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Il Calcio è della Gente! slogan dell'Associazione Sogno Cavese - Admin

Fervidi sostenitori di questa massima siamo consapevoli che non può essere la “verità”, sempre e comunque.

 tifosi del Verona a Bologna cantano durante il minuto di silenzio

Avrete senz’altro notato durante l’ultimo fine settimana le polemiche scatenatesi alla reazione di molti stadi all’ipocrita minuto di silenzio decretato per l’ennesima tragedia di Lampedusa. Come se fermarsi per un minuto pulisca le coscienze di ognuno di noi per un continuo morire che va avanti da decenni. L’Italia, l’Europa, chi ha più colpe chi ne ha meno ma tutti che al passar dell’indignazione tornano beatamente alle loro vite come se nulla fosse accaduto. In questo il calcio, è vero, è lo specchio dell’ognuno pensi a se stesso.

 

Lunedì, 30 Settembre 2013 19:23

Festa del calcio per il Derthona

Il 27 - 28 settembre si è tenuta a Tortona presso la via Convento dei Cappuccini la FESTA DEL CALCIO, una due giorni di iniziative organizzata dal trust NOI SIAMO IL DERTHONA. Anche noi di Sogno Cavese siamo stati presenti.

 Due associati di Sc alla festa del calcio a Tortona

Prima, però, di raccontarvi la nostra esperienza, ci va di raccontarvi la storia recente di questa realtà piemontese, già descritta alcuni mesi fa in occasione della nostra prima visita in quel di Tortona. Una storia che è molto simile alla nostra.

 

Domenica, 29 Settembre 2013 15:21

Curva Nord: grido di libertà!

Il gruppo Curva Nord Cosenza Ultras, dopo la decisione presa a gennaio 2011 di lasciare vuote le gradinate del San Vito e di non seguire più la squadra fuori casa in segno di protesta contro la Tessera del tifoso e l’inasprimento delle leggi speciali imposte dal Ministro Maroni e dal Governo Berlusconi in tema di manifesta zioni sportive, ha scelto di allontanarsi in modo definitivo dal calcio moderno e da tutti i suoi scandali.
Dopo un’attenta riflessione sul messaggio che da più parti è stato fatto passare per valido e secondo il quale il problema reale da risolvere a tutti costi è rappresentato dagli ultras, si è deciso di ripopolare i campi sportivi delle categorie dilettantistiche. Intendiamo lanciare un segnale di rottura, ma al contempo continuare ad esprimere il nostro modo di essere.

Sabato, 28 Settembre 2013 17:57

Incontro Supporters Trusts - Lega Pro

il logo dell'incontro di Roma del 7 ottobre 2013

Supporters in Campo e Lega Pro organizzano un convegno dal titolo “Supporters’ Trusts, Lega Pro: occasione per un nuovo rapporto tra Club e tifosi. Anche in Italia da oggi si può: per un progetto di gestione del calcio moderno” che si terrà il 7 ottobre 2013 a Roma.

Il programma prevede i saluti da parte delle autorità istituzionali, seguiti da una tavola rotonda di discussione e confronto tra Club e tifosi e incontri dedicati alla discussione tra singoli Club e le proprie tifoserie. Ci preme sottolineare l’importanza e l’assoluta novità della seconda parte dell’incontro. Verranno infatti creati dei gruppi di lavoro tra i singoli Club e le singole tifoserie che si riuniranno in stanze di lavoro dedicate, in cui si potranno confrontare su idee, progetti e iniziative di coinvolgimento dei tifosi in società. Al termine dei singoli incontri vi sarà quindi una sessione plenaria durante la quale verranno esposti i risultati e gli impegni formali assunti.

Domenica, 22 Settembre 2013 21:50

Finchè morte non ci separi

Si è giocata con il lutto al braccio la partita Lecce - Catanzaro, valida per la prima divisione Lega Pro - Giorne B.

Non c'era nessun personaggio famoso da onorare, ma la storia di un uomo "comune" e della passione per la sua squadra.

