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Sabato 16 e domenica 17 settembre si è tenuta a Prato l'assemblea nazionale di Supporters in Campo. Erano presenti i rappresentanti dei seguenti trust: 

Cava United, Fondazione Taras, Brindisi, L’Aquila, Prato, Modena, Rimini, Derthona, Ascoli, Verona/Virtus Fortitudo, Lucca, Noi Samb, Roma (non rappresentano un trust). 

Inoltre erano presenti Lukas Anastasiadis per Supporter Direct Europe e due membri di FASFE in Spagna. 

L'incontro è servito come occasione di confronto e condivisione. Nel corso delle due giornate assembleari si è parlato di gestione e controllo di una società di calcio da parte dei trust. Ogni trust presente ha parlato della propria esperienza, ha dato consigli e chiesto informazioni. I rappresentanti di FASFE (Associazione spagnola dei club con azionariato popolare) hanno raccontato la loro esperienza e dato molti consigli utili vista la loro pluriennale esperienza. Certamente dal confronto è venuto fuori il difficile momento storico che sta attraversando tutto il movimento in Italia. Per questo motivo noi di Sogno Cavese abbiamo voluto focalizzare l'attenzione sulla nostra esperienza e sulle nostre scelte. Abbiamo ribadito che, sulla scorta della nostre esperienze passate, per far sì che un progetto di azionariato popolare si realizzi veramente secondo i suoi capisaldi, sia necessario partire dalle serie minori. Questa convinzione deriva da molteplici ragioni che vanno da aspetti culturali, economici fino ad arrivare ai condizionamenti esterni a cui è sottoposto un club a certi livelli. Per cui un calcio che arriva dal basso, più vicino alla gente, può essere occasione per creare le condizioni affinché i valori fondativi di questo movimento possono veramente realizzarsi, creando così una cultura e una coscienza sportiva in grado nel tempo di sostenere e portare avanti un cammino difficile e tortuoso come quello che ci siamo prefissati. In estrema sintesi, possiamo considerare soddisfacente l'assemblea di Prato, in quanto occasione di autoanalisi e autocritica in seno al movimento nel tentativo di poter migliorare e crescere in futuro.

 

Al termine dei lavori si è confermato in toto il consiglio di coordinamento uscente: Diego Riva resta Presidente, coadiuvato da Cosimo Dolente, Mirko Cecconi, Alex Sometti, Pippo Russo e Stefano Pagnozzi.

