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Martedì, 29 Dicembre 2015 16:38

Crowfunding: un defibrillatore per Cava United

la locandina per la campagna crowfunding

Abbiamo deciso di lanciare la nostra prima campagna di crowfunding con l’intento di raccogliere dei fondi per l’acquisto di un defibrillatore (DAE) semi-automatico da donare a tutto il movimento associativo e sportivo in cui siamo coinvolti, e avviare una campagna di sensibilizzazione e formazione sul primo soccorso tra i soci.

Vai su eppela.com, registrati  e dona il tuo contributo.

 

We have decided to start our first crowdfunding campaign with the aim of collect funds for the purchase of a semi-automatic defibrillator (AED) and give it to the entire associative and sporting movement we are involved, and start an awareness and educational campaign about first aid between partners. 

English version

Tre punti sotto l’ albero per il Cava United che nell’ ultima gara dell’ anno solare batte non senza difficoltà la coriacea Fidelis Agro per 2-1 e consolida il primato in classifica generale!

il gol del 2-0 realizzato da Ferrara

Ritorna alla vittoria il Cava United di mister Senatore; dopo il pari racimolato al Novi di Angri, infatti, arrivano tre punti fondamentali contro una squadra arcigna, quella della Fidelis Agro, che non ha mai smesso di crederci e ha lottato fino al 90’, dando filo da torcere alla compagine bianco blu. Primo tempo nettamente di marca blufonçe col Cava United capace di portarsi sul 2-0 grazie alle reti di Coppola e Ferrara e di sfiorare più volte la rete con lo stesso Ferrara prima e Mosca poi. Nella ripresa, invece, gli ospiti approfittano del calo psicofisico dello United, alzano il baricentro e trovano a 5’ dalla fine la rete che riapre pericolosamente il match. Passiamo alla cronaca. Mister Senatore cambia qualche interprete ma non il modulo rispetto alla precedente uscita in quel di Angri: in porta c’ è Caso, a centrocampo Lambiase rileva il battagliero Carotenuto, mentre nel reparto offensivo il buon Ferrara rileva Senatore, autore di un grande avvio di stagione, ma appiedato dal giudice sportivo. Il Cava United , come di consueto, inizia in sordina e nei primissimi minuti concede qualcosa di troppo agli avversari che si rendono pericolosi con un traversone dalla destra, sul quale però è tempestivo l’ intervento di capitan Bisogno che libera l’ area di rigore. Col passare dei minuti il Cava United guadagna campo e chiude gli avversari nella propria metà campo. Alla prima azione pericolosa i bianco blu passano in vantaggio: Lambiase, autore di una prestazione superba quest’ oggi, accende la lampadina e con un gran lancio pesca Coppola defilato sulla sinistra; il numero 7 del Cava United controlla, si accentra e fa partire un destro poderoso che termina la sua corsa all’ incrocio dei pali. Eurogol di Coppola che trova la seconda realizzazione stagionale, dopo il gol alla prima giornata, e corre ad esultare sotto la Doçe.  Poco dopo è ancora lo scatenato Coppola a rendersi pericoloso con un tiro cross dalla sinistra, ma il portiere avversario è attento e blocca in due tempi. La reazione della Fidelis Agro è tutta nel tentativo, velleitario e senza troppe pretese del numero 9, che ci prova dalla lunghissima distanza, ma la sfera finisce docile docile tra le braccia di Caso. Lo United insiste e a metà frazione Ferrara fa le prove del gol: gran punizione del numero 10 del Cava United che colpisce però l’ incrocio dei pali a portiere battuto. La pressione esercitata dal Cava United porta i suoi frutti; infatti il 2-0 è cosa fatta al 35’ quando Ferrara si avventa come un falco su un pallone vagante in area di rigore e a tu per tu col portiere incrocia bene il sinistro mandando il pallone nell’ angolino basso. La prima frazione si chiude ancora con un’ occasione di marca bianco blu: questa volta è bomber Mosca ad andare vicino alla marcatura, ma il centravanti, servito ottimamente da Murolo, spedisce alto da buona posizione. Nella ripresa i ragazzi di mister Senatore calano vistosamente e permettono il rientro degli avversari che dopo una manciata di minuti sfiorano il gol: erroraccio in fase di disimpegno di Lambiase; palla che finisce sui piedi del centravanti della Fidelis Agro che batte a colpo sicuro, ma Caso è a dir poco miracoloso nell’ allungarsi alla sua sinistra e respingere la sfera. Il Cava United si affida alle ripartenze e su una di queste è ancora Mosca ad andare vicino al gol, ma il numero 9 blufonçe trova sulla sua strada l’ ottima risposta dell’ estremo difensore avversario che vola a deviare in angolo. A 5’ dal termine arriva l’ episodio che potrebbe cambiare l’ inzerzia del match: Mannara atterra un avversario in area di rigore; l’ arbitro non ha dubbi e concede il penalty. Dagli undici metri si presenta il numero 10 della Fidelis Agro che si fa ipnotizzare da un reattivo Caso, prestazione maiuscola la sua alla seconda da titolare quest’ anno, ma sulla ribattuta il più lesto è lo stesso calciatore in maglia gialla che ribadisce in gol e accorcia le distanze sul 2-1. I restanti minuti sono una sofferenza anche se accade poco o nulla. Finisce così, come di consueto quest’ anno dalle parti di San Pietro, con il Cava United in festa sotto la Doçe a gioire per una vittoria meritata e sofferta che chiude così l’ anno solare dei bianco blu; un anno da ricordare condito da gioie e dolori, ma comunque da emozioni forti che sono destinate a rimanere impresse nella mente di chi vive quest’ ambiente.

Martedì, 15 Dicembre 2015 22:05

La rivoluzione latente del nostro povero calcio

i presenti alla due giorni di Taranto

Il seguente articolo di Tommaso Magrini è stato pubblicato dal settimanale Pagina 99

«Andavamo in curva una volta e ci andiamo ancora. La differenza è che adesso la squadra è nostra». David Miani è vicepresidente e amministratore delegato dell’US Ancona 1905, la prima società di calcio professionistica in Italia ad avere come proprietari i suoi tifosi. Siamo nel 2010. La storica Ancona fallisce e a un gruppo di supporter viene un’idea rivoluzionaria, almeno per l’Italia: mettersi insieme e gestire direttamente la propria squadra del cuore. Nasce così “Sosteniamo l’Ancona”, un’associazione di tifosi senza scopo di lucro che inizialmente deteneva il 2% e aveva due posti nel cda del nuovo club. «Per quattro anni abbiamo lavorato fianco a fianco dei dirigenti, riportando la squadra dall’Eccellenza alla Lega Pro», spiega Miani. Lo scorso giugno la svolta. Il patron Andrea Marinelli decide di cedere la società ai tifosi. Oggi l’Us Ancona il cui presidente onorario è il sindaco Fiorello Gramillano  è una società gestita in modo sostenibile, con grande attenzione al settore giovanile e, ovviamente, alle richieste dei suoi sostenitori. «Abbiamo1100 socie decidiamo tutto insieme. Finché ci saremo noi non potrà arrivare nessuno da fuori, prendersi la società con scopi poco chiari e portarla poi al fallimento, come accade spesso nel calcio italiano». Quella dell’azionariato popolare (o più precisamente dei supporters trust)è una realtà consolidata in molti Paesi europei, se non addirittura la regola.«Il Regno Unito ha la tradizione più longeva e il maggior numero di associazioni, più di 180. Germania e Svezia sono il massimo per il coinvolgimento diretto dei tifosi nei processi decisionali dei club», spiega Ben Shave,responsabile per lo sviluppo di “Supporters Direct Europe”, un’organizzazione che assiste i tifosi decisi a formare un trust. «Aiutiamo solo le associazioni aperte, democratiche e no profit», continua Shave. «Oggi seguiamo oltre 300 trust in più di 20 Paesi europei». Nel calcio britannico il fenomeno è di portata generale. Quasi il 70% dei club nelle prime cinque categorie tra Inghilterra e Scozia ha in seno un supporters trust. Solo per fermarsi alla Premier League gli esempi più celebri sono Manchester United, Arsenal e Tottenham. Questi gruppi hanno iniettato quasi 30 milioni di euro solo attraverso le quote sociali e hanno salvato più di un club prossimo al fallimento, come accaduto con lo Swansea.

Nei primi anni Novanta in Spagna quasi tutti i club professionistici sono stati obbligati a diventare società sportive per azioni, finite in mano a moltissimi tifosi:l’esempio più celebre,il Barcellona,conta più di 170 mila soci.

E l’Italia? In ritardo, ma sta arrivando. Dal 2010 a oggi il numero dei trust è cresciuto notevolmente. «Il tifoso non può essere assimilato a un cliente: non considera la propria squadra alla stregua di un prodotto commerciale e stringe un legame destinato a durare per sempre». Così la vede Diego Riva, il presidente di “Supporters in Campo”, organizzazione impegnata da anni nella diffusione in Italia di un modello partecipativo per la proprietà e la gestione delle società sportive. «L’interesse sta crescendo, ormai rappresentiamo più di venti associazioni di tifosi»,spiega. Il ritardo, secondo Riva, non è motivato da ostacoli normativi. «Certo, in alcuni Paesi europei ci sono leggi che regolano la partecipazione dei tifosi e strumenti che facilitano l’aggregazione, ma la principale differenza è il background sociale e culturale. C’è bisogno di un modo diverso di vedere il calcio, che dovrebbe essere espressione di una città e non un modo per fare business. La vera sfida è il radicamento della società in un territorio di riferimento, aggregando le forze economiche locali e coinvolgendo direttamente i tifosi in processi democratici partecipativi. Sono loro il vero capitale dei club».

Gli esempi italiani si trovano per lo più nelle serie minori. Da Taranto a Lucca fino a Tortona, dove il trust “Noi Siamo il Derthona” è  riuscito a sottoscrivere un contratto di licenza esclusiva per l’utilizzo del marchio Derthona F.B.C. 1908, club che milita in serie D. «Tra i nostri soci ci sono tutte le tipologie di tifoso, i ragazzi che aderiscono al movimento ultras come gli anziani che vanno in tribuna da una vita», racconta Andrea Freddo. «Il nostro obiettivo è ottenere una quota di partecipazione e puntare tutto sull’identità storica, culturale e sociale della nostra squadra e della nostra città. Purtroppo in Italia prevale il sospetto verso qualsiasi forma di associazionismo tra i tifosi. C’è un po’questa mentalità da padre padrone, secondo la quale chi mette i soldi deve decidere per conto proprio». Capita allora che talvolta, trovandosi chiusa la porta, i tifosi creino una nuova squadra a propria immagine e somiglianza. È il caso di Sulmona, dove dopo dieci anni complicati tra cessioni societarie, debiti e stipendi non pagati, i tifosi rompono con lo storico club cittadino e ne fondano uno nuovo, l’Asd Ovidiana,anche a costo di ripartire dalla Terza Categoria.«Siamo quasi tutti giovanissimi e soprattutto anarchici», spiega Oreste De Deo. «Non abbiamo uno statuto vero e proprio, ma ci troviamo tutti insieme per prendere le decisioni. Siamo un club popolare in tutti i sensi». Risultato? L’Ovidiana fa più spettatori del Pro Sulmona, che però gioca in serie D.

Ma è anche il caso di Cava de’ Tirreni, dove l’associazione Sogno Cavese ha dato vita al proprio club comunitario Cava United, che milita nella Terza Categoria campana. «Oggi ciò che ci spinge ancora a seguire una squadra di calcio ed un pallone che rotola si trova al gradino più basso del calcio italiano. Ma non ci importa nulla, abbiamo la squadra che vogliamo, abbiamo la squadra a nostra immagine e somiglianza, abbiamo Cava United», racconta Maurizio Alfieri.«Abbiamo chiuso con quel calcio fatto di soldi, fallimenti e operazioni non sempre lecite. La nostra è una società senza padroni dove ognuno è importante. Abbiamo creato una cooperativa sportiva con uno statuto blindato con due categorie di soci: cooperatori e finanziatori». L’organo direttivo è formato sempre per due terzi da cooperatori e per un terzo da finanziatori. «In questo modo - prosegue Alfieri -impediamo che la maggioranza possa cambiare dall’oggi al domani e garantiamo la continuità dei valori della squadra. Visto che in Italia non c’è una legge ad hoc, noi il modello ce lo siamo inventati da soli, dal basso». Ma i supporters trust non rappresentano solo la nostalgia di un calcio romantico. «Macché, quelle sono fesserie che ci siamo messi in testa» prosegue Alfieri. «La partecipazione diretta è sinonimo di un modello organizzativo nuovo che può portare tutta una serie di benefici, anche economici, ai club e al territorio».

Ne è convinto Walter Campanile, presidente di My Roma, primo esempio di azionariato popolare nella Serie A italiana. «La partecipazione diretta dei tifosi può contribuire a una serie di servizi indotti capaci di generare introiti importanti. Nei nostri primi anni di attività in sinergia con la Roma, dopo la nascita nel 2009, abbiamo contribuito a creare delle iniziative, dalla nuova biglietteria alle audio descrizioni delle partite per i tifosi non vedenti. Abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle giovanili,le cui gare fino a qualche anno fa richiamava-no pochissime persone». My Roma detiene un pacchetto di azioni che garantisce un posto alle assemblee degli azionisti del club. «Ma all’ultima non siamo neppure andati», spiega Campanile.«È inutile perdere tempo,non ci ascoltano. Qualcuno che sta dall’a ltra parte dell’oceano ha deciso di cambiare lo stemma della nostra squadra per motivi di merchandising senza nemmeno consultarci». E così, in attesa di una legge che non c’è,i club si arrabattano tra bilanci in rosso, fallimenti e ripartenze più o meno stentate. «Chi gestisce il calcio italiano non ha compreso le enormi potenzialità sprecate», ripetono in coro i protagonisti dei trust italiani. Nel frattempo l'innovazione è partita, dal basso. Nella speranza che se ne accorgano anche ai piani alti.

Domenica, 13 Dicembre 2015 21:05

Per ogni centimetro di campo

La formazione scesa in campo ad Angri

Conquistato il primato, grazie alla gara di recupero di martedì 8 dicembre u.s. con il San Lorenzo Pizzolano, dopo soli quattro giorni Cava United è chiamata a una difficile sfida al “Pasquale Novi” di Angri.

I risultati in crescita del Deportivo Doria fanno supporre che la squadra angrese darà del filo da torcere ai ragazzi di mister Senatore. E così sarà.

La preparazione alla trasferta è, per la Doce, uno di quei giorni da ricordare. In settimana arriva la notizia dell’arrivo di Hannes, accompagnato dagli amici Mounir e Felix, mentre il presidente del Supporters Trust Paolo Polacco annuncia il venerdì sera, in riunione, che il nuovo drappo è pronto per la sua prima partita. Il pranzo alla Doce nel pre-partita ricorda molto quello della finale playoff, tra risate, abbracci, buon cibo e “Bacco” che la fa da padrone.

Al nostro arrivo al “Novi” la squadra ha da poco terminato la fase del riscaldamento e notiamo che sono in fase di svolgimento le consuete operazioni che anticipano l’entrata sul terreno di gioco delle squadre: si tratta di quei momenti decisivi in cui si cerca la giusta concentrazione. I supporters si sistemano sulla tribuna e notiamo una buona presenza anche di simpatizzanti del Deportivo Doria, i quali durante la gara si faranno sentire soprattutto nei confronti dell’inadeguata giacchetta nera.

Il Cava United, rispetto alle ultime uscite, deve fare a meno degli assenti Salsano, Coppola e del capitano Bisogno, mentre a inizio secondo tempo perde per infortunio anche Cristian Altobello. In campo il seguente undici: Ragone, Perfetto, Mannara, Carotenuto, Danilo Ascione, Altobello, Sica, Polacco, Mosca, Davide Senatore, Murolo.

La gara non offre grossi sussulti dalle parti dei rispettivi portieri, le squadre attuano un pressing asfissiante sui portatori di palla, spesso si muovono a specchio, la disputa è equilibrata e per lunghi tratti noiosa per gli spettatori. Quelli della “Doce”, invece, sono su di giri e cantano a squarciagola.

Cava United è evidentemente superiore dal punto di vista tecnico e quando riesce a giocare palla a terra, dà la sensazione che potrebbe prendere in mano la gara. Il primo tempo ci regala un’unica palla gol ed è metelliana: cross al centro per Mosca che gira a rete, il portiere respinge come meglio può, ma il pallone resta nell’area piccola con l’accorrente Murolo che deve solo spingerla in porta; il fantasista dello United colpisce male e regala il pallone al portiere avversario. Niente da fare e Doce con urlo di gioia strozzato in gola.

La prima di frazione di gioco si chiude con qualche accenno di rissa, che sarà solo il preludio a un secondo tempo condito da tante interruzioni, calcioni, mini risse e tanto agonismo. In verità un’occasione per sbloccare il risultato Cava United l’ha avuta intorno al decimo della ripresa, quando la coppia di attacco Mosca-Senatore s’invola 2 contro 1 verso la porta avversaria: Mosca riceve palla da Senatore che si libera sulla sinistra, ma anziché appoggiare per Senatore e mandare in porta il compagno di squadra, preferisce l’azione solitaria andando a sbattere contro il difensore. Una ghiotta occasione per andare in vantaggio e risultato che resta inchiodato sullo 0-0.

Dopo pochi minuti la partita assume contorni thriller. Senatore è colpito da tergo violentemente, si alza e affronta a muso duro l’avversario senza colpirlo: l’arbitro, indecente per condizione e conduzione di gara, espelle il giovane attaccante metelliano per tentata reazione.

Lungi da noi giustificare il comportamento del nostro ragazzo, preso di mira evidentemente, e lungi da noi giustificare la piega che ha preso la disputa (non siamo santi e purtroppo abbiamo recitato il nostro ruolo in queste vicende), ma una gara di alta classifica (terza contro prima della classe) merita più attenzione da chi designa le giacchette nere.

Resta poco da raccontare se non l’orgoglio di noi tifosi nel vedere i ragazzi lottare su ogni pallone, alla conquista di ogni centimetro di campo, addirittura chiudendo la gara in attacco, senza mai concedere un solo tiro in porta ai nostri avversari.

Fischio finale e solito abbraccio con la Doce, a dimostrazione del legame indissolubile tra squadra e tifosi.

Gli amici tedeschi rientrano nella serata a Roma per assistere alla gara dell’Ardita San Paolo e mentre partono, confessano che era da un bel po’ che non assistevano a questo furore agonistico.

Qualcuno dei nostri soci afferma che dobbiamo andar via da questa categoria, probabilmente è auspicabile viste le nostre caratteristiche tecniche, ma il sapore di queste battaglie lasciano sempre un bel retrogusto.

      

i ragazzi a fine gara sotto la Doce

In occasione del recupero della seconda giornata di campionato, al comunale di San Pietro va in scena Cava United vs San Lorenzo Pizzolano. Match di fondamentale importanza poiché un’eventuale vittoria permetterebbe alla compagine metelliana di volare da sola prima in classifica. Sole di Dicembre e pubblico delle grandi occasioni, bambini che in attesa dell’inizio del match giocano tra i gradoni con un Super Santos, fumoni,  tamburi e cori: se non è questo il vero calcio, allora lasciatecelo credere, noi lo intendiamo così.

Passiamo alla partita. Mister Senatore, dopo l’ultima prova convincente, decide di non toccare l’11 titolare.  Ragone tra i pali, solita confermatissima linea difensiva con Perfetto, Altobello, Bisogno ©, Mannara. Sugli esterni di centrocampo Coppola e Salsano, al centro i polmoni dello United Polacco e Carotenuto. Avanti spazio ancora per i due bomber Senatore e Mosca. Scoccano le 14.30, la Doce apre il fuoco, il campo di battaglia è pronto e si parte.

Come da copione è lo United a fare la partita, ospiti che si limitano a difendere e a tentare fortuna nelle ripartenze. Molto bene l’out di destra, con Coppola come al solito attivo e pericoloso. Prima occasione che nasce da una sua azione, perfetto il cross rasoterra in seguito ad un grande passaggio filtrante di Salsano, ma Senatore al centro tenta un improbabile tacco lasciando sfumare tutto. Molto bene anche i centrali di centrocampo Polacco e Carotenuto, abili a chiudere gli spazi e a tenere il pallino del gioco. Da sottolineare la crescita del numero 8 Polacco, che partita dopo partita sembra assimilare sempre di più gli schemi e le idee di Mister Senatore. Per carità, c’è molto ancora da migliorare ma la strada perseguita è quella giusta. Come detto in precedenza, gli ospiti si affidano ad azioni di contropiede ed in ben due occasioni, se non fosse per l’assidua presenza contornata da una grande esperienza di Alessandro Perfetto, magari staremmo parlando di un eventuale svantaggio iniziale per i padroni di casa. L’ultima scorribanda offensiva del San Lorenzo avviene al minuto 25, questa volta Perfetto non onora il suo cognome e rinvia sui piedi dell’avversario che grazia Ragone spedendo alto. Passano pochi minuti e sull’altro versante si sblocca il match. Mosca si traveste da assist-man, cross al bacio per Senatore che di rabbia (magari fosse sempre cosi) spedisce in rete: 1-0. Sul finire della prima frazione di gioco è Mosca, su pregevole assist di Mannara, ad avere la palla per chiudere il match, lo stop è perfetto, il tiro un po’ meno, si resta dunque sullo stesso punteggio.

Ripresa che appare subito in discesa, i padroni di casa vengono definitivamente fuori e gli avversari calano, fioccano le occasioni da goal ma la rete non arriva: sicuramente sarà questo uno degli aspetti su cui ci sarà da lavorare. Più di una volta si pecca di egoismo o di poco cinismo: prima Salsano spedisce alto da pochi metri con Coppola e Mosca soli al centro, pochi istanti dopo è il bomber a colpire il palo da posizione favorevole. Al 65esimo dentro Melchionda, fuori Salsano, Mannara passa a centrocampo, bisogna chiudere il match. Passano pochi minuti ed in seguito ad un tiro di Coppola respinto è Mosca a ribadire in rete: 2-0 e risultato al sicuro, o quasi. Già, perché al 75esimo il San Lorenzo Pizzolano sfiora la rete da calcio piazzato: il pallone sfiora il palo. Il match scorre lentamente e al 77esimo la partita può dirsi chiusa: dopo un batti e ribatti in area il pallone finisce in rete dopo una deviazione maldestra di un difensore ospite, 3 a 0. Nel finale spazio per Nasta (al debutto) e Murolo. Sorprendete la voglia e la convinzione nelle giocate dei due subentrati, corsa e agonismo a servizio della squadra come se si stesse sullo 0 a 0, è questo lo spirito che la Doce vuol vedere. Sono proprio gli ultimi entrati a regalare l’ennesimo squillo del match, palla in profondità dell’ “argentino” Murolo, stop a seguire perfetto di Nasta che, disturbato dall’avversario spara alto, in ogni caso tanti applausi, in particolar modo da parte di un folto gruppo di sostenitori. Ancora pochi spiccioli e si chiude una bellissima partita.

Tre punti fondamentali, United da solo in vetta per la prima volta nella sua storia (breve, ma intensa). Tante note positive per mister Senatore e finalmente tante certezze su cui lavorare. Siamo alla quarta giornata e si è già padroni del proprio destino, il campionato inizia adesso, bisogna correre come non mai, guai guardarsi alle spalle, di primaria importanza non avere più nessuno davanti, mai. Ci viene in mente un famoso proverbio: “la salita è dura, ma quando si arriva in cima, il panorama è più bello”. E’ stata dura arrivare fin qui, certo, sarà ancora più difficile mantenersi in cima. Ma caro United, ahimè, non è ancora il momento di godersi il panorama, ragion per cui il motto non cambia: VAMOS A GANAR.  

i tre marcatori di giornata

Quarta giornata di campionato. Al comunale di San Pietro va in scena Cava United vs Lavorate. Match di fondamentale importanza, sia perché l’avversario di turno è ancora imbattuto e dunque molto pericoloso, sia perché c’è molta curiosità da parte di tutti per vedere se ci sarà una reazione dopo l’ultima gara certamente opaca dei padroni di casa. Giornata di sole nella valle metelliana, ad assistere alla gara tanti tifosi di entrambe le compagini, tanti bambini e soprattutto tanta gioia.

Passiamo al match. Mister Senatore recupera quasi tutti, unici infortunati Quadrano e Danilo Ascione. Ancora cambio di modulo, si passa ad un classico 4-4-2. Confermatissimo il reparto arretrato con Ragone tra i pali, Perfetto e Mannara i terzini, Altobello e capitan Bisogno i centrali. Novità a centrocampo: sono Salsano e Coppola gli esterni, coppia mediana formata da Polacco-Carotenuto. In attacco l’intoccabile Mosca fa coppia con Senatore. Tra i fumoni si innalzano i primi cori, i tamburi dettano il ritmo, la Doce c’è e pulsa, lo United è pronto a scendere in campo: si può iniziare.

Match inizialmente molto studiato, Il Lavorate si difende praticamente in 5 cercando di sfruttare le ripartenze. A dettare il ritmo di gioco è lo United che da subito preme sull’out di destra, vista l’ottima forma di Perfetto e Coppola. Ed è proprio da un’iniziativa di quest’ultimo che al 20esimo arriva la prima occasione per la squadra di casa: cross sul secondo palo, Senatore si fa trovare libero, lo stop è perfetto, il tiro inguardabile. Primi 45 minuti molto poveri dal punto di vista dello spettacolo, partita che si gioca prevalentemente a centrocampo. Salsano prova più di una volta a spaccare per vie centrali la retroguardia avversaria, di tutta risposta, erge un muro apparentemente invalicabile. Finisce così la prima frazione di gioco, United che rientra negli spogliatoi preparandosi alla strigliata di mister Senatore.

Si riprende con le stesse formazioni, ma Mosca and co. entrano in campo con un atteggiamento diverso. Si parte subito all’attacco, prima occasione al 48esimo con Senatore che a pochi metri dalla porta si vede respingere la conclusione dal portiere avversario. Passano pochi minuti e Coppola batte un calcio di punizione magistrale: estremo difensore del Lavorate semplicemente miracoloso. Ormai il gol è nell’aria, azione da corner, batte Coppola, Mosca arriva prima di tutti e con una prepotente incornata torna a gonfiare la rete: primo centro per il bomber dello United, grande gioia per lui e tripudio generale. Sbloccata la partita, i padroni di casa iniziano a dare spettacolo: Mannara, passato a centrocampo in seguito all’ingresso di Melchionda, si rende subito utile e pennella un cross al bacio per lo stacco di Senatore, colpo di testa preciso e raddoppio. Partita dunque che prende una piega ben precisa, il Lavorate cala il ritmo tenuto nel primo tempo e non riesce a creare pensieri a Ragone. Al 70esimo spazio per Lambiase, fuori tra gli applausi bomber Mosca. Padroni di casa che continuano a spingere, macina chilometri Carotenuto che al 77esimo, dalla fascia destra, serve una palla al bacio per l’inserimento di Mannara che con un sinistro volante prova a prendere in controtempo il portiere che di tutta risposta compie l’ennesimo miracolo. Passano tre minuti e ancora dalla destra, questa volta con Perfetto, cross al bacio, ancora inserimento di Mannara che però non sbaglia, terza rete per lo United e terza rete stagionale per “Paki maravilla”, match chiuso. Nel finale c’è gioia ancora per Senatore che su assist di Lambiase fa prima sedere un avversario e poi scarica in rete. 4-0 e tanti applausi. Pochi spiccioli di gara e arriva puntuale il fischio finale.

Resoconto ampiamente positivo, mister Senatore sembra aver trovato il modulo giusto, ma, come visto nel secondo tempo, a fare la differenza devono essere voglia, determinazione e tanta pazienza abbinata allo spirito di sacrificio.

Guai a rilassarsi, Martedì c’è da recuperare la gara contro il San Lorenzo Pizzolano. Mister Senatore saprà sicuramente motivare i suoi e nonostante il poco tempo per recuperare le forze fisiche avrà dalla sua la possibilità di poter contare sull’ampia rosa messagli a disposizione. Il motto è “mai mollare”, la Doce è complice, l’imperativo è VINCERE. VAMOS UNITED.

Lunedì, 30 Novembre 2015 22:11

Quando il risultato è un dettaglio

Domenica 29 novembre a S. Pietro: S. Vito Cava – Cava United F.C. 0-2

di maurizio paolillo

le squadre insieme prima della gara di campionato

Dopo l’esordio vittorioso di domenica 15 novembre con Guido Cuore Di Rocca e il rinvio di sabato scorso per il maltempo, si torna in campo e l’appuntamento è ricco di implicazioni, significati e suggestioni.

Incontrare il S. Vito non vuol dire solamente disputare una partita di calcio. Implica il confrontarsi con una realtà, un modo di pensare, una dimensione difficilmente riscontrabili altrove e con i quali misurarsi è innanzitutto doveroso, ma anche estremamente stimolante.

S. Vito è una piccola e sicuramente marginale comunità all’interno della quale la quasi totalità degli assunti che normalmente si danno per scontati vengono ribaltati.

È una squadra di calcio, quindi è tenuta a cimentarsi con dimensioni quali la competizione, la contesa sportiva, il risultato, la vittoria. Tutte entità che perdono magicamente di significato perché, in quel contesto, vengono sopravanzate dal concetto di partecipazione, inteso come mettersi in gioco, mettersi alla prova, dimostrare, non agli altri ma essenzialmente a se stessi, che si è in grado di competere. Un gruppo all’interno del quale non solo le tradizionali gerarchie (il più bravo, il leader in campo, il goleador) ma persino i ruoli all’interno della disposizione tattica della squadra vengono superati.

Leader non è il più forte o il più carismatico ma il più tenace nel mettersi in gioco, appunto, colui che si confronta quotidianamente con i propri limiti sapendo che la vittoria si consegue ogni qual volta si scende in campo.

Per citare Marco Ronca, che è sicuramente un leader per tenacità e capacità di mettersi in discussione: «Io vinco ogni qual volta mi metto gli scarpini e scendo in campo; e continuerò a vincere finché le mie due gambe mi terranno; e quando ne avrò una sola, vuol dire che indosserò solo uno scarpino e con quello solo continuerò a tentare di calciare il pallone».

Del contenuto strettamente calcistico della giornata resta poco da dire. Lo United si afferma con un classico 2-0, con un gol per tempo: nel primo sblocca il risultato Paki Mannara e nel finale mette tutto al sicuro Michele Carotenuto. I blu tengono il pallino in mano con sicurezza per tutta la gara, con un possesso palla preponderante e senza rischiare praticamente niente.

Certo la prestazione non è stata brillantissima. Gli uomini del S. Vito hanno anche una precisa coscienza dei propri limiti (e questa è un’altra innegabile virtù) e perciò si dispongono a copertura ferrea della loro area, chiudendo in maniera asfissiante tutti gli spazi, togliendo l’ossigeno alla manovra avversaria, che risulta inevitabilmente asfittica. Tutto facile fino al limite, ma poi entrare in area diventa un gran problema. Le soluzioni più ovvie risiedono nei cross dalle fasce e nel tiro da fuori, ma oggi gli attaccanti dello United avevano le polveri un po’ bagnate e il portiere Roberto Rispoli è parso in giornata di grazia.

Ma il risultato è solo un dettaglio insignificante: S. Vito ogni volta che scende in campo, non appena i suoi “ragazzi” indossano gli scarpini e calcano i polverosi campi delle serie dilettanti.

Onore al merito degli indomiti del S. Vito Cava, al loro incrollabile spirito sportivo, al loro senso della vita.

Venerdì, 20 Novembre 2015 13:43

Squadra tosta

in primo piano paki autore del gol vittoria a Nocera

Chi avrà pensato che il cammino del Cava United sarebbe stato facile quest’anno, ha dovuto ricredersi già domenica pomeriggio alla fine della prima e difficilissima vittoria ottenuta in casa del Guido Cuore di Rocca.

Un’emozione difficile da raccontare quella provata al “Wojtyla” di Nocera Superiore, quando i nostri ragazzi hanno fatto il loro ingresso in campo. Dopo un bel po’ di mesi dall’ultima gara ufficiale ci ritrovavamo sugli spalti per sostenere la nostra squadra e, anche se un po’ arrugginito, il nostro sostegno si è materializzato in voglia di vincere per capitan Bisogno e company.

I fatti tristissimi di Parigi (purtroppo mentre scriviamo le bombe intelligenti cadono sulla Siria ed è strage di civili anche lì), il rispetto per la memoria di Guido Raspantini (era presente la sua mamma) hanno dato luogo a un minuto di raccoglimento da parte della Doce, mentre in campo l’arbitro non ha rispettato le direttive del comitato regionale.

La solita goliardia sui gradoni e la novità apprezzatissima della radiocronaca con ben settanta persone collegate live durante l’incontro, hanno sicuramente reso la domenica più viva fuori che dentro il rettangolo di gioco: in campo la partita era spigolosa e non regalava grossi sussulti almeno nel primo tempo.

La ripresa, invece, ci ha regalato sorrisi, tensione agonistica e nel finale la grande soddisfazione della vittoria. Non che sia un ingrediente obbligatorio dei nostri fine settimana, ma vincere aiuta il morale.

Il vantaggio di Coppola provoca un tumulto di passione irrefrenabile, per troppo tempo stipata dentro di noi. Il “Dinho” fa un gol incredibile, si gira verso i suoi tifosi e corre ad abbracciarli: peccato per quelle barriere che ci dividono dal ragazzo di Santa Lucia, poiché senza l’avremmo sommerso di affetto e qualcuno l’avrebbe anche baciato.

Accantonata l’esultanza per il primo gol stagionale, mentre alte si alzano le note dell’inno United “e che vuoi che sia questa categoria”, arriva la doccia fredda. Altobello e Ragone non si capiscono, ne approfitta l’attaccante di casa che si procura un calcio di rigore. Proviamo a disturbare la battuta con dei fischi, ma il rigore è perfetto ed è 1-1.

Puntualmente davanti ai nostri occhi si presentano i “fantasmi del passato”. Che non si materializzeranno.

La scorsa stagione ogni qualvolta lo United subiva una rete avversaria bisognava fare i conti con la personalità; spesso si perdeva la testa, spesso non riusciva più niente e spesso le gambe tremavano. Di conseguenza non ne usciva niente di buono.

Quest’anno non sarà così, di personalità ne abbiamo acquistata in quantità industriale e sia l’esperienza passata sia i nuovi innesti ci hanno anche dato il bollino di squadra tosta.

Uno di quelli tosti è Mannara, non Fabrizio (lui è a Torino e ci manca), ma Pasquale (sarà paki da ora in poi e lascerà il segno). Taciturno, silenzioso quanto basta insomma, in campo si trasforma. Chiama i compagni alla carica “state calmi se la vogliamo vincere”. E così sarà.

Per l’assalto finale dalla panca, intanto, entra il “professor” Lambiase e il talentuoso Senatore. La vinciamo, anche se non sarà facile, la vinciamo si vocifera sugli spalti. La Doce non molla e canta per loro.

Il gol arriva nel finale, lo segna proprio paki. I ragazzi corrono nuovamente sotto la Doce e stavolta qualcuno rischia di scavalcare la barriera.

Che goduria…tu chiamale se vuoi emozioni!  

Mercoledì, 18 Novembre 2015 13:48

Radio United

eccoli tutti insieme le voci dagli spalti del Cava United

Finalmente ci siamo, una nuova stagione agonistica per Cava United è iniziata, tutti i suoi soci e tifosi, vicini e lontani, sono pronti a sostenere questa squadra per portarla alla vittoria. Una delle novità che quest’anno accompagneranno lo United sarà la radio digitale che trasmetterà le radiocronache delle partite sulla piattaforma SPREAKER [www.spreaker.com]. Questo sito oltre a consentire in generale la condivisione e l’ascolto di tracce audio, fornisce gli strumenti per la trasmissione e l’ascolto live delle radiocronache. Sulla piattaforma è già presente il profilo Cava United Football Club a cui chiunque si può collegare con il proprio account Facebook o registrarsi direttamente. Sul profilo è possibile ascoltare qualche prova tecnica realizzata al comunale di San Pietro di Cava De’ Tirreni dai ragazzi dell’associazione Sogno Cavese e dalle conduttrici Nadia Pisapia e Gerardina Santoriello, in arte Gery e Nanà (mentre scriviamo troverete anche la radiocronaca della prima gara di campionato).

In questa novità per Cava United c’è anche una particolarità, infatti la radiocronaca sarà effettuata dagli spalti, ma soprattutto tra i tifosi e dai tifosi, in modo tale da interagire con loro durante la gara, raccontando ai radioascoltatori tutto ciò che accade dentro e fuori dal terreno di gioco.  Non mancheranno momenti in cui si chiederà a chi assiepa gli spalti , pareri e giudizi sull’andamento della partita. Per questo motivo non vi aspettate una radiocronaca rigorosamente tecnica ma una trasmissione che mira a coinvolgere tifosi, addetti ai lavori, calciatori, società e anche chi, purtroppo, è costretto a seguire da lontano, dall’Italia cosi come dall’estero, le sorti  dello United. Anzi è giusto sottolineare che questa idea nasce proprio per andare incontro alle esigenze di chi, soprattutto per motivi di lavoro, non può sostenere con la propria presenza e la propria voce i ragazzi in campo. Inoltre c’è da sottolineare che la famiglia Cava United è in continua crescita ed un servizio del genere sicuramente tornerà utile a chi, anche per pochi minuti, si vorrà collegare con il proprio smartphone e tenersi aggiornato sulle sorti della squadra. Da sottolineare che grazie alla predisposizione social della piattaforma, chi ascolta da lontano potrà scrivere commenti e chiedere informazioni direttamente nella chat attiva sulla trasmissione live.

Tanti piccoli passi per un grande Sogno....Come on United !!!

esultanza al primo gol della nuova stagione

15 Novembre 2015, ore 14.30, stadio Wojtyla di Nocera. Riparte da qui lo United. Dopo tanta attesa finalmente si riscende in campo per una partita ufficiale. L’avversario per il debutto stagionale è il “Guido cuore di Rocca”, compagine che il team di mister Senatore ha già affrontato in un’amichevole pre-campionato con il risultato finale di 1-0 (rete di Ascione da azione da calcio d’angolo). Si prevede battaglia. E battaglia sarà. Infatti dopo un incontro carico di adrenalina e poche occasioni da goal, la spunta lo United, ancora di misura, ancora segnando da azione da calcio da fermo: il match termina 2-1 con le reti per gli ospiti di Coppola e Mannara.

Passiamo alla partita. Mister Senatore deve fare a meno degli infortunati Lodato, Quadrano e Nasta, acciaccati Lambiase e Senatore siedono in panchina, mentre Mannara e Ragone stringono i denti e partono titolari. Dunque l’11 iniziale si presenta con il classico 4-3-3 visto finora: Ragone; Perfetto, Altobello, Bisogno ©, Mannara; Carotenuto, Sica, Murolo; Ferrara, Mosca, Coppola.

Si parte puntuali in campo, un minuto di “ritardo” invece per la DOCE, che giustamente decide di dedicare un minuto di silenzio in onore delle vittime della strage di sabato sera in quel di Parigi.

Match che appare sin da subito insidioso. Come da copione è lo United a tenere il pallino del gioco e, come chiede il mister, si cerca di stare il più possibile nella metà campo avversaria. Sin da subito ottimo il lavoro del reparto difensivo, attento e vigile a stroncare ogni possibile ripartenza. Lavora meno bene il centrocampo dove a regnare è la staticità. Murolo appare sin da subito spaesato e non riesce a trovare quasi mai la verticalizzazione. Ci prova quindi Sica in più di un’occasione, ma i suoi assist, seppur precisi, costringono Mosca a lottare da solo con i due centrali. Di fatti l’aiuto degli esterni, al cospetto delle loro qualità tecniche, è davvero povero e insufficiente. Si continua cosi per tutti i primi 45 minuti, lo United arriva facilmente sulla trequarti, ma puntualmente, causa mancanza di inserimenti nello spazio e scambi rapidi a puntare il fondo, non si riesce mai ad essere pericolosi. Da segnalare un’unica occasione da rete in seguito ad un’azione sulla destra: cross di Perfetto, liscio del centrale, bomber MOSCA si fa trovare pronto e calcia al volo, niente da fare. Finiscono dunque i primi 45 minuti, si va negli spogliatoio con uno scialbo 0-0.

Nella ripresa la musica non cambia, gli esterni continuano a partecipare poco alla fase offensiva ed i centrocampisti si limitano (senza alcuna sbavatura) a controllare il pallino del gioco per vie orizzontali. Dopo 10 minuti allora mister Senatore prova a dare la carica, primo cambio, fuori Ferrara e dentro Melchionda. Si passa al 4-4-2, Mannara avanza sulla linea dei centrocampisti, Carotenuto si allarga sulla destra e Coppola va a far coppia con Mosca. Al 60esimo buona opportunità per Murolo, calcio piazzato dai 25 metri sulla sua mattonella preferita, ma la sua conclusione muore delicatamente tra le braccia del portiere. E’ l’ultimo squillo del “Diez” United, sostituito pochi minuti dopo da Lambiase. La partita sembra non volersi proprio sbloccare, serve la giocata del fuoriclasse. 

Et voilà, minuto 70, lancio di Bisogno, palla che in seguito ad una deviazione si impenna, Coppola di astuzia e con tanta tecnica colpisce di prima, pallonetto magistrale e sfera che si insacca nell’angolo opposto: 0-1. La Doce esplode, Ferrara lancia un urlo di stampo Tardelliano, scongiurato l’attentato ci si rende conto che Dinho ha colpito, tutti a festeggiare una rete che sembrava potesse non arrivare mai. La partita si accende, padroni di casa che cercano disperatamente di avvicinarsi alla porta difesa da Ragone, ma la squadra di mister Senatore è compatta e riesce a chiudere bene gli spazi, la “Guido cuore di Rocca” si affida quindi ai lanci lunghi. Ed è proprio da uno di questi lanci che accade l’impensabile: palla a metà tra Altobello e Ragone, i due non si capiscono e non si accorgono dell’arrivo del centravanti avversario, che, mentre il 5 dello United si appresta a rinviare, anticipa l’intervento sul pallone e si prende una randellata, è calcio di rigore. Palla da una parte, Ragone dall’altra, è 1-1. Lo United, subito il colpo, inizia di nuovo a macinare gioco e non molla. Tutti nella metà campo avversaria e a 5 dalla fine Carotenuto guadagna con caparbietà un calcio d’angolo. Batte Coppola, palla in mezzo e stacco di Senatore, entrato da poco al posto di Sica. La sponda è perfetta e al centro dell’area piccola interviene l’ottimo Paki Mannara: esplosione di gioia, è 2-1.

Nessun pericolo nel finale, la partita finisce così, con tanta felicità e gioia per i primi tre punti stagionali. Si intravedono già dei miglioramenti per la compagine metelliana, padrone del campo per 90 minuti. Da sottolineare la caparbietà nel riprendersi i tre punti e finalmente un tabù sfatato: segnare e riprendersi la partita dopo un gol avversario (l’anno scorso nella “regular season non era mai accaduto”).

La strada è ancora lunga, ma il lavoro intrapreso è sicuramente quello giusto. Il gruppo sembra aver acquistato qualcosina in più in termini di autorevolezza e carisma, la DOCE si conferma come la perfetta colonna sonora. Gli ingredienti ci sono tutti, il rischio di un’indigestione (di pomodori?) va diminuendo.

ADELANTE UNITED.

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