Carlo La Forza, 38 anni, era nato e cresciuto a Napoli, ma le prodezze di Massimo Palanca avevano fatto entrare il Catanzaro nel suo cuore, e nulla l'aveva scansato, neanche la follia collettiva che aveva invaso la città partenopea all'arrivo di un "certo" Maradona.

Palanca in azione

Laureato in ingegneria sarà Milano ad accogliere lavorativamente Carlo e non sarà la distanza a smorzare la sua passione. Gli amici, incontrati nelle trasferte più vicine, ma anche in quelle più lontane e faticose, ricordano la speranza di portare quanto prima suo figlio, il piccolo Francesco di tre anni, con sè allo stadio, a tifare per i suoi stessi colori, da tramandare come il patrimonio genetico o il taglio degli occhi.

 

Giovedì, 19 Settembre 2013 22:01

C'è del marcio in Danimarca

C'è del marcio in Danimarca

Chiamateci pure folli ma i fatti e le cronache ci dicono che oggi, nel calcio, è tutta una gran presa per........e si lo scriviamo, presa per il “culo”. Quali altre angherie dovete subire per dire basta? C'è del marcio.....tanto tanto marcio.

E' di poche ore fa la notizia dell'arresto di 14 persone a Singapore, accusate di essere membri di un'organizzazione che truccava partite di calcio in tutto il mondo. Tra i fermati, udite udite, ci sarebbe anche tale Tan Seet Eng, ricercato anche in Italia nell'ambito dell'inchiesta di Cremona.

i soldi sporchi delle combine del calcio

Se qualcuno di voi ha letto il libro “Football Clan” ha senz'altro capito chi è il personaggio citato. Diciamo che trai fermati ci sarebbe, e ci andiamo con i piedi di piombo, poiché non è la prima volta che si annuncia questo eccellente arresto. Perchè “Dan”, è così che è soprannominato Tan Seet Eng, è un personaggio tanto pericoloso quanto misterioso e nessuno pare sappia come sia fatto.

 

Martedì, 17 Settembre 2013 17:41

Afro Napoli United

SQUADRA DI NEGRI, CURVA DI EBREI...era il 29 aprile 2001 quando un gruppo di mentecatti espose questo vergognoso striscione che non offendeva soltanto i loro acerrimi rivali, bensì l'intero genere umano.

La squadra formata da immigrati che parteciperà al prossimo campionato di terza categoria

Un po' di anni sono passati ma la situazione pare non sia molto cambiata. Chissà cosa avranno pensato o penseranno gli autori di questo ignobile striscione alla notizia della nascita a Napoli di una squadra formata totalmente da negri...come li chiamano loro...
Si chiama AFRO NAPOLI UNITED ed è nata nell'ottobre 2009 per dare, come raccontano gli ideatori del progetto, un calcio al razzismo. Inizialmente formata da soli giocatori africani insieme a qualche africano d'Italia, come spesso vengono denominati i partenopei dai propri connazionali, oggi vanta anche rappresentanti dal Sudamerica e dall'est Europa.

Quest'anno, dopo mille peripezie, finalmente riusciranno a partecipare al campionato di 3^ categoria. Non sarà impresa facile visti i problemi burocratici e i particolarismi che questa realtà può generare. Il nostro augurio è che questa squadra dia non solo un calcio al razzismo, ma anche alla pachidermica lentezza della burocrazia, perché quando c'è di mezzo un pallone e il puro divertimento non c'è colore, nè permesso di soggiorno che tenga...

IL CALCIO E' DELLA GENTE!!!

Quando è partita l'avventura de Il Calcio è della Gente! abbiamo pensato a lui e non è stato difficile decidere che fosse la nostra icona. Un'immagine che vale più di mille parole: il Super Santos.

Raccontato in questo splendido articolo di Paolo Russo pubblicato da www.canalenapoli.it e che vi invitiamo a leggere tutto d'un fiato.

 il super santos un'icona del nostro calcio

Prendi un piede di porco, vai nel parcheggio più vicino e apri dieci cofani di dieci macchine a caso. In almeno sei troverai un Super Santos. Le restanti quattro o appartengono a una persona anziana senza nipoti, o a una donna senza figli e poco socievole o a qualcuno che lo sta usando. C’è poco da fare, non c’è età, sesso, origine, fede sportiva o politica, religione o ceto sociale che tenga: quando c’è di mezzo un Super Santos siamo tutti amici.

