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un momento del primo seminario di Londra

Il progetto “Clubs e Supporters per una migliore governance del calcio” è ufficialmente iniziato, dando il via a due anni di scambi, collaborazione e cooperazione tra 7 stati membri dell’Unione Europea.

È un progetto di due anni, coordinato da “SD Europe” e finanziato in parte dal programma Erasmus+ dell’UE e dalla UEFA. Il progetto aiuterà la promozione dei principi relativi alla buona governace nello sport. Ciò avverrà attraverso un programma di formazione, istruzione e scambio che coinvolgerà i Club gestiti dai supporters e le Associazioni Nazionali, ricoprendo tutti i livelli del mondo calcistico con l’obiettivo di promuovere la cooperazione tra organizzazioni affini.

I partners e le organizzazioni (in corsivo) sono le seguenti:

 Il progetto affronta 3 argomenti essenziali, che sono di fondamentale importanza per tutti i partners: buona governance, sostenibilità finanziaria e coinvolgimento dei membri volontari e partecipazione democratica. Ulteriori informazioni sul sito www.sdeurope.eu

I partners affronteranno tre incontri in presenza, oltri gli eventi di apertura e di chiusura del progetto. Questi saranno integrati da una serie di scambi reciproci. Il progetto include anche una componente di ricerca valutazione, in modo da assistere all’andamento in corso della buona governance dello sport e lo sviluppo di uno strumento di formazione online, che offrirà un impatto a lungo termine, ben oltre la durata del progetto.

Tutti i partners sono stati recentemente accolti a Londra,insieme a Israfans (l’organizzazione nazionale dei gruppi di supporters e dei club in Israele) e Sandlanders (un’organizzazione africana volta all’inclusione dei supporters). L’obiettivo dell’incontro era l’inizio vero e proprio del progetto e la definizione di un piano d’azione per i mesi successivi. Gli scambi, i temi dei seminari formativi e il modo di massimizzare I risultati del progetto sono stati tra gli argomenti discussi. I partners sono stati anche felici di delineare le loro aspirazioni relativamente al progetto e tutto ciò è disponibile al canale YouTube SD Europe

I partners si rincontreranno nuovamente a Giugno, per la prima delle tre sessioni formative in presenza, ospitati da “FC United of Manchester”. In occasione di questa sessione si esamineranno questioni relative alla governante dei club gestiti dai supporters e delle Associazioni nazionali, e lo sviluppo di questi contenuti è ancora in corso. I mesi successivi vedranno anche i primi scambi fra i partners.

Per ulteriori informazioni e per sapere come partecipare ad eventi relativi al progetto nel tuo Paese, assicurati di esserti registrato per avere aggiornamenti regolari via e-mail, o contattaci.

“SD Europe” è un’Organizzazione che assiste gruppi di supporters organizzati su base democratica nel realizzare il coinvolgimento formale nei loro Club e Associazioni e nello svilupparo di Club gestiti dai tifosi. Creata nel 2007 con il supporto della “UEFA”, “SD Europe” offre consulenza ai Club sulla loro struttura proprietaria e amministrativa e  collabora con le istituzioni del calcio,Leghe, UEFA e Istituzioni Europee. Attualmente, è attiva in oltra 20 stati europei ed è responsabile dell’implementazione dei requisiti dei Responsabili delle  relazioni con i tifosi (S.L.O. – Art. 35 dei Regolamenti UEFA relativi alle Licenze e al Fair Play finanziario). Per maggiori informazioni, contattare Ben Shave(Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.">Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. / +44 7985 628 215)

 

Versione originale tratta da http://www.sdeurope.eu/

The ‘Clubs and Supporters for better Governance in Football’ project has officially begun – kicking off two years of exchange, collaboration and cooperation across seven EU member states.

It is a two-year project, coordinated by SD Europe, and co-funded by the Erasmus+ programme of the European Union and UEFA. The project will help promote EU principles on good governance in sport. It will do this through a training, education and exchange programme involving member-run football clubs and national supporters’ organisations; covering the full range of the football pyramid and aimed at promoting co-operation between like-minded organisations.

The partners and contributing organisations (in italics) are as follows:

C.A.P. Ciudad de Murcia; FASFE (Spain)

Cava United; Supporters in Campo (Italy)

Cork City FC; Irish Supporters’ Network (Republic of Ireland)

Conseil National des Supporters de Football (France)

F.C. United of Manchester (UK)

Malmö FF; Svenskafotbollssupporterunionen (Sweden)

Schalke 04; Unsere Kurve (Germany)

 

The project addresses three core topics, which are of importance to all the partners: good governance, financial sustainability, and member/volunteer engagement and democratic participation.

Partners will attend a total of three in-person sessions, plus opening and closing events. These will be supplemented by a series of one-to-one exchanges. The project will also include a research and evaluation element, in order to assist the ongoing measurement of good governance in sport; and the development of an online training resource, which will provide long-term impact beyond the lifetime of the project.

All partners recently gathered in London, along with Israfans (the national organisation for supporters’ groups and member-run clubs in Israel) and Sandlanders (an organisation working to promote supporter involvement and community ownership in Africa). The aim of the meeting was to begin the project activities in earnest, and finalise a plan of action for the coming months. Exchange visits, workshop content, and how best to maximise the results of the project were among the topics discussed. Partners were also happy to outline their ambitions for the project, the results of which are now available via the SD Europe YouTube channel:


Partners will next gather in June, for the first of three in-person training sessions, hosted by FC United of Manchester. This session will examine questions relating to the governance of member-run football clubs and national supporters’ organisations, and content development is already underway. The coming months will also see the first exchange visits take place amongst the partners.

For further information on all of this, and to find out how you can participate in project-related activities happening in your country, make sure you sign up to receive regular email updates, or get in touch directly.

