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Domenica, 13 Dicembre 2015 21:05

Per ogni centimetro di campo

La formazione scesa in campo ad Angri

Conquistato il primato, grazie alla gara di recupero di martedì 8 dicembre u.s. con il San Lorenzo Pizzolano, dopo soli quattro giorni Cava United è chiamata a una difficile sfida al “Pasquale Novi” di Angri.

I risultati in crescita del Deportivo Doria fanno supporre che la squadra angrese darà del filo da torcere ai ragazzi di mister Senatore. E così sarà.

La preparazione alla trasferta è, per la Doce, uno di quei giorni da ricordare. In settimana arriva la notizia dell’arrivo di Hannes, accompagnato dagli amici Mounir e Felix, mentre il presidente del Supporters Trust Paolo Polacco annuncia il venerdì sera, in riunione, che il nuovo drappo è pronto per la sua prima partita. Il pranzo alla Doce nel pre-partita ricorda molto quello della finale playoff, tra risate, abbracci, buon cibo e “Bacco” che la fa da padrone.

Al nostro arrivo al “Novi” la squadra ha da poco terminato la fase del riscaldamento e notiamo che sono in fase di svolgimento le consuete operazioni che anticipano l’entrata sul terreno di gioco delle squadre: si tratta di quei momenti decisivi in cui si cerca la giusta concentrazione. I supporters si sistemano sulla tribuna e notiamo una buona presenza anche di simpatizzanti del Deportivo Doria, i quali durante la gara si faranno sentire soprattutto nei confronti dell’inadeguata giacchetta nera.

Il Cava United, rispetto alle ultime uscite, deve fare a meno degli assenti Salsano, Coppola e del capitano Bisogno, mentre a inizio secondo tempo perde per infortunio anche Cristian Altobello. In campo il seguente undici: Ragone, Perfetto, Mannara, Carotenuto, Danilo Ascione, Altobello, Sica, Polacco, Mosca, Davide Senatore, Murolo.

La gara non offre grossi sussulti dalle parti dei rispettivi portieri, le squadre attuano un pressing asfissiante sui portatori di palla, spesso si muovono a specchio, la disputa è equilibrata e per lunghi tratti noiosa per gli spettatori. Quelli della “Doce”, invece, sono su di giri e cantano a squarciagola.

Cava United è evidentemente superiore dal punto di vista tecnico e quando riesce a giocare palla a terra, dà la sensazione che potrebbe prendere in mano la gara. Il primo tempo ci regala un’unica palla gol ed è metelliana: cross al centro per Mosca che gira a rete, il portiere respinge come meglio può, ma il pallone resta nell’area piccola con l’accorrente Murolo che deve solo spingerla in porta; il fantasista dello United colpisce male e regala il pallone al portiere avversario. Niente da fare e Doce con urlo di gioia strozzato in gola.

La prima di frazione di gioco si chiude con qualche accenno di rissa, che sarà solo il preludio a un secondo tempo condito da tante interruzioni, calcioni, mini risse e tanto agonismo. In verità un’occasione per sbloccare il risultato Cava United l’ha avuta intorno al decimo della ripresa, quando la coppia di attacco Mosca-Senatore s’invola 2 contro 1 verso la porta avversaria: Mosca riceve palla da Senatore che si libera sulla sinistra, ma anziché appoggiare per Senatore e mandare in porta il compagno di squadra, preferisce l’azione solitaria andando a sbattere contro il difensore. Una ghiotta occasione per andare in vantaggio e risultato che resta inchiodato sullo 0-0.

Dopo pochi minuti la partita assume contorni thriller. Senatore è colpito da tergo violentemente, si alza e affronta a muso duro l’avversario senza colpirlo: l’arbitro, indecente per condizione e conduzione di gara, espelle il giovane attaccante metelliano per tentata reazione.

Lungi da noi giustificare il comportamento del nostro ragazzo, preso di mira evidentemente, e lungi da noi giustificare la piega che ha preso la disputa (non siamo santi e purtroppo abbiamo recitato il nostro ruolo in queste vicende), ma una gara di alta classifica (terza contro prima della classe) merita più attenzione da chi designa le giacchette nere.

Resta poco da raccontare se non l’orgoglio di noi tifosi nel vedere i ragazzi lottare su ogni pallone, alla conquista di ogni centimetro di campo, addirittura chiudendo la gara in attacco, senza mai concedere un solo tiro in porta ai nostri avversari.

Fischio finale e solito abbraccio con la Doce, a dimostrazione del legame indissolubile tra squadra e tifosi.