Pubblicato in Supporters in Campo

di Giuliana Di Donato

Se mi avessero detto qualche mese fa che avrei accompagnato mio padre in Germania in qualità non solo di traduttrice, ma anche di rappresentante del Cava United, probabilmente non ci avrei creduto. Sarebbe stato ancora più difficile immaginarmi coinvolta con vivacità nell’evento, cosa che poi è accaduta; la mia partecipazione a questo workshop non è stata unicamente di supporto, ma sarà per me un ricordo al quale ripenserò con piacere, sia per l’evento in sé sia perché ho avuto la possibilità e il privilegio di essere accompagnata da mio padre.
Riunire 38 organizzazioni provenienti da tutto il mondo al centro dell’Europa per migliorarsi: anche questo è il calcio.
Dal 16 al 18 giugno Cava United, insieme ad altre associazioni, è stata ospite alla Veltins Arena di Gelsenkirchen per il terzo workshop del progetto Erasmus+  “Clubs and supporters for a better governance in football”.
Il workshop si è strutturato in tre giorni, in ognuno dei quali svariate organizzazioni partner di SD Europe hanno tenuto una presentazione su determinati argomenti.
La suggestione è tanta quando ci si accorge che questi tre giorni di lavoro avverranno all’interno dello stadio vero e proprio, immensa struttura dotata di qualsiasi tipo di area. (Persino una cappella!)
Unione e passione sono le prime parole che vengono in mente al vederci tutti riuniti venerdì pomeriggio, durante la prima sessione del workshop.
Gli argomenti trattati non sono scontati ma bensì delicati e, molto spesso, sottovalutati: il CAFE (Center for Access in Football Europe) ha presentato un programma di inclusione verso i tifosi con disabilità di ogni tipo, mentre invece il FARE (Football Against Racism in Europe) ha tenuto una presentazione sull’inclusione di ogni tipo di minoranza, dall’etnica alla sessuale.
Nel corso di tutte e tre le giornate, le presentazioni non si sono svolte in modo passivo, ma bensì con grande collaborazione da parte di tutti: i problemi oppure i propositi venivano discussi con interventi costruttivi e fondamentali, affinché si sentisse l’opinione di qualsiasi organizzazione, dalla più piccola alla più grande.
Sebbene in scale differenti, gli obiettivi ed i problemi discussi erano molto simili tra di loro, e le differenze di ogni club presente in quella stanza hanno fatto sì che si creasse un clima di collaborazione verso un unico obiettivo, indipendentemente dall’ambiente dal quale si provenisse.
La giornata si è conclusa con una cena in un’altra delle aree della Veltins Arena dove, con mia piacevole sorpresa, mi sono ritrovata a parlare con quasi tutte le persone presenti lì; piacevole sorpresa poiché non mi aspettavo di trovare persone così umanamente interessate a ciò che rappresentavi e alla tua personalità.
Il sabato inizia con i rappresentanti del Malmö FF i quali ci hanno parlato della propria tifoseria e dei propri membri, e successivamente con i nostri amici italiani del Supporters in Campo che hanno tenuto un’ottima presentazione sul metodo del consenso, utilizzato nelle assemblee nazionali e i relativi pro e contro.
Nel pomeriggio invece i rappresentanti dello Schalke 04 ci hanno introdotto la figura dei volontari, membri della tifoseria attivi e coinvolti direttamente nelle attività della squadra, seguiti dalla SFSU svedese che ha parlato del loro impegno quotidiano nell’organizzazione e di come vengono strutturati i gruppi di lavoro.
La presentazione più dinamica e coinvolgente è stata probabilmente quella dei rappresentanti del Cork City FC e dell’Irish Supporters’ Network riguardante un tasto dolente: le aspettative dei membri.
Questa giornata termina con una discussione sui 10 anni di SD Europe, la sua storia e le sfide, gli obiettivi e il continuo proposito di crescita animano le voci di chi è stato presente dalla nascita o di chi si è unito successivamente.
Così come per il giorno prima, ci siamo riuniti tutti a cena, stavolta al centro di Gelsenkirchen – subito dopo aver partecipato ad un tour guidato della suggestiva Veltins Arena.
Nell’ultima giornata ci sono state le presentazioni dell’FC United of Manchester sul ruolo sociale del proprio club, oltre alla propria storia – e la presentazione di un delegato del Recre Trust che mi ha colpita particolarmente: lui stesso, insieme ad altri volontari dell'organizzazione, sono riusciti a salvare il Recreativo de Huelva raccogliendo 1 milione di euro in soli 25 giorni.
Il workshop si è concluso con un sondaggio interattivo gestito da Dan Ellingworth di Substance, con il quale ho avuto più volte il piacere di chiacchierare sui temi più disparati.
Le sensazioni derivate da quest’esperienza sono tutte estremamente positive, sia per l’empatia e la dedizione di ognuno nel migliorarsi, sia per la piacevole sorpresa di realizzare che, in fin dei conti, lottiamo per gli stessi obiettivi.
Partecipare a questo workshop fa realizzare quanto gli ideali alla base di Cava United non siano isolati e quasi utopici: in tutto il resto dell’Europa ci sono organizzazioni, più grandi e più piccole, che combattono per le stesse cose. Fratellanza, dedizione ed umanità, senza tralasciare passione sono le parole chiave per definire ciò che si è realizzato a Gelsenkirchen e quello che si realizza nelle proprie realtà, guardando sempre al futuro.
Certamente quest’occasione mi ha fatto avvicinare ad un mondo che già conoscevo – quello del Cava United – ed ora posso relazionarmi ad esso con qualcosa in più. Se prima il mio interesse nasceva dagli ideali alla base dell’associazione, ora grazie all’esperienza fatta a Gelsenkirchen e alle persone conosciute mi sento più vicina ad essa quasi sentimentalmente, proprio perché alle fondamenta di ognuna di queste realtà c’è amore e passione, che ora sento anche io.

 

Il resoconto di Supporters in Campo lo trovate al seguente link:

http://www.supporters-in-campo.org/2017/06/resoconto-del-workshop-membership-and-volunteers-16-18-giugno-gelsenkirchen/

Pubblicato in Supporters in Campo

Articolo tratto da www.supportersincampo.org, sito dell'associazione nazionale di cui Sogno Cavese è socio fondatore.

Nei giorni del 24 e 25 settembre 2016 si è svolta presso la sede di Verona Col Cuore, il Supporters Trust dell’Hellas Verona, la terza Assemblea Generale Annuale di Supporters in Campo (“SinC”). Si è trattato di un momento di confronto, scambio di idee e di definizione delle prossime attività dell’organizzazione di coordinamento, impegnata al fianco delle associazioni di tifosi e Community Club italiani nella promozione della partecipazione e coinvolgimento dei supporters nella governance dei club di calcio.

Nella giornata di sabato 24 l’attenzione dell’assemblea è stata rivolta allo scambio di esperienze con il movimento nazionale dei supporters svedesi Svenska Fotbollssupporterunionen (SFSU; http://sfsu.nu/) che è partner di SinC, insieme ad altre organizzazioni nazionali di supporters e di società di calcio interamente gestite dai tifosi, nel “Progetto Erasmus+” (“Club e tifosi per una migliore gestione del calcio” (http://www.supporters-in-campo.org/2016/01/al-via-il-progetto-europeo-club-e-tifosi-per-una-migliore-gestione-del-calcio/), a cui è seguito un aggiornamento sulle attività svolte dai gruppi con particolare riferimento alle presentazioni di nuove realtà che sono entrate a far parte del nostro percorso.

Il confronto con realtà internazionali è stato da sempre tra i temi rilevanti dell’attività di SinC: sebbene i contesti possano essere differenti, le sfide per il coinvolgimento e la partecipazione dei supporters e il tema della sostenibilità economica delle società sportive presentano caratteristiche e problematiche spesso simili. Il confronto è stato utile per apprendere strategie operative e possibili iniziative da sviluppare anche in Italia.