ENDS

SD Europe is an organisation that assists democratic supporters’ groups in achieving formal structured involvement in their clubs and associations, and developing member ownership of football clubs. Established in 2007 with support from UEFA, SD Europe also advises clubs on their ownership and governance structure and works with football governing bodies, leagues, UEFA, and European institutions. Currently, it is active in over 20 European countries and is responsible for the implementation of the Supporter Liaison Officer requirement (Art. 35, UEFA Club Licensing and Financial Fair Play Regulations). For more information, contact Ben Shave (Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo. / )

Lunedì, 11 Aprile 2016 11:34

Continua la fuga per la vittoria

esultanza di Polacco al gol del vantaggio

Si ferma contro il coriaceo Angel Episcopio, la striscia di vittorie consecutive del Cava United; la squadra di Antonio Molisse a Cava conquista un punto prezioso in chiave playoff (la promozione diretta è a 9 punti forse troppi a quattro giornate dal termine) e riesce nell’impresa di strappare un punto alla capolista, dove prima nessuno era riuscito nell’intento di uscire indenne dal catino di San Pietro.

Il Cava United schiera quella che è la formazione titolare più frequente:

Caso in porta, Perfetto, Altobello, capitan Bisogno e Mannara in difesa, Coppola, Murolo, Polacco e Murolo a centrocampo, Senatore e Mosca in attacco. A disposizione di mister Senatore: Alessio Ascione, Danilo Ascione, Melchionda, Sica, Sammartino, Ferrara, Quadrano (per la prima volta tra i convocati dopo un lungo periodo di stop).

La partita è piacevole, merito anche degli ospiti, i quali rispondono colpo su colpo alle iniziative dei metelliani. Il Cava United si fa preferire in fase di palleggio e nel tentativo di arrivare a rete con la manovra: subito due occasioni importanti per Murolo e Coppola che sbagliano la conclusione da buona posizione. L’Angels Episcopio risponde con la concretezza e fa funzionare bene l’asse Mancuso-Giorgio, con quest’ultimo che disputa una signora gara, mettendo in difficoltà continuamente la forte difesa dello United.

E’ proprio Giorgio a sfiorare il vantaggio per gli arancioni di Molisse, ma trova un super Caso a difesa dei sette metri bianco blu. Sull’altro fronte ci prova Mosca, lanciato a rete, ma la difesa chiude l’attaccante cavese. Si va al riposo con il risultato di parità.

Nella ripresa cambia un po’ la musica, lo United cambia marcia come spesso succede e conquista metri importanti, chiudendo l’Angels Episcopio nella propria metà campo. Sugli spalti, oggi meno coinvolgenti del solito, si percepisce che il gol è nell’aria e puntuale arriva di lì a poco: Polacco batte velocemente una punizione servendo Murolo, il quale scambia con Mosca che gli restituisce la palla in area sulla destra; cross al centro di Murolo per l’incornata dello stesso Mosca che trova il miracolo di Pappacena che respinge; Polacco che aveva seguito l’azione da lui stesso avviata, colpisce di testa ribadendo in rete. Vantaggio Cava United.

A questo punto della gara la squadra di mister Senatore alza il piede dall’acceleratore e pensa a controllare la gara; l’Angels Episcopio si spinge in attacco alla ricerca del pareggio e dopo averlo sfiorato in un paio di occasioni pericolose, lo raggiunge meritatamente allo scadere con il migliore in campo Giorgio che dopo aver superato Mannara, batte l’incolpevole Caso con un forte tiro sotto la traversa.

Lo United durante il recupero ha l’occasione per vincerla ma Mosca di testa non impatta bene e la palla finisce alta.

Bene e giusto così, consapevoli che il punto guadagnato potrà servire a raggiungere il traguardo promozione, ormai distante solo sei punti.

Mancano due vittorie.

Ragazzi, la Doce ve lo chiede: regalateci la seconda categoria!   

Lunedì, 04 Aprile 2016 11:59

La vittoria ci sorride

la formazione titolare in campo a Nocera Inferiore

A Piedimonte in Nocera Inferiore, valida per la diciassettesima giornata del campionato di terza categoria girone A, si è disputata la gara tra Fidelis Agro e Cava United, terminata con la larga vittoria dei ragazzi di mister Senatore per 4-0.

Il ritorno in campo dopo la quindicinale sosta prefissata dalla FIGC per le festività pasquali, poteva nascondere delle insidie per chi, sicuro della prima posizione in graduatoria, poteva aver lasciato la testa alla sfida di alta quota con il Deportivo Doria. Così non è stato, anche se durante la prima mezzora la formazione metelliana non ha sciorinato una delle migliori prestazioni, merito anche di una buona Fidelis Agro che ha tenuto i ritmi di gioco alti, almeno nella prima parte della gara.

Qualche novità nella formazione titolare che ha visto scendere in campo il seguente undici: Ragone tra i pali, Alessio Ascione, capitan Bisogno, Altobello e Melchionda sulla linea difensiva, Coppola, Carotenuto, Polacco e Murolo sulla linea mediana, Mosca e Senatore in attacco. A disposizione di Senatore: Caso, Danilo Ascione, Mannara, Perfetto, Sammartino, Sica, Ferrara.

Questo terreno di gioco la scorsa stagione ci vide soccombere contro il forte Pro Casolla e mostrò la difficoltà di un campo molto piccolo, dove il pressing la fa da padrone e diventa difficile costruire delle valide trame di gioco. La gara di ieri ha dimostrato, qualora ce ne fosse stato ancora bisogno, che il Cava United ha ormai raggiunto una maturità di squadra tale, che anche la fase di difficoltà è affrontata con la giusta mentalità vincente.