Gli amici tedeschi rientrano nella serata a Roma per assistere alla gara dell’Ardita San Paolo e mentre partono, confessano che era da un bel po’ che non assistevano a questo furore agonistico.

Qualcuno dei nostri soci afferma che dobbiamo andar via da questa categoria, probabilmente è auspicabile viste le nostre caratteristiche tecniche, ma il sapore di queste battaglie lasciano sempre un bel retrogusto.

      

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i ragazzi a fine gara sotto la Doce

In occasione del recupero della seconda giornata di campionato, al comunale di San Pietro va in scena Cava United vs San Lorenzo Pizzolano. Match di fondamentale importanza poiché un’eventuale vittoria permetterebbe alla compagine metelliana di volare da sola prima in classifica. Sole di Dicembre e pubblico delle grandi occasioni, bambini che in attesa dell’inizio del match giocano tra i gradoni con un Super Santos, fumoni,  tamburi e cori: se non è questo il vero calcio, allora lasciatecelo credere, noi lo intendiamo così.

Passiamo alla partita. Mister Senatore, dopo l’ultima prova convincente, decide di non toccare l’11 titolare.  Ragone tra i pali, solita confermatissima linea difensiva con Perfetto, Altobello, Bisogno ©, Mannara. Sugli esterni di centrocampo Coppola e Salsano, al centro i polmoni dello United Polacco e Carotenuto. Avanti spazio ancora per i due bomber Senatore e Mosca. Scoccano le 14.30, la Doce apre il fuoco, il campo di battaglia è pronto e si parte.

Come da copione è lo United a fare la partita, ospiti che si limitano a difendere e a tentare fortuna nelle ripartenze. Molto bene l’out di destra, con Coppola come al solito attivo e pericoloso. Prima occasione che nasce da una sua azione, perfetto il cross rasoterra in seguito ad un grande passaggio filtrante di Salsano, ma Senatore al centro tenta un improbabile tacco lasciando sfumare tutto. Molto bene anche i centrali di centrocampo Polacco e Carotenuto, abili a chiudere gli spazi e a tenere il pallino del gioco. Da sottolineare la crescita del numero 8 Polacco, che partita dopo partita sembra assimilare sempre di più gli schemi e le idee di Mister Senatore. Per carità, c’è molto ancora da migliorare ma la strada perseguita è quella giusta. Come detto in precedenza, gli ospiti si affidano ad azioni di contropiede ed in ben due occasioni, se non fosse per l’assidua presenza contornata da una grande esperienza di Alessandro Perfetto, magari staremmo parlando di un eventuale svantaggio iniziale per i padroni di casa. L’ultima scorribanda offensiva del San Lorenzo avviene al minuto 25, questa volta Perfetto non onora il suo cognome e rinvia sui piedi dell’avversario che grazia Ragone spedendo alto. Passano pochi minuti e sull’altro versante si sblocca il match. Mosca si traveste da assist-man, cross al bacio per Senatore che di rabbia (magari fosse sempre cosi) spedisce in rete: 1-0. Sul finire della prima frazione di gioco è Mosca, su pregevole assist di Mannara, ad avere la palla per chiudere il match, lo stop è perfetto, il tiro un po’ meno, si resta dunque sullo stesso punteggio.

Ripresa che appare subito in discesa, i padroni di casa vengono definitivamente fuori e gli avversari calano, fioccano le occasioni da goal ma la rete non arriva: sicuramente sarà questo uno degli aspetti su cui ci sarà da lavorare. Più di una volta si pecca di egoismo o di poco cinismo: prima Salsano spedisce alto da pochi metri con Coppola e Mosca soli al centro, pochi istanti dopo è il bomber a colpire il palo da posizione favorevole. Al 65esimo dentro Melchionda, fuori Salsano, Mannara passa a centrocampo, bisogna chiudere il match. Passano pochi minuti ed in seguito ad un tiro di Coppola respinto è Mosca a ribadire in rete: 2-0 e risultato al sicuro, o quasi. Già, perché al 75esimo il San Lorenzo Pizzolano sfiora la rete da calcio piazzato: il pallone sfiora il palo. Il match scorre lentamente e al 77esimo la partita può dirsi chiusa: dopo un batti e ribatti in area il pallone finisce in rete dopo una deviazione maldestra di un difensore ospite, 3 a 0. Nel finale spazio per Nasta (al debutto) e Murolo. Sorprendete la voglia e la convinzione nelle giocate dei due subentrati, corsa e agonismo a servizio della squadra come se si stesse sullo 0 a 0, è questo lo spirito che la Doce vuol vedere. Sono proprio gli ultimi entrati a regalare l’ennesimo squillo del match, palla in profondità dell’ “argentino” Murolo, stop a seguire perfetto di Nasta che, disturbato dall’avversario spara alto, in ogni caso tanti applausi, in particolar modo da parte di un folto gruppo di sostenitori. Ancora pochi spiccioli e si chiude una bellissima partita.

