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Giovedì, 29 Marzo 2018 14:38

Quando Gli Scarpini erano Neri……..continuano a mettersi in gioco.

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Giovedì 22 marzo c.a. si è conclusa la stagione regolamentare del Torneo “Quando gli Scarpini erano Neri”, giunta alla sua 5^ Edizione.

La gara che ha chiuso la contesa per il primato è stata vinta dagli “Amici di Passiano”, che superando la “Domenica Sprint” con risultato largo, si è anche aggiudicato lo scudetto tricolore, affermandosi meritatamente vincitrice del campionato.

A onor del vero, la classifica finale indica in testa due squadre appaiate, Amici di Passiano insieme a “La Fenice”, ma negli scontri diretti gli Amici di Passiano hanno avuto la meglio con un pareggio nel girone di andata e una vittoria di misura nel girone di ritorno.

Ed è stata proprio questo scontro diretto a racchiudere l’espressione dell’intero campionato. Una partita davvero bella e avvincente, a cui ho avuto il piacere personale di assistere, gustando il sapore antico delle vecchie battaglie, quelle d’altri tempi.

Una gara così palpitante fino all’ultimo minuto, anzi direi proprio all’ultimo secondo, a cui era da tempo che non mi capitava di emozionarmi.

Nell’occasione Gli Amici di Passiano hanno giocato in salita per tutta la durata del match, sempre a rincorrere il risultato. Di contro La Fenice sembrava dominare gli avversari, controllando bene gli avversari in ogni zona del campo, dietro la regia di Claudio Siani, difensore tenace che dalle retrovie sa ben leggere la partita, dettando la tattica migliore per imbrigliare le trame degli “Amici”. Ma non sono bastate la grinta di Dario Ferrara, la tecnica di Davide e Daniele Senatore, la corsa di Mario Rispoli e la lucidità sotto porta dell’attaccante Maurizio Alfieri. Senza dimenticare il supporto tecnico e morale di Gabriele Adinolfi.

Gli Amici di Passiano hanno una marcia in più. La marcia in più si chiama Francesco Lamberti, che alla bravura tecnica abbina quella determinazione che trascina l’intera squadra, come si suol dire, gettando il cuore oltre l’ostacolo. Per lui la parola soccombere non esiste.

Mancano due minuti alla fine della gara e La Fenice passa in vantaggio per l’ennesima volta, dopo il precedente pareggio degli Amici di Passiano.

Sembra fatta per i ragazzi di Alfonso Ferrara, vero riferimento de La Fenice.

Passa un minuto ed è subito pareggio.

A quel punto tutti eravamo convinti che fosse finita, con un pareggio giusto che rispecchiava perfettamente l’impegno profuso da entrambe le squadre.

L’ottimo arbitro Sig. Pagano sta per fischiare, ma Francesco Lamberti ci crede ancora e scocca dalla distanza il tiro che risolve al fotofinish la partita e il campionato.

Così Gli Amici di Passiano possono raccogliere il frutto di quanto seminato fin dalle prime partite di ottobre, quando sono subito emerse le caratteristiche di una squadra ben organizzata da Carmine Sorrentino, sia fuori dal campo che sul terreno di gioco, con la classe di Giovanni Ventre, di Antonio Marrafino e di Silvio Pisapia, oltre che di Francesco naturalmente, coadiuvata dagli instancabili portatori d’acqua, come Gerardo Rega alias Jerry e Antonio Abatemarco. In porta poi l’ottimo Carmine Adinolfi è stato un vero baluardo impenetrabile.

Vittoria meritata dei vincitori, ma onore al merito per i vinti. I ragazzi della Fenice hanno ben figurato e possono uscire dal campo a testa alta.

Possono uscire a testa alta anche e soprattutto per il messaggio sociale che questa squadra esprime in ogni partita, oltre il gioco del calcio, non rinunciando mai alle presenze indispensabili e imprescindibili di Vincenzo, Ciro, Nunzio, Adriana (unica donna del torneo), Gaetano e Carmine. Senza di loro la Fenice non esisterebbe, sono loro l’anima e i veri protagonisti della loro squadra.

Perdere così il campionato, all’ultimo secondo, brucia tantissimo e qualche mugugno non è mancato, ma è giusto un attimo e ci sta tutto.

La correttezza e l’agonismo hanno trovato l’equilibrio giusto, in questa gara come per tutto il campionato.

Ed è da questi valori che vorrei esprimere le mie considerazioni generali di questa bellissima edizione.

Senza dubbio il torneo Scarpini è una delle più impegnative tra le inziative messe in opera dall'Associazione Sogno Cavese, a cui dedichiamo tempo e tanta passione.
Profondiamo il massimo impegno cercando di offrire ai partecipanti un’organizzazione efficiente e servizi di buon livello, dai campi di gioco, alle infrastrutture, al settore arbitrale, alla commissione disciplinare, e per finire al supporto digitale, con siti dedicati dove vengono pubblicati in tempo reale risultati e classifiche, ma anche foto che immortalano le fasi più significative dei protagonisti.