Dopo un buon inizio con Mosca che imbecca Senatore solo in area, il quale cincischia con il pallone sprecando una buona occasione, la Fidelis Agro alza il baricentro andando a pressare addirittura in attacco la squadra di Senatore; la tattica produce buoni effetti, il Cava United ha difficoltà nel costruire azioni pericolose ma continua a far girare la palla, con gli avversari che corrono ma inevitabilmente si stancano. Ragone corre qualche grattacapo su qualche calcio piazzato, ma non deve in sostanza mai intervenire in maniera decisiva, anzi è lo United a sfiorare il vantaggio: cross al bacio di Coppola per Mosca al centro dell’area di rigore, perentorio lo stacco di testa, ma palla colpita male che finisce di poco fuori. Gol mancato.

La prima frazione va sfumando sulla falsa riga di quanto in precedenza raccontato quando i cavesi decidono di alzare il proprio pressing fin nell’area avversaria; pressing che sortisce gli effetti sperati, palla rubata, scambio veloce sulla fascia e palla in mezzo per il tap in facile facile per il ritrovato bomber Mosca, che sblocca il match e manda i suoi al riposo con il prezioso vantaggio.

Il gol di Mosca galvanizza il Cava United che scende in campo per la ripresa da prima della classe, complice anche l’inevitabile calo fisico della Fidelis Agro. I metelliani stringono d’assedio i locali alla ricerca del gol che metterebbe al sicuro la vittoria, e per un quarto d’ora sfiorano in diverse occasioni il raddoppio; raddoppio che arriva sugli sviluppi di un calcio piazzato dall’out destro ad opera di Murolo, che imbecca Altobello nel suo habitat naturale, la mischia in area di rigore, il quale si aggiusta il pallone e lo scarica con violenza verso la porta avversaria: un difensore tenta in tutti i modi di bloccare la traiettoria vincente, ma non può che rallentarne solo la corsa, con il pallone che inevitabilmente termina in rete. Esplode Altobello, sa che ha realizzato un gol importante e corre a festeggiare sotto la Doce, e corre verso papà Antonio abbracciandolo virtualmente attraverso le maledette inferriate. Ci emozioniamo un po’ tutti.

La partita si chiude in pratica qui, giacché l’estremo difensore locale, colto da un momento di follia, prima inveisce e poi aggredisce il direttore di gara, finendo anzitempo la propria partita e lasciando i compagni di squadra con un uomo in meno e sotto di due gol.

C’è il tempo per la consueta girandola di sostituzioni e gli altri due gol di giornata. La terza marcatura arriva dopo una splendida azione personale di Coppola, di nuovo capace di saltare l’uomo come solo lui sa fare, il quale dalla linea di fondo serve un rigore in movimento a Generoso Murolo che non sbaglia, riscattando con un gran secondo tempo una prima parte di gara sottotono. Chiude i giochi capitan Bisogno, cui abbiamo già dedicato un momento di riflessione per il suo primo gol con la maglia dello United, celebrandone anche le doti di ottimo capitano.

Sabato 9 aprile alle ore 15:30 a San Pietro arriva l’Angels Episcopio per un’altra sfida di vertice da giocare tra le mura amiche.

Sosteniamoli fino alla fine, nulla è ancora compiuto.

una foto di Johan Cruyff

di maurizio paolillo

 

Se n’è andato.

È tornato tra le stelle da dove era venuto, improvvisamente e miracolosamente, all’inizio degli anni settanta.

Anni turbolenti, anni in cui tutto stava cambiando, e tutti si sentivano protagonisti di quel cambiamento. E qualcuno lo era davvero…

Anche nel calcio tutto stava cambiando. E ciò che accadeva nel mondo del pallone prendeva spunto e si riverberava nel mondo del costume, nel modo di pensare, di apparire e di essere.

Il turbine del cambiamento sembrava penetrare ovunque e, nel calcio, era colorato di arancione. Era il colore delle maglie della squadra che incarnò, nei primi anni ’70, il cosiddetto “calcio totale”, che fece comprendere, a chi ebbe la fortuna di vederla, che il calcio fosse il gioco più bello del mondo e lo spettacolo più appassionante ed avvincente che possa esistere.

E al centro di quel turbine c’era un numero 14.

Non il 9 o il 10, i numeri portati dai grandi miti degli stadi. Il 14 è un numero fuori dalle righe, fuori da tutti gli schemi e le convenzioni.

Identificava un personaggio che è stato per tutti un gigante nella storia del calcio. Ma per me, e per tanti ragazzi degli anni settanta, Johan Cruijff è stato letteralmente una leggenda.

Era dotato di classe immensa, corredata da innato carisma. Elegantissimo e potente insieme, ambidestro assoluto, lo si può ricordare per il suo caratteristico modo di calciare d’esterno, per il modo di stare in campo sempre a testa alta, per i suoi micidiali affondo palla al piede che, in venti metri, riuscivano a fare secca l’intera squadra avversaria. Ma fu soprattutto un sensazionale “uomo-squadra”. Ci sono stati altri leader autorevoli come lui, altri cosiddetti “allenatori in campo”, che facevano girare la squadra intorno a sé, dettandone i tempi. Lui era tutto questo, era l’uomo che con gesti e parole disponeva i compagni in campo, dettava le modalità del movimento collettivo, del caos organizzato che rappresentava il marchio di fabbrica della nuova scuola olandese; ma fu anche un grande realizzatore, un idolo e un trascinatore per il pubblico; un grande calciatore, ma anche un allenatore innovativo e carismatico e un manager efficace ed efficiente.

3 volte "Pallone d'oro", segnò 402 gol in 716 partite da professionista.

Prima fece dell’Ajax di Amsterdam una squadra dominatrice e quasi imbattibile: dal ’69 al ’73, disputò 4 finali di Coppa dei Campioni, vincendone 3.

Al Barcellona, continuò a mietere successi da giocatore e soprattutto da allenatore (in 8 anni sulla panchina, 4 campionati consecutivi, una Coppa nazionale, una Coppa delle Coppe e la prima Coppa dei Campioni), ma soprattutto gettò le basi per fare del club catalano (e, per certi versi, della nazionale spagnola) la fantastica compagine che è divenuta negli anni recenti.