La discussione con gli ospiti internazionali ha fornito l’occasione al consiglio di coordinamento di fare il punto sugli sviluppi del progetto ”Progetto Erasmus+”, in vista del prossimo workshop previsto per fine novembre a Malmö. In quella sede, ci si confronterà sul tema della sostenibilità economica, con il supporto dell’esperienza della società sportiva di detta città e dello Schalke04 (anch’essi partner del “Progetto Erasmus+”), e con gli aggiornamenti sul primo workshop che si è svolto a Manchester dove siamo stati ospiti del FC United of Manchester (http://www.supporters-in-campo.org/2016/06/club-e-tifosi-per-una-migliore-gestione-del-calcio-resoconto-del-primo-workshop-a-manchester-13-15-giugno/).

Ad aprire la seconda giornata, è stata la presentazione della relazione economica annuale, a cui è seguita l’approvazione del bilancio. Si è poi proseguito con lo scambio di esperienze  tra le nostre associazioni, che ha consentito di evidenziare le sfide che ci aspettano e di definire il percorso da intraprendere nei prossimi anni. Tra i temi affrontati si segnalano: la gestione dei rapporti tra associazioni e società sportive di riferimento, le strade da percorrere per incentivare la partecipazione sia nelle associazioni sia nelle società sportive e la sensibilizzazione degli interlocutori istituzionali in merito alle tematiche di partecipazione e coinvolgimento dei supporters nella governance dei club promosse da SinC. Riguardo a quest’ultimo tema, è stata dedicata particolare attenzione alle opportunità legate ai progetti per lo sviluppo del supporters liaison officer (introdotto nell’ordinamento sportivo da SD Europe che in Italia agisce tramite SinC), figura che dovrà essere correttamente intesa dalle istituzioni e dai supporters quale vera cerniera tra le società sportive e i propri tifosi.

La giornata è proseguita con l’ammissione quali soci di SinC delle seguenti organizzazioni di supporters, che da oltre un anno partecipano alle attività del movimento nazionale: “Tifosi per il Brescia”, “Associazione Polisportiva Per Brindisi”, “Orgoglio Pratese Soc. Coop” (che controlla l’AC Prato S.p.A., Lega Pro) e “Il Fasano Siamo Noi” (che controlla la US Città di Fasano, Promozione).

È stata, quindi, definita la composizione del nuovo consiglio di coordinamento, che ha visto la conferma di Diego Riva (alla presidenza), Pippo Russo e Stefano Pagnozzi e l’ingresso di Mirko Cecconi, Alex Sometti e Cosimo Dolente. I nuovi consiglieri, nel rispetto del principio di un rinnovamento che faciliti lo scambio di esperienze e la crescita degli associati e garantisca al contempo la continuità dei progetti, prendono il posto dei componenti uscenti Giuseppe Abbamonte, Gianluca Greco e Francesca Pagliaroli. A questi ultimi sono andati i migliori ringraziamenti per la loro attività nel consiglio di coordinamento.

A concludere i lavori, sono giunti numerosi suggerimenti da parte delle associazioni sulle linee di indirizzo del nuovo Consiglio di Coordinamento per il prossimo anno di attività e il ringraziamento all’intero staff di Verona col Cuore per l’organizzazione impeccabile e per il piacevole soggiorno dei partecipanti.

Questo nostro appuntamento annuale ci ha mostrato, come già accaduto nelle assemblee precedenti, una sempre crescente consapevolezza da parte di tutte le associazioni rispetto all’importante ruolo che siamo chiamati a svolgere a difesa delle nostre società sportive e della comune passione per questo sport, che necessita ogni giorno di più del coinvolgimento dei tifosi per non perdere la propria anima.

Pubblicato in Supporters in Campo

 

un momento del primo seminario di Londra

Il progetto “Clubs e Supporters per una migliore governance del calcio” è ufficialmente iniziato, dando il via a due anni di scambi, collaborazione e cooperazione tra 7 stati membri dell’Unione Europea.

È un progetto di due anni, coordinato da “SD Europe” e finanziato in parte dal programma Erasmus+ dell’UE e dalla UEFA. Il progetto aiuterà la promozione dei principi relativi alla buona governace nello sport. Ciò avverrà attraverso un programma di formazione, istruzione e scambio che coinvolgerà i Club gestiti dai supporters e le Associazioni Nazionali, ricoprendo tutti i livelli del mondo calcistico con l’obiettivo di promuovere la cooperazione tra organizzazioni affini.

I partners e le organizzazioni (in corsivo) sono le seguenti:

 Il progetto affronta 3 argomenti essenziali, che sono di fondamentale importanza per tutti i partners: buona governance, sostenibilità finanziaria e coinvolgimento dei membri volontari e partecipazione democratica. Ulteriori informazioni sul sito www.sdeurope.eu

I partners affronteranno tre incontri in presenza, oltri gli eventi di apertura e di chiusura del progetto. Questi saranno integrati da una serie di scambi reciproci. Il progetto include anche una componente di ricerca valutazione, in modo da assistere all’andamento in corso della buona governance dello sport e lo sviluppo di uno strumento di formazione online, che offrirà un impatto a lungo termine, ben oltre la durata del progetto.