Tre punti fondamentali, United da solo in vetta per la prima volta nella sua storia (breve, ma intensa). Tante note positive per mister Senatore e finalmente tante certezze su cui lavorare. Siamo alla quarta giornata e si è già padroni del proprio destino, il campionato inizia adesso, bisogna correre come non mai, guai guardarsi alle spalle, di primaria importanza non avere più nessuno davanti, mai. Ci viene in mente un famoso proverbio: “la salita è dura, ma quando si arriva in cima, il panorama è più bello”. E’ stata dura arrivare fin qui, certo, sarà ancora più difficile mantenersi in cima. Ma caro United, ahimè, non è ancora il momento di godersi il panorama, ragion per cui il motto non cambia: VAMOS A GANAR.  

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i tre marcatori di giornata

Quarta giornata di campionato. Al comunale di San Pietro va in scena Cava United vs Lavorate. Match di fondamentale importanza, sia perché l’avversario di turno è ancora imbattuto e dunque molto pericoloso, sia perché c’è molta curiosità da parte di tutti per vedere se ci sarà una reazione dopo l’ultima gara certamente opaca dei padroni di casa. Giornata di sole nella valle metelliana, ad assistere alla gara tanti tifosi di entrambe le compagini, tanti bambini e soprattutto tanta gioia.

Passiamo al match. Mister Senatore recupera quasi tutti, unici infortunati Quadrano e Danilo Ascione. Ancora cambio di modulo, si passa ad un classico 4-4-2. Confermatissimo il reparto arretrato con Ragone tra i pali, Perfetto e Mannara i terzini, Altobello e capitan Bisogno i centrali. Novità a centrocampo: sono Salsano e Coppola gli esterni, coppia mediana formata da Polacco-Carotenuto. In attacco l’intoccabile Mosca fa coppia con Senatore. Tra i fumoni si innalzano i primi cori, i tamburi dettano il ritmo, la Doce c’è e pulsa, lo United è pronto a scendere in campo: si può iniziare.

Match inizialmente molto studiato, Il Lavorate si difende praticamente in 5 cercando di sfruttare le ripartenze. A dettare il ritmo di gioco è lo United che da subito preme sull’out di destra, vista l’ottima forma di Perfetto e Coppola. Ed è proprio da un’iniziativa di quest’ultimo che al 20esimo arriva la prima occasione per la squadra di casa: cross sul secondo palo, Senatore si fa trovare libero, lo stop è perfetto, il tiro inguardabile. Primi 45 minuti molto poveri dal punto di vista dello spettacolo, partita che si gioca prevalentemente a centrocampo. Salsano prova più di una volta a spaccare per vie centrali la retroguardia avversaria, di tutta risposta, erge un muro apparentemente invalicabile. Finisce così la prima frazione di gioco, United che rientra negli spogliatoi preparandosi alla strigliata di mister Senatore.

Si riprende con le stesse formazioni, ma Mosca and co. entrano in campo con un atteggiamento diverso. Si parte subito all’attacco, prima occasione al 48esimo con Senatore che a pochi metri dalla porta si vede respingere la conclusione dal portiere avversario. Passano pochi minuti e Coppola batte un calcio di punizione magistrale: estremo difensore del Lavorate semplicemente miracoloso. Ormai il gol è nell’aria, azione da corner, batte Coppola, Mosca arriva prima di tutti e con una prepotente incornata torna a gonfiare la rete: primo centro per il bomber dello United, grande gioia per lui e tripudio generale. Sbloccata la partita, i padroni di casa iniziano a dare spettacolo: Mannara, passato a centrocampo in seguito all’ingresso di Melchionda, si rende subito utile e pennella un cross al bacio per lo stacco di Senatore, colpo di testa preciso e raddoppio. Partita dunque che prende una piega ben precisa, il Lavorate cala il ritmo tenuto nel primo tempo e non riesce a creare pensieri a Ragone. Al 70esimo spazio per Lambiase, fuori tra gli applausi bomber Mosca. Padroni di casa che continuano a spingere, macina chilometri Carotenuto che al 77esimo, dalla fascia destra, serve una palla al bacio per l’inserimento di Mannara che con un sinistro volante prova a prendere in controtempo il portiere che di tutta risposta compie l’ennesimo miracolo. Passano tre minuti e ancora dalla destra, questa volta con Perfetto, cross al bacio, ancora inserimento di Mannara che però non sbaglia, terza rete per lo United e terza rete stagionale per “Paki maravilla”, match chiuso. Nel finale c’è gioia ancora per Senatore che su assist di Lambiase fa prima sedere un avversario e poi scarica in rete. 4-0 e tanti applausi. Pochi spiccioli di gara e arriva puntuale il fischio finale.