Nella sua Nazionale giocò 48 gare segnando 33 reti. Ne fu sempre il leader incontrastato, ma, ai Mondiali di Germania del ‘74, giunse col piglio del “Condottiero Indomito” alla conquista del Mondo.

Gli Orange conquistarono, cammin facendo, il ruolo di protagonisti assoluti di quell’edizione della Coppa del Mondo, con una squadra che appariva ai comuni mortali come un manipolo di superman, grandi atleti e ottimi calciatori, con alcuni campioni assoluti, Ruud Krol e Johan Neeskens su tutti, guidati, in campo e fuori, dal Divino Comandante Cruijff.

Quella era un’epoca in cui i sistemi di gioco erano pochi e chiaramente definiti: c’era il calcio del Nord Europa, il “calcio atletico”, basato su muscoli, corsa, aggressività e possesso palla; c’era il modulo all’italiana, tutto difesa e contropiede; c’era il modulo sudamericano, più propriamente brasiliano, tutto tecnica ed estro, poca tattica e attenzione alla difesa pressoché nulla.

Con gli olandesi cambiava tutto. Tutto era trasformato in un grande magma tattico, in cui il concetto di ruolo perdeva di definizione: i difensori a turno impostavano il gioco e si proiettavano dentro l’area, il centravanti giostrava per tutto il campo fin dentro la propria area di rigore a iniziare l’azione, le punte laterali svariavano su tutto il fronte offensivo e arretravano a prendere palla e favorire gli inserimenti, i centrocampisti erano spesso i finalizzatori principali. Il concetto stesso di difesa era così stravolto da lasciare addirittura esterrefatti: in condizione di non possesso, arretravano tutti dietro la linea del pallone e, improvvisamente e senza un apparente motivo, si lanciavano in stuolo (4, 5, anche 8 giocatori) sul portatore di palla; un pressing parossistico che, in genere, consentiva il recupero e la ripartenza, ma, altrimenti, lasciava inopinatamente l’intero attacco avversario in fuorigioco.

Un caos apparente che il Maestro Gianni Brera, definì, con uno dei suoi classici neologismi panturbiglione. E a governare il panturbiglione c’era lui, Johan Cruyff, uno degli dei dell’Olimpo del calcio, domatore di belve e direttore d’orchestra, profeta di un calcio come forma d’arte e di una vita come sfida continua.

L’Olanda fece la rivoluzione anche fuori dal campo. L'organizzazione del gruppo, i metodi di allenamento, le modalità di relazione fuori del rettangolo di gioco rispecchiavano a pieno quel clima di sconvolgimento culturale che si respirava nelle Università e nelle strade di tutt’Europa. Gli atleti vivevano in modo del tutto rilassato il loro impegno, con un approccio estremamente libero e aperto: furono i primi ad accantonare il tabù del sesso, a superare gli stereotipi dell'astinenza quale presupposto dell'efficienza fisica, tanto che portavano abitualmente, con allegria e disinvoltura, mogli e compagne in ritiro con loro.

Sarà stato forse proprio questo atteggiamento estremamente disinvolto, o forse la non semplice convivenza tra personalità troppo prorompenti, a far sì che quella meravigliosa compagine, che rappresentava un modello inarrivabile, non riuscì in pratica a vincere mai niente, a cominciare dalla finale di quei mondiali tedeschi, che gli atleti arancioni affrontarono da superfavoriti e finirono col perdere proprio contro gli immarcescibili padroni di casa, un elemento che, forse, rende ancor più simpatici e incrementa l’aura di nobiltà di quei prodi cavalieri.

Nulla, in ogni caso, poté mai intaccare l’alone di leggenda che era sorto intorno al loro Grande Condottiero, personaggio magnetico, sempre sopra le righe, stella di prima grandezza capace di restare sempre in bilico nel firmamento e non cadere mai nella polvere.

Una volta dichiarò; ≪Quando l'allenatore dà lo stop senti il cuore che batte vertiginosamente, sembra che debba scoppiarti nel petto: devi riuscire a ricondurlo al suo ritmo normale in meno di due minuti; se non ci riesci è meglio che apri una tabaccheria o tenti di diventare Presidente del Consiglio: vuol dire che hai sbagliato mestiere≫.

Lui, per fortuna, non ha mai tentato di diventare Presidente del Consiglio…

Domenica, 13 Marzo 2016 21:27

Fuga per la vittoria

esultanza dopo il match con il Deportivo Doria

Ansia e tanta attesa, arrivi al campo per sostenere la tua squadra, non c’è posto per l’auto. In fretta invento un parcheggio, è tutto pronto. I “distinti” si stanno popolando, tanti bambini, bandiere e qualche fumogeno. Onnipresente il mega striscione. Pubblico delle grandi occasioni, siamo in terza categoria, la passione è la stessa, il senso di appartenenza domina. Sono le 15, le squadre scendono in campo, i ragazzi vanno sostenuti, LA DOCE diventa protagonista.

Big match al comunale di San Pietro, a far visita al Cava United è il Deportivo Doria, compagine di Angri che all’andata era riuscita a strappare un punto alla capolista in un match maschio e spigoloso. Partita molto importante in ottica classifica, una sconfitta dei metelliani rimetterebbe tutto in gioco accorciando notevolmente la distanza tra le prime della classe.

Mister Senatore deve fare a meno dello squalificato Polacco, può sorridere però per il pieno recupero di Sica e Mannara, autore di una grande prestazione già in quel di Sarno. Il modulo ormai collaudato è il 4-4-2, tra i pali grande ritorno di Ragone, line difensiva con i “fantastici” 4 con Perfetto, Altobello, Bisogno e Mannara. Novità a centrocampo, è Sica a fare coppia con Carotenuto e sulla sinistra spicca Senatore, a destra il solito Coppola. In avanti Murolo a supporto dell’unica punta Mosca.