Tutti i partners sono stati recentemente accolti a Londra,insieme a Israfans (l’organizzazione nazionale dei gruppi di supporters e dei club in Israele) e Sandlanders (un’organizzazione africana volta all’inclusione dei supporters). L’obiettivo dell’incontro era l’inizio vero e proprio del progetto e la definizione di un piano d’azione per i mesi successivi. Gli scambi, i temi dei seminari formativi e il modo di massimizzare I risultati del progetto sono stati tra gli argomenti discussi. I partners sono stati anche felici di delineare le loro aspirazioni relativamente al progetto e tutto ciò è disponibile al canale YouTube SD Europe

I partners si rincontreranno nuovamente a Giugno, per la prima delle tre sessioni formative in presenza, ospitati da “FC United of Manchester”. In occasione di questa sessione si esamineranno questioni relative alla governante dei club gestiti dai supporters e delle Associazioni nazionali, e lo sviluppo di questi contenuti è ancora in corso. I mesi successivi vedranno anche i primi scambi fra i partners.

Per ulteriori informazioni e per sapere come partecipare ad eventi relativi al progetto nel tuo Paese, assicurati di esserti registrato per avere aggiornamenti regolari via e-mail, o contattaci.

“SD Europe” è un’Organizzazione che assiste gruppi di supporters organizzati su base democratica nel realizzare il coinvolgimento formale nei loro Club e Associazioni e nello svilupparo di Club gestiti dai tifosi. Creata nel 2007 con il supporto della “UEFA”, “SD Europe” offre consulenza ai Club sulla loro struttura proprietaria e amministrativa e  collabora con le istituzioni del calcio,Leghe, UEFA e Istituzioni Europee. Attualmente, è attiva in oltra 20 stati europei ed è responsabile dell’implementazione dei requisiti dei Responsabili delle  relazioni con i tifosi (S.L.O. – Art. 35 dei Regolamenti UEFA relativi alle Licenze e al Fair Play finanziario). Per maggiori informazioni, contattare Ben Shave(Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. / +44 7985 628 215)

 

Versione originale tratta da http://www.sdeurope.eu/

The ‘Clubs and Supporters for better Governance in Football’ project has officially begun – kicking off two years of exchange, collaboration and cooperation across seven EU member states.

It is a two-year project, coordinated by SD Europe, and co-funded by the Erasmus+ programme of the European Union and UEFA. The project will help promote EU principles on good governance in sport. It will do this through a training, education and exchange programme involving member-run football clubs and national supporters’ organisations; covering the full range of the football pyramid and aimed at promoting co-operation between like-minded organisations.

The partners and contributing organisations (in italics) are as follows:

C.A.P. Ciudad de Murcia; FASFE (Spain)

Cava United; Supporters in Campo (Italy)

Cork City FC; Irish Supporters’ Network (Republic of Ireland)

Conseil National des Supporters de Football (France)

F.C. United of Manchester (UK)

Malmö FF; Svenskafotbollssupporterunionen (Sweden)

Schalke 04; Unsere Kurve (Germany)

 

The project addresses three core topics, which are of importance to all the partners: good governance, financial sustainability, and member/volunteer engagement and democratic participation.

Partners will attend a total of three in-person sessions, plus opening and closing events. These will be supplemented by a series of one-to-one exchanges. The project will also include a research and evaluation element, in order to assist the ongoing measurement of good governance in sport; and the development of an online training resource, which will provide long-term impact beyond the lifetime of the project.

All partners recently gathered in London, along with Israfans (the national organisation for supporters’ groups and member-run clubs in Israel) and Sandlanders (an organisation working to promote supporter involvement and community ownership in Africa). The aim of the meeting was to begin the project activities in earnest, and finalise a plan of action for the coming months. Exchange visits, workshop content, and how best to maximise the results of the project were among the topics discussed. Partners were also happy to outline their ambitions for the project, the results of which are now available via the SD Europe YouTube channel:


Partners will next gather in June, for the first of three in-person training sessions, hosted by FC United of Manchester. This session will examine questions relating to the governance of member-run football clubs and national supporters’ organisations, and content development is already underway. The coming months will also see the first exchange visits take place amongst the partners.

For further information on all of this, and to find out how you can participate in project-related activities happening in your country, make sure you sign up to receive regular email updates, or get in touch directly.

ENDS

SD Europe is an organisation that assists democratic supporters’ groups in achieving formal structured involvement in their clubs and associations, and developing member ownership of football clubs. Established in 2007 with support from UEFA, SD Europe also advises clubs on their ownership and governance structure and works with football governing bodies, leagues, UEFA, and European institutions. Currently, it is active in over 20 European countries and is responsible for the implementation of the Supporter Liaison Officer requirement (Art. 35, UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations). For more information, contact Ben Shave (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. / )

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Logo progetto erasmus+

Il seguente articolo di Stefano Pagnozzi è preso dal sito istituzionale di Supporters in Campo: http://www.supporters-in-campo.org/

Buona lettura

 

In questo mese ha avuto avvio il progetto “Club e tifosi per una migliore gestione del calcio” che annovera Supporters in Campo tra i propri partners. L’iniziativa durerà due anni in cui avranno luogo scambi di esperienze, collaborazione e cooperazione con supporters di altri sette Paesi europei.

