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Lunedì, 10 Luglio 2017 00:10

Ora e sempre: viva l’oratorio!

 

         

Torneo “Alla viva il Parroco” 2017 - 5° edizione

di Maurizio Paolillo

 

Per tutti quelli che hanno qualche capello bianco, l’oratorio è il luogo dove si giocava a pallone.

Certo il Parroco non sarebbe stato felicissimo di questa identificazione perché, per lui, a quell’istituzione erano legate altre finalità più coerenti con la propria missione: il catechismo, per esempio, oppure la preparazione delle feste comandate, delle celebrazioni del Santo e così via. Ma per noi ragazzi era quello lo scopo.

Ho detto per quelli che hanno qualche capello bianco perché parlo dell’epoca in cui non c’erano le scuole calcio, e neanche i campi di calcetto, con gli spogliatoi, la doccia e la superficie in erba sintetica.

A quell’epoca, appunto, il luogo deputato alla pratica del gioco che tutti noi tanto amavamo era proprio l’oratorio. Qui si disputavano i tornei, ma si giocavano anche le partitelle estemporanee, quelle che avevano un inizio ma mai una fine, che non vedevano mai un vincitore, le cui squadre si formavano al momento, coi due capitani, i più bravi di tutti, che sceglievano a turno tra gli astanti in attesa. Partitelle che iniziavano dopo pranzo e finivano quando faceva buio e non ci si vedeva proprio più, per cui, in inverno duravano 2 o 3 ore, ma in estate anche 7 o 8.

Queste partitelle costituivano l’occasione per far emergere qualche talento nascosto, ma erano soprattutto lo spunto per fare aggregazione, per far nascere amicizie eccezionalmente durature, in ultima analisi, per creare un tessuto sociale solido e consistente.

Del resto, il nucleo fondativo della nostra associazione si è formato tanti tanti anni fa per l’appunto attorno a un oratorio, quello oramai leggendario del Convento Cappuccino S. Felice.

Quel ricordo suggerisce che, in realtà, non tutti i Parroci fossero proprio scontenti dell’identificazione tra calcio e oratorio. È ben vivo in tanti il ricordo del Priore del Convento, il carissimo Padre Giacomo, che, con aria bonaria, sosteneva ed alimentava questo movimento di centinaia di ragazzi, un’intera generazione, che si è formata, ha lavorato, si è impegnata anche nel sociale: come dimenticare il ruolo svolto da quell’oratorio nei drammatici momenti del post sisma dell’80.

Quel Parroco aveva compreso e esaltato alla sua massima espressione il ruolo del gioco del calcio come motore civile, nonché, naturalmente, come aggregatore spirituale.

È questo il senso, lo scopo profondo della nostra manifestazione, il Torneo “Alla Viva il Parroco”: restituire agli oratori il ruolo educativo, aggregante, socializzante; aiutare queste istituzioni a tornare a svolgere la funzione di laboratorio di esperienze sociali che hanno svolto per decenni a favore di generazioni e generazioni.

Il torneo è giunto quest’anno alla sua 5a edizione. Hanno partecipato 8 oratori, con 12 squadre suddivise in 2 categorie: i nati tra 2007 e 2009 e i più grandi, nati tra 2005 e 2006; un centinaio di ragazzi che, sotto il sole implacabile di questa torrida estate, con oltre 30 gradi all’ombra, si sono sfidati fino all’ultimo secondo per conseguire la vittoria, gioendo ad ogni rete segnata, ma senza storie, senza sceneggiate, senza inutili proteste o noiosissime polemiche.

Hanno vinto tutti coloro che hanno partecipato e, a conferma di ciò, tutti hanno ricevuto lo stesso premio, primi o ultimi che fossero giunti.

A consuntivo bisogna considerare che è stata una giornata tranquilla, filata liscia e senza intoppi. Ancor più che nelle edizioni passate, le sensazioni sono state buone dall'inizio alla fine: c'è stata energia positiva, un clima di cordialità e di collaborazione da parte dei convenuti, nessuna polemica, anzi grandi ringraziamenti e un arrivederci alla prossima volta.

⁠⁠⁠Dopo 5 edizioni forse stiamo riuscendo a far passare il messaggio anche in direzione dei referenti, gli adulti che, accompagnando e organizzando i ragazzi, rappresentano uno snodo fondamentale della manifestazione. Stiamo riuscendo a far penetrare l’idea che, in queste giornate, l’obiettivo non è vincere, ma soltanto partecipare, stare insieme e divertirsi.

Sono questi i segnali che ricerchiamo.

Per citare un pilastro fondamentale di Sogno Cavese, Paolo Pecoraro, “sono segnali piccoli ma nello stesso tempo forti”.                                                                    

Murcia, città della Spagna meridionale, capitale della comunità autonoma di Murcia. Un vero e proprio colpo di fulmine. Quell’evento che, a prima vista, ti lascia a bocca aperta e senza fiato per un momento. Quel qualcosa, una persona, un luogo, un accadimento, un oggetto, una squadra di calcio o altro, che in un attimo rimangono indelebili nel cuore. Un lampo per sempre. Frazioni di secondo, dove ti sembra familiare quel tale posto, ti sembra di conoscere da una vita quella persona; dove quell’evento non è avvenuto per caso, che quella squadra è anche la tua, perché è già parte di te. È un’emozione che durerà per sempre. Proprio questo abbiamo provato, lo scorso fine settimana, durante la nostra permanenza nella bellissima e accogliente città di Murcia, che ci ha ospitato grazie ai ragazzi del CAP Ciudad De Murcia (Club di Azionariato Popolare), in occasione della visita per il progetto  Erasmus “Clubs and Supporters for Better Governance in Football”.

