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Istintivo e naturale…..come respirare!

E’ con un pizzico di nostalgia che mandiamo in archivio la settimana appena trascorsa. E’ difficile mettere su carta, senza scendere nella retorica, le sensazioni provate negli ultimi giorni. Ci verrebbe da sottolineare su tutte il “sorriso dei ragazzi”; i ragazzi è così che li chiamano gli operatori che sono sempre con loro e che li accompagnano nella vita ……i ragazzi, se hanno 18 o 60 anni sono sempre i loro ragazzi.

Sogno Cavese esce da questa settimana con una marcia in più ed esce arricchita dalla consapevolezza che il calcio può davvero essere il volano per abbattere tutti i tipi di barriere. Solo il campo riesce a fartene prendere coscienza.

Sabato mattina le sei squadre partecipanti alla VI Edizione di “Scalciando …. Insieme” si sono ritrovate presso il “Desiderio” di Pregiato per disputare le finali del torneo, dopo le due giornate dei gironi tenutesi presso il minicalcio di Passiano i giorni 2 e 4 luglio. La formula ideata dalla Cooperativa Sociale La Fenice ha previsto la disputa di tre finali, uscite fuori dai piazzamenti dei gironi.

Si sono affrontate, quindi, Villa Alba – UOSM Nocera per la finale delle terze classificate, Villaggio di Esteban di Salerno – Ponticelli/Cercola per la finale delle seconde e per la finalissima La Fenice – Posillipo.

Per la cronaca la vittoria finale è andata al Posillipo che ha dimostrato, con una grande organizzazione di gioco, di meritare la vittoria finale. Un plauso a tutte le formazioni che hanno preso parte al torneo, all’impegno profuso e allo spirito donato alla competizione; in ogni gara emergevano situazioni simpatiche e poetiche che porteremo per sempre con noi, ma consentiteci di mettere in rilievo la partecipazione di Villa Alba e dei loro mitici giocatori. Sono loro i grandi vincitori di questa edizione.

Ai saluti finali, prima delle premiazioni, come non apprezzare le parole di Pasquale Senatore in piena sintonia con il nostro pensiero e modo di intendere il calcio; nelle sue parole e in quelle dei vari dirigenti delle strutture sanitarie intervenute è emersa la voglia di creare una rete che funzioni e che possa far crescere iniziative come queste, in barba alla crisi economica e sociale che ci investe.

Una rete che, a nostro modo di vedere, possa ritrovarsi intorno alla propria squadra del cuore, capace di mettere insieme la propria comunità, e che veda coinvolti tutti, dai bambini agli adulti fino alle situazioni che presentano, soprattutto nelle nostre teste, i cosiddetti svantaggi.

Il trust può fare tutto questo.

 

 

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