Supporters Direct Europe (SDE) (network europeo dei supporters cui Supporters in Campo è affiliato) coordinerà il progetto cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea e della UEFA.

Il progetto si propone di promuovere i principi di buona gestione nello sport e si svilupperà con sessioni formative, educative e di interscambio culturale che coinvolgeranno i membri dei club di proprietà dei tifosi e le organizzazioni nazionali di riferimento, coprendo l’intera piramide del calcio attraverso la promozione dello scambio di esperienze tra realtà diverse.

Di seguito le organizzazione e club che prenderanno parte al progetto:

– C.A.P. Ciudad de Murcia; FASFE (Spagna)

– Cava United; Supporters in Campo (Italia)

– Conseil National des Supporters de Football (Francia)

– Cork City FC; Irish Supporters’ Network (Irlanda)

– FC United of Manchester; Supporters Direct (Regno Unito)

– Malmö FF; Svenskafotbollssupporterunionen (Svezia)

– Schalke 04; Unsere Kurve (Germania)

 

Il progetto sarà dedicato a tre differenti aspetti che rivestono una particolare importanza per tutte le realtà di coinvolgimento diretto dei supporters nella governance delle società di calcio: buona gestione, sostenibilità finanziaria, attività di volontariato.

Vi saranno tre incontri di programmazione tra i partners del progetto, a cui si aggiungeranno una serie di eventi, aperti al pubblico e non, e un continuo scambio di informazioni tra i partecipanti al progetto.

Il progetto comprenderà anche una fase di ricerca ed osservazione scientifica al fine di valutare gli effetti positivi e consentire lo sviluppo di risorse formative che saranno messe a disposizione online nel corso dei due anni.

Al progetto parteciperà anche un comitato consultivo composto da alcune figure accademiche e nel mondo delle istituzioni del calcio:

– Sean Hamil (Director, Birkbeck Sport Business Centre, Department of Management, Birkbeck College, University of London)

– Dr Joachim Lammert (Universität Leipzig, Sportwissenschaftliche Fakultät, FG Sportmanagement)

– Jonas Baer-Hoffmann (Head of Public Affairs, FIFPro Division Europe)

– Ivo Belet, Parlamentare europeo

Questo sarà il secondo impegno di Supporters Direct Europe con la Comunità europea dopo gli ottimi risultati del precedente progetto Migliorare la governance del calcio tramite il coinvolgimento dei supporters e la proprietà diffusa”, in cui Supporters in Campo è stato tra i protagonisti ed è stato indicato tra le migliori esperienze nel panorama europeo.

Le attività sono partite, è in fase di ultimazione la piattaforma web per la condivisione del materiale del progetto. L’agenda sarà presentata nell’incontro di presentazione previsto nel mese di marzo. A breve con il supporto di Substance, società di ricerca di Manchester, sarà elaborato un sondaggio destinato ai partecipanti per sondare le aree di interesse e le priorità di ciascun partner.

Per altre informazioni sul progetto potete inviare una mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

Pubblicato in Supporters in Campo
Martedì, 15 Dicembre 2015 22:05

La rivoluzione latente del nostro povero calcio

i presenti alla due giorni di Taranto

Il seguente articolo di Tommaso Magrini è stato pubblicato dal settimanale Pagina 99

«Andavamo in curva una volta e ci andiamo ancora. La differenza è che adesso la squadra è nostra». David Miani è vicepresidente e amministratore delegato dell’US Ancona 1905, la prima società di calcio professionistica in Italia ad avere come proprietari i suoi tifosi. Siamo nel 2010. La storica Ancona fallisce e a un gruppo di supporter viene un’idea rivoluzionaria, almeno per l’Italia: mettersi insieme e gestire direttamente la propria squadra del cuore. Nasce così “Sosteniamo l’Ancona”, un’associazione di tifosi senza scopo di lucro che inizialmente deteneva il 2% e aveva due posti nel cda del nuovo club. «Per quattro anni abbiamo lavorato fianco a fianco dei dirigenti, riportando la squadra dall’Eccellenza alla Lega Pro», spiega Miani. Lo scorso giugno la svolta. Il patron Andrea Marinelli decide di cedere la società ai tifosi. Oggi l’Us Ancona il cui presidente onorario è il sindaco Fiorello Gramillano  è una società gestita in modo sostenibile, con grande attenzione al settore giovanile e, ovviamente, alle richieste dei suoi sostenitori. «Abbiamo1100 socie decidiamo tutto insieme. Finché ci saremo noi non potrà arrivare nessuno da fuori, prendersi la società con scopi poco chiari e portarla poi al fallimento, come accade spesso nel calcio italiano». Quella dell’azionariato popolare (o più precisamente dei supporters trust)è una realtà consolidata in molti Paesi europei, se non addirittura la regola.«Il Regno Unito ha la tradizione più longeva e il maggior numero di associazioni, più di 180. Germania e Svezia sono il massimo per il coinvolgimento diretto dei tifosi nei processi decisionali dei club», spiega Ben Shave,responsabile per lo sviluppo di “Supporters Direct Europe”, un’organizzazione che assiste i tifosi decisi a formare un trust. «Aiutiamo solo le associazioni aperte, democratiche e no profit», continua Shave. «Oggi seguiamo oltre 300 trust in più di 20 Paesi europei». Nel calcio britannico il fenomeno è di portata generale. Quasi il 70% dei club nelle prime cinque categorie tra Inghilterra e Scozia ha in seno un supporters trust. Solo per fermarsi alla Premier League gli esempi più celebri sono Manchester United, Arsenal e Tottenham. Questi gruppi hanno iniettato quasi 30 milioni di euro solo attraverso le quote sociali e hanno salvato più di un club prossimo al fallimento, come accaduto con lo Swansea.

