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un'immagine dal campo del torneo Il Calcio è della Gente

III edizione del torneo “Il calcio è della gente!”

di maurizio paolillo

È vero, è sempre bene restare coi piedi per terra, non esaltarsi troppo, evitare i toni elegiaci e autocelebrativi.

Ma la falsa modestia è un peccato anche peggiore. E allora diciamolo, con forza e convinzione: noi di Sogno Cavese, ancora una volta ci siamo superati!

La manifestazione svoltasi domenica 19 aprile 2015 presso il Centro Sportivo Arena Sport a Cava de’ Tirreni è una di quelle cui maggiormente teniamo. Non a caso ricalca nel nome il motto della nostra associazione, ciò che più di tutto rappresenta il nostro modo di operare, la nostra etica: “Il calcio è della gente!”.

È il torneo destinato ai bambini delle classi 4e e 5e delle scuole primarie della città. Una manifestazione articolata in diversi segmenti, tutti centrati su un aspetti educativi e formativi importanti.

Innanzitutto c’è stato il momento squisitamente sportivo costituito dal torneo di calcio a 6, volto a sottolineare come il calcio e lo sport tutto rappresentino un prezioso strumento di educazione alla partecipazione, alla socializzazione, alla cooperazione, all’inclusione. La formula è stata quella di un piccolo mundial: 1a fase con 16 squadre, divise in 4 gironi all’italiana; tutte qualificate alla 2a fase a eliminazione diretta dagli ottavi di finale in poi. Incontri da 10 minuti ciascuno, tranne le fasi finali da 15. Ogni squadra ha disputato quindi minimo 4 incontri.

C’è stato poi il momento dell’alimentazione pensata a misura di bambino, realizzato con la preziosa collaborazione dello Studio di dietetica e nutrizione umana (in piazza Onofrio Coppola 3 a Salerno) delle dr.sse Monica Di Domenico, Rita Di Giacomo e Lucia Vigorito che hanno curato direttamente il “laboratorio nutrizionale” in cui, attraverso il gioco e il divertimento, si è inteso ribadire l’importanza di una corretta alimentazione nell’età dello sviluppo. Temi protagonisti anche dell’Ecomerenda, curata e realizzata dall’intera famiglia di Sogno Cavese con prodotti a chilometro zero e la collaborazione dell’azienda l’Orto Biologico, che ha fornito una parte degli alimenti distribuiti a bambini e adulti (prodotti forniti dalle aziende Ecor e Baule Volante).

Un terzo tema è stato quello di Rifiuti Zero: diposizione tassativa a tutti di munirsi di piatti, posate e bicchieri riutilizzabili, niente “usa e getta” e niente bottigliette di minerale ma solo acqua di fonte disponibile in caraffe; tutto allo scopo di minimizzare la produzione di materiali da smaltire e di conseguenza l’impatto ambientale dell’iniziativa.

151 bambini in totale, di cui circa 40 bambine, provenienti da 18 classi, di 9 diversi plessi cittadini, da Cava centro (Don Bosco, S. Maria al Rifugio e Pianesi - Della Corte) alle frazioni (San Cesareo, Sant'Arcangelo, S. Maria del Rovo, S. Giuseppe al Pozzo, Santa Lucia e Sant'Anna), appartenenti a 3 diversi Circoli Didattici (I, II e IV). Numeri da brivido, estremamente complicati da gestire.

Ma noi non ci siamo limitati a gestirli.

Li abbiamo accolti, alle 8.00 del mattino, quando sono arrivati un po’ spaesati, non sapendo ancora esattamente cosa li attendesse e come sarebbe finita quella giornata.

Li abbiamo organizzati, in squadre e gironi, secondo un programma di massima che abbiamo dovuto rettificare e aggiustare in conseguenza di aggiunte e defezioni dell’ultim’ora e che ci ha impegnato tutti fino alle 18.00.