Nonostante le inevitabili differenze culturali ci siamo sentiti sin da subito a nostro agio; abbiamo trovato un gruppo di persone cordiali e accoglienti, le quali hanno reso la nostra esperienza familiare e piacevole. La facilità e la libertà con cui abbiamo condiviso le nostre idee e i nostri ideali, ci ha permesso di vivere un’esperienza unica. Ci siamo confrontati e consigliati in merito alle nostre rispettive esperienze. Abbiamo visto con i nostri occhi quanta passione mettono in campo queste persone. Un gruppo ben strutturato a seconda delle attività da svolgere; un gruppo ottimamente guidato da due giovanissimi che, tra presidente e vicepresidente, non arrivano ai 70 anni di età.

La passione e l’impegno che tutti mettono nella loro creatura è visibile e riscontrabile nelle molteplici attività del club: dal fornitissimo e variegato merchandising, alle iniziative domenicali. Quella di domenica, ad esempio, ha visto coinvolte poco prima della gara all’interno dello spogliatoio, le famiglie dei calciatori con l’obiettivo di sostenerli e motivarli per l’importante match salvezza, poi finito in parità.

È grazie a questi momenti “fulminei” che abbiamo instaurato nuove amicizie e consolidato altre; il tutto condito dall’allegria e la goliardia tipica dei paesi mediterranei. I ragazzi spagnoli ci hanno aperto le loro case e accolto con sincerità e semplicità d’animo. Abbiamo avuto la possibilità di visitare una bellissima e florida città, definita “la grande sconosciuta”, che nulla ha da invidiare alle più famose e visitate città spagnole. Una città dove l’allegria, il clima, l’ottimo cibo e la “cerveza” locale, la fanno da padrone. Tutto questo è stato possibile grazie al calcio, quello dei veri valori, quello sincero e genuino dei campi di periferia, dove i tifosi sono attivi protagonisti e non spettatori inermi e accondiscendenti. Perché IL CALCIO E’ DELLA GENTE che sia Spagna, Italia o Lapponia… perché le emozioni non hanno padroni, né confini, né latitudini.

Pubblicato in Articoli Cava United
Sabato, 29 Aprile 2017 14:25

Stavolta è stato ancora più difficile

V edizione del torneo “Il calcio è della gente!”

