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Sabato, 23 Novembre 2013 12:09

La nostra gente

Lo striscione esposto in occasione dell'ultima gara di Emilio De Leo sulla panchina dell'Aquilotto Cavese
 
Uno striscione esposto al campo di Pregiato recitava "Il futuro ha in Serbo per te un Sogno" e questo sogno si è senz'altro realizzato. 
Se la parentesi serba poteva ancora rappresentare una nuova prova del nove, la notizia che ci giunge da Genova della imminente avventura alla "Doria" ha definitivamente consacrato un "talento". Il tuo talento Emilio.
 
E se la favola De Leo ha coinvolto le fantasie di giovani allenatori in cerca del loro sogno, quella di Davide Lamberti se vogliamo è ancora più bella.
Ce lo ricordiamo tutti Davide arrampicato sulle reti dei campetti di terza categoria raccontare l'anima della squadra di De Leo e dei tifosi dell'Aquilotto Cavese. A raccontare anche di noi. Grazie per quello che hai fatto e che continuerai a fare per Sogno Cavese.
 
L'associazione vi augura le migliori fortune, consapevoli che siete solo all'inizio di stupende stagioni. 
E ci auguriamo che questo sport si arricchisca sempre più di altra "gente" come Voi.
 
Sullo sfondo Emilio e Davide al primo allenamento con la Sampdoria
Martedì, 12 Novembre 2013 17:08

Ma che ne sanno?

Dal sito della squadra del quartiere San Lorenzo di Roma www.atleticosanlorenzo.it una dichiarazione d'amore al calcio!

Le squadre di calcio che stanno nascendo dal basso stanno dimostrando come si può tornare ad amare sinceramente questo sport.

Chi di voi giocando una partita, entrando in uno spogliatoio, tornando a casa dopo una sconfitta, il lunedì in attesa della partita successiva, non ha provato o non prova le emozioni di Niko?

Immagine della squadra dell'Atletico San Lorenzo in trasferta

 

Buona lettura

Pubblicato in Articoli vari

articolo tratto da vacanzeromane.vanityfair.it e scritto da Gabriella Greison

 

Libreria Rebel, via dei Volsci, San Lorenzo. Fuori, il quartiere: a destra c’è lo Spazio Sociale 32, a sinistra il bar Marani, scendendo ancora più avanti si arriva a piazza dei Sanniti: al ristorante Pommidoro ci andò Pasolini per la sua ultima cena con Ninetto Davoli, poco prima lo studio (tra i tanti, nascosti) del pittore Pizzi Cannella, tanto amato da Fabio Capello e Franco Baldini. Davanti, la piazza principale, Santa Maria Immacolata: zona di mercato la mattina, e di ritrovo per gli studenti della Sapienza (che sta qui dietro), la sera. Dicevo, la libreria: uno spazio di grande fervore politico e culturale. Entri, e capisci. Dai libri, dai dischi in sottofondo, dalle chiacchiere che si fanno con i ragazzi che ci bazzicano. Proprio qui, quest’estate, è nata un’idea: l’idea di unire il quartiere con l’ideale di calcio non omologato e di strada, in contrapposizione a quello che si vede in tv e negli stadi.

C’è il passaparola, arrivano il giorno dopo in cinque, poi in sette, e in poco meno di una settimana tutti ne parlano. Raccolta soldi con azionariato popolare, selezione giocatori al campo Artiglio, e costruzione della squadra con tanto di divisa e fornitura necessaria. Non poteva chiamarsi diversamente: Atletico San Lorenzo. Sottotitolo: squadra di calcio popolare. Parte il campionato di terza categoria, e così anche l’iscrizione. Accettata. La squadra unisce tutto il quartiere, il fair play è alla base di ogni azione in campo. In più di 500 (cinquecento!) persone vanno a sostenerla, al campo, il sabato pomeriggio, quando gioca in casa: siamo solo alle prime giornate, ma non potete immaginare cosa si respira sugli spalti durante una partita di quel calcio. Non importa il risultato, qui la voglia di essere presenti ad una cosa così forte, trasversale, potente, vale su tutto. Contro il calcio dei potenti, gridano a gran voce i cori (di una simpatia unica, ironici da matti). I commercianti, le famiglie intere, i ragazzi della strada: tutti a sostenere la squadra del quartiere. In orario di partita, non trovate quasi nessuno per le strade. L’idea è nata in una libreria, un’idea bellissima.

una scena del fevore calcistico del quartiere romano di San Lorenzo

 

continua la lettura dell'articolo

 

Giovedì, 31 Ottobre 2013 21:23

Lasciami giocare la mia partita

Dopo aver letto la lettera di Luigi Cabrini un genitore di Casalmorano, che vi invitiamo a leggere sulla nostra pagina facebook Il Calcio è della Gente, non potevamo non riaffrontare l’argomento. Che ci sta molto a cuore, poiché riguarda il futuro dei nostri figli.