Resoconto ampiamente positivo, mister Senatore sembra aver trovato il modulo giusto, ma, come visto nel secondo tempo, a fare la differenza devono essere voglia, determinazione e tanta pazienza abbinata allo spirito di sacrificio.

Guai a rilassarsi, Martedì c’è da recuperare la gara contro il San Lorenzo Pizzolano. Mister Senatore saprà sicuramente motivare i suoi e nonostante il poco tempo per recuperare le forze fisiche avrà dalla sua la possibilità di poter contare sull’ampia rosa messagli a disposizione. Il motto è “mai mollare”, la Doce è complice, l’imperativo è VINCERE. VAMOS UNITED.

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Lunedì, 30 Novembre 2015 22:11

Quando il risultato è un dettaglio

Domenica 29 novembre a S. Pietro: S. Vito Cava – Cava United F.C. 0-2

di maurizio paolillo

le squadre insieme prima della gara di campionato

Dopo l’esordio vittorioso di domenica 15 novembre con Guido Cuore Di Rocca e il rinvio di sabato scorso per il maltempo, si torna in campo e l’appuntamento è ricco di implicazioni, significati e suggestioni.

Incontrare il S. Vito non vuol dire solamente disputare una partita di calcio. Implica il confrontarsi con una realtà, un modo di pensare, una dimensione difficilmente riscontrabili altrove e con i quali misurarsi è innanzitutto doveroso, ma anche estremamente stimolante.

S. Vito è una piccola e sicuramente marginale comunità all’interno della quale la quasi totalità degli assunti che normalmente si danno per scontati vengono ribaltati.

È una squadra di calcio, quindi è tenuta a cimentarsi con dimensioni quali la competizione, la contesa sportiva, il risultato, la vittoria. Tutte entità che perdono magicamente di significato perché, in quel contesto, vengono sopravanzate dal concetto di partecipazione, inteso come mettersi in gioco, mettersi alla prova, dimostrare, non agli altri ma essenzialmente a se stessi, che si è in grado di competere. Un gruppo all’interno del quale non solo le tradizionali gerarchie (il più bravo, il leader in campo, il goleador) ma persino i ruoli all’interno della disposizione tattica della squadra vengono superati.

Leader non è il più forte o il più carismatico ma il più tenace nel mettersi in gioco, appunto, colui che si confronta quotidianamente con i propri limiti sapendo che la vittoria si consegue ogni qual volta si scende in campo.

Per citare Marco Ronca, che è sicuramente un leader per tenacità e capacità di mettersi in discussione: «Io vinco ogni qual volta mi metto gli scarpini e scendo in campo; e continuerò a vincere finché le mie due gambe mi terranno; e quando ne avrò una sola, vuol dire che indosserò solo uno scarpino e con quello solo continuerò a tentare di calciare il pallone».

Del contenuto strettamente calcistico della giornata resta poco da dire. Lo United si afferma con un classico 2-0, con un gol per tempo: nel primo sblocca il risultato Paki Mannara e nel finale mette tutto al sicuro Michele Carotenuto. I blu tengono il pallino in mano con sicurezza per tutta la gara, con un possesso palla preponderante e senza rischiare praticamente niente.

Certo la prestazione non è stata brillantissima. Gli uomini del S. Vito hanno anche una precisa coscienza dei propri limiti (e questa è un’altra innegabile virtù) e perciò si dispongono a copertura ferrea della loro area, chiudendo in maniera asfissiante tutti gli spazi, togliendo l’ossigeno alla manovra avversaria, che risulta inevitabilmente asfittica. Tutto facile fino al limite, ma poi entrare in area diventa un gran problema. Le soluzioni più ovvie risiedono nei cross dalle fasce e nel tiro da fuori, ma oggi gli attaccanti dello United avevano le polveri un po’ bagnate e il portiere Roberto Rispoli è parso in giornata di grazia.

Ma il risultato è solo un dettaglio insignificante: S. Vito ogni volta che scende in campo, non appena i suoi “ragazzi” indossano gli scarpini e calcano i polverosi campi delle serie dilettanti.