≪È stato una bellissima giornata di sport e divertimento≫; ≪un'esperienza indimenticabile! spero che i bambini, unici veri protagonisti, possano conservarne un magnifico ricordo!≫; ≪grazie a tutti per la passione che avete nell'organizzare l'evento≫. Qualcuno dei tanti messaggi fatti pervenire dai genitori dei bambini che hanno partecipato all’iniziativa svoltasi il 25 aprile scorso.
Secondo qualcuno questa è stata l’edizione più bella. Sicuramente è stata la più difficile. Per tante ragioni. Innanzitutto è sempre difficile ripetersi: quando ci si è già messi alla prova ottenendo buoni risultati, le aspettative aumentano, vieni atteso alla riconferma e anche l’ansia da prestazione ti può tradire. Poi anche il calendario, con la Pasqua e la relativa chiusura della scuole così ravvicinata, ha creato qualche ostacolo aggiuntivo, comprimendo molto i tempi organizzativi. Infine una nuova struttura, non sperimentata e della quale non conoscevamo i limiti e le possibilità.
A questo proposito dobbiamo ringraziare il GMG Sporting Center, alla località San Martino di Cava de’ Tirreni e i suoi titolari per i bellissimi spazi messi a disposizione dell’evento e per la loro disponibilità e la squisita gentilezza dimostrata nei confronti nostri e di tutti gli intervenuti.
Ma i dati ci confermano che l’entusiasmo, quest’anno, è addirittura cresciuto, a conferma di come sia un’esigenza sentita da tanti quella di partecipare a iniziative che non celino secondi fini, che non vogliono tirarti dentro equivoche operazioni commerciali, che siano finalizzate prima di tutto al puro, semplice e sincero divertimento. Dei bambini prima di tutto, ma, perché no, anche degli adulti.
Hanno partecipato quasi 120 bambini, tutti provenienti dalla classi V delle Scuole Primarie di Cava de’ Tirreni. Hanno tutti giocato al calcio all’insegna del puro piacere dello stare insieme e dell’agonismo più sano, organizzati in 11 squadre, 6 provenienti dal 2° Circolo Didattico, che ha fatto la parte del leone, 2 a testa dal 1° e dal 4° Circolo e una dalla Scuola Paritaria "Opera Pia Di Mauro". In campo scendevano in 7, con l’obbligo di far ruotare tutti i bambini in lista e con almeno una bambina sempre in campo. Quest’anno le bambine sono state tante, anche 4 o 5 per squadra, e c’è stato chi ne ha schierate anche 2 contemporaneamente. Tutte le squadre hanno disputato almeno 4 partite, chi è arrivato in finale ne ha giocate 7, ma chi non c’è arrivato ha continuato a divertirsi partecipando al torneo di calci di rigore denominato “Il Cucchiaio”.
Alla fine tutti sono stati premiati perché tutti hanno vinto nel momento in cui hanno deciso di esserci. Tutte la squadre hanno ricevuto un trofeo per la loro partecipazione entusiasta. Poi qualcuna è stato insignita anche di un trofeo speciale per la vittoria finale nel Torneo “Il Calcio è della Gente”, nel torneo del “Cucchiaio” e per i vincitori della “Coppa Pupainiello” dedicata ad Antonio Desiderio “Pupainiello”, il presidente povero, destinata alla squadra più “simpatica”, quella che, più della altre ha messo in mostra spirito di squadra, fair play, partecipazione, numero di giocatori iscritti e numero di bambine.
C’è stato anche il momento che spontaneamente è stato definito del “Judo è della gente”: il maestro Emanuele Piombanti ha allestito un tatami nello spazio del GMG Sporting Center e ha mostrato a tutti i bambini partecipanti i rudimenti dell’antica disciplina giapponese; ma soprattutto, mettendo in campo la sua grande passione, ha provato a farli innamorare dello spirito della nobilissima arte, suscitando curiosità, interesse e partecipazione.
Qualcuno si continua chiedere: ≪ma perché vi sobbarcate questi oneri?≫ e soprattutto: ≪perchè lo fate pure gratis!≫.
Lo facciamo per recuperare i valori più semplici e schietti, per provare ad aiutare qualcuno a uscire dalle logiche mercantili e del profitto che opprimono il mondo di oggi, per provare a recuperare il senso dello stare insieme, dell’aggregazione, della partecipazione. Convinti come siamo che solo partendo dall’animo dei bambini quest’opera possa avere qualche possibilità di successo, che solo una pianta giovane e ancora tenera che possa essere guidata nel suo sviluppo prima che la vita la porti a contorcersi, a perdere la capacità di puntare in alto, verso la luce, mantenendo le radici fortemente ancorate alla terra, alla propria terra. Perseguendo l’idea che lo sport sia la palestra ideale per recuperare il senso vero della cittadinanza, dell’appartenenza a una comunità, per sviluppare l’attitudine alla reciproca assistenza, il rispetto dell’altro, consolidare l’idea che si vince tutti insieme e, se si perde, è perché qualcun altro è stato più bravo di noi.
Certo la strada da fare è ancora tanta. Non basta certo una sola giornata, seppur vissuta intensamente, a depurare le scorie di una società che ti impone la vittoria a tutti i costi, con qualunque mezzo, che classifica lo sconfitto con “fesso” e il vincitore fraudolento come “furbo”, che propugna la competitività ossessiva, l’esclusione del più debole, che non aspetta chi rimane indietro, nella continua, delirante esaltazione di un concetto di selezione darwiniana, che nulla a che fare né con l’etica, né con la sociologia e nemmeno con la biologia.
Malgrado questa consapevolezza, noi abbiamo provato a dare il nostro contributo, mettendo in campo la nostra organizzazione, oramai collaudata da anni di esercizio, ma soprattutto i nostri sentimenti e i nostri principi etici, che sono la nostra guida e il nostro motore. Il carburante che ci dà la spinta a portare avanti con entusiasmo un’iniziativa così faticosa, estenuante ma entusiasmante; una lunghissima giornata, iniziata alle 8 del mattino e protrattasi fino alle 19.00, che ti aiuta a disintossicarti, che ti dà la carica per continuare a combattere, per vedere un sorriso sul volto di un bambino, sudato ma felice di esserci stato.

 

Il torneo “Il Calcio è della Gente!” giunge alla sua quinta edizione. Niente male.

Nel presentare questa edizione è doveroso un prologo, giusto per ricordare dove nasce questa iniziativa per noi così speciale.

Dicembre 2012. L’allontanamento dagli stadi di calcio degli ultimi impavidi associati di Sogno Cavese dura da alcuni mesi: la delusione della gestione Spatola/Maglione, la mancata iscrizione della Cavese e poi la bella esperienza al seguito dell’Aquilotto di Emilio De Leo, sono ormai acqua passata. Tutto molto sofferto, tutto molto vissuto. Esperienze da vivere.

Proprio l’ultima di queste avventure sportive ci permette di conoscere, bene, un ragazzo dal cuore d’oro e dalla grande professionalità: Pietro Matafora. Pietro, napoletano DOC, arriva a Cava per collaborare con De Leo nel tentativo di costruire un modello calcistico differente, all’insegna del dialogo con tutte le realtà territoriali. Una cosa fuori dal comune, una cosa che richiederebbe del tempo, tanto tempo. Purtroppo Cava, tutto questo tempo pare che non ce l’abbia e dopo un’annata decisamente positiva, questa idea naufraga miseramente.

Resta l’amicizia con Pietro, una sana amicizia fatta di consigli, confronti, suggerimenti e comprensione anche di scelte drastiche prese dalla nostra associazione.