Questo genitore nella sua lettera confessa che se potesse tornare indietro direbbe al suo papà: “lasciami giocare in pace la mia partita”; un esempio raro in un contesto, quello giovanile, diventato nel tempo molto peggio del mondo pallonaro dei grandi.

Lungi da noi puntare il dito contro qualcuno o generalizzare sulle colpe di specifiche organizzazioni che gestiscono “un vero e proprio business”, ma da qualche parte bisogna guardare e cambiare. Molti di noi sono genitori, altri lo diventeranno e a tutti farebbe piacere avere dei figli bravi in quello che fanno, ma spesso trasferiamo su di loro le nostre frustrazioni, i nostri fallimenti o peggio ancora i nostri desideri. E allora è qui che intervengono le oltre 7000 scuole calcio italiane che gestiscono un numero enorme di “sogni”, un vero e proprio esercito di calciatori in erba.

un'immagine di bambini che giocano in strada

Un vero e proprio business che evidentemente funziona, se continuano a nascere nuove scuole calcio, o quantomeno ha funzionato fino ad oggi viste le rette non proprio in linea con la crisi economica che è ormai ben radicata nei tempi che viviamo. Si paga tanto e quando il figlio è più di uno immaginiamo che il sacrificio economico, sostenuto dalle famiglie, è importante.

 

Martedì, 22 Ottobre 2013 01:16

La passione non tramonta

uno scatto dal campionato #quandogliscarpinieranoneri

Va in archivio un altro fine settimana all’insegna dello stare insieme. Questo campionato ha tra i suoi pregi quello di farci passare un intero fine settimana con gli amici, giusto l’intervallo che cade tra una partita e l’altra, lo spostarsi su un nuovo campo ed ecco che ti ritrovi con quelli vecchi e nuovi; nuovi amici poiché un altro grande traguardo che ci siamo posti è quello di allargare questa sgangherata “base”: le prime giornate ci hanno consegnato un veterano dei Cappuccini, Maurizio Paolillo, che grazie al suo bagaglio di esperienza ha ottenuto subito l’affidamento di un incarico non di poco conto. Sarà, infatti, il responsabile degli arbitri nonché sommo giudice sportivo.

Tra le note liete, e questa è senz’altro una buona sorpresa, abbiamo notato che il livello generale del campionato è più alto di quanto ci aspettassimo. Questo nonostante la regola degli over. Si vede che questi ultimi sono stati scelti bene e portano in campo molte qualità. Un livello senz’altro alzato da alcune prestazioni di singoli che sono già finiti sui taccuini degli organizzatori, pronti a valutarne tutte le qualità in attesa della realizzazione del grande progetto del prossimo anno.

 

Lunedì, 30 Settembre 2013 19:23

Festa del calcio per il Derthona

Il 27 - 28 settembre si è tenuta a Tortona presso la via Convento dei Cappuccini la FESTA DEL CALCIO, una due giorni di iniziative organizzata dal trust NOI SIAMO IL DERTHONA. Anche noi di Sogno Cavese siamo stati presenti.

 Due associati di Sc alla festa del calcio a Tortona

Prima, però, di raccontarvi la nostra esperienza, ci va di raccontarvi la storia recente di questa realtà piemontese, già descritta alcuni mesi fa in occasione della nostra prima visita in quel di Tortona. Una storia che è molto simile alla nostra.

 

Domenica, 29 Settembre 2013 15:21

Curva Nord: grido di libertà!

Il gruppo Curva Nord Cosenza Ultras, dopo la decisione presa a gennaio 2011 di lasciare vuote le gradinate del San Vito e di non seguire più la squadra fuori casa in segno di protesta contro la Tessera del tifoso e l’inasprimento delle leggi speciali imposte dal Ministro Maroni e dal Governo Berlusconi in tema di manifesta zioni sportive, ha scelto di allontanarsi in modo definitivo dal calcio moderno e da tutti i suoi scandali.
Dopo un’attenta riflessione sul messaggio che da più parti è stato fatto passare per valido e secondo il quale il problema reale da risolvere a tutti costi è rappresentato dagli ultras, si è deciso di ripopolare i campi sportivi delle categorie dilettantistiche. Intendiamo lanciare un segnale di rottura, ma al contempo continuare ad esprimere il nostro modo di essere.

Pubblicato in Azionariato Popolare
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