Li abbiamo vestiti, con le magliette di Sogno Cavese, con impresso sulle spalle il motto “Il calcio è della gente!”: tanti colori sgargianti, per identificare le diverse squadre, ma anche da portare a casa, a ricordo dell’esperienza.

Li abbiamo dissetati, solo con acqua di fonte, prelevata da noi presso i punti di erogazione provenienti dalle sorgenti di Acerno.

Li abbiamo sfamati con l’Ecomerenda a chilometro zero, curata e realizzata dagli uomini e le donne dell’associazione Sogno Cavese.

Li abbiamo visti correre e saltare, gridare e gioire quando veniva segnato un gol; ma soprattutto li abbiamo visti uscire in ogni caso contenti e soddisfatti, fossero vincitori o sconfitti.

Li abbiamo premiati, tutti: ogni squadra ha portato a casa il suo trofeo e ogni bambino o bambina ha ricevuto il premio, piccolo ma sicuramente gradito, di un buono per un cono gelato offerto dalla ditta Cono Blu. E abbiamo premiato con la Coppa “Pupainiello”, la squadra che si è distinta per la partecipazione attiva con striscioni, cartelloni e tifo, per il fair play, lo spirito di squadra, la simpatia e l’entusiasmo.

Abbiamo premiato tutti, perché hanno vinto tutti, chi ha vinto la finale e chi ha perso tutte le partite, chi era già un provetto calciatore e chi non aveva mai dato un calcio a un pallone, tutti i bambini e tutti i genitori che li hanno accompagnati. Hanno vinto tutti già dal momento in cui hanno deciso di alzarsi presto la domenica mattina e di arrivare sul campo per partecipare, per giocare e mettersi in gioco.

Proprio questo è stato il segreto per animare, coinvolgere e organizzare questa folla festante e irrequieta. L’aver recuperato il senso profondo, lo spirito originario che muove lo sport, specie se praticato dalle generazioni più giovani: il gioco. Certo l’agonismo, nel rispetto delle regole e dell’avversario, è un sentimento sano. Non c’è dubbio che la tecnica sia importante, come è bene avere una preparazione fisica di base, anche per minimizzare i rischi di danni e infortuni. L’organizzazione, la disciplina, sono utili a evitare di sprecare le risorse. Ma ciò che non può assolutamente mancare, che rende piacevoli anche i sacrifici, ciò che spinge a cercare di vincere continuando a sentire l’avversario come un fratello, che attenua la delusione della sconfitta, l’unica cosa che spoglia di ipocrisia e dà un senso al motto “l’importante è partecipare…è il gioco. Una prerogativa che è propria dei bambini, ma di cui proprio i bambini vengono giorno dopo giorno espropriati, per effetto di questa mondo senza scrupoli, in cui conta la vittoria ad ogni costo, che trasforma ogni avversario in nemico e ogni sconfitta in tragedia, che non tollera i successi altrui e induce a ricorrere ai sotterfugi, alla violenza, alle scorrettezze per perseguire il successo ad ogni costo.

Tutto ha funzionato a meraviglia. L’organizzazione di Sogno Cavese ha dato un’altra grande prova di sé.

Qualcuno potrebbe dire, anche a ragion veduta: “Stavolta avete fatto davvero il massimo”.

Ma il nostro destino è essere perennemente insoddisfatti. Quindi siamo già proiettati alla prossima edizione e ai traguardi ulteriori da raggiungere: si può migliorare, per esempio, l’aspetto dei Rifiuti Zero che ancora non è pienamente soddisfacente; si dovrà per forza aumentare il numero dei partecipanti, perché non potremo certamente respingere tante richieste di partecipazione; dovremo aumentare la partecipazione femminile, perché l’integrazione tra i generi è un orientamento imprescindibile di tutte le attività educative moderne.

Perciò rassegniamoci tutti: siamo condannati a doverci superare ancora!

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