Dicevamo, dicembre 2012. Nella isolata location del convento dei frati cappuccini metelliani, dove nel frattempo “gli ultimi rimasti” dell’associazione Sogno Cavese continuano a cementare l’amicizia creatasi durante le vicissitudini di cui sopra, alla consueta riunione del venerdì è presente anche Matafora, all’epoca allenatore della juniores della USD Cavese, neonata società aquilotta.

Il dilemma di quelle ultime riunioni era rappresentato dal futuro da dare alla nostra associazione, quelle energie raccolte tra quelle fredde mura sprigionavano calore, le idee fiorivano, ma mancava una spinta forte che ci aiutasse a raccogliere i frutti di quelle tante chiacchierate, fatte lontano dai riflettori di quello sport tanto amato, ma pure tanto odiato perché non riconosciuto.

Fu un attimo, Pietro ci conosceva bene evidentemente, e con poche parole disse: “ripartite dai bambini, organizzate un torneo dove il risultato sia l’ultima cosa da prendere in considerazione e divertitevi innanzitutto voi”. Nacque così “Il Calcio è della Gente!”.

Un consiglio semplice, le parole che volevamo ascoltare erano già dentro di noi e i mesi successivi furono dedicati esclusivamente all’organizzazione di quell’evento, che oggi è diventata la nostra manifestazione più sentita, quella che ci dona più soddisfazione.

Il resto è cronaca. La prima edizione vide la partecipazione solo di quattro squadre, ma fu bellissima; ci aprì la mente, oltre a farci capire che un’impeccabile organizzazione non bastava a coinvolgere la città, le scuole, le maestre e i genitori.

Gli anni successivi, infatti, i numeri sono cresciuti, ma soprattutto è cresciuta la consapevolezza del perché questo torneo è così importante per noi: abbiamo tramutato in realtà quelle semplici parole. E non solo, visto che i temi di queste giornate vanno oltre il calcio.

Pertanto, anche quest’anno il torneo sarà piacevolmente accompagnato dalla sana alimentazione, dai rifiuti zero, dal senso civico, dalla consapevolezza delle diversità, dallo sport come formazione e dalla cultura.

I costi sono a carico nostro perché ci piace investire su noi stessi.

Dopo la lettura di questa fanzine, non ci resta che assaporare questa giornata e viverla serenamente insieme ai nostri figli. Il risultato è già raggiunto.         
 

Pubblicato in Sogno Cavese
Domenica, 26 Marzo 2017 19:14

La débâcle di Bracigliano

Pomeriggio da dimenticare, nel senso reale del termine, per i ragazzi del Cava United.

Dimenticare al più presto tutto quello successo ieri al comunale di Bracigliano e ritrovare al più presto le  necessarie energie mentali (soprattutto) e fisiche, per concludere una stagione partita con ben altre ambizioni.

Il Bracigliano, compagine esperta, ha saputo sfruttare in pieno tutte le occasioni e ha meritatamente  vinto la gara, anche se ad onor del vero il passivo di quattro a zero è troppo severo e non rispecchia in pieno l’andamento della partita.

I prodromi di un pomeriggio  infausto si materializzano subito,  la squadra locale sigla il “gol de vestuarios” dopo appena  due minuti, grazie ad un colpo di testa del suo bravo laterale destro su punizione dalla trequarti.

La reazione della compagine ospite non fa tremare i polsi: l’unica vera occasione è per Murolo, a conclusione di una bella trama offensiva, sprecata dall’attaccante metelliano con un improbabile pallonetto neutralizzato senza problemi.

Il Cava United preme e conquista un marcato predominio territoriale, ma le occasioni da gol latitano anche grazie al buon lavoro dei difensori locali, sempre pronti a neutralizzare le iniziative degli attaccanti biancoblu.

Il manuale del calcio si sa, prevede un alto rischio di gol in contropiede quando una squadra è protesa in attacco per raggiungere il pareggio e anche stavolta non viene smentito.

A metà primo tempo, un lancio senza pretese in avanti del Bracigliano, trova impreparata la difesa del Cava United, ma non l’esperto attaccante locale che realizza il due a zero.

La prima frazione di gioco si chiude con un forcing costante ma sterile degli ospiti: l’unica emozione è data da un colpo di testa di Baldi, terminato di poco alto sulla traversa.

La ripresa vede un Cava United motivato e convinto di poter rientrare in partita, la supremazia territoriale è evidente e anche la manovra offensiva appare più fluida.

L’impegno profuso dai ragazzi metelliani produce diverse nitide occasioni da rete non concretizzate dagli attaccanti e puntuale, come una sorta di castigo, arriva in contropiede il terzo gol del Bracigliano che chiude definitivamente la partita.

Al novantesimo il punteggio a favore del corretto team di Bracigliano si fa ancora più rotondo, grazie ad una rete  su punizione che trafigge per la quarta volta l’estremo difensore ospite.

Il  triplice fischio libera la legittima gioia della compagine locale, che pur non avendo obiettivi di classifica importanti, raccoglie una vittoria di prestigio  e sancisce la fine di un pomeriggio da incubo per gli ospiti.