Onore al merito degli indomiti del S. Vito Cava, al loro incrollabile spirito sportivo, al loro senso della vita.

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Venerdì, 20 Novembre 2015 13:43

Squadra tosta

in primo piano paki autore del gol vittoria a Nocera

Chi avrà pensato che il cammino del Cava United sarebbe stato facile quest’anno, ha dovuto ricredersi già domenica pomeriggio alla fine della prima e difficilissima vittoria ottenuta in casa del Guido Cuore di Rocca.

Un’emozione difficile da raccontare quella provata al “Wojtyla” di Nocera Superiore, quando i nostri ragazzi hanno fatto il loro ingresso in campo. Dopo un bel po’ di mesi dall’ultima gara ufficiale ci ritrovavamo sugli spalti per sostenere la nostra squadra e, anche se un po’ arrugginito, il nostro sostegno si è materializzato in voglia di vincere per capitan Bisogno e company.

I fatti tristissimi di Parigi (purtroppo mentre scriviamo le bombe intelligenti cadono sulla Siria ed è strage di civili anche lì), il rispetto per la memoria di Guido Raspantini (era presente la sua mamma) hanno dato luogo a un minuto di raccoglimento da parte della Doce, mentre in campo l’arbitro non ha rispettato le direttive del comitato regionale.

La solita goliardia sui gradoni e la novità apprezzatissima della radiocronaca con ben settanta persone collegate live durante l’incontro, hanno sicuramente reso la domenica più viva fuori che dentro il rettangolo di gioco: in campo la partita era spigolosa e non regalava grossi sussulti almeno nel primo tempo.

La ripresa, invece, ci ha regalato sorrisi, tensione agonistica e nel finale la grande soddisfazione della vittoria. Non che sia un ingrediente obbligatorio dei nostri fine settimana, ma vincere aiuta il morale.

Il vantaggio di Coppola provoca un tumulto di passione irrefrenabile, per troppo tempo stipata dentro di noi. Il “Dinho” fa un gol incredibile, si gira verso i suoi tifosi e corre ad abbracciarli: peccato per quelle barriere che ci dividono dal ragazzo di Santa Lucia, poiché senza l’avremmo sommerso di affetto e qualcuno l’avrebbe anche baciato.

Accantonata l’esultanza per il primo gol stagionale, mentre alte si alzano le note dell’inno United “e che vuoi che sia questa categoria”, arriva la doccia fredda. Altobello e Ragone non si capiscono, ne approfitta l’attaccante di casa che si procura un calcio di rigore. Proviamo a disturbare la battuta con dei fischi, ma il rigore è perfetto ed è 1-1.

Puntualmente davanti ai nostri occhi si presentano i “fantasmi del passato”. Che non si materializzeranno.

La scorsa stagione ogni qualvolta lo United subiva una rete avversaria bisognava fare i conti con la personalità; spesso si perdeva la testa, spesso non riusciva più niente e spesso le gambe tremavano. Di conseguenza non ne usciva niente di buono.

Quest’anno non sarà così, di personalità ne abbiamo acquistata in quantità industriale e sia l’esperienza passata sia i nuovi innesti ci hanno anche dato il bollino di squadra tosta.

Uno di quelli tosti è Mannara, non Fabrizio (lui è a Torino e ci manca), ma Pasquale (sarà paki da ora in poi e lascerà il segno). Taciturno, silenzioso quanto basta insomma, in campo si trasforma. Chiama i compagni alla carica “state calmi se la vogliamo vincere”. E così sarà.

Per l’assalto finale dalla panca, intanto, entra il “professor” Lambiase e il talentuoso Senatore. La vinciamo, anche se non sarà facile, la vinciamo si vocifera sugli spalti. La Doce non molla e canta per loro.

Il gol arriva nel finale, lo segna proprio paki. I ragazzi corrono nuovamente sotto la Doce e stavolta qualcuno rischia di scavalcare la barriera.

Che goduria…tu chiamale se vuoi emozioni!  

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Giovedì, 12 Novembre 2015 13:55

Nella vita e alla partita Cava Alè

la Doce presente alla finale playoff

Domenica mattina al “Duca Raveschieri Fieschi” di Roccapiemonte alle ore 10:30 comincerà un’altra annata sportiva per Cava United, la seconda della sua giovane storia.

L’attesa è stata snervante e abbiamo commesso un errore di valutazione quando abbiamo pensato che quest’anno sarebbe stato meno ansioso il conto alla rovescia all’inizio del campionato; ma in fin dei conti viviamo di emozioni più o meno intense e questo attendere con trepidazione l’uscita dei calendari ci conferma quanto siamo presi dal nostro vivere lo United.

