grande gioia per lui e tripudio generale. Sbloccata la partita, i padroni di casa iniziano a dare spettacolo: Mannara, passato a centrocampo in seguito all’ingresso di Melchionda, si rende subito utile e pennella un cross al bacio per lo stacco di Senatore, colpo di testa preciso e raddoppio. Partita dunque che prende una piega ben precisa, il Lavorate cala il ritmo tenuto nel primo tempo e non riesce a creare pensieri a Ragone. Al 70esimo spazio per Lambiase, fuori tra gli applausi bomber Mosca. Padroni di casa che continuano a spingere, macina chilometri Carotenuto che al 77esimo, dalla fascia destra, serve una palla al bacio per l’inserimento di Mannara che con un sinistro volante prova a prendere in controtempo il portiere che di tutta risposta compie l’ennesimo miracolo. Passano tre minuti e ancora dalla destra, questa volta con Perfetto, cross al bacio, ancora inserimento di Mannara che però non sbaglia, terza rete per lo United e terza rete stagionale per “Paki maravilla”, match chiuso. Nel finale c’è gioia ancora per Senatore che su assist di Lambiase fa prima sedere un avversario e poi scarica in rete. 4-0 e tanti applausi. Pochi spiccioli di gara e arriva puntuale il fischio finale.

Resoconto ampiamente positivo, mister Senatore sembra aver trovato il modulo giusto, ma, come visto nel secondo tempo, a fare la differenza devono essere voglia, determinazione e tanta pazienza abbinata allo spirito di sacrificio.

Guai a rilassarsi, Martedì c’è da recuperare la gara contro il San Lorenzo Pizzolano. Mister Senatore saprà sicuramente motivare i suoi e nonostante il poco tempo per recuperare le forze fisiche avrà dalla sua la possibilità di poter contare sull’ampia rosa messagli a disposizione. Il motto è “mai mollare”, la Doce è complice, l’imperativo è VINCERE. VAMOS UNITED.

Pubblicato in Articoli Cava United
Venerdì, 20 Novembre 2015 13:43

Squadra tosta

in primo piano paki autore del gol vittoria a Nocera

Chi avrà pensato che il cammino del Cava United sarebbe stato facile quest’anno, ha dovuto ricredersi già domenica pomeriggio alla fine della prima e difficilissima vittoria ottenuta in casa del Guido Cuore di Rocca.

Un’emozione difficile da raccontare quella provata al “Wojtyla” di Nocera Superiore, quando i nostri ragazzi hanno fatto il loro ingresso in campo. Dopo un bel po’ di mesi dall’ultima gara ufficiale ci ritrovavamo sugli spalti per sostenere la nostra squadra e, anche se un po’ arrugginito, il nostro sostegno si è materializzato in voglia di vincere per capitan Bisogno e company.

I fatti tristissimi di Parigi (purtroppo mentre scriviamo le bombe intelligenti cadono sulla Siria ed è strage di civili anche lì), il rispetto per la memoria di Guido Raspantini (era presente la sua mamma) hanno dato luogo a un minuto di raccoglimento da parte della Doce, mentre in campo l’arbitro non ha rispettato le direttive del comitato regionale.

La solita goliardia sui gradoni e la novità apprezzatissima della radiocronaca con ben settanta persone collegate live durante l’incontro, hanno sicuramente reso la domenica più viva fuori che dentro il rettangolo di gioco: in campo la partita era spigolosa e non regalava grossi sussulti almeno nel primo tempo.

La ripresa, invece, ci ha regalato sorrisi, tensione agonistica e nel finale la grande soddisfazione della vittoria. Non che sia un ingrediente obbligatorio dei nostri fine settimana, ma vincere aiuta il morale.

Il vantaggio di Coppola provoca un tumulto di passione irrefrenabile, per troppo tempo stipata dentro di noi. Il “Dinho” fa un gol incredibile, si gira verso i suoi tifosi e corre ad abbracciarli: peccato per quelle barriere che ci dividono dal ragazzo di Santa Lucia, poiché senza l’avremmo sommerso di affetto e qualcuno l’avrebbe anche baciato.