Unica nota lieta l’inimitabile passione e calore dei supporters metelliani che hanno sostenuto i propri beniamini per tutta la gara, seppur mortificati dal dover assistere alla partita in una sorta di recinto stante l’inagibilità della tribuna dello stadio di Bracigliano.

Arduo il compito che attende Mister Senatore e il suo staff. Ridare smalto e motivazioni  dopo la batosta odierna non sarà semplice  .

FORZA RAGAZZI !!!!!!!!!!!

CAVA UNITED ALE’

Pubblicato in Articoli Cava United
Mercoledì, 16 Novembre 2016 14:14

Grande calcio da piccoli uomini ?

"Non capisco il senso di partite impari come queste… San Marino non ha niente a che fare con il calcio professionistico".

La caduta di stile di Thomas Muller , attaccante della nazionale tedesca, dopo la partita con il San Marino ci deve far sorridere. E’ proprio vero che il loro calcio, quello definito professionistico, non c’entra nulla con il calcio “maggiore”. Perché a rifletterci bene Muller e company, gli strapagati del calcio professionistico, sono loro il calcio minore.

“Il calcio non è di vostra proprietà ma è di tutti coloro che lo amano, tra i quali, lo vogliate o no, ci siamo anche noi. Esistono ancora ragazzi che inseguono i loro sogni e non i vostri assegni”… questo un estratto da incorniciare della comunicazione della Repubblica di San Marino, dopo l’incredibile autogol tedesco.

Questi campioni sono talmente distanti dalla gente, da non avere nessuna coscienza del fatto che esistono e percepiscono lauti compensi, grazie alla passione irrefrenabile che cova dappertutto nel mondo, senza minimamente accusare che il loro “calcio minore” sta distruggendo l’entusiasmo dei tifosi da anni, senza ancora riuscirci per fortuna.

Dovranno passare sopra la cocciutaggine di tante migliaia di tifosi e appassionati che non cederanno al business e alla spettacolarizzazione del football , ma saranno lì come tantissimi ultimi baluardi a difendere il calcio “maggiore”, quello della Gente!

E ci saremo anche noi del Cava United tra questi ultimi baluardi, al di là dei risultati dei nostri beniamini e delle categorie di appartenenza. Il calcio di provincia è in crisi, ma ha un cuore che pulsa sempre più forte; basta girare per i campi di periferia per accorgersi di tanti piccoli focolai di genuinità, per avvertire il bisogno tangibile  di calcio vero.

L’operazione tesa a svuotare gli stadi delle grandi città o delle squadre storiche del Belpaese è ormai andata a buon fine. Il tifoso è camaleonticamente diventato un ottimo spettatore, seduto sul divano di casa o di un club di amici, e assiste felice alle prestazioni della squadra del “cuore”, mentre i giochi di potere e le politiche intraprese dai vertici federali, non solo hanno cambiato letteralmente le abitudini dei veri protagonisti del calcio (i tifosi), ma hanno anche abbassato il livello del nostro “pallone” .

Il  calcio come specchio della società. Nulla di più vero.

Nel frattempo continuiamo a seminare, a scoprire, a capire le dinamiche di questi piccoli focolai, a donare noi stessi, a ricevere emozioni. A divertirci. Perché è’ già realtà, nel nostro caso, la complicità tra i ragazzi della prima squadra e i ragazzi dell’under 17, il sostenersi a vicenda, il dare l’esempio, il lottare senza mai dimenticare che di fronte si ha un avversario e non un nemico. Quello che notiamo è la grande crescita ottenuta in questi anni, i valori mai messi da parte, anche quando di fronte hai trovato la spudorata provocazione. Che vittoria per Sogno Cavese, l’anima del Cava United.

Il salto di categoria ci ha detto che siamo già prontissimi ad affrontare le situazioni più difficili, i climi più esasperati; ora ci troverà pronti anche a superare le nostre paure per ritornare alla vittoria.

Avanti United. Sempre!  

Pubblicato in Articoli Cava United

la prima vittoria dei nostri ragazzi

Domenica 6 Novembre alle 16:30 è stata disputata sul campo Desiderio di Cava de' Tirreni la partita del campionato regionale campano Under 17 girone C tra Cava United e Sporting Scafati. I giocatori di entrambe le squadre erano molto motivati e decisi a portare a casa i primi tre punti della stagione, ma anche molto emozionati perché questa partita rappresentava  il loro debutto in campionato. La formazione di casa, allenata da mister Perfetto, è scesa in campo con maglia gialla e pantaloncini rossi, mentre la squadra scafatese indossava maglia azzurra e pantaloncini bianchi. Già dall'inizio la partita si è dimostrata molto equilibrata, anche se dopo circa una decina di minuti il Cava United andava vicino al vantaggio, mettendo subito alla prova il portiere avversario con un tiro ravvicinato dell'attaccante Battimelli, scattato sulla linea del fuorigioco.