Le amichevoli precampionato, una di queste proprio con il nostro primo avversario e cioè l’ASD Guido cuore di Rocca, hanno evidenziato la conferma di un ottimo gruppo, affiatato e ben costruito, che potrà regalare gioia e soddisfazioni alla “Doce”; questo, è ovvio, avverrà solo se i ragazzi guidati dallo staff di mister Pasquale Senatore sapranno essere umili da qui fino alla fine del campionato.

Abbiamo davanti ai nostri occhi la splendida cavalcata del Pro Casolla dello scorso anno, squadra sicuramente sulla carta di categoria superiore, che ha vinto il campionato perché ha mantenuto durante l’intero arco della stagione l’umiltà della grande squadra; d’altra parte non sappiamo se ai nastri di partenza troveremo formazioni attrezzate per vincere il campionato, mentre noi tifosi, dopo la finale dello scorso anno, vorremmo senz’altro fare un passo in più e raggiungere il traguardo della promozione, sfuggita negli ultimi minuti del 21 giugno u.s.

A distanza di un anno viene quasi naturale ricercare delle similitudini con i momenti che precedettero il debutto dello scorso torneo di terza categoria, ma sono cambiate tante cose e l’esperienza maturata ci regala la consapevolezza di sapere bene quanto sarà bello vedere entrare in campo quelle maglie blu, ascoltare i primi cori, impacciati e timidi perché sono passati dei mesi dall’ultima gara ma poi via via più convinti, gli abbracci, gli incoraggiamenti, la gioia di un gol realizzato o la delusione di un gol subito.

Il calcio, vissuto in questo modo, riesce ancora a trasmettere sensazioni positive e per nulla costruite secondo degli schemi tramandati. La gente che pian piano si è avvicinata a Cava United, comprende chiaramente che i momenti che si vivono il sabato pomeriggio a San Pietro non sono paragonabili a momenti vissuti in precedenza. Vive nuove emozioni, si sente parte integrante di quello che vive, sente che c’è un contatto diretto tra quello che avviene in campo e quello che accade fuori. Come il sangue nelle vene!

E allora l’appuntamento è per domenica mattina, dove all’esordio ritroveremo questa bellissima realtà nata a Roccapiemonte questa estate, nata nel nome di un ragazzo dal cuore d’oro e dove in sua memoria nasceranno tante altre belle iniziative.

La parola al campo e… agli spalti. Avanti Doce.

 

Canteremo tutti insieme Alè United

Canteremo tutti insieme Cava Alè

E saremo tutti i giorni a fianco a te

Nella vita e alla partita Cava Alè   

        

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Domenica, 08 Novembre 2015 12:39

Una settimana di attesa

un'immagine di San Marzano

Comunale di San Pietro, 7 Novembre 2015. Meno sette. L’attesa sale, i giorni diminuiscono. La stagione 2015-2016 ormai è alle porte e gli uomini di Mister Senatore sono chiamati all’ultimo appuntamento sul campo post-preparazione (e pre-campionato). Partitella in famiglia, si gioca sotto un inedito solo di Novembre, temperatura estiva. Semmai ci fosse stato bisogno di riscaldare ulteriormente i cuori della famiglia United allora si, la giornata è quella adatta.

Doppio 4-3-3, mister Senatore decide gli uomini e si parte. Ci sono tutti, Ragone, Mosca, Murolo, Laudato, Todisco, Senatore: inutile continuare, il vecchio blocco è stato confermato in massa. Segnale chiaro da parte di mister e società, la fiducia nei confronti della squadra che ha sfiorato l’impresa nella stagione precedente è massima, pochi innesti e tante conferme, adesso non bisogna sbagliare. Tanta voglia di dimostrare da parte di tutti, tanta corsa, tanta grinta, tanto sano agonismo, tanto UNITED. Primo tempo giocato su ritmi alti, la prima e unica rete la mette a segno bomber Senatore con un gran diagonale. Nella ripresa la qualità del gioco diminuisce ma la voglia di farsi valere è tanta, fioccano le occasioni da gol e a chiudere la partita sul 2-1 ci pensano prima Murolo con un pallonetto magistrale su azione da contropiede e dall’altra parte Polacco con un rigore procuratore dal buon Nasta.