Cerchiamo di non trascurare nulla, come nello stile che caratterizza l'Associazione, sempre attenta ai bisogni dei partecipanti e ad ascoltare i loro suggerimenti.
Tuttavia il Torneo Scarpini, almeno nella nostra intenzione, vuole andare oltre, con obiettivi ancor più sfidanti, al di là delle nostre stesse capacità.

In questi 5 anni non abbiamo mai smesso di credere nel coinvolgimento diretto dei protagonisti, costantemente chiamati in causa, per condividere con l'organizzazione gli aspetti logistici, orari, regolamento e persino la formula delicata degli arbitraggi. Oltre alle persone interne all’Associazione, anche quest’anno sono stati coinvolti gli atleti delle squadre, resisi disponibili a mettersi in gioco col fischietto, vivendo un'esperienza dall'altra parte della barricata.
Non è stato facile, ma i segnali positivi non sono mancati. La conferma di Sebastiano Boccitto rappresenta un risultato che ci dà coraggio e fiducia per la strada intrapresa.

La ciliegina sulla torta è stata posta, dulcis in fundo, proprio nella parte finale del campionato, da Matteo Buonfiglio, resosi disponibile agli arbitraggi infrasettimanali, aggiungendo competenza tecnica indiscutibile e soprattutto l’amicizia delle sue radici cappucciniane, comuni a molti di noi. A Matteo va la nostra stima per aver avuto il coraggio di avvicinarsi con curiosità alla nostra realtà, conosciuta solo attraverso le parole dell’amico Massimino Apicella. Sarei molto felice se questo sodalizio continuasse.

Senza alcuna forzatura, nè pretesa, anzi lasciando spazio alla spontaneità e alla fantasia, abbiamo creato un clima in cui i calciatori e i partecipanti a vario titolo avessero l'opportunità di poter esprimere la loro proattività, vivere e sentirsi parte integrante dell'organizzazione stessa del "loro" torneo, compiendo un piccolo passo per responsabilizzarsi alla correttezza, alla lealtà e al rispetto per i compagni e per gli avversari.
In questo clima di condivisione, il nostro campionato degli "Scarpini" sta assumendo sempre più le connotazioni di un campionato "tranquillo", dove giovani e over 40 possono divertirsi insieme, coniugando il desiderio legittimo di giocare una partitella di calcio, tra amici, senza rinunciare a quella sana carica agonistica che ci consente di stringerci la mano a fine gara o agli sfottò sotto le docce, anche se fino a qualche minuto prima non sono stati lesinati calcetti e parole, senza oltrepassare i limiti consentiti.

Tutto questo bel patrimonio vogliamo portarlo avanti, se possibile implementarlo e migliorarlo.

Dipende molto dalla volontà dei partecipanti medesimi. Noi ce la stiamo mettendo tutta, ma il resto spetta a loro. Il loro potenziale contributo organizzativo è auspicabile, ma non è indispensabile, nè lo pretendiamo.

Ciò che pretendiamo è il loro impegno a partecipare, quello sì non può e non deve mancare. Quest’anno abbiamo avuto troppe partite rinviate o saltate all'ultimo momento, a causa di una pessima organizzazione interna alle squadre e a una condizione eccessivamente permissiva concessa ai referenti.

Tutto ciò ha causato disagi notevoli a chi tutti i giorni della settimana sta lì sul pezzo a mettere insieme i vari tasselli del puzzle, ovvero squadre, referenti, arbitri e gestore del campo. Non è facile e non si può mandare in fumo tutto questo immane lavoro a pochi minuti dalla partita.

Per l’anno prossimo correremo ai ripari e apporteremo i dovuti correttivi.

Il nostro impegno profuso, e il nostro non è affatto a scopo di lucro, non può prescindere dalla serietà delle persone.

Ora godiamoci questa pausa Pasquale, ma subito dopo vogliamo continuare a divertirci tutti insieme con la fase post-campionato della Coppa Cappuccini, altro storico trofeo molto ambito dagli atleti.

Si giocherà finalmente in un periodo dove la mitezza del clima favorirà l’afflusso serale di molti spettatori, che speriamo possano divertirsi assistendo alle imprese dei loro amici e parenti sul rettangolo di gioco.

Appuntamento dunque a dopo Pasqua.

Ed è proprio con gli auguri di Buona Pasqua che l’Associazione Sogno Cavese desidera salutare e abbracciare tutti coloro che hanno reso possibile questa 5^ Edizione degli Scarpini, dai giocatori, referenti, arbitri, organizzatori, al cronista unico e onnipresente Benito Vaccaro (oramai specialista dal dischetto……..senza portiere tra i pali !!!), ai gestori del campo, e a tutti i soci di Sogno Cavese, che anche solo col cuore hanno sostenuto e supportato l’idea di questo campionato.

 

Paolo Polacco

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