A causa del terreno di gioco molto scivoloso e della pioggia battente, vera protagonista del match, i calciatori di entrambe le squadre hanno avuto non poche difficoltà nel controllare e nel far girare il pallone. Non sono mancati i falli, commessi da ambedue le squadre, che hanno costretto l'arbitro ad ammonire qualche giocatore per non farsi sfuggire di mano la gara. Certamente non è mancato l'agonismo. La rete del vantaggio della squadra di casa è arrivata a metà primo tempo, con un gol segnato su schema da calcio piazzato. Il centrocampista Citra ha crossato dalla trequarti e il compagno di squadra Senatore, con uno stacco imperioso, ha insaccato alle spalle dell'estremo difensore dello Sporting Scafati. L'autore del gol e gli altri componenti della squadra non hanno nascosto la loro felicità, andando ad esultare sotto la tribuna, dove erano presenti i loro tifosi. Proprio questi ultimi si sono dimostrati il dodicesimo uomo in campo, supportando durante tutta la gara la loro squadra con cori e coreografie. Anche il presidente del Cava United, Maurizio Alfieri, ha incitato i ragazzi dalla tribuna insieme agli altri supporters.

Poco dopo la rete di Senatore, la formazione in completo giallo-rosso non ha concretizzato due buone possibilità di incrementare il vantaggio, prima con l'attaccante Guarino, che dopo aver superato in velocità il diretto avversario, ha mancato lo specchio della porta da posizione defilata e successivamente con il capitano Virno che ha calciato a lato direttamente da punizione.

La reazione dello Sporting Scafati non è mancata, andando vicino alla rete del pareggio con un tiro velenosissimo dalla distanza di poco alto sopra la traversa e con un paio di occasioni sviluppate con cross e lanci in profondità disinnescati in modo efficace dalla difesa avversaria.

Nella seconda frazione di gioco la formazione ospite ha avuto una supremazia territoriale culminata con un clamoroso legno colpito a portiere ormai battuto, ma è stato ancora una volta il Cava United ad avere diverse opportunità di chiudere la partita con uno scatenato numero 10, Senatore, che ha colpito un palo approfittando di un errore della difesa scafatese e calciando poco dopo fuori di un soffio. Non è mancata qualche contestazione rivolta al direttore di gara per alcuni interventi di gioco segnalati in modo errato secondo i due team. Infatti la tensioni dei giocatori è sfociata in qualche piccolo litigio tra alcuni membri delle due squadre, ma prontamente rientrato. Durante i tre minuti di recupero assegnati dal direttore di gara, lo Sporting Scafati è andato molto vicino al gol del pareggio, segnando anche una rete, annullata però per una presunta posizione di fuorigioco. La gara è terminata sul risultato di 1 a 0 per la squadra di casa. Il giudice di gara, al termine dei 90 minuti, si è complimentato con entrambi le squadre per la correttezza dimostrata sul terreno di gioco. Domenica si è verificato un evento storico, perché questa vittoria rappresenta il primo trionfo della storia del Cava United Under 17. Complimenti ai ragazzi e a chi li ha assistiti durante il loro percorso, che sicuramente è ancora lungo e nasconde delle avversità, ma come dice il proverbio: “Chi ben comincia è a metà dell'opera”.

                                                                                                                              Raffaele Vitale

Pubblicato in Articoli Cava United

scontro di gioco tra Mosca e l'ex Lodato

Terza giornata di campionato per il Cava United ed è subito derby, al “Desiderio” di Pregiato arriva il Cava 2000. Gli uomini di casa, dopo la bella vittoria in coppa ed il conseguente passaggio del turno, sono alla ricerca dei primi 3 punti in campionato.

Tante novità di formazione, mister Senatore schiera: Nasta, Ascione Alessio, Altobello, Bisogno ©, Sammartino, Murolo, Carotenuto, Iovine, Senatore, Mosca, Desiderio. Dunque fiducia ad Ascione e Sammartino, protagonisti della vittoria in coppa in quel di Montoro, fuori invece Memoli per un piccolo problema alla caviglia.

Pioggia battente e campo pesante, la Doce canta e la battaglia ha inizio. Passano pochi minuti ed il copione è già chiaro, lo United attacca ed il Cava 2000 si difende. Nonostante il continuo pressing offensivo, i padroni di casa trovano difficoltà a concludere in porta. Mister Senatore prova a far ruotare le sue pedine offensive sino a passare al 4-2-3-1 con Murolo trequartista, Senatore e Desiderio sulle fasce e Mosca unica punta. Con la nuova disposizione sale in cattedra Desiderio che, con una serie di incursioni, crea scompiglio nella retroguardia avversaria fino al 30esimo, quando, ancora su punizione, riesce a trovare la rete che sblocca il match. La partita a questo punto diventa maschia e vede le due squadre andare raramente alla conclusione. Lo United continua ad avere il pallino del gioco e poco prima del duplice fischio è Altobello ad iniziare una caparbia azione offensiva sull’out di sinistra, il suo cross trova una fortuita deviazione di un avversario ed il pallone gonfia la rete: è 2 a 0. Passano pochi minuti e si va negli spogliatoi.

Al rientro in campo il Cava 2000 tenta il tutto per tutto ed in un paio di occasioni sfiora la rete del 2-1. L’atteggiamento rilassato dei padroni di casa rischia di compromettere l’ottimo primo tempo, ma, per fortuna, prima Nasta ed il poco cinismo degli avversari poi evitano il peggio. Passata la fase di sbandamento, lo United riprende a macinare gioco e ci pensa ancora Desiderio, questa volta ben servito da Ascione, a siglare il goal che mette il match in cassaforte: stacco perentorio ed è 3-0. Nel finale vicini al goal anche Murolo e Iovine.