Ultimi preparativi, saluto tra le squadre e schieramento in campo. L’incontro può avere inizio. Sin da subito si nota un campo in perfette condizioni e lo United prova a premere con decisione sull’acceleratore. Subito ci prova Mosca, servito in profondità da Coppola, il bomber dello United conta i passi e calcia dai 20 metri di prima intenzione, la mira non è precisa ed il pallone finisce alto sulla traversa. La partita diventa subito maschia e Altobello e Bisogno diventano subito protagonisti, è la loro giornata e lo si vede sin da subito quando ai primi approcci offensivi del Doria intervengono tempestivamente e con rabbia: di qui oggi non si passa. Più il tempo passa più diventa difficile trovare spunti, al 15esimo minuto già si contano almeno 10 fischi a centrocampo. E neanche a dirlo è da una di queste punizioni che nasce il goal. Ventesimo minuto, ennesimo fallo subito da Sica, Altobello batte e allarga molto bene per Coppola che dalla destra entra in area e mette in mezzo, deviazione del portiere che però trova pronto, come al solito, bomber Mosca: stop e tiro, la rete si gonfia e la DOCE esplode, 1-0. Dunque vantaggio United e match che neanche a dirlo si incattivisce. Passano pochi minuti e ancora Coppola semina panico sulla destra, ma questa volta viene falciato senza se e senza ma e la Doce si infiamma. Iniziano a volare i primi cartellini, ma tutto sommato la lealtà sportiva in campo non manca. Lo United corre un paio di pericoli e prima Ragone e poi Murolo sulla linea di porta salvano il risultato; da qui in poi  il match risulterà privo di occasioni fino alla fine del primo tempo ma la grinta e la corsa vista in campo sono assolutamente da prime della classe.

La ripresa inizia con una scaricata di vento e pioggia che non spaventa per nulla i circa 150 tifosi giunti al Comunale di San Pietro. Lo United decide di gestire il vantaggio, nessun cambio per mister Senatore ma l’atteggiamento della squadra è chiaro: non subire neanche un tiro in porta. La linea Maginot costituita dal duo Carotenuto-Sica in prima battuta e poi dai “fantastici” 4 è imperforabile e quando viene superata (una volta in tutto il match) ci pensa Ragone a calare la saracinesca. Come avete potuto ben capire, il copione del match non cambia, United aggressivo in fase passiva e Deportivo Doria che si infrange ripetutamente sul muro cavese senza mai affondare. Dopo 4 minuti di recupero di pura agonia, la DOCE può liberare la sua gioia, i tre punti sono stati portati al caldo. Onore agli avversari e grande festa. 

Da sottolineare una grande prova dell’arbitro, bravo a mantenere la calma e a gestire perfettamente ogni minima situazione spigolosa.

Tre punti fondamentali, che danno morale, grinta e soprattutto classifica. Staccato il Doria a +7, si attende il match del Don Bosco per risistemare la classifica. Grande prova di carattere, squadra arcigna e grintosa, magari non bella da vedere ma sicuramente solida ed autorevole. Ancora 6 partite, 6 finali, 6 battaglie. C’è un campionato da conquistare. Brutti e cattivi, qualcuno dice così. Brutti e cinici dicono altri. VINCENTI forse è la parola giusta. E a noi interessa vincere. VAMOS A GANAR!

Domenica, 06 Marzo 2016 21:11

Quando il gioco si fa duro…

 

esultanza di Alessandro Mosca al Viscardi

Una piovosa domenica mattina, un avversario ostico, un campo che non ci aveva mai regalato grosse soddisfazioni.

I presupposti per una vittoria dello United non erano sicuramente i migliori, ma quella andata in scena all’“Aniello Viscardi” di Lavorate è una partita che rimarrà nella storia e nella memoria dei protagonisti in campo e sugli spalti.

Non c’è molto da raccontare da un punto di vista tecnico-tattico: è stata una partita dura, combattuta in ogni centimetro di campo, ma ricca di quel pathos che forse solo i campi di periferia sanno regalare.

L’inizio del match è stato sicuramente appannaggio dei ragazzi di Mr Senatore: squadra corta, palla a terra, tanta corsa e voglia di lottare. L’asse Mannara-Melchionda sulla corsia sinistra ha dato filo da torcere alla retroguardia del Lavorate e le rare sortite avversarie hanno visto la porta di Nasta in serio pericolo in occasione di un fuorigioco non rilevato dall’arbitro (bravo il portiere in uscita a fermare l’avversario in un ‘uno contro uno’ da lasciare senza fiato). Malgrado un discreto predominio territoriale, il Cava United tuttavia non si è reso particolarmente pericoloso nella prima frazione di gioco, se non sul piattone di Alessio Ascione di un soffio sulla traversa.

Il secondo tempo è stato invece decisamente emozionante: dopo una nitida occasione da gol scaturita da un bel cross di Melchionda e non finalizzato sul secondo palo da Mosca (bravo il portiere avversario a mantenere la rete inviolata dopo il tocco sottomisura del Bomber), la partita si sblocca grazie ad un calcio di rigore procurato dallo stesso Melchionda e trasformato proprio da Mosca che si lascia perdonare l’errore commesso pochi minuti prima.

All’esultanza dei nostri ragazzi è partita una bagarre incredibile con alcuni calciatori del Lavorate particolarmente nervosi (eufemismo!) nei confronti del portierone Nasta e del centrale Altobello (a proposito, AUGURI DI BUON COMPLEANNO). Gli animi si sono decisamente accesi, con i nostri a fare da ‘pompieri’ agli atteggiamenti ‘incendiari’ degli avversari con l’arbitro che si è limitato ad una breve sospensione della partita: da questo preciso momento, il gioco del calcio ha lasciato spazio alla provocazione costante e continua.

