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Il seguente articolo di Stefano Pagnozzi è preso dal sito istituzionale di Supporters in Campo: http://www.supporters-in-campo.org/

Buona lettura

 

In questo mese ha avuto avvio il progetto “Club e tifosi per una migliore gestione del calcio” che annovera Supporters in Campo tra i propri partners. L’iniziativa durerà due anni in cui avranno luogo scambi di esperienze, collaborazione e cooperazione con supporters di altri sette Paesi europei.

Supporters Direct Europe (SDE) (network europeo dei supporters cui Supporters in Campo è affiliato) coordinerà il progetto cofinanziato dal programma Erasmus+ dell’Unione Europea e della UEFA.

Il progetto si propone di promuovere i principi di buona gestione nello sport e si svilupperà con sessioni formative, educative e di interscambio culturale che coinvolgeranno i membri dei club di proprietà dei tifosi e le organizzazioni nazionali di riferimento, coprendo l’intera piramide del calcio attraverso la promozione dello scambio di esperienze tra realtà diverse.

Di seguito le organizzazione e club che prenderanno parte al progetto:

– C.A.P. Ciudad de Murcia; FASFE (Spagna)

– Cava United; Supporters in Campo (Italia)

– Conseil National des Supporters de Football (Francia)

– Cork City FC; Irish Supporters’ Network (Irlanda)

– FC United of Manchester; Supporters Direct (Regno Unito)

– Malmö FF; Svenskafotbollssupporterunionen (Svezia)

– Schalke 04; Unsere Kurve (Germania)

 

Il progetto sarà dedicato a tre differenti aspetti che rivestono una particolare importanza per tutte le realtà di coinvolgimento diretto dei supporters nella governance delle società di calcio: buona gestione, sostenibilità finanziaria, attività di volontariato.

Vi saranno tre incontri di programmazione tra i partners del progetto, a cui si aggiungeranno una serie di eventi, aperti al pubblico e non, e un continuo scambio di informazioni tra i partecipanti al progetto.

Il progetto comprenderà anche una fase di ricerca ed osservazione scientifica al fine di valutare gli effetti positivi e consentire lo sviluppo di risorse formative che saranno messe a disposizione online nel corso dei due anni.

Al progetto parteciperà anche un comitato consultivo composto da alcune figure accademiche e nel mondo delle istituzioni del calcio:

– Sean Hamil (Director, Birkbeck Sport Business Centre, Department of Management, Birkbeck College, University of London)

– Dr Joachim Lammert (Universität Leipzig, Sportwissenschaftliche Fakultät, FG Sportmanagement)

– Jonas Baer-Hoffmann (Head of Public Affairs, FIFPro Division Europe)

– Ivo Belet, Parlamentare europeo

Questo sarà il secondo impegno di Supporters Direct Europe con la Comunità europea dopo gli ottimi risultati del precedente progetto Migliorare la governance del calcio tramite il coinvolgimento dei supporters e la proprietà diffusa”, in cui Supporters in Campo è stato tra i protagonisti ed è stato indicato tra le migliori esperienze nel panorama europeo.

Le attività sono partite, è in fase di ultimazione la piattaforma web per la condivisione del materiale del progetto. L’agenda sarà presentata nell’incontro di presentazione previsto nel mese di marzo. A breve con il supporto di Substance, società di ricerca di Manchester, sarà elaborato un sondaggio destinato ai partecipanti per sondare le aree di interesse e le priorità di ciascun partner.

Per altre informazioni sul progetto potete inviare una mail Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. E' necessario abilitare JavaScript per vederlo.

La partita Cava United Villa

Aria gelida e vento, ottava giornata al Comunale di San Pietro, gioca lo UNITED. Avversario di turno il Villa 2015, squadra ultima in classifica con un solo punto in cascina. Squadra abbordabile sulla carta, ma il campo dirà l’opposto. Ne viene fuori infatti un match apertissimo e ricco di goal con un’ottima prova da parte del team di Fisciano. Deludente la prestazione degli uomini di casa, ma il bottino pieno finale può far sorridere la capolista.

Passiamo al match. Mister Pasquale Senatore deve fare i conti con tantissime assenze, mancano all’appello infatti Mannara, Melchionda, Salsano, Ascione A., Mazzini, Sica, Lodato, Quadrano e Ragone. Si ritorna al 4-4-2, modulo con il quale lo United si è espresso sicuramente al meglio. Tra i pali Caso, linea a quattro con Perfetto, Bisogno e Altobello, a sinistra l’unico di ruolo sarebbe Todisco ma mister Senatore decide di dare fiducia a Polacco in una posizione inedita per lui. In mediana spazio dunque a Lambiase in coppia con l’onnipresente Carotenuto, sugli esterni Coppola e Murolo a sostegno della giovane coppia Senatore-Nasta, panchina per bomber Mosca e Ferrara.

Match che appare sin da subito spigoloso, con le occasioni però che non tardano a venire. Minuto 18, è il solito Coppola a prendersi la squadra sulle spalle e ad innescare Nasta che a porta spalancata spara alto. Passano pochi minuti e Senatore, in seguito ad un’azione confusa, si ritrova il pallone sul destro ma da pochi metri tira a lato. Il tempo passa ed i padroni di casa non riescono a prendere il pallino del gioco in mano, i reparti sono troppo lontani tra loro e le ingenuità sono all’ordine del giorno. Al minuto 35, in seguito all’ennesimo fallo inutile, gli ospiti conquistano una punizione dal limite dell’area: tiro violento, la barriera si apre e Caso compie un miracolo deviando in angolo. I ragazzi di Senatore continuano ad essere disordinati e si punta esclusivamente a dar fiducia alle giocate dei singoli. Decisione che in pratica viene pagata, infatti al 40esimo è Coppola che servito al limite dell’area dribbla prima un avversario e dalla sinistra calcia ad incrociare nell’angolino, nulla da fare per il portiere ed è 1-0. Neanche il vantaggio riesce a dare sicurezza e autorevolezza allo United, da sottolineare la prova di Giordano che da solo riesce a mantenere in apprensione l’intera retroguardia metelliana. Proprio il capitano del Villa, a pochi istanti dal fischio finale della prima frazione di gioco, riesce a rubar palla a Bisogno al limite dell’area presentandosi a tu per tu con Caso, battendolo con un toco delizioso: è 1 a 1, si va negli spogliatoi.

Nella ripresa la musica non cambia, nessun cambio per lo United e ancora squadra lunga. Inoltre si gioca con un nemico in più, il vento. Lambiase non sembra in giornata, fatica a dettare i ritmi, Murolo appare spento e allora ci si affida ai più attivi Nasta, Senatore e il solito Coppola. Minuto 51, è proprio l’esterno cavese, in un palese stato di grazia, a lasciare sul posto un paio di avversari, cross velenoso da dentro l’area che trova l’intervento maldestro di un difensore del Villa, palla in rete e nuovo vantaggio United. Svolta della partita? Macchè. Passano pochi minuti e su azione da calcio d’angolo in proprio favore, Bisogno and co. si lasciano trovare impreparatissimi sul capovolgimento di fronte. Carotenuto e Polacco sbagliano i tempi di uscita ed è ancora Giordano a trafiggere un incolpevole Caso: 2-2. Dopo l’ennesimo schiaffo ecco però entrare in gioco l’orgoglio dei padroni di casa i quali si riversano con caparbietà nella metà campo avversaria. Primo cambio per lo United, dentro Mosca e fuori un impalpabile Murolo. Minuto 67, è Senatore, lanciato in azione di contropiede a bruciare sul tempo difensore e portiere avversario, tocco di giustezza e palla sotto la traversa, 3 a 2 e tutti ad esultare. Con il nuovo vantaggio arriva il secondo cambio per mister Senatore, dentro Ascione per Lambiase, Polacco torna nel suo ruolo e Altobello viene spostato a sinistra. Partita che si mette in discesa e al 75esimo è Mosca a chiuderla con gol di rapina. Nel finale spazio per Di Martino, fuori Coppola, tanti applausi per lui, Perfetto passa a centrocampo, Altobello a destra e Ascione a sinistra, stabilendo forse il record di terzini sinistri non di ruolo cambiati nell’arco di una sola partita. Match che non regala più emozioni, finisce 4-2, tra gli applausi della Doce che nel frattempo tira un sospiro di sollievo visto l’andamento della partita.

Sicuramente non una prova brillante, ma i motivi per essere felici ci sono tutti. In primis i 3 punti unitamente al carattere mostrato dalla squadra, in secondo luogo  i risultati provenienti dagli altri campi. Lo United resta in vetta e allunga, magari non gioca benissimo, ma si sa che nel calcio contano i 3 punti. L’obiettivo resta immutato, brutti e vincenti, VAMOS A GANAR.

Giovedì, 14 Gennaio 2016 23:57

Il calcio che vogliamo

Articolo per fanzine
Un giorno capitò che sui campi polverosi delle categorie inferiori del calcio italiano, gli spalti si popolarono all’inverosimile. Quello che era inimmaginabile solamente cinque anni fa, senza andare troppo lontano, non è un sogno, sta già capitando. Il processo di svuotamento degli stadi è in atto da un bel po’ di tempo e diventa inarrestabile nella misura in cui, in maniera puntuale, arrivano ormai sempre più frequentemente le condanne della cosiddetta giustizia sportiva, riguardo alle faccende del calcio scommesse. E’ uno dei motivi, ma non è l’unico purtroppo.
Gli evidenti segni di ribellione a questo stato di cose si rendono necessari poiché, oltre ai divieti, alle leggi speciali e ai vari esperimenti di divisione dei settori (vedi Roma), il vero punto di domanda è sulla reale motivazione del perché esistono e vivono le società di calcio: un enorme carrozzone, dove il lecito convive con l’illecito. Negli anni, in maniera graduale, era inevitabile la reazione alle continue prese in giro perpetrate nei confronti della passione di milioni di persone. C’è chi resiste ed è da rispettare perché le motivazioni sono le più nobili del mondo, c’è chi ha abbandonato la nave e non vuole saperne più di pallone (e come dargli torto) e c’è chi, pur continuando ad amare perdutamente quella che è la sua squadra del cuore, ha deciso di rifondare il calcio dal basso.
Diverse le situazioni che si sono create negli anni per questi ultimi: c’è chi ha deciso di farlo insieme agli amici di sempre (quelli che puntualmente ogni domenica allo stadio si ritrovavano al solito posto per anni), in taluni casi proprio con quelli della curva; c’è chi lo sta facendo insieme agli amici nuovi incontrati nella condivisione di queste idee. Non è un sogno, sta già capitando.
Per la verità, crediamo fortemente che i percorsi intrapresi in molte realtà italiane, possano camminare insieme: in fondo chi oggi continua a sostenere la propria squadra e chi ha deciso di “reagire”, sono mossi dalla stessa passione e probabilmente calcio tradizionale e calcio partecipato dal basso potrebbero iniziare un confronto proprio dai tifosi.
Nel nostro caso ci sono già degli esempi di alcuni ragazzi che il sabato sono presenti sul campo di periferia a sostenere quello che è un vero e proprio laboratorio sociale, mentre la domenica sono presenti in curva a sostenere la squadra del cuore. La libertà che oggi vive il calcio delle serie inferiori è un patrimonio da difendere a tutti i costi, i valori che esprimono le realtà dei vari territori delle province dello stivale sono il vero motore della passione popolare e noi che le stiamo vivendo possiamo confermare che a questi livelli si respira un profumo che non respiravamo più negli stadi in cui giocava la nostra amata. La nostra è una sfida storica, probabilmente la più difficile da affrontare: sostituire l’interesse con i valori, trasformare l’atteggiamento della gente da passivo a proattivo. E’ una sfida storica e richiederà del tempo, ma è una sfida che si rende necessaria visti i tempi che viviamo. E’ il calcio che vogliamo. E non solo.

Riprende il campionato e termina con un pareggio la lunga pausa natalizia.

una fase di gioco del difficile match di Lavorate contro l'Angels Episcopio

Questi giorni festivi hanno visto il rientro in città di tanti emigranti, addirittura dalla lontana Los Angeles e pronto alla sua prima gara dopo due anni, c’è il gran debutto di Peppe “a’nfrmer”, il quale durante la gara si diletterà anche in spezzoni ultracomici di radiocronaca.

L’attesa è tanta e fortunatamente in questi giorni i tifosi dello United hanno avuto anche altri impegni, che hanno leggermente smorzato la trepidazione per l’importante partita di Lavorate contro l’Angels Episcopio.

Ospiti della tifoseria dello Spartak Lidense di Ostia, la “Doce” ha partecipato a un incontro nazionale tra tutte quelle squadre che stanno impegnandosi nel fare calcio dal basso. Si tratta di un movimento calcistico nella sua fase embrionale con alla sua radice tante realtà che, qualora sia possibile e qualora ci fosse una benché minima condizione, realizzano un calcio partecipato dalla base, con ideali puliti e con passione, indipendentemente dall'estrazione di provenienza, sia essa di radice politica, sociale, sportiva o calcistica che sia. Nell’ascoltare i ragazzi di Napoli e di Taranto, quelli di Roma, Bari, Firenze etc... siamo convinti che ci siano tante parole comuni che ci uniscono. Le diversità non vanno deposte, né nascoste, anzi. Esse possono rappresentare un patrimonio e il valore aggiunto di ciascuna realtà territoriale, ma non vanno ostentate. Occorre far funzionare i neuroni e questo si spera non siano solo le nostre considerazioni, ma le riflessioni finali dell'intera platea che ha partecipato alla riunione di martedì 5 gennaio a Roma. 

Fatto questo giusto preambolo sugli eventi d’inizio anno, veniamo alla prima partita ufficiale del 2016. Come sopra evidenziato si gioca in casa dell’Angels Episcopio, formazione che durante le festività ha badato a rinforzare la rosa con l’acquisto di tre importanti pedine per lo scacchiere di mister Molisse, al fine di puntare alla vittoria diretta del campionato.

Sul fronte Cava United numerose le assenze dovute a infortuni e malanni di stagione, ma comunque un’ottima rosa a disposizione di mister Senatore.

Queste le formazioni che sono schierate sul terreno di gioco del “Viscardi” di Sarno:

ANGELS EPISCOPIO: Pappacena, Bocchi, Fiore, Rega, Adiletta C.,(6st Gaudiello), Gigi, La Rocca(40st Fortes),Mancuso, Sabatino (38st Gaito), Parziale (42st Pellegrino), Esposito (30st Da Luz)
A disposizione: Adiletta G, Angelino Allenatore: Molisse Antonio.

CAVA UNITED : Ragone (38st Caso), Perfetto, Ascione D, Carotenuto, Altobello, Bisogno, Coppola, Polacco, Mosca, Ferrara (27st Senatore), Lambiase (33st Milite). A disposizione: Nasta, Sica, Di Martino, Ascione A. Allenatore : Senatore Pasquale.

ARBITRO: Robertiello di Salerno.

Da Cava una trentina di supporters che non faranno mancare per un solo minuto il proprio incitamento.

La partita in sé regala pochissime emozioni e sul tabellino annotiamo rarissime situazioni pericolose; le squadre pensano prima a non prenderle e poi eventualmente a cercare delle soluzioni di attacco, dividendosi la posta in palio anche come situazioni di gioco. La prima frazione è a tratti noiosa per chi vi assiste, mentre in campo non manca l’agonismo esasperato, con qualche colpo di troppo tra i protagonisti e un bravissimo Mancuso per i padroni di casa, cui non servirebbero certi comportamenti oltre le regole. Nella ripresa solito canovaccio con le squadre che si allungano, accusando un calo fisico evidente, e con un paio di recriminazioni per parte.

La prima vede protagonista la buona giacchetta nera che in occasione di un calcio piazzato in favore del Cava United fischia un fallo a Milite per una spinta inesistente, proprio mentre Ascione incornava perfettamente e mandava la palla in fondo al sacco; la seconda vede ergersi a protagonisti il nostro Altobello che ferma in maniera impeccabile l’attaccante arancione Parziale, il quale in un primo momento si era ben girato eludendo la sua marcatura e si avviava verso la porta metelliana.

Il pareggio è comunque il risultato giusto per quello che si è visto in campo, anzi "non visto", poiché lo United ci ha abituato a ben altre prestazioni, ma di questo bisogna dare anche merito ai coriacei avversari che hanno disputato una partita molto grintosa senza lasciare nulla al caso.

Ritorniamo a casa con un buon punto, sempre più consapevoli che sarà dura fino alla fine, ma lo sarà anche per i nostri avversari perché Cava United è dura a morire.

A inizio gara abbiamo ricordato in silenzio due dei più grandi tifosi della nostra città (Eduardo e Salvatore), mentre nel finale nel cielo di Sarno echeggiava il tifo della Doce lanciato direttamente dai ragazzi in campo. Bellissimo.

Martedì, 29 Dicembre 2015 16:38

Crowfunding: un defibrillatore per Cava United

la locandina per la campagna crowfunding

Abbiamo deciso di lanciare la nostra prima campagna di crowfunding con l’intento di raccogliere dei fondi per l’acquisto di un defibrillatore (DAE) semi-automatico da donare a tutto il movimento associativo e sportivo in cui siamo coinvolti, e avviare una campagna di sensibilizzazione e formazione sul primo soccorso tra i soci.

Vai su eppela.com, registrati  e dona il tuo contributo.

 

We have decided to start our first crowdfunding campaign with the aim of collect funds for the purchase of a semi-automatic defibrillator (AED) and give it to the entire associative and sporting movement we are involved, and start an awareness and educational campaign about first aid between partners. 

English version

Tre punti sotto l’ albero per il Cava United che nell’ ultima gara dell’ anno solare batte non senza difficoltà la coriacea Fidelis Agro per 2-1 e consolida il primato in classifica generale!

il gol del 2-0 realizzato da Ferrara

Ritorna alla vittoria il Cava United di mister Senatore; dopo il pari racimolato al Novi di Angri, infatti, arrivano tre punti fondamentali contro una squadra arcigna, quella della Fidelis Agro, che non ha mai smesso di crederci e ha lottato fino al 90’, dando filo da torcere alla compagine bianco blu. Primo tempo nettamente di marca blufonçe col Cava United capace di portarsi sul 2-0 grazie alle reti di Coppola e Ferrara e di sfiorare più volte la rete con lo stesso Ferrara prima e Mosca poi. Nella ripresa, invece, gli ospiti approfittano del calo psicofisico dello United, alzano il baricentro e trovano a 5’ dalla fine la rete che riapre pericolosamente il match. Passiamo alla cronaca. Mister Senatore cambia qualche interprete ma non il modulo rispetto alla precedente uscita in quel di Angri: in porta c’ è Caso, a centrocampo Lambiase rileva il battagliero Carotenuto, mentre nel reparto offensivo il buon Ferrara rileva Senatore, autore di un grande avvio di stagione, ma appiedato dal giudice sportivo. Il Cava United , come di consueto, inizia in sordina e nei primissimi minuti concede qualcosa di troppo agli avversari che si rendono pericolosi con un traversone dalla destra, sul quale però è tempestivo l’ intervento di capitan Bisogno che libera l’ area di rigore. Col passare dei minuti il Cava United guadagna campo e chiude gli avversari nella propria metà campo. Alla prima azione pericolosa i bianco blu passano in vantaggio: Lambiase, autore di una prestazione superba quest’ oggi, accende la lampadina e con un gran lancio pesca Coppola defilato sulla sinistra; il numero 7 del Cava United controlla, si accentra e fa partire un destro poderoso che termina la sua corsa all’ incrocio dei pali. Eurogol di Coppola che trova la seconda realizzazione stagionale, dopo il gol alla prima giornata, e corre ad esultare sotto la Doçe.  Poco dopo è ancora lo scatenato Coppola a rendersi pericoloso con un tiro cross dalla sinistra, ma il portiere avversario è attento e blocca in due tempi. La reazione della Fidelis Agro è tutta nel tentativo, velleitario e senza troppe pretese del numero 9, che ci prova dalla lunghissima distanza, ma la sfera finisce docile docile tra le braccia di Caso. Lo United insiste e a metà frazione Ferrara fa le prove del gol: gran punizione del numero 10 del Cava United che colpisce però l’ incrocio dei pali a portiere battuto. La pressione esercitata dal Cava United porta i suoi frutti; infatti il 2-0 è cosa fatta al 35’ quando Ferrara si avventa come un falco su un pallone vagante in area di rigore e a tu per tu col portiere incrocia bene il sinistro mandando il pallone nell’ angolino basso. La prima frazione si chiude ancora con un’ occasione di marca bianco blu: questa volta è bomber Mosca ad andare vicino alla marcatura, ma il centravanti, servito ottimamente da Murolo, spedisce alto da buona posizione. Nella ripresa i ragazzi di mister Senatore calano vistosamente e permettono il rientro degli avversari che dopo una manciata di minuti sfiorano il gol: erroraccio in fase di disimpegno di Lambiase; palla che finisce sui piedi del centravanti della Fidelis Agro che batte a colpo sicuro, ma Caso è a dir poco miracoloso nell’ allungarsi alla sua sinistra e respingere la sfera. Il Cava United si affida alle ripartenze e su una di queste è ancora Mosca ad andare vicino al gol, ma il numero 9 blufonçe trova sulla sua strada l’ ottima risposta dell’ estremo difensore avversario che vola a deviare in angolo. A 5’ dal termine arriva l’ episodio che potrebbe cambiare l’ inzerzia del match: Mannara atterra un avversario in area di rigore; l’ arbitro non ha dubbi e concede il penalty. Dagli undici metri si presenta il numero 10 della Fidelis Agro che si fa ipnotizzare da un reattivo Caso, prestazione maiuscola la sua alla seconda da titolare quest’ anno, ma sulla ribattuta il più lesto è lo stesso calciatore in maglia gialla che ribadisce in gol e accorcia le distanze sul 2-1. I restanti minuti sono una sofferenza anche se accade poco o nulla. Finisce così, come di consueto quest’ anno dalle parti di San Pietro, con il Cava United in festa sotto la Doçe a gioire per una vittoria meritata e sofferta che chiude così l’ anno solare dei bianco blu; un anno da ricordare condito da gioie e dolori, ma comunque da emozioni forti che sono destinate a rimanere impresse nella mente di chi vive quest’ ambiente.

Martedì, 15 Dicembre 2015 22:05

La rivoluzione latente del nostro povero calcio

i presenti alla due giorni di Taranto

Il seguente articolo di Tommaso Magrini è stato pubblicato dal settimanale Pagina 99

«Andavamo in curva una volta e ci andiamo ancora. La differenza è che adesso la squadra è nostra». David Miani è vicepresidente e amministratore delegato dell’US Ancona 1905, la prima società di calcio professionistica in Italia ad avere come proprietari i suoi tifosi. Siamo nel 2010. La storica Ancona fallisce e a un gruppo di supporter viene un’idea rivoluzionaria, almeno per l’Italia: mettersi insieme e gestire direttamente la propria squadra del cuore. Nasce così “Sosteniamo l’Ancona”, un’associazione di tifosi senza scopo di lucro che inizialmente deteneva il 2% e aveva due posti nel cda del nuovo club. «Per quattro anni abbiamo lavorato fianco a fianco dei dirigenti, riportando la squadra dall’Eccellenza alla Lega Pro», spiega Miani. Lo scorso giugno la svolta. Il patron Andrea Marinelli decide di cedere la società ai tifosi. Oggi l’Us Ancona il cui presidente onorario è il sindaco Fiorello Gramillano  è una società gestita in modo sostenibile, con grande attenzione al settore giovanile e, ovviamente, alle richieste dei suoi sostenitori. «Abbiamo1100 socie decidiamo tutto insieme. Finché ci saremo noi non potrà arrivare nessuno da fuori, prendersi la società con scopi poco chiari e portarla poi al fallimento, come accade spesso nel calcio italiano». Quella dell’azionariato popolare (o più precisamente dei supporters trust)è una realtà consolidata in molti Paesi europei, se non addirittura la regola.«Il Regno Unito ha la tradizione più longeva e il maggior numero di associazioni, più di 180. Germania e Svezia sono il massimo per il coinvolgimento diretto dei tifosi nei processi decisionali dei club», spiega Ben Shave,responsabile per lo sviluppo di “Supporters Direct Europe”, un’organizzazione che assiste i tifosi decisi a formare un trust. «Aiutiamo solo le associazioni aperte, democratiche e no profit», continua Shave. «Oggi seguiamo oltre 300 trust in più di 20 Paesi europei». Nel calcio britannico il fenomeno è di portata generale. Quasi il 70% dei club nelle prime cinque categorie tra Inghilterra e Scozia ha in seno un supporters trust. Solo per fermarsi alla Premier League gli esempi più celebri sono Manchester United, Arsenal e Tottenham. Questi gruppi hanno iniettato quasi 30 milioni di euro solo attraverso le quote sociali e hanno salvato più di un club prossimo al fallimento, come accaduto con lo Swansea.

Nei primi anni Novanta in Spagna quasi tutti i club professionistici sono stati obbligati a diventare società sportive per azioni, finite in mano a moltissimi tifosi:l’esempio più celebre,il Barcellona,conta più di 170 mila soci.

E l’Italia? In ritardo, ma sta arrivando. Dal 2010 a oggi il numero dei trust è cresciuto notevolmente. «Il tifoso non può essere assimilato a un cliente: non considera la propria squadra alla stregua di un prodotto commerciale e stringe un legame destinato a durare per sempre». Così la vede Diego Riva, il presidente di “Supporters in Campo”, organizzazione impegnata da anni nella diffusione in Italia di un modello partecipativo per la proprietà e la gestione delle società sportive. «L’interesse sta crescendo, ormai rappresentiamo più di venti associazioni di tifosi»,spiega. Il ritardo, secondo Riva, non è motivato da ostacoli normativi. «Certo, in alcuni Paesi europei ci sono leggi che regolano la partecipazione dei tifosi e strumenti che facilitano l’aggregazione, ma la principale differenza è il background sociale e culturale. C’è bisogno di un modo diverso di vedere il calcio, che dovrebbe essere espressione di una città e non un modo per fare business. La vera sfida è il radicamento della società in un territorio di riferimento, aggregando le forze economiche locali e coinvolgendo direttamente i tifosi in processi democratici partecipativi. Sono loro il vero capitale dei club».

Gli esempi italiani si trovano per lo più nelle serie minori. Da Taranto a Lucca fino a Tortona, dove il trust “Noi Siamo il Derthona” è  riuscito a sottoscrivere un contratto di licenza esclusiva per l’utilizzo del marchio Derthona F.B.C. 1908, club che milita in serie D. «Tra i nostri soci ci sono tutte le tipologie di tifoso, i ragazzi che aderiscono al movimento ultras come gli anziani che vanno in tribuna da una vita», racconta Andrea Freddo. «Il nostro obiettivo è ottenere una quota di partecipazione e puntare tutto sull’identità storica, culturale e sociale della nostra squadra e della nostra città. Purtroppo in Italia prevale il sospetto verso qualsiasi forma di associazionismo tra i tifosi. C’è un po’questa mentalità da padre padrone, secondo la quale chi mette i soldi deve decidere per conto proprio». Capita allora che talvolta, trovandosi chiusa la porta, i tifosi creino una nuova squadra a propria immagine e somiglianza. È il caso di Sulmona, dove dopo dieci anni complicati tra cessioni societarie, debiti e stipendi non pagati, i tifosi rompono con lo storico club cittadino e ne fondano uno nuovo, l’Asd Ovidiana,anche a costo di ripartire dalla Terza Categoria.«Siamo quasi tutti giovanissimi e soprattutto anarchici», spiega Oreste De Deo. «Non abbiamo uno statuto vero e proprio, ma ci troviamo tutti insieme per prendere le decisioni. Siamo un club popolare in tutti i sensi». Risultato? L’Ovidiana fa più spettatori del Pro Sulmona, che però gioca in serie D.

Ma è anche il caso di Cava de’ Tirreni, dove l’associazione Sogno Cavese ha dato vita al proprio club comunitario Cava United, che milita nella Terza Categoria campana. «Oggi ciò che ci spinge ancora a seguire una squadra di calcio ed un pallone che rotola si trova al gradino più basso del calcio italiano. Ma non ci importa nulla, abbiamo la squadra che vogliamo, abbiamo la squadra a nostra immagine e somiglianza, abbiamo Cava United», racconta Maurizio Alfieri.«Abbiamo chiuso con quel calcio fatto di soldi, fallimenti e operazioni non sempre lecite. La nostra è una società senza padroni dove ognuno è importante. Abbiamo creato una cooperativa sportiva con uno statuto blindato con due categorie di soci: cooperatori e finanziatori». L’organo direttivo è formato sempre per due terzi da cooperatori e per un terzo da finanziatori. «In questo modo - prosegue Alfieri -impediamo che la maggioranza possa cambiare dall’oggi al domani e garantiamo la continuità dei valori della squadra. Visto che in Italia non c’è una legge ad hoc, noi il modello ce lo siamo inventati da soli, dal basso». Ma i supporters trust non rappresentano solo la nostalgia di un calcio romantico. «Macché, quelle sono fesserie che ci siamo messi in testa» prosegue Alfieri. «La partecipazione diretta è sinonimo di un modello organizzativo nuovo che può portare tutta una serie di benefici, anche economici, ai club e al territorio».

Ne è convinto Walter Campanile, presidente di My Roma, primo esempio di azionariato popolare nella Serie A italiana. «La partecipazione diretta dei tifosi può contribuire a una serie di servizi indotti capaci di generare introiti importanti. Nei nostri primi anni di attività in sinergia con la Roma, dopo la nascita nel 2009, abbiamo contribuito a creare delle iniziative, dalla nuova biglietteria alle audio descrizioni delle partite per i tifosi non vedenti. Abbiamo avviato una campagna di sensibilizzazione nei confronti delle giovanili,le cui gare fino a qualche anno fa richiamava-no pochissime persone». My Roma detiene un pacchetto di azioni che garantisce un posto alle assemblee degli azionisti del club. «Ma all’ultima non siamo neppure andati», spiega Campanile.«È inutile perdere tempo,non ci ascoltano. Qualcuno che sta dall’a ltra parte dell’oceano ha deciso di cambiare lo stemma della nostra squadra per motivi di merchandising senza nemmeno consultarci». E così, in attesa di una legge che non c’è,i club si arrabattano tra bilanci in rosso, fallimenti e ripartenze più o meno stentate. «Chi gestisce il calcio italiano non ha compreso le enormi potenzialità sprecate», ripetono in coro i protagonisti dei trust italiani. Nel frattempo l'innovazione è partita, dal basso. Nella speranza che se ne accorgano anche ai piani alti.

Domenica, 13 Dicembre 2015 21:05

Per ogni centimetro di campo

La formazione scesa in campo ad Angri

Conquistato il primato, grazie alla gara di recupero di martedì 8 dicembre u.s. con il San Lorenzo Pizzolano, dopo soli quattro giorni Cava United è chiamata a una difficile sfida al “Pasquale Novi” di Angri.

I risultati in crescita del Deportivo Doria fanno supporre che la squadra angrese darà del filo da torcere ai ragazzi di mister Senatore. E così sarà.

La preparazione alla trasferta è, per la Doce, uno di quei giorni da ricordare. In settimana arriva la notizia dell’arrivo di Hannes, accompagnato dagli amici Mounir e Felix, mentre il presidente del Supporters Trust Paolo Polacco annuncia il venerdì sera, in riunione, che il nuovo drappo è pronto per la sua prima partita. Il pranzo alla Doce nel pre-partita ricorda molto quello della finale playoff, tra risate, abbracci, buon cibo e “Bacco” che la fa da padrone.

Al nostro arrivo al “Novi” la squadra ha da poco terminato la fase del riscaldamento e notiamo che sono in fase di svolgimento le consuete operazioni che anticipano l’entrata sul terreno di gioco delle squadre: si tratta di quei momenti decisivi in cui si cerca la giusta concentrazione. I supporters si sistemano sulla tribuna e notiamo una buona presenza anche di simpatizzanti del Deportivo Doria, i quali durante la gara si faranno sentire soprattutto nei confronti dell’inadeguata giacchetta nera.

Il Cava United, rispetto alle ultime uscite, deve fare a meno degli assenti Salsano, Coppola e del capitano Bisogno, mentre a inizio secondo tempo perde per infortunio anche Cristian Altobello. In campo il seguente undici: Ragone, Perfetto, Mannara, Carotenuto, Danilo Ascione, Altobello, Sica, Polacco, Mosca, Davide Senatore, Murolo.

La gara non offre grossi sussulti dalle parti dei rispettivi portieri, le squadre attuano un pressing asfissiante sui portatori di palla, spesso si muovono a specchio, la disputa è equilibrata e per lunghi tratti noiosa per gli spettatori. Quelli della “Doce”, invece, sono su di giri e cantano a squarciagola.

Cava United è evidentemente superiore dal punto di vista tecnico e quando riesce a giocare palla a terra, dà la sensazione che potrebbe prendere in mano la gara. Il primo tempo ci regala un’unica palla gol ed è metelliana: cross al centro per Mosca che gira a rete, il portiere respinge come meglio può, ma il pallone resta nell’area piccola con l’accorrente Murolo che deve solo spingerla in porta; il fantasista dello United colpisce male e regala il pallone al portiere avversario. Niente da fare e Doce con urlo di gioia strozzato in gola.

La prima di frazione di gioco si chiude con qualche accenno di rissa, che sarà solo il preludio a un secondo tempo condito da tante interruzioni, calcioni, mini risse e tanto agonismo. In verità un’occasione per sbloccare il risultato Cava United l’ha avuta intorno al decimo della ripresa, quando la coppia di attacco Mosca-Senatore s’invola 2 contro 1 verso la porta avversaria: Mosca riceve palla da Senatore che si libera sulla sinistra, ma anziché appoggiare per Senatore e mandare in porta il compagno di squadra, preferisce l’azione solitaria andando a sbattere contro il difensore. Una ghiotta occasione per andare in vantaggio e risultato che resta inchiodato sullo 0-0.

Dopo pochi minuti la partita assume contorni thriller. Senatore è colpito da tergo violentemente, si alza e affronta a muso duro l’avversario senza colpirlo: l’arbitro, indecente per condizione e conduzione di gara, espelle il giovane attaccante metelliano per tentata reazione.

Lungi da noi giustificare il comportamento del nostro ragazzo, preso di mira evidentemente, e lungi da noi giustificare la piega che ha preso la disputa (non siamo santi e purtroppo abbiamo recitato il nostro ruolo in queste vicende), ma una gara di alta classifica (terza contro prima della classe) merita più attenzione da chi designa le giacchette nere.

Resta poco da raccontare se non l’orgoglio di noi tifosi nel vedere i ragazzi lottare su ogni pallone, alla conquista di ogni centimetro di campo, addirittura chiudendo la gara in attacco, senza mai concedere un solo tiro in porta ai nostri avversari.

Fischio finale e solito abbraccio con la Doce, a dimostrazione del legame indissolubile tra squadra e tifosi.

Gli amici tedeschi rientrano nella serata a Roma per assistere alla gara dell’Ardita San Paolo e mentre partono, confessano che era da un bel po’ che non assistevano a questo furore agonistico.

Qualcuno dei nostri soci afferma che dobbiamo andar via da questa categoria, probabilmente è auspicabile viste le nostre caratteristiche tecniche, ma il sapore di queste battaglie lasciano sempre un bel retrogusto.

      

i ragazzi a fine gara sotto la Doce

In occasione del recupero della seconda giornata di campionato, al comunale di San Pietro va in scena Cava United vs San Lorenzo Pizzolano. Match di fondamentale importanza poiché un’eventuale vittoria permetterebbe alla compagine metelliana di volare da sola prima in classifica. Sole di Dicembre e pubblico delle grandi occasioni, bambini che in attesa dell’inizio del match giocano tra i gradoni con un Super Santos, fumoni,  tamburi e cori: se non è questo il vero calcio, allora lasciatecelo credere, noi lo intendiamo così.

Passiamo alla partita. Mister Senatore, dopo l’ultima prova convincente, decide di non toccare l’11 titolare.  Ragone tra i pali, solita confermatissima linea difensiva con Perfetto, Altobello, Bisogno ©, Mannara. Sugli esterni di centrocampo Coppola e Salsano, al centro i polmoni dello United Polacco e Carotenuto. Avanti spazio ancora per i due bomber Senatore e Mosca. Scoccano le 14.30, la Doce apre il fuoco, il campo di battaglia è pronto e si parte.

Come da copione è lo United a fare la partita, ospiti che si limitano a difendere e a tentare fortuna nelle ripartenze. Molto bene l’out di destra, con Coppola come al solito attivo e pericoloso. Prima occasione che nasce da una sua azione, perfetto il cross rasoterra in seguito ad un grande passaggio filtrante di Salsano, ma Senatore al centro tenta un improbabile tacco lasciando sfumare tutto. Molto bene anche i centrali di centrocampo Polacco e Carotenuto, abili a chiudere gli spazi e a tenere il pallino del gioco. Da sottolineare la crescita del numero 8 Polacco, che partita dopo partita sembra assimilare sempre di più gli schemi e le idee di Mister Senatore. Per carità, c’è molto ancora da migliorare ma la strada perseguita è quella giusta. Come detto in precedenza, gli ospiti si affidano ad azioni di contropiede ed in ben due occasioni, se non fosse per l’assidua presenza contornata da una grande esperienza di Alessandro Perfetto, magari staremmo parlando di un eventuale svantaggio iniziale per i padroni di casa. L’ultima scorribanda offensiva del San Lorenzo avviene al minuto 25, questa volta Perfetto non onora il suo cognome e rinvia sui piedi dell’avversario che grazia Ragone spedendo alto. Passano pochi minuti e sull’altro versante si sblocca il match. Mosca si traveste da assist-man, cross al bacio per Senatore che di rabbia (magari fosse sempre cosi) spedisce in rete: 1-0. Sul finire della prima frazione di gioco è Mosca, su pregevole assist di Mannara, ad avere la palla per chiudere il match, lo stop è perfetto, il tiro un po’ meno, si resta dunque sullo stesso punteggio.

Ripresa che appare subito in discesa, i padroni di casa vengono definitivamente fuori e gli avversari calano, fioccano le occasioni da goal ma la rete non arriva: sicuramente sarà questo uno degli aspetti su cui ci sarà da lavorare. Più di una volta si pecca di egoismo o di poco cinismo: prima Salsano spedisce alto da pochi metri con Coppola e Mosca soli al centro, pochi istanti dopo è il bomber a colpire il palo da posizione favorevole. Al 65esimo dentro Melchionda, fuori Salsano, Mannara passa a centrocampo, bisogna chiudere il match. Passano pochi minuti ed in seguito ad un tiro di Coppola respinto è Mosca a ribadire in rete: 2-0 e risultato al sicuro, o quasi. Già, perché al 75esimo il San Lorenzo Pizzolano sfiora la rete da calcio piazzato: il pallone sfiora il palo. Il match scorre lentamente e al 77esimo la partita può dirsi chiusa: dopo un batti e ribatti in area il pallone finisce in rete dopo una deviazione maldestra di un difensore ospite, 3 a 0. Nel finale spazio per Nasta (al debutto) e Murolo. Sorprendete la voglia e la convinzione nelle giocate dei due subentrati, corsa e agonismo a servizio della squadra come se si stesse sullo 0 a 0, è questo lo spirito che la Doce vuol vedere. Sono proprio gli ultimi entrati a regalare l’ennesimo squillo del match, palla in profondità dell’ “argentino” Murolo, stop a seguire perfetto di Nasta che, disturbato dall’avversario spara alto, in ogni caso tanti applausi, in particolar modo da parte di un folto gruppo di sostenitori. Ancora pochi spiccioli e si chiude una bellissima partita.

Tre punti fondamentali, United da solo in vetta per la prima volta nella sua storia (breve, ma intensa). Tante note positive per mister Senatore e finalmente tante certezze su cui lavorare. Siamo alla quarta giornata e si è già padroni del proprio destino, il campionato inizia adesso, bisogna correre come non mai, guai guardarsi alle spalle, di primaria importanza non avere più nessuno davanti, mai. Ci viene in mente un famoso proverbio: “la salita è dura, ma quando si arriva in cima, il panorama è più bello”. E’ stata dura arrivare fin qui, certo, sarà ancora più difficile mantenersi in cima. Ma caro United, ahimè, non è ancora il momento di godersi il panorama, ragion per cui il motto non cambia: VAMOS A GANAR.  

i tre marcatori di giornata

Quarta giornata di campionato. Al comunale di San Pietro va in scena Cava United vs Lavorate. Match di fondamentale importanza, sia perché l’avversario di turno è ancora imbattuto e dunque molto pericoloso, sia perché c’è molta curiosità da parte di tutti per vedere se ci sarà una reazione dopo l’ultima gara certamente opaca dei padroni di casa. Giornata di sole nella valle metelliana, ad assistere alla gara tanti tifosi di entrambe le compagini, tanti bambini e soprattutto tanta gioia.

Passiamo al match. Mister Senatore recupera quasi tutti, unici infortunati Quadrano e Danilo Ascione. Ancora cambio di modulo, si passa ad un classico 4-4-2. Confermatissimo il reparto arretrato con Ragone tra i pali, Perfetto e Mannara i terzini, Altobello e capitan Bisogno i centrali. Novità a centrocampo: sono Salsano e Coppola gli esterni, coppia mediana formata da Polacco-Carotenuto. In attacco l’intoccabile Mosca fa coppia con Senatore. Tra i fumoni si innalzano i primi cori, i tamburi dettano il ritmo, la Doce c’è e pulsa, lo United è pronto a scendere in campo: si può iniziare.

Match inizialmente molto studiato, Il Lavorate si difende praticamente in 5 cercando di sfruttare le ripartenze. A dettare il ritmo di gioco è lo United che da subito preme sull’out di destra, vista l’ottima forma di Perfetto e Coppola. Ed è proprio da un’iniziativa di quest’ultimo che al 20esimo arriva la prima occasione per la squadra di casa: cross sul secondo palo, Senatore si fa trovare libero, lo stop è perfetto, il tiro inguardabile. Primi 45 minuti molto poveri dal punto di vista dello spettacolo, partita che si gioca prevalentemente a centrocampo. Salsano prova più di una volta a spaccare per vie centrali la retroguardia avversaria, di tutta risposta, erge un muro apparentemente invalicabile. Finisce così la prima frazione di gioco, United che rientra negli spogliatoi preparandosi alla strigliata di mister Senatore.

Si riprende con le stesse formazioni, ma Mosca and co. entrano in campo con un atteggiamento diverso. Si parte subito all’attacco, prima occasione al 48esimo con Senatore che a pochi metri dalla porta si vede respingere la conclusione dal portiere avversario. Passano pochi minuti e Coppola batte un calcio di punizione magistrale: estremo difensore del Lavorate semplicemente miracoloso. Ormai il gol è nell’aria, azione da corner, batte Coppola, Mosca arriva prima di tutti e con una prepotente incornata torna a gonfiare la rete: primo centro per il bomber dello United, grande gioia per lui e tripudio generale. Sbloccata la partita, i padroni di casa iniziano a dare spettacolo: Mannara, passato a centrocampo in seguito all’ingresso di Melchionda, si rende subito utile e pennella un cross al bacio per lo stacco di Senatore, colpo di testa preciso e raddoppio. Partita dunque che prende una piega ben precisa, il Lavorate cala il ritmo tenuto nel primo tempo e non riesce a creare pensieri a Ragone. Al 70esimo spazio per Lambiase, fuori tra gli applausi bomber Mosca. Padroni di casa che continuano a spingere, macina chilometri Carotenuto che al 77esimo, dalla fascia destra, serve una palla al bacio per l’inserimento di Mannara che con un sinistro volante prova a prendere in controtempo il portiere che di tutta risposta compie l’ennesimo miracolo. Passano tre minuti e ancora dalla destra, questa volta con Perfetto, cross al bacio, ancora inserimento di Mannara che però non sbaglia, terza rete per lo United e terza rete stagionale per “Paki maravilla”, match chiuso. Nel finale c’è gioia ancora per Senatore che su assist di Lambiase fa prima sedere un avversario e poi scarica in rete. 4-0 e tanti applausi. Pochi spiccioli di gara e arriva puntuale il fischio finale.

Resoconto ampiamente positivo, mister Senatore sembra aver trovato il modulo giusto, ma, come visto nel secondo tempo, a fare la differenza devono essere voglia, determinazione e tanta pazienza abbinata allo spirito di sacrificio.

Guai a rilassarsi, Martedì c’è da recuperare la gara contro il San Lorenzo Pizzolano. Mister Senatore saprà sicuramente motivare i suoi e nonostante il poco tempo per recuperare le forze fisiche avrà dalla sua la possibilità di poter contare sull’ampia rosa messagli a disposizione. Il motto è “mai mollare”, la Doce è complice, l’imperativo è VINCERE. VAMOS UNITED.

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