Una vittoria “scacciacrisi”, che servirà certamente a dare la carica giusta in vista dei prossimi incontri. Tante note positive, dai gaol di Desiderio al ritorno da titolare di Senatore. Ottima prova anche da parte di Murolo, apparso molto a suo agio dietro le punte. In conclusione, una nota di merito va al migliore in campo, LA DOCE, ancora una volta numerosa e festante per 90 minuti nonostante il clima ostico. CHAPEAU ED AVANTI TUTTA.

Pubblicato in Articoli Cava United
Lunedì, 31 Ottobre 2016 20:08

Rialzati United

Mai avremmo immaginato un inizio di campionato così difficile per la nostra squadra. Il cambio di categoria, l’inserimento dei nuovi calciatori, i tanti infortuni di questo inizio di stagione sono solo alcune delle motivazioni di tale difficoltà, ma non rappresentano probabilmente le vere ragioni di queste difficoltà.

Crediamo noi tifosi, lo pensano in realtà gli stessi ragazzi e siamo sicuri lo pensi anche il mister, che il nostro sia un problema di fiducia in noi stessi, che si traduce nel più classico dei problemi: la “testa”… e la “testa”, chi ha fatto sport lo sa, incide su tutta la prestazione del singolo e di conseguenza del gruppo.

A mister Senatore il compito di entrare nella mente dei suoi uomini e a noi tifosi quello di non far mancare mai il nostro sostegno. La Doce d’altronde non si tira indietro quando è chiamata a questo tipo di situazioni e ne ha dato ampia dimostrazione in queste prime due giornate di campionato, quando ai risultati certamente negativi ha risposto con un sostegno e un tifo mai domo.

La sconfitta di Salerno, subita nell’inedito derby con la Longobarda Salerno, passa in secondo piano rispetto alla bellissima giornata di sport vissuta al “Casignano”. I padroni di casa hanno vissuto nella giornata di ieri un momento particolare e in tale occasione hanno voluto ricordare il loro portiere Albert Chiarello, tragicamente scomparso un mese fa.

Cava United si è unita al dolore dei locali e mentre i dirigenti della Longobarda Salerno ritiravano per sempre la maglia numero 12, quella indossata da Chiarello, la società metelliana consegnava al capitano salernitano una targa commemorativa. Il minuto di raccoglimento successivo a questa piccola cerimonia era vissuto con grande intensità dalle due formazioni e dai tanti sostenitori giunti da Cava.

Ancora una volta, se ce ne fosse stato bisogno, abbiamo mostrato in maniera chiara la nostra visione del calcio e la funzione che a questi livelli dovrebbe svolgere.

La cronaca della gara è ricca, la partita sempre godibile, con due squadre che hanno provato a giocarsela sempre. Il risultato penalizza oltremodo lo United, colpevole come spesso accade negli ultimi tempi di avere una scarsa concentrazione nei minuti iniziali dei secondi tempi, dove poi subisce dei colpi da ko.

Mister Senatore dovrà lavorare su quest’aspetto, mentre per il resto avrà anche bisogno di un pizzico di fortuna, giacché dall’inizio di questa stagione non ha mai potuto avere a disposizione l’intera rosa.

Eppure la gara nella prima frazione di gioco poteva avere uno sviluppo diverso. Pur soffrendo la vivacità degli avanti avversari, i quali vanno vicini al gol per primi, lo United resta quasi sempre pericoloso quando riesce a ripartire. Clamorose le situazioni in cui prima Sammartino va vicinissimo al gol, dopo una cavalcata inarrestabile, dove solo il miracolo dell’estremo locale gli nega la gioia del gol e poi, Desiderio, ben assistito da un cross di Murolo, a un metro dalla porta manda clamorosamente fuori di testa. Il primo tempo si chiude con una clamorosa traversa della Longobarda Salerno che probabilmente toglie quelle certezze ai metelliani, un po’ fragili come dicevamo poc’anzi in questo inizio di stagione.

Nel secondo tempo, in sei minuti, va in scena il solito copione. Squadra distratta, superficiale e poco rabbiosa: ingredienti che in queste categorie fanno la differenza.

L’uno-due della Longobarda Salerno è micidiale e decide il match, anche perché di questi tempi gira anche male allo United. I cavesi, infatti, al solito hanno una reazione rabbiosa e vanno vicini al gol almeno in quattro occasioni. La palla non ne vuole sapere di entrare e in ripartenza arriva anche il terzo gol dei salernitani.

Da brividi il tifo incessante della Doce: i ragazzi giunti da Cava dimostrano quanto grande sia l’amore che nutrono per questi loro ragazzi, un amore che va al di là del risultato.

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Articolo tratto da www.supportersincampo.org, sito dell'associazione nazionale di cui Sogno Cavese è socio fondatore.