Lo United, grazie alla caparbietà dei ragazzi e alle mosse di Mr Senatore, ha saputo mantenere il risultato e la calma con la giusta maturità, evitando di reagire a qualche decisione dubbia del direttore di gara e alle continue invettive e provocazioni ricevute.

Una prova di carattere incredibile da parte di tutta la squadra, in campo come in panchina. Una calma ed una consapevolezza dei propri mezzi degna di calciatori navigati, tanto più apprezzabile nelle giovani leve: vedere Davide Senatore lottare senza paura su tutti i palloni fino al 95esimo tra avversari tosti, fisicamente prestanti e sicuramente più esperti di lui, piuttosto che la reazione di Mannara ai calcioni presi e agli atteggiamenti intimidatori con sorrisi, strette di mano e ‘pacche sulle spalle’ non ha prezzo!

Oggi lo United non ha solo conquistato i 3 punti: oggi, questi ragazzi, ci hanno dimostrato di esser diventati Uomini!

ALE’ UNITED

Domenica, 28 Febbraio 2016 15:16

Cava United - San Vito Cava

le due squadre insieme prima della gara

L’ultimo fine settimana di febbraio vede di scena al comunale di San Pietro in Cava de’ Tirreni, per la terza giornata di ritorno del campionato di terza categoria, il derby tra il Cava United e il San Vito Cava.

La situazione di classifica parla chiaro, si tratta di un testa-coda, con la formazione di casa ala ricerca di punti preziosi per continuare la cavalcata verso la vittoria finale del campionato; una competizione che è entrata nel vivo e che vede tante squadre organizzate per giocarsela fino alla fine. Davvero un bene per l’intero movimento calcistico provinciale, dove è ormai assodato che il campionato di terza categoria non è più quello che ricordavamo qualche decennio fa, ma è un torneo dove si trovano moltissime squadre organizzate e con tanti ragazzi ben allenati.

Torniamo al derby cavese: continua il turnover di mister Pasquale Senatore, che per l’occasione perde Sammartino per un guaio muscolare, ma abbraccia con gioia il ritorno di due pedine fondamentali nel suo scacchiere tattico, quali Mannara e Mosca, fermi ai box da un bel po’ di tempo. Dall’altra parte la squadra di Marco Ronca non gode del suo momento migliore e a causa di diverse defezioni, non presenta cambi in panchina. Al fischio d’inizio l’undici titolare per i biancoblu è il seguente: Caso, Alessio Ascione, Danilo Ascione, Di Martino, Melchionda, Perfetto, Polacco, Carotenuto, Senatore, Murolo e Ferrara. A disposizione in panchina Ragone, Todisco, Lodato, Mannara, Mazzini, Mosca e Laudato.

Il primo tempo termina 4-1 grazie alle marcature di Perfetto, Senatore, Ferrara (doppietta) e Landi per il San Vito bravo a colpire su calcio piazzato.

Nella ripresa ancora a segno Senatore e gol di Polacco, oggi per la prima volta capitano che si regala il terzo gol consecutivo (bravo), e Manuel Di Martino, al suo primo gol con la maglia dello United; girandola di sostituzioni e debutto stagionale per Lodato, Mazzini e Todisco, mentre come preannunciato, ritorno della coppia Mannara-Mosca che chiudono la gara con due doppiette, con pregevole gol di paki con un gran tiro al volo.

Al termine della partita, la testa subito agli allenamenti e alla continuazione del lavoro previsto dallo staff. Da domenica prossima, infatti, inizia un periodo decisivo per il futuro della nostra squadra, a cominciare dalla difficile trasferta in casa del Lavorate del presidente Crescenzo.

Per ciò che riguarda le altre attività della cooperativa, continua il lavoro di preparazione al progetto Erasmus partito lo scorso gennaio (primo incontro a Londra il 22 marzo), con il gruppo di lavoro che sta predisponendo una presentazione ad hoc da illustrare alle istituzioni, e non solo, da coinvolgere nei prossimi due anni.

Inoltre il ringraziamento a tutti quelli che si stanno impegnando, settimana dopo settimana, con la radiocronaca diretta delle partite del Cava United: “Radio United” è ormai una realtà, con ascolti medi inaspettati e tante persone collegate live durante le partite.

Alè United   

dal dischetto Coppola

Al “Pasquale Vittoria” di Fisciano la capolista Cava United batte i padroni di casa del San Lorenzo Pizzolano e mantiene la testa della classifica, respingendo l’attacco a testa bassa delle inseguitrici.

Pomeriggio nuvoloso con temperatura tutto sommato al di sopra delle medie del periodo e gustoso pre-gara per alcuni tifosi dello United, recatisi presso la vicina “Oasi del Frassineto”, per un fugace pasto vecchia maniera. Prelibatezza di un calcio “ideale” e vissuto in maniera serena, mentre allo stadio di Fisciano il clima in campo non sarà dei migliori, ma ce ne faremo una ragione.

Mister Pasquale Senatore, dopo una settimana di lavoro intenso con il suo staff, effettua un giusto turnover (anche noi in terza categoria ce lo possiamo permettere) e dà spazio a Danilo Ascione al centro della difesa e al diciassettenne Giuseppe Sammartino, esterno di centrocampo. Forfait all’ultimo minuto per Giuseppe Lambiase, vittima di un grave incidente stradale per fortuna senza gravi conseguenze per le persone coinvolte. In campo Caso in porta, linea difensiva con Alessio Ascione, capitan Bisogno, Danilo Ascione e Nunzio Melchionda, centrocampo a partire sempre da destra con Coppola, Carotenuto, Polacco e Sammartino, in attacco la coppia Ferrara, Senatore. A disposizione di mister Senatore: Ragone, Perfetto, Altobello, Di Martino, Milite, Murolo e Laudato.