Accantonata l’esultanza per il primo gol stagionale, mentre alte si alzano le note dell’inno United “e che vuoi che sia questa categoria”, arriva la doccia fredda. Altobello e Ragone non si capiscono, ne approfitta l’attaccante di casa che si procura un calcio di rigore. Proviamo a disturbare la battuta con dei fischi, ma il rigore è perfetto ed è 1-1.

Puntualmente davanti ai nostri occhi si presentano i “fantasmi del passato”. Che non si materializzeranno.

La scorsa stagione ogni qualvolta lo United subiva una rete avversaria bisognava fare i conti con la personalità; spesso si perdeva la testa, spesso non riusciva più niente e spesso le gambe tremavano. Di conseguenza non ne usciva niente di buono.

Quest’anno non sarà così, di personalità ne abbiamo acquistata in quantità industriale e sia l’esperienza passata sia i nuovi innesti ci hanno anche dato il bollino di squadra tosta.

Uno di quelli tosti è Mannara, non Fabrizio (lui è a Torino e ci manca), ma Pasquale (sarà paki da ora in poi e lascerà il segno). Taciturno, silenzioso quanto basta insomma, in campo si trasforma. Chiama i compagni alla carica “state calmi se la vogliamo vincere”. E così sarà.

Per l’assalto finale dalla panca, intanto, entra il “professor” Lambiase e il talentuoso Senatore. La vinciamo, anche se non sarà facile, la vinciamo si vocifera sugli spalti. La Doce non molla e canta per loro.

Il gol arriva nel finale, lo segna proprio paki. I ragazzi corrono nuovamente sotto la Doce e stavolta qualcuno rischia di scavalcare la barriera.

Che goduria…tu chiamale se vuoi emozioni!  

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Giovedì, 12 Novembre 2015 13:55

Nella vita e alla partita Cava Alè

la Doce presente alla finale playoff

Domenica mattina al “Duca Raveschieri Fieschi” di Roccapiemonte alle ore 10:30 comincerà un’altra annata sportiva per Cava United, la seconda della sua giovane storia.

L’attesa è stata snervante e abbiamo commesso un errore di valutazione quando abbiamo pensato che quest’anno sarebbe stato meno ansioso il conto alla rovescia all’inizio del campionato; ma in fin dei conti viviamo di emozioni più o meno intense e questo attendere con trepidazione l’uscita dei calendari ci conferma quanto siamo presi dal nostro vivere lo United.

Le amichevoli precampionato, una di queste proprio con il nostro primo avversario e cioè l’ASD Guido cuore di Rocca, hanno evidenziato la conferma di un ottimo gruppo, affiatato e ben costruito, che potrà regalare gioia e soddisfazioni alla “Doce”; questo, è ovvio, avverrà solo se i ragazzi guidati dallo staff di mister Pasquale Senatore sapranno essere umili da qui fino alla fine del campionato.

Abbiamo davanti ai nostri occhi la splendida cavalcata del Pro Casolla dello scorso anno, squadra sicuramente sulla carta di categoria superiore, che ha vinto il campionato perché ha mantenuto durante l’intero arco della stagione l’umiltà della grande squadra; d’altra parte non sappiamo se ai nastri di partenza troveremo formazioni attrezzate per vincere il campionato, mentre noi tifosi, dopo la finale dello scorso anno, vorremmo senz’altro fare un passo in più e raggiungere il traguardo della promozione, sfuggita negli ultimi minuti del 21 giugno u.s.

A distanza di un anno viene quasi naturale ricercare delle similitudini con i momenti che precedettero il debutto dello scorso torneo di terza categoria, ma sono cambiate tante cose e l’esperienza maturata ci regala la consapevolezza di sapere bene quanto sarà bello vedere entrare in campo quelle maglie blu, ascoltare i primi cori, impacciati e timidi perché sono passati dei mesi dall’ultima gara ma poi via via più convinti, gli abbracci, gli incoraggiamenti, la gioia di un gol realizzato o la delusione di un gol subito.