Nei giorni del 24 e 25 settembre 2016 si è svolta presso la sede di Verona Col Cuore, il Supporters Trust dell’Hellas Verona, la terza Assemblea Generale Annuale di Supporters in Campo (“SinC”). Si è trattato di un momento di confronto, scambio di idee e di definizione delle prossime attività dell’organizzazione di coordinamento, impegnata al fianco delle associazioni di tifosi e Community Club italiani nella promozione della partecipazione e coinvolgimento dei supporters nella governance dei club di calcio.

Nella giornata di sabato 24 l’attenzione dell’assemblea è stata rivolta allo scambio di esperienze con il movimento nazionale dei supporters svedesi Svenska Fotbollssupporterunionen (SFSU; http://sfsu.nu/) che è partner di SinC, insieme ad altre organizzazioni nazionali di supporters e di società di calcio interamente gestite dai tifosi, nel “Progetto Erasmus+” (“Club e tifosi per una migliore gestione del calcio” (http://www.supporters-in-campo.org/2016/01/al-via-il-progetto-europeo-club-e-tifosi-per-una-migliore-gestione-del-calcio/), a cui è seguito un aggiornamento sulle attività svolte dai gruppi con particolare riferimento alle presentazioni di nuove realtà che sono entrate a far parte del nostro percorso.

Il confronto con realtà internazionali è stato da sempre tra i temi rilevanti dell’attività di SinC: sebbene i contesti possano essere differenti, le sfide per il coinvolgimento e la partecipazione dei supporters e il tema della sostenibilità economica delle società sportive presentano caratteristiche e problematiche spesso simili. Il confronto è stato utile per apprendere strategie operative e possibili iniziative da sviluppare anche in Italia.

La discussione con gli ospiti internazionali ha fornito l’occasione al consiglio di coordinamento di fare il punto sugli sviluppi del progetto ”Progetto Erasmus+”, in vista del prossimo workshop previsto per fine novembre a Malmö. In quella sede, ci si confronterà sul tema della sostenibilità economica, con il supporto dell’esperienza della società sportiva di detta città e dello Schalke04 (anch’essi partner del “Progetto Erasmus+”), e con gli aggiornamenti sul primo workshop che si è svolto a Manchester dove siamo stati ospiti del FC United of Manchester (http://www.supporters-in-campo.org/2016/06/club-e-tifosi-per-una-migliore-gestione-del-calcio-resoconto-del-primo-workshop-a-manchester-13-15-giugno/).

Ad aprire la seconda giornata, è stata la presentazione della relazione economica annuale, a cui è seguita l’approvazione del bilancio. Si è poi proseguito con lo scambio di esperienze  tra le nostre associazioni, che ha consentito di evidenziare le sfide che ci aspettano e di definire il percorso da intraprendere nei prossimi anni. Tra i temi affrontati si segnalano: la gestione dei rapporti tra associazioni e società sportive di riferimento, le strade da percorrere per incentivare la partecipazione sia nelle associazioni sia nelle società sportive e la sensibilizzazione degli interlocutori istituzionali in merito alle tematiche di partecipazione e coinvolgimento dei supporters nella governance dei club promosse da SinC. Riguardo a quest’ultimo tema, è stata dedicata particolare attenzione alle opportunità legate ai progetti per lo sviluppo del supporters liaison officer (introdotto nell’ordinamento sportivo da SD Europe che in Italia agisce tramite SinC), figura che dovrà essere correttamente intesa dalle istituzioni e dai supporters quale vera cerniera tra le società sportive e i propri tifosi.

La giornata è proseguita con l’ammissione quali soci di SinC delle seguenti organizzazioni di supporters, che da oltre un anno partecipano alle attività del movimento nazionale: “Tifosi per il Brescia”, “Associazione Polisportiva Per Brindisi”, “Orgoglio Pratese Soc. Coop” (che controlla l’AC Prato S.p.A., Lega Pro) e “Il Fasano Siamo Noi” (che controlla la US Città di Fasano, Promozione).

È stata, quindi, definita la composizione del nuovo consiglio di coordinamento, che ha visto la conferma di Diego Riva (alla presidenza), Pippo Russo e Stefano Pagnozzi e l’ingresso di Mirko Cecconi, Alex Sometti e Cosimo Dolente. I nuovi consiglieri, nel rispetto del principio di un rinnovamento che faciliti lo scambio di esperienze e la crescita degli associati e garantisca al contempo la continuità dei progetti, prendono il posto dei componenti uscenti Giuseppe Abbamonte, Gianluca Greco e Francesca Pagliaroli. A questi ultimi sono andati i migliori ringraziamenti per la loro attività nel consiglio di coordinamento.

A concludere i lavori, sono giunti numerosi suggerimenti da parte delle associazioni sulle linee di indirizzo del nuovo Consiglio di Coordinamento per il prossimo anno di attività e il ringraziamento all’intero staff di Verona col Cuore per l’organizzazione impeccabile e per il piacevole soggiorno dei partecipanti.

Questo nostro appuntamento annuale ci ha mostrato, come già accaduto nelle assemblee precedenti, una sempre crescente consapevolezza da parte di tutte le associazioni rispetto all’importante ruolo che siamo chiamati a svolgere a difesa delle nostre società sportive e della comune passione per questo sport, che necessita ogni giorno di più del coinvolgimento dei tifosi per non perdere la propria anima.

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