Cava United parte decisa all’attacco sin dalle prime battute, al fine di chiudere il San Lorenzo Pizzolano nella propria metà campo. E i metelliani ci riescono abbastanza bene, tant’è che dopo pochi minuti trovano già il vantaggio, grazie ad una bella azione sulla sinistra del debuttante Sammartino che una volta arrivato sul fondo, serve un delizioso assist per l’accorrente Polacco, il quale, a distanza di un anno, si ripete sullo stesso campo e batte con precisione l’estremo avversario.

Il vantaggio non placa la furia dello United che continua ad attaccare; passano neanche dieci minuti che dopo un’azione insistita in area di rigore l’attaccante Senatore viene atterrato. E’ calcio di rigore e conseguente espulsione per fallo da ultimo uomo del difensore giallorosso. Sul dischetto va Coppola che non sbaglia. 2-0 per il Cava United e maledizione dei calci di rigore “falliti” superata.

A questo punto la gara è in discesa ma, si sa, noi siamo bravi nel complicarci la vita e una disattenzione difensiva permette ai padroni di casa di accorciare le distanze e riaprire momentaneamente la gara. La partita, nel frattempo, si incattivisce e gli avanti biancoblu subiscono qualche fallo di troppo. Ne fanno le spese Senatore e Coppola che reagiscono con qualche protesta di troppo e vengono ammoniti.

Si va al riposo tra il nervosismo generale, consapevoli che mister Senatore saprà far ritrovare la calma ai suoi ragazzi.

E così sarà. Nella ripresa non c’è partita, lo United colleziona azioni pericolose una dopo l’altra e potrebbe chiudere la gara con molti gol all’attivo.

Il 3-1 è firmato proprio dall’ultimo arrivato, Sammartino, ragazzo che si è fatto ammirare durante le gare del nostro campionato amatoriale e che ha ben impressionato durante la gara di ieri. Il diciassettenne dell’Epitaffio si è regalato, oltre a un’ottima prestazione, anche un gran gol con un sinistro violento dal vertice dell’area di rigore, imparabile per il portiere di casa.

Ci pensa poi Coppola a chiuderla con la sua personale doppietta, dopo un delizioso slalom al limite dell’area di rigore con il quale supera un paio di difensori e conseguente tiro piazzato nell’angolino basso alla sinistra del portiere.

A fine gara solito momento di condivisione con la “Doce”, sempre al seguito dei suoi ragazzi e pronta al sostegno “oltre il novantesimo”.

Il prossimo turno derby “della gente” con il San Vito, che si disputerà sabato al “San Pietro”.

Domenica, 14 Febbraio 2016 18:18

Cava United vince e convince

una foto della gara di ieri con il Guido cuore di Rocca

Sole splendente in quel di Cava de’ Tirreni, a scendere in campo al Comunale di San Pietro è lo UNITED fresco campione d’inverno. Avversario di giornata è il temibilissimo Guido Cuore di Rocca, sconfitto di misura all’andata. Pubblico numerosissimo, Doce sempre presente e pronta a cantare per tutto il match, anche OLTRE IL NOVANTESIMO, come sottolinea l’ultimo coro sfornato dalla passione della torçida metelliana!

Novità per quanto riguarda la formazione titolare. Considerando le numerosissime assenze per infortunio (Mannara, Sica, Mazzini, Quadrano e Mosca), mister Senatore sorprende tutti lasciando in panchina Coppola, Ferrara e Carotenuto. Confermatissimo tra i pali Nasta, davanti a lui solita difesa a quattro con Perfetto, Altobello, Bisogno e Melchionda. Ritorna titolare Salsano a sinistra, sorpresa Alessio Ascione sulla destra. Lambiase e Polacco a dettare i tempi di gioco e Murolo a sostegno di Senatore.

Pronti, si parte? NO, le due formazioni e i tifosi sugli spalti si siedono per terra, dando voce all'iniziativa dell'Unicef per dire basta alle morti di piccoli innocenti durante la fuga dalle guerre imposte da altri nei loro paesi natii. Il Cava United è soprattutto questo e nel nostro piccolo cerchiamo di mandare anche messaggi di solidarietà: ‪#‎tuttigiùperterra.

Trascorso il minuto, il match può iniziare. Parte subito all’offensiva lo United e al minuto 5 arriva la prima occasione su calcio da fermo: dai 25 metri ci prova Melchionda, il suo sinistro però non è ben calibrato e si spegne sul fondo. Passano pochi istanti e la partita si sblocca. Grande azione orchestrata sulla catena di sinistra, Lambiase di prima serve Salsano che si porta sul fondo e la appoggia dietro per Polacco, cross di prima intenzione mal calibrato, pasticcio del portiere e palla in rete!! Vantaggio United che dunque viene subito premiato quantomeno per l’atteggiamento arrembante. Gli uomini di casa ci credono e vogliono subito chiudere il match, ci provano Lambiase e Murolo su calcio da fermo, ma in entrambe le occasioni il pallone finisce fuori. Passano pochi minuti e ancora “il professore” ed “el diez” sfiorano il raddoppio: Lambiase dai 40 metri impegna severamente il numero 1 avversario, Murolo invece spara alto dopo grande azione di Salsano sulla sinistra. Occasioni finite? Macchè. A pochi minuti dal duplice fischio è Senatore a seminare il panico sulla destra, perfetto l’assist a Polacco che dal limite si coordina e sventaglia una rasoiata che sfiora il palo. Nulla da fare, primo tempo che si chiude sull’ 1-0.