I FAVORITI. Appellativo che scotta, magari potrebbe non aiutare, ma alla fin dei conti bisogna accettare. Siamo la squadra che per una “fossa” sul dischetto è costretta a giocare ancora la terza categoria, siamo la squadra che ha saputo puntellare la rosa dello scorso anno con acquisti del calibro di Altobello, oltre 50 presenze in serie D per il 22 difensore centrale, Nasta, Perfetto, Mannara e Quadrano oltre che i giovani Mazzini e Lodato. Siamo la squadra che è capace di portare in trasferta oltre 100 persone e che viene sostenuta da un gruppo di tifosi splendido ogni partita. Siamo la squadra che ad oggi, dopo un mese di preparazione si appresta ad iniziare una nuova stagione con unico obiettivo: tramutare l’appellativo di FAVORITI in VINCITORI.

Niente scuse, armiamoci di passione e grinta. Saliamo in sella, la moto è pronta, ed è la più potente: si chiama CAVA UNITED. Allacciatevi il casco, a breve i semafori verdi…si parte!!!!

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la firma della partnership con wemake

Ieri sera l'incontro presso la sede cavese dell'azienda romana.

Consolidata la partnership con Cava United, le belle parole dell'azienda attraverso una lettera che pubblichiamo di seguito:

Lo scorso anno abbiamo scelto di "abbracciare" il brand di Cava United F.C. e da allora non ci siamo più distaccati: vi abbiamo seguito in campo (dagli spalti a dire il vero!) e fuori dal rettangolo di gioco.

Oggi siamo di nuovo qui proprio per rinnovare il nostro impegno verso un progetto così ambizioso e soprattutto ricco di valori quali: la lealtà, il rispetto, la semplicità, la trasparenza, l'impegno continuo e l'attaccamento al proprio territorio.

Sappiamo benissimo come sia difficile al giorno d'oggi trovare una realtà disposta a mettere da parte il business in favore dello sport e dello spirito comunitario...voi siete un'eccezione e di questo siatene orgogliosi.

Vi facciamo i nostri complimenti per quanto fatto e dimostrato la passata stagione e NON auguriamo di ripetervi ma di fare meglio!

 

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L'intervista che segue è stata pubblicata sulla fanzine ufficiale della neonata squadra di Amburgo: HFC Falke, squadra di proprietà dei tifosi.

La traduzione è dello stesso Hannes, protagonista dell'intervista.

fanzine dei tifosi HFC Falke

HFCDF: Salve Hannes! E’ bello riuscire a realizzare questa breve intervista. Raccontaci un po’ del Cava United F.C.. Come sei venuto in contatto con questa realtà e come sono nati i tuoi rapporti con i tifosi dello United?

Hannes: Sono originario di Coblenza e vivo a Magonza. Nel 2010 sono stato, più o meno per caso, ad una partita della Cavese (Cavese-Lanciano) e in quell’occasione ho conosciuto alcuni ragazzi di Cava. Quando nel 2011 sono andato a Napoli a studiare li ho ricontattati. Purtroppo quell’anno la S.S. Cavese 1919 non si iscrisse al campionato a causa di grossi problemi finanziari. Era una situazione molto difficile e non si sapeva se la società fallisse o meno poiché non ci fu un vero e proprio fallimento sportivo. I miei amici di Sogno Cavese, un’associazione nata nel 2010 a supporto della Cavese, si sono impegnati in maniera estenuante nell’idea dell’azionariato popolare, cercando di realizzarlo nell’ambito della S.S. Cavese 1919 prima e poi in un nuovo progetto di calcio cittadino dopo che questa non riuscì a proseguire la propria storia. Alla fine non funzionò, anche perché non mancarono le opposizioni e le incomprensioni. Così quelli di Sogno Cavese, spinti anche da gran parte della tifoseria organizzata, fondarono una squadra nuova insieme a degli imprenditori locali, l’ASD Aquilotto Cavese, e cominciarono a giocare in terza categoria utilizzando anche i simboli della S.S. Cavese con il beneplacito degli amministratori della società, peraltro ancora oggi non fallita. Conosco bene questa parte della storia perchè sono stato con loro tutto quel campionato 2011/2012 e così sono cresciuti e si sono intensificati i miei rapporti  di amicizia. A fine campionato l’Aquilotto Cavese fece una fusione con un’altra squadra che giocava in città con il titolo di una squadra della provincia, riunendosi sotto il nome di USD Cavese, oggi per i tifosi della città erede della S.S. Cavese 1919.