Sfido chiunque a dire di non averci mai giocato, di non aver mai fatto una colletta per comprarlo, di non aver mai litigato con la madre perché ci giocava in casa, di non aver chiesto “Chi port’ ‘o pallon’?” prima di organizzare una gita, di andare a mare o anche semplicemente prima di andare sotto scuola quando già sapevi che c’era sciopero. Compagno fedele di ogni pasquetta, fratello inseparabile in ogni filone, eroico salvatore di giornate di nullafacenza, il Super Santos ha accompagnato la nostra crescita come la voce di Cristina D’Avena e anche dopo essere – almeno anagraficamente – cresciuti, è sempre lì pronto, come un vecchio amico, a spuntare dal bagagliaio nel momento del bisogno per un “sette si schiaccia” o una classica scapoli ammogliati al’ultimo sangue.

Sono molti i palloni con cui si gioca in strada e tanti hanno cercato di copiare la mitica sfera arancione, ma se per decenni è rimasto il pallone più amato e usato da chiunque, ci sarà un motivo. Noi ne abbiamo trovati 10 e ve li elenchiamo qui:

Continua a leggere: http://www.canalenapoli.it/news/i-10-motivi-per-cui-il-super-santos-e-il-miglior-pallone-della-mondo-88383

 

 

Sabato, 14 Settembre 2013 00:47

Eutanasia di una passione

Il “colore granata” del Nardò da queste parti non è il più simpatico, ma oggi è difficile non essere molto vicini ai neretini. Nonostante il granata e nonostante quella grande manovra del 2002 nello spareggio Cavese Nardò play-out di C2 (un vecchio e brutto ricordo), episodio che non salvò nessuna delle due formazioni dalla retrocessione in D. Un illecito sportivo, o presunto tale, che servì a lasciare una casellina vuota  tra i professionisti e che fu “gentilmente” donata alla Florentia. Ma quante beghe che ci regala questo pallone sgonfio.

 La conferenza stampa dei tifosi del Nardò

Non riusciamo più a contarle le società che iniziano il tortuoso procedimento del fallimento, non riusciamo più a prendere nota di tutte queste tifoserie che si trovano in una condizione disarmante. Quella di Nardò, però, va raccontata bene.

La storia a monte del fallimento è più o meno la solita. I soldi scarseggiano, società che non riescono a mantenere gli impegni presi, la politica che entra in gioco e manovra senza averne diritto prendendo in giro un’intera città, calciatori che non vengono pagati ma che sono costretti al continuo ricatto perché c’è da portare il tozzo di pane a casa e una tifoseria che si danna l’anima e raccoglie soldi per garantire un minimo di speranza.

Scene che si ripetono in un sequel di un film che va in scena in tante “sale” della nostra penisola e alla cui proiezione assistono migliaia di tifosi, complici involontari di un sistema marcio, ormai incancrenito.

 

Lunedì, 09 Settembre 2013 19:48

La lezione di vita del "divin codino"

 Roberto Baggio a Sanremo 2013

Non bisogna credere a ciò che arriva senza sacrificio, sono solo illusioni; lo sforzo e il duro lavoro costruiscono un ponte tra i sogni e la realtà.

Cinque parole chiave: passione, gioia, coraggio, successo (non quello sul palcoscenico, campo di calcio o teatro non fa differenza, ma quello dell’impegno in qualunque cosa si faccia), sacrificio (al quale è utile allenarsi fina da giovani). Aveva la voce un po’ tremolante perché non è un oratore,. Ma ha detto cose di grande saggezza, non a caso ha rivolto la lettera anche ai suoi figli. Una lettera che ci sentiamo di sottoscrivere pienamente e che vi riproponiamo con immenso piacere. Grande Baggio. Grazie Baggio.

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