Ripresa che inizia sulle stesse note, lo United, seppur caoticamente, fa la partita ma non riesce a chiuderla, i protagonisti sono sempre gli stessi. Lambiase sugli scudi, al 50esimo ci prova ancora su calcio piazzato, ma non sembra essere giornata in fase realizzativa. Si scivola al minuto 70, Altobello prova a risolverla da solo, parte come un toro dalla propria area, arriva ai 20 metri, scambio con Ascione e tiro di sinistro che finisce di poco alto. Minuto 78, è proprio Ascione questa volta a divorarsi il gol del raddoppio calciando alto un pallone all’altezza del dischetto. Passano pochi secondi e su lancio di Nasta, Senatore viene a trovarsi a tu per tu con l’estremo difensore avversario, ma tenta un improbabile pallonetto che si rivela inoffensivo. E quando il match sta per chiudersi, sembra materializzarsi la legge più dura del calcio: minuto 90, contropiede del Guido Cuore che riesce a portare il proprio centravanti dinnanzi a Nasta. Il tiro va ampiamente a lato, sospiro di sollievo e triplice fischio. Dunque l’ultimo squillo di una gara palpitante, magari poco ordinata e tatticamente indisciplinata, ma ricca di occasioni da goal per la compagine metelliana.

Tre punti fondamentali, segnali positivi come sempre per quanto riguarda carattere e forza agonistica della squadra, un po’ di rammarico per le tante occasioni sprecate e consapevolezza di poter fare meglio dal punto di vista del gioco. Mister Senatore saprà sicuramente dire la sua e tenere alta la tensione in vista dei prossimi impegni. La capolista resiste, c’è un campionato da conquistare. Vamos!

Mercoledì, 10 Febbraio 2016 15:06

Non ci arrendiamo mai

Tifosi e giocatori del Cap Ciuda de Murcia a fine gara

Murcia, città al sud-est della Spagna, è il capoluogo della provincia di Murcia, famosa per la sua variegata produzione di frutta. La città conta 439.000 abitanti ed è la settima città più popolata della Spagna.

In relazione al calcio, a Murcia c´è una squadra storica fondata nel 1920, “Real Murcia C.F.”, oggi militante nella Seconda Divisone-B-Quarto Gruppo (la terza serie a livello nazionale), e ha 8.800 soci.

Nonostante la presenza di questo club storico, nel 1999 nasce una nuova squadra, il “C.F. Ciudad de Murcia”, su iniziativa dell´imprenditore Quique Pina (oggi proprietario del “Granada C.F.”, squadra della Prima Divisione Spagnola e agente dei giocatori per l´Udinese in Spagna).

Il “C.F. Ciudad de Murcia” giocò dal 2003 al 2007 nella Seconda Divisione spagnola, e gli ultimi due anni sfiorò la promozione in Prima Divisione, la cosiddetta Liga. È in questo momento, quando Quique Pina chiede alle istituzioni comunali di Murcia, un aiuto per la costruzione di uno stadio e una cittadella dello sport che i rapporti si inclinano: le istituzioni, invece, rifiutano questa petizione, e per ripicca Quique Pina decide di vendere il club a un imprenditore di Granada, tale Carlos Masá, che trasferisce il club nella sua città, Granada. Dunque, il club assume un altro nome, “Granada 74” (episodio molto simile successo al Wimbledon).

La delusione è molto grande per i tifosi del “Ciudad de Murcia”. Alcuni di questi tifosi parlano e convincono l´imprenditore Evedasto Lafuente a comprare un club di un´altra città, vicina a Murcia, il “EMD Lorquí”, della Terza Divisione (prima regionale e la quarta a livello nazionale); Lafuente acconsente e cambia il nome in “Club Atlético Ciudad Lorquì”. I problemi non sono finiti e il club va in dissesto finanziario molto presto e nel 2010 il “C.A. Ciudad Lorquì” scompare (storie molto simili ai vostri club in Italia).

E’ l’ennesima delusione per i tifosi, i quali a questo punto decidono di non volere più imprenditori a decidere le sorti della loro passione e nuove squadre, e sull’onda di quello che avviene in molti paesi europei con i club di azionariato popolare, non molto presenti in Spagna in quel momento (anno 2010), decidono di seguire un percorso diverso e di crescita comunitaria. I tifosi “cittadini” non si arrendono, si raccolgono in assemblee e decidono di creare un club di azionariato popolare, un club dei tifosi, della gente, dei “cittadini”, il “CAP Ciudad de Murcia”, decidendo comunque di cominciare a giocare nell´ultima divisione regionale (quarta a livello regionale e settima a livello nazionale). Era il 2011.

Attualmente, “i cittadini” dopo aver agguantato diverse promozioni, sono arrivati nella Terza Divisione (prima regionale e quarta a livello nazionale), e sono cresciuti anche come numero di soci e azionisti (800 soci e 180 azionisti), con una voce e un voto ciascuno.

Il Ciudad non è solo una squadra di calcio, fanno molte iniziative sul territorio, con progetti sociali e, sopratutto, di solidarietà. Durante le festività natalizie, ad esempio, raccolgono giocattoli per i bambini bisognosi e collaborano con diversi ONG in diverse cause.

Per quanto riguardo l’ambito sportivo, non vi è solo il calcio, anzi il club è impegnato in diverse attivitè sportive, ma anche in altre attività di tipo organizzativo seguendo la filosofía del calcio popolare: l’estate scorsa, per esempio, hanno organizzato il “II Incontro di Calcio Popolare (Murcia 2015)”, dove hanno partecipato squadre popolare di tutta la Spagna e anche alcune dall’Italia, dall’Irlanda e dall’Inghilterra. Tutto con un semplice obiettivo: condividire idee.

Il “Ciudad”, come il Cava United, parteciperà al programma “Erasmus+ “Clubs and Supporters for better governance in football”.

I tifosi del Ciudad sono molto caldi, come la tifoseria del Cava United; cantano e tifano durante tutta la partita, e come a Cava, alla fine della partita, i tifosi ringraziano i giocatori per il loro impegno, che vincano o perdano: come dicono i “cittadini”, “quando nasci, sei l`ultimo a sapere, però, quando rinasci sei il primo a sapere”.

A Cava e a Murcia, IL CALCIO È DELLA GENTE!

di Eugenio Hernández Rosas, socio Cava United F.C.

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