Questo sviluppo non accontentò i ragazzi di Sogno Cavese, anzi ci fu la conferma che la direzione e la struttura di questa società e del calcio fino ad allora amato era rimasta con le stesse problematiche della società che c’era prima. A questo punto hanno nuovamente fondato una squadra, denominata Cava United F.C. che dalla stagione scorsa milita nella seria più bassa del calcio italiano. Penso che sia importante dire che non si tratta solamente di una squadra di calcio, ma che tutto ciò che è nato forma un progetto più ampio e che riguarda la loro città non solo in ambito calcistico: essi organizzano tornei con bambini, scuole, oratori e un torneo per adulti e tante altre cose per far capire che il calcio è un mezzo per unire la gente anche nel sociale per ricreare una comunità che si rispetti e si aiuti.

HFCDF: Sappiamo che in Italia sono nate tante squadre gestite dai tifosi (ad esempio Centro Storico Lebowski). Ci puoi raccontare un po’ a che punto è la situazione al momento?

Hannes: La situazione italiana di squadre gestite totalmente o partecipate dai tifosi si sta sviluppando ormai da dieci anni ed è in continua crescita. Il motivo di questa crescita è semplicemente che il calcio italiano sta così nella merda che ogni anno falliscono cinque, sei, sette società di grande tradizione e che c’è tanta corruzione (non meno gravi i problemi che riguardano direttamente i tifosi e gli stadi vuoti come ad esempio il caro-biglietti, la repressione,  etc.). Credo che la maggior parte della gente lo sa e sa anche che non fa più tanto piacere vedere quello che offre il sistema calcio oggi e pian piano ne prende coscienza. Ci sono allora delle diverse squadre nuove come per esempio a Roma vi è il conosciuto Atletico San Lorenzo e l’Ardita San Paolo, a Napoli la Stella Rossa, il Quartograd e Lokomotiv Flegrea, squadre di azionariato popolare molto seguite, ma ce ne sono ancora tante e tante ne stanno nascendo. Non solo squadre neonate e fondate proprio dalla tifoseria ma anche squadre che vedono il coinvolgimento dei Supporters Trust che stanno facendo passi da gigante.

Tra gli esempi di maggior rilievo Taranto, dove il Supporters Trust Fondazione Taras ha salvato il Club per ben due volte negli ultimi anni oppure Ancona dove il vecchio Presidente ha lasciato il titolo al Trust e finanzia il progetto dall’esterno. Un altro esempio conosciuto è il Parma di cui non sappiamo ancora come si svilupperà, ma anche qui si è formato un Supporters Trust. Insomma si può dire che per l’Italia il malessere del calcio è stata anche una fortuna. Questo ha avuto l’effetto positivo che i tifosi si sono organizzati e sono diventati attivi e autonomi.

HFCDF: Dove sta il Cava United F.C. al momento e dove vogliono arrivare? È un obiettivo del Club anche arrivare nelle serie superiori oppure la società è contenta di restare nelle  serie minori?

Hannes: Cava United, nella prima stagione giocata, ha perso purtroppo 1:2 la finale dei playoff per salire in seconda categoria. Ovviamente abbiamo tutti pianto dopo la partita, ma la nostra vittoria più grande è stata quella di essere andati in 100-150 persone in trasferta e che queste erano pure persone che di solito non vengono sempre a sostenere lo United; questo significa che c’è sempre più gente che apprezza il progetto. Lo scopo sportivo naturalmente è di salire e di giocare in campionati più importanti, ma non ad ogni costo e non subito. Credo si possa dire a medio termine.

HFCDF: Hannes, grazie per l’intervista.  Un’ultima e breve domanda che chiediamo sempre per terminare le nostre interviste: dove vedi il HFC Falke tra cinque anni?

Hannes: Vedo il HFC Falke nella Oberliga (campionato più alto della regione di Amburgo). Non è facile ma è raggiungibile. È bello che ad Amburgo si sia creato una cosa simile e mi dispiace solo che vivo così lontano che non posso venirci più spesso. Ma è una cosa fantastica. Il calcio dei grandi non lo potremo cambiare e mi farebbe piacere se fossimo in grado di trovarci un nostro spazio e per fantasticare nel futuro credo che il sogno di tutti sarebbe di  fondare in un modo o l’altro un campionato o una federazione propria.

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Lunedì, 03 Agosto 2015 14:49

Piano marketing 2015/2016 Cava United F.C.

il logo di Cava United

Ecco di seguito il piano marketing 2015/2016 per la prossima stagione calcistica di Cava United, approvato dall'assemblea dei soci in data 31 luglio 2015.

Il piano marketing, come è stato più volte ribadito in assemblea, è rivolto ai potenziali partner della cooperativa che condividerebbero oltre all'aspetto pratico della sponsorizzazione anche un percorso di idee e di scopi sociali legati al calcio.

Ulteriori approndimenti possono essere richiesti all'indirizzo mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo..

Buona lettura.

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