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Riprendendo un pò il manifesto della scorsa edizione si comunica quanto segue:

l'associazione di promozione sociale Sogno Cavese e il comitato territoriale della lega calcio UISP annunciano che anche per la stagione sportiva 2014/2015 sono state avviate una serie di attività volte all'organizzazione di campionati provinciali di calcio a 6 e di calcio giovanile con iniziative rivolte al territorio metelliano. Gli organizzatori, nell'esporre le linee guida di tali attività, si augurano una grande partecipazione. Una partecipazione attiva, figlia del passato ma rivolta al futuro, rivolta ai giovani e soprattutto ai giovanissimi, vero grande obiettivo a medio e lungo termine di noi tutti.

Per raggiungere questo ambizioso obiettivo abbiamo bisogno della collaborazione dei partecipanti ai vari campionati; questi non dovranno essere semplici consumatori di un prodotto creato ad arte, i classici clienti a cui tutto è permesso, ma dovranno essere i protagonisti di un vecchio modo di stare insieme, dove anche lo sfottò era qualcosa di godibile.

Il campionato provinciale di calcio a 6 denominato “Quando gli scarpini erano neri” proverà anche quest'anno a caratterizzarsi dello spirito proprio del famoso “campionato dei Cappuccini” che negli anni ‘80 ha fatto da cornice alla crescita calcistica/aggregativa di centinaia di ragazzi.
Il campionato della base, quello non calato dall'alto, il campionato di tutti e per tutti, addirittura per i frati che per anni hanno partecipato, per quelli che non giocavano altrove, il campionato dell'aggregazione, della lealtà, soprattutto della partecipazione, quello dell'Altro Calcio, il campionato delle comitive, delle tante comitive che frequentavano i Cappuccini, che prima di essere delle squadre erano enormi gruppi di persone che si frequentavano nella vita, il campionato dove ognuno aveva un ruolo proattivo nell'organizzazione, il campionato che tutti rimpiangono.

La scorsa stagione abbiamo gettato le basi per fare tutto questo. Abbiamo raggiunto dei buoni risultati e siamo consapevoli che dobbiamo crescere ancora tanto. Tante partite, oltre 200 partecipanti, squadre formate da vecchie e nuove generazioni ed a questo aggiungiamo anche il gran lavoro effettuato dall’associazione Sogno Cavese, che ha reso questo campionato davvero entusiasmante, grazie alla costante presenza dei suoi associati in ogni gara.

Il calcio come pretesto per intrecciare nuove relazioni e riprendere quelle accantonate: è successo anche questo durante questo inverno. In cuor nostro sappiamo di avere seminato bene per raccogliere un qualcosa che ci auguriamo vada oltre il calcio, oltre lo sport.

Dobbiamo migliorare e non tutto ha sempre funzionato. Sarà il tempo, come sempre, a giudicare il nostro operato.

La formula resta la stessa, anche perchè è risultata vincente: campionato itinerante, inclusivo e con squadre che dovranno necessariamente schierare in campo durante le gare e sempre in campo almeno un over 35 e un over 40.

Ci auguriamo, infine, di mandare alle fasi nazionali una buona rappresentanza del nostro movimento calcistico-aggregativo.

 

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