Il calcio, vissuto in questo modo, riesce ancora a trasmettere sensazioni positive e per nulla costruite secondo degli schemi tramandati. La gente che pian piano si è avvicinata a Cava United, comprende chiaramente che i momenti che si vivono il sabato pomeriggio a San Pietro non sono paragonabili a momenti vissuti in precedenza. Vive nuove emozioni, si sente parte integrante di quello che vive, sente che c’è un contatto diretto tra quello che avviene in campo e quello che accade fuori. Come il sangue nelle vene!

E allora l’appuntamento è per domenica mattina, dove all’esordio ritroveremo questa bellissima realtà nata a Roccapiemonte questa estate, nata nel nome di un ragazzo dal cuore d’oro e dove in sua memoria nasceranno tante altre belle iniziative.

La parola al campo e… agli spalti. Avanti Doce.

 

Canteremo tutti insieme Alè United

Canteremo tutti insieme Cava Alè

E saremo tutti i giorni a fianco a te

Nella vita e alla partita Cava Alè   

        

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Domenica, 08 Novembre 2015 12:39

Una settimana di attesa

un'immagine di San Marzano

Comunale di San Pietro, 7 Novembre 2015. Meno sette. L’attesa sale, i giorni diminuiscono. La stagione 2015-2016 ormai è alle porte e gli uomini di Mister Senatore sono chiamati all’ultimo appuntamento sul campo post-preparazione (e pre-campionato). Partitella in famiglia, si gioca sotto un inedito solo di Novembre, temperatura estiva. Semmai ci fosse stato bisogno di riscaldare ulteriormente i cuori della famiglia United allora si, la giornata è quella adatta.

Doppio 4-3-3, mister Senatore decide gli uomini e si parte. Ci sono tutti, Ragone, Mosca, Murolo, Laudato, Todisco, Senatore: inutile continuare, il vecchio blocco è stato confermato in massa. Segnale chiaro da parte di mister e società, la fiducia nei confronti della squadra che ha sfiorato l’impresa nella stagione precedente è massima, pochi innesti e tante conferme, adesso non bisogna sbagliare. Tanta voglia di dimostrare da parte di tutti, tanta corsa, tanta grinta, tanto sano agonismo, tanto UNITED. Primo tempo giocato su ritmi alti, la prima e unica rete la mette a segno bomber Senatore con un gran diagonale. Nella ripresa la qualità del gioco diminuisce ma la voglia di farsi valere è tanta, fioccano le occasioni da gol e a chiudere la partita sul 2-1 ci pensano prima Murolo con un pallonetto magistrale su azione da contropiede e dall’altra parte Polacco con un rigore procuratore dal buon Nasta.

I FAVORITI. Appellativo che scotta, magari potrebbe non aiutare, ma alla fin dei conti bisogna accettare. Siamo la squadra che per una “fossa” sul dischetto è costretta a giocare ancora la terza categoria, siamo la squadra che ha saputo puntellare la rosa dello scorso anno con acquisti del calibro di Altobello, oltre 50 presenze in serie D per il 22 difensore centrale, Nasta, Perfetto, Mannara e Quadrano oltre che i giovani Mazzini e Lodato. Siamo la squadra che è capace di portare in trasferta oltre 100 persone e che viene sostenuta da un gruppo di tifosi splendido ogni partita. Siamo la squadra che ad oggi, dopo un mese di preparazione si appresta ad iniziare una nuova stagione con unico obiettivo: tramutare l’appellativo di FAVORITI in VINCITORI.

Niente scuse, armiamoci di passione e grinta. Saliamo in sella, la moto è pronta, ed è la più potente: si chiama CAVA UNITED. Allacciatevi il casco, a breve i semafori verdi…si parte!!!!

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