Nei primi anni Novanta in Spagna quasi tutti i club professionistici sono stati obbligati a diventare società sportive per azioni, finite in mano a moltissimi tifosi:l’esempio più celebre,il Barcellona,conta più di 170 mila soci.

E l’Italia? In ritardo, ma sta arrivando. Dal 2010 a oggi il numero dei trust è cresciuto notevolmente. «Il tifoso non può essere assimilato a un cliente: non considera la propria squadra alla stregua di un prodotto commerciale e stringe un legame destinato a durare per sempre». Così la vede Diego Riva, il presidente di “Supporters in Campo”, organizzazione impegnata da anni nella diffusione in Italia di un modello partecipativo per la proprietà e la gestione delle società sportive. «L’interesse sta crescendo, ormai rappresentiamo più di venti associazioni di tifosi»,spiega. Il ritardo, secondo Riva, non è motivato da ostacoli normativi. «Certo, in alcuni Paesi europei ci sono leggi che regolano la partecipazione dei tifosi e strumenti che facilitano l’aggregazione, ma la principale differenza è il background sociale e culturale. C’è bisogno di un modo diverso di vedere il calcio, che dovrebbe essere espressione di una città e non un modo per fare business. La vera sfida è il radicamento della società in un territorio di riferimento, aggregando le forze economiche locali e coinvolgendo direttamente i tifosi in processi democratici partecipativi. Sono loro il vero capitale dei club».

Gli esempi italiani si trovano per lo più nelle serie minori. Da Taranto a Lucca fino a Tortona, dove il trust “Noi Siamo il Derthona” è  riuscito a sottoscrivere un contratto di licenza esclusiva per l’utilizzo del marchio Derthona F.B.C. 1908, club che milita in serie D. «Tra i nostri soci ci sono tutte le tipologie di tifoso, i ragazzi che aderiscono al movimento ultras come gli anziani che vanno in tribuna da una vita», racconta Andrea Freddo. «Il nostro obiettivo è ottenere una quota di partecipazione e puntare tutto sull’identità storica, culturale e sociale della nostra squadra e della nostra città. Purtroppo in Italia prevale il sospetto verso qualsiasi forma di associazionismo tra i tifosi. C’è un po’questa mentalità da padre padrone, secondo la quale chi mette i soldi deve decidere per conto proprio». Capita allora che talvolta, trovandosi chiusa la porta, i tifosi creino una nuova squadra a propria immagine e somiglianza. È il caso di Sulmona, dove dopo dieci anni complicati tra cessioni societarie, debiti e stipendi non pagati, i tifosi rompono con lo storico club cittadino e ne fondano uno nuovo, l’Asd Ovidiana,anche a costo di ripartire dalla Terza Categoria.«Siamo quasi tutti giovanissimi e soprattutto anarchici», spiega Oreste De Deo. «Non abbiamo uno statuto vero e proprio, ma ci troviamo tutti insieme per prendere le decisioni. Siamo un club popolare in tutti i sensi». Risultato? L’Ovidiana fa più spettatori del Pro Sulmona, che però gioca in serie D.

Ma è anche il caso di Cava de’ Tirreni, dove l’associazione Sogno Cavese ha dato vita al proprio club comunitario Cava United, che milita nella Terza Categoria campana. «Oggi ciò che ci spinge ancora a seguire una squadra di calcio ed un pallone che rotola si trova al gradino più basso del calcio italiano. Ma non ci importa nulla, abbiamo la squadra che vogliamo, abbiamo la squadra a nostra immagine e somiglianza, abbiamo Cava United», racconta Maurizio Alfieri.«Abbiamo chiuso con quel calcio fatto di soldi, fallimenti e operazioni non sempre lecite. La nostra è una società senza padroni dove ognuno è importante. Abbiamo creato una cooperativa sportiva con uno statuto blindato con due categorie di soci: cooperatori e finanziatori». L’organo direttivo è formato sempre per due terzi da cooperatori e per un terzo da finanziatori. «In questo modo - prosegue Alfieri -impediamo che la maggioranza possa cambiare dall’oggi al domani e garantiamo la continuità dei valori della squadra. Visto che in Italia non c’è una legge ad hoc, noi il modello ce lo siamo inventati da soli, dal basso». Ma i supporters trust non rappresentano solo la nostalgia di un calcio romantico. «Macché, quelle sono fesserie che ci siamo messi in testa» prosegue Alfieri. «La partecipazione diretta è sinonimo di un modello organizzativo nuovo che può portare tutta una serie di benefici, anche economici, ai club e al territorio».

Ne è convinto Walter Campanile, presidente di My Roma, primo esempio di azionariato popolare nella Serie A italiana. «La partecipazione diretta dei tifosi può contribuire a una serie di servizi indotti capaci di generare introiti importanti. Nei nostri primi anni di attività in sinergia con la Roma, dopo la nascita nel 2009, abbiamo contribuito a creare delle iniziative, dalla nuova biglietteria alle audio descrizioni delle partite per i tifosi non vedenti. Abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle giovanili,le cui gare fino a qualche anno fa richiamava-no pochissime persone». My Roma detiene un pacchetto di azioni che garantisce un posto alle assemblee degli azionisti del club. «Ma all’ultima non siamo neppure andati», spiega Campanile.«È inutile perdere tempo,non ci ascoltano. Qualcuno che sta dall’a ltra parte dell’oceano ha deciso di cambiare lo stemma della nostra squadra per motivi di merchandising senza nemmeno consultarci». E così, in attesa di una legge che non c’è,i club si arrabattano tra bilanci in rosso, fallimenti e ripartenze più o meno stentate. «Chi gestisce il calcio italiano non ha compreso le enormi potenzialità sprecate», ripetono in coro i protagonisti dei trust italiani. Nel frattempo l'innovazione è partita, dal basso. Nella speranza che se ne accorgano anche ai piani alti.

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La Commissione Europea (CE) ha reso noti i progetti selezionati per accedere al finanziamento nell’ambito del programma Erasmus+ Sport. Tra quelli proposti, è stato scelto “Club e Tifosi per una migliore governance nel calcio” (Clubs and Supporters for better Governance in Football).

I Club e le organizzazioni che parteciperanno al programma sono:

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un'immagine dell'assemblea di Taranto

Nei giorni 27 e 28 Giugno u.s. si è svolta a Taranto la seconda assemblea annuale dell’associazione Supporters in Campo ospitata dalla Fondazione Taras, a cui vanno i nostri più sentiti ringraziamenti per l’ottima organizzazione e per l’ospitalità.  Anche quest’anno la nostra associazione Sogno Cavese, insieme ai ragazzi della nostra squadra, si è presentata in gran numero per continuare a credere in quei valori e in quegli ideali che SinC sta portando avanti sin dalla nascita. Due giorni intensi e bellissimi in cui sono venuti fuori tantissimi spunti interessanti e dove abbiamo potuto confrontarci con tutte le altre realtà che stanno intraprendendo questo percorso /Ancona, L’Aquila, Terracina, Barletta, Derthona, Rimini, Verona, Venezia, Modena, Brindisi, Fasano, Lecce, Ascoli, Lucca/, chi già da qualche tempo, chi invece inizia adesso a mettere le basi.

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Venerdì, 05 Giugno 2015 20:21

Il coraggio di scegliere

immagine dello stadio in costruzione

Articolo di Leonardo Daga tratto da Supporters in Campo

Quando il destino dà una scelta, un Uomo può decidere la strada da prendere o aspettare che qualcuno scelga la strada per lui. La scelta richiede responsabilità, spesso anche un pizzico di follia, soprattutto quando la strada che porta all’avverarsi di un sogno, se esiste, è molto più complessa e pericolosa di quella che permette una blanda sopravvivenza.

Pubblicato in Supporters in Campo

 

 

Testata SinC

 

Di seguito il comunicato del Consiglio di Coordinamento di Supporters in Campo, che troverete anche sul sito ufficiale del'associazione.

Supporters in Campo” è l’iniziativa promossa da tifosi e gruppi di tifosi italiani (Sogno Cavese ne è socio fondatore) che propongono modelli sostenibili di proprietà e gestione delle società sportive, con l’obiettivo di preservare la loro esistenza, attraverso la partecipazione dei supporters nei processi decisionali e nella proprietà delle società sportive e delle istituzioni, in riconoscimento del valore che i tifosi rappresentano per lo sport e in riconoscimento del loro essenziale ruolo.

Per ulteriori informazioni su “Supporters in Campo” e il proprio “Manifesto” www.supporters-in-campo.org  https://www.facebook.com/SupportersInCampo

 

Milano, 27 agosto 2014

Supporters in Campo in nome e per conto dei 18 supporters trusts e dei supporters aderenti, manifesta l’assoluto disaccordo e contrarietà in merito al progetto della Lega Italiana Calcio Professionistico (“Lega Pro”) denominato “Lega Pro Channel”.

Ci riferiamo, in particolare, alla decisione di fare disputare le 30 partite di ciascuna giornata di campionato di Lega Pro suddivise in ben 4 differenti giorni, in 10 diversi orari spesso impossibili per i supporters, agli annunciati turni infrasettimanali (tutti diversi tra di loro) e relativi anticipi nonché alla speciale giornata del 6-7 gennaio 2015.

Tale decisione rischia di dare il colpo di grazia al legame tra società sportiva ei propri supporters, che sono la linfa vitale del calcio. Lo spezzettamento del calendario e l’eccessiva offerta televisiva determineranno un’ulteriore disaffezione dei supporters (i pochi rimasti) delle società sportive di Lega Pro. Al contrario, vi è urgente bisogno di iniziative e di progetti che consentano di riannodare il perduto legame tra la società sportiva e il proprio territorio, la propria storia e la propria comunità di riferimento.

Solo iniziative e progetti così disegnati consentono di attrarre l’attenzione di forze economiche, inclusi gli sponsor e i media, in generale. Ciò è vero, a maggior ragione, nelle divisioni calcistiche in cui, a differenza di altre, l’esperienza della partecipazione, della storia e del legame con un territorio, costituiscono un valore ben superiore rispetto al gesto tecnico e (sportivamente parlando) allo “spettacolo sul campo di gioco”.

Le decisioni prese rivelano l’assenza di qualsiasi considerazione per i supporters, i quali sono il cuore del gioco. “Il calcio senza i tifosi perde la propria anima” non è uno slogan. È una verità sia nel significato più profondo sia per l’aspetto economico: l’intera industria sportiva è fondata sulla passione e sui supporters.

Inoltre, una logica organizzativa dei campionati così fortemente emulatrice di quella che presiede agli altri campionati professionistici e alla loro dimensione metropolitana ci pare una contraddizione rispetto all'idea della “Lega delle Cento Città” che, con merito, la Lega Pro ha propugnato negli anni più recenti. In questo senso, la preservazione del rito domenicale e della sua contemporaneità è uno degli elementi culturalmente più potenti a disposizione della Lega Pro. Esso verrebbe sperperato dall'istituzione di un “calendario-spezzatino”.

Come Supporters in Campo ha già affermato, qualsiasi proposta o intervento che si proponga un diverso rapporto tra società sportive e supporters, per essere efficace, deve partire dalla conoscenza e dal riconoscimento della centralità dei supporters come protagonisti al centro del gioco. Dove questo è stato compreso, le conseguenti azioni hanno consentito di riportare presenze negli stadi e passione (e, per l’effetto, risorse economiche).

A differenza di quanto avviene in altri Paesi, che vengono citati quasi alla noia in ogni occasione dalle stesse istituzioni, in Italia nessuna decisione viene presa ascoltando i supporters. Di più: non si conoscono affatto i supporters.Anche in questa occasione i supporters sono stati completamente ignorati e non vi è stata alcuna considerazione nei loro confronti.

Si è dovuto attendere 10 giorni prima del previsto avvio del campionato di Lega Pro per sapere quando e a che ora si sarebbero disputate le partite in uno dei 10 diversi orari spalmati nei 4 giorni tra il venerdì ed il lunedì. In Germania nella Dritten Bundesliga (terzo livello del calcio tedesco) a giugno sono stati comunicati il calendario, le date e gli orari definitivi fino alla decima giornata in programma a fine settembre. Nella Evostik League (settimo livello del calcio inglese), il calendario definitivo arriva fino a novembre. Gli esempi stranieri riportati sono da indicare come virtuosi e fecondi per un'ampia presenza dei supporters negli stadi. Al contrario, la formula di calendario proposta dalla Lega Pro rischia di disincentivare anche il più fedele e appassionato dei supporters e il proposito di “riportare la gente allo stadio” si rivela una chimera. I supporters delle società sportive di Lega Pro attendono di sapere, per le giornate successive ai primi 2 turni, quando potranno sedersi davanti alla tv (alcuni), recarsi allo stadio (altri, sempre meno), organizzare una trasferta (quasi nessuno ormai).

Peraltro, dalle informazioni pubblicamente disponibili non è possibile neppure apprezzare quali siano i costi (diretti e indiretti) che sosterrà la Lega Pro per il progetto né quali siano i ricavi che deriveranno dal canale web tv “Lega Pro Channel” e con quali criteri i proventi netti saranno destinati alle società di Lega Pro e per iniziative dei supporters.

Supporters in Campo, quale organizzazione rappresentativa dei supporters trusts,nella pubblicazione “Il calcio senza tifosi perde la propria anima” ha raccomandato, tra l’altro, il coinvolgimento attivo dei supporters nei processi decisionali anche delle Leghe (http://www.supporters-in-campo.org/wp-content/uploads/2013/06/Manuale-Supporters-in-Campo-2013.pdf; cfr. Capitolo 5).

Supporters in Campo opera, e ha sempre operato, per il dialogo, offrendo la propria fattiva, costruttiva e propositiva collaborazione per il riconoscimento del valore e del ruolo dei supporters e, conseguentemente, per la nascita e la crescita di società di calcio sostenibili. La storia e l’esperienza dei gruppi che costituiscono Supporters in Campo, le iniziative locali e quelle nazionali, unitamente ai risultati raggiunti, ne sono concreta testimonianza.

Auspichiamo, quindi, che orari e giorni dei turni di campionati possano essere rivisti per preservare i valori sopra indicati e per il perseguimento dell’obiettivo della crescita delle società di calcio e di uno sport sostenibile, confidando altresì in un’apertura al dialogo e al confronto democratico nelle